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I Manuali del Recupero dei Centri Storici della Sardegna. Architettura in pietra delle Barbagie, dell'Ogliastra, del Nuorese e delle Baronie
Il Manuale del Recupero dell’architettura in pietra delle Barbagie, dell’Ogliastra, del Nuorese e delle Baronie interessa sostanzialmente il vasto territorio del massiccio centrale della Sardegna, e diventa quindi per antonomasia il Manuale della pietra, che pure è un materiale ed un elemento costruttivo comune a tutta l’isola. La cultura costruttiva della pietra, come fattore prevalente, unifica aree anche molto diversificate: in particolare, nelle zone storiche trattate in questo volume troviamo sia gli ambiti di montagna propriamente detti delle Barbagie e dell’Ogliastra, sia le brevi ma significative piane costiere delle Baronie e della stessa Ogliastra, sia ancora zone collinari di transizione come il Mandrolisai.
Vengono ricostruite le complesse articolazione della cultura abitativa della montagna, ripercorrendo il ruolo della cellula edilizia non solo come semplice elemento-base della casa ma anche per rendere vivibili e insediabili i versanti in forte pendio; e nello stesso tempo mostra come, soprattutto nelle aree di pianura e collinari, la casa a corte, in una versione più compatta, possa coesistere con il tipo “a cellule” arrivando talvolta a sostituirlo.
Innanzitutto, però, il volume cerca di documentare la straordinaria ricchezza e complessità di questa “cultura della pietra”. Ciò che appare in primo luogo è la grande sapienza nell’uso della risorsa locale, con le numerose varianti litologiche che presenta il territorio. Case “ricche” e case “povere” utilizzano in sostanza lo stesso materiale, distinguendosi per i modi della lavorazione e le tecnologie. Accade così che la medesima pietra costituisca il materiale appropriato sia per il muro apparecchiato con trovanti appena sbozzati di una cellula minima, sia per la parete decorosa e ordinata secondo stilemi e ritmi classicisti, costruita con solidi cantoni squadrati, di un palazzo di quelli che fiancheggiano le nuove strade ottocentesche aperte nel vivo dei centri della montagna.
Il volume documenta infine il problematico percorso che porta dal degrado di molta parte di questo straordinario patrimonio ad un suo possibile recupero, fornendo linee guida e strumenti applicativi
Fondazioni, basamenti, murature in pietra
Il Manuale del Recupero dell’architettura in pietra delle Barbagie, dell’Ogliastra, del Nuorese e delle Baronie interessa sostanzialmente il vasto territorio del massiccio centrale della Sardegna e diventa quindi, per antonomasia, il Manuale della pietra, che pure è un materiale ed un elemento costruttivo comune a tutta l’isola. La cultura costruttiva della pietra, come fattore prevalente, unifica aree anche molto diversificate: in particolare, nelle zone storiche trattate in questo volume, troviamo sia gli ambiti di montagna propriamente detti delle Barbagie e dell’Ogliastra, sia le brevi ma significative piane costiere delle Baronie e della stessa Ogliastra, sia ancora zone collinari di transizione come il Mandrolisai. Vengono ricostruite le complesse articolazioni della cultura abitativa della montagna, ripercorrendo il ruolo della cellula edilizia, non solo come semplice elemento‐base della casa, ma anche per rendere vivibili e insediabili i versanti in forte pendio; nello stesso tempo mostra come, soprattutto nelle aree di pianura e collinari, la casa a corte, in una versione più compatta, possa coesistere con il tipo “a cellule” arrivando talvolta a sostituirlo. Innanzitutto, però, il volume cerca di documentare la straordinaria ricchezza e complessità di questa “cultura della pietra”. Ciò che appare in primo luogo è la grande sapienza nell’uso della risorsa locale, con le numerose varianti litologiche che presenta il territorio. Case “ricche” e case “povere” utilizzano in sostanza lo stesso materiale, distinguendosi per i modi della lavorazione e le tecnologie. Accade così che la medesima pietra costituisca il materiale appropriato sia per il muro apparecchiato con trovanti appena sbozzati di una cellula minima, sia per la parete decorosa e ordinata secondo stilemi e ritmi classicisti, costruita con solidi cantoni squadrati, di un palazzo di quelli che fiancheggiano le nuove strade ottocentesche aperte nel vivo dei centri della montagna. Il volume documenta infine il problematico percorso che porta dal degrado di molta parte di questo straordinario patrimonio ad un suo possibile recupero, fornendo linee guida e strumenti applicativi
L’EDILIZIA MODULARE: LA LEZIONE DELLA CASA A SCHIERA STO RICA DI IGLESIAS
Il paradigma della “casa conclusa” frutto di un progetto mirato a soddisfare un programma funzionale stabilito a priori, legato alle necessità di un arco temporale assai ridotto, non è più compatibile con l’esigenza di sviluppo sostenibile con il quale oggi, con la crisi edilizia, siamo chiamati a confrontarci. Le famiglie, ossia gli utenti dell’edilizia cosiddetta “di base”, mutano le loro esigenze durante il corso della propria vita per far fronte al variare della composizione del nucleo familiare, delle situazioni economica, sociale e lavorativa. Non altrettanto riesce a fare la casa conclusa. In Italia, e nelle economie più povere in misura maggiore, la casa è un bene che si trasmette alle generazioni future. Pertanto, le scelte impostate in sede di progetto si ripercuotono sul ventaglio di opportunità per un successivo riutilizzo o sullo sforzo economico e di risorse necessari per il suo adattamento. Una casa modulare, in grado di adattarsi a diversi scenari abitativi, verificabili anche in tempi successivi, per mezzo dell’aggiunta di moduli codificati nelle dimensioni e nelle modalità di assemblaggio, può essere la soluzione per coniugare il paradigma della sostenibilità ambientale e del riuso con quello della casa come bene transgenerazionale che garantisce la continuità culturale ereditaria. Eppure, il rilancio di questo principio non necessita di nuovi prodotti della mente. È sufficiente riscoprire il passato quando la modularità dell’alloggio derivava da questioni normative e l’evoluzione modulare era una condizione ordinaria nella maggior parte dei nostri centri storici. Il paper, ripercorrendo l’evoluzione tipologica della casa a schiera del centro storico di Iglesias, città medievale nella regione sudoccidentale della Sardegna, e confrontandoli con alcuni progetti contemporanei di scala internazionale, sintetizza alcuni principi fortemente attuali che possono applicarsi al paradigma della casa modulare in risposta ai modelli della crisi dell’identità edilizia attuale.The “concluded house” paradigm as a result of a project aimed at satisfying a priori established functional program, linked to a very short time needs, is no longer compatible with the need for sustainable development to which today, with the building crisis, we are called to deal with. Families change their needs to cope the change in the family size and economic, social and work situation. Not so successful makes the “concluded house”. In Italy, and especially in the poorest economies, the house is a good that passes on to future generations and therefore the design choices influence the range of subsequent opportunities for reuse or the economic effort and resources necessary for his adaptation. A “modular house”, able to adapt itself to different living scenarios that can happen at a later time, by adding modules codified in dimensions and assembly methods, can be the solution to combine the paradigm of environmental sustainability and reuse with that of the home as a transgenerational good that guarantees hereditary cultural continuity. Yet the relaunch of this principle does not require new products of the mind, but it is sufficient to rediscover the past, when the modularity of the accommodation derived from normative questions and modular evolution was ordinary in most of our historic centers. The paper, retracing the typological evolution of the terraced house of the historic center of Iglesias, a medieval city in south-western region of Sardinia, and comparing them with some contemporary international project, summarize some strongly current principles, inspired more from conditions of necessity than from rational choices, which can be applied to the paradigm of the “modular house” in response to the current models of the contemporary building identity crisis
Scenari innovativi per la tutela del costruito storico mediante l'uso del geodatabase: il Piano particolareggiato del Centro matrice di Iglesias
Il processo di sviluppo di una città è fortemente legato alla valorizzazione del proprio centro di antica e prima formazione: la sua tutela è fondamentale per la preservazione dei valori identitari della comunità urbana, mentre il miglioramento delle sue condizioni di vivibilità è necessario per evitarne lo spopolamento e per lo sviluppo delle attività socio-economiche. Tali presupposti sono ancora più validi se riferiti al caso di Iglesias, città dell’area sud-occidentale della Sardegna la cui storia è profondamente segnata dalla sua vocazione produttiva mineraria che ha attirato capitali e tecnologie da tutta Europa, dalle origini medioevali fino alla prima metà del XX secolo quando l’attività estrattiva è andata in dismissione. In qualità di consulenti scientifici per la redazione del Piano Particolareggiato del Centro Matrice (PPCM) di Iglesias, il nostro gruppo di ricerca ha creato un sistema innovativo di conoscenza, gestione e controllo del costruito storico. Attraverso la parametrizzazione in specifiche categorie delle informazioni relative ai caratteri tipo-morfologici e costruttivi dell’edilizia storica, si è cercato di automatizzare e rendere il più possibile oggettiva l’attribuzione dei giudizi di valore storico-paesaggistici per gli edifici, nonché le scelte progettuali necessarie per l’attuazione dello stesso Piano. La definizione di questo sistema ha agevolato l’implementazione dei dati in un Geodatabase, realizzata attraverso la conversione dei parametri in specifici domini contenenti le informazioni proprie della fase analitica e progettuale del costruito storico. Questa innovativa modalità di lettura e analisi delle informazioni relativa a un contesto storico pluristratificato ha permesso di creare uno strumento capace di mettere a sistema, in maniera versatile e flessibile nel tempo, tutte le informazioni riguardanti lo stato di “salute” di ogni manufatto architettonico, sia esso di uso pubblico che privato, in grado, inoltre, di simulare scenari utili al supporto delle politiche di valorizzazione, rilancio socio-economico e sviluppo futuro del Centro Matrice.The development of a city is heavily dependent on the valorization of its historic center: its protection preserves the urban community identity, while the improvement of its livability it is crucial to avoid depopulation and for the development of socio-economic activities. This is all the more true regarding Iglesias, a city in the south-west area of Sardinia. The mining activity attracted funds and technologies in Iglesias since its foundation until the XX century when the mining activity get dismissed. Our research group, as scientific consultant for the draft of Iglesias’ historic center land use plan, defined an innovative system to analyze and manage the historic built environment. The historic buildings characteristics, by the typological, morphological and technological point of view, were made parametric; this to make the assessment of the historic built environment and the design choices, by the historic and landscaping purpose, as more automatic and objective as possible. This system simplified the implementation of the information in a Geodatabase. By applying this method to analyze the complex site of Iglesias, we created a tool that systematize, in a very flexible way, all the information about the state of conservation and about the design of every single historic building. Furthermore, this tool supports the valorization and the socio-economic development of the historic center by allowing the creation of future possible scenarios
I Manuali del Recupero dei Centri Storici della Sardegna: Architetture in pietra delle Barbagie, dell'Ogliastra, del Nuorese e delle Baronie
Il Manuale del Recupero dell’architettura in pietra delle Barbagie, dell’Ogliastra, del Nuorese e delle Baronie interessa sostanzialmente il vasto territorio del massiccio centrale della Sardegna e diventa quindi, per antonomasia, il Manuale della pietra, che pure è un materiale ed un elemento costruttivo comune a tutta l’isola. La cultura costruttiva della pietra, come fattore prevalente, unifica aree anche molto diversificate: in particolare, nelle zone storiche trattate in questo volume, troviamo sia gli ambiti di montagna propriamente detti delle Barbagie e dell’Ogliastra, sia le brevi ma significative piane costiere delle Baronie e della stessa Ogliastra, sia ancora zone collinari di transizione come il Mandrolisai.
Vengono ricostruite le complesse articolazioni della cultura abitativa della montagna, ripercorrendo il ruolo della cellula edilizia, non solo come semplice elemento-base della casa, ma anche per rendere vivibili e insediabili i versanti in forte pendio; nello stesso tempo mostra come, soprattutto nelle aree di pianura e collinari, la casa a corte, in una versione più compatta, possa coesistere con il tipo “a cellule” arrivando talvolta a sostituirlo.
Innanzitutto, però, il volume cerca di documentare la straordinaria ricchezza e complessità di questa “cultura della pietra”. Ciò che appare in primo luogo è la grande sapienza nell’uso della risorsa locale, con le numerose varianti litologiche che presenta il territorio. Case “ricche” e case “povere” utilizzano in sostanza lo stesso materiale, distinguendosi per i modi della lavorazione e le tecnologie. Accade così che la medesima pietra costituisca il materiale appropriato sia per il muro apparecchiato con trovanti appena sbozzati di una cellula minima, sia per la parete decorosa e ordinata secondo stilemi e ritmi classicisti, costruita con solidi cantoni squadrati, di un palazzo di quelli che fiancheggiano le nuove strade ottocentesche aperte nel vivo dei centri della montagna.
Il volume documenta infine il problematico percorso che porta dal degrado di molta parte di questo straordinario patrimonio ad un suo possibile recupero, fornendo linee guida e strumenti applicativi
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