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Solidarietà corrotta. Come cresce la corruzione, come si logora il tessuto sociale
Il tema della corruzione può essere affrontato da molteplici punti di vista, tuttavia, superando una visione strettamente giuridica, è possibile riflettere sull’antropologia della corruzione. L’Autore si interroga sulle ragioni diffusione di una cultura della corruzione, di una mentalità, di un modus operandi, di un atteggiamento etico, di un comportamento che produce male e induce altri al male, di un sistema che parte dall’interesse individuale e lì si arresta, dimentico di ogni dimensione di bene comune.The issue of corruption can be considered from multiple points of view, however, by overcoming a strictly legal vision, it is possible to reflect on the anthropology of corruption. The author questions the reasons for spreading a culture of corruption, such as a mentality, a modus operandi, an ethical attitude, a behaviour that produces problems and leads others to evil, a system that starts from the individual interest and there it stops, forgetting every dimension of common good
Diritti sociali e prossimità alla prova del Coronavirus. Una “prima analisi” antropologico-giuridica
In this period of emergency, the lockdown, which is necessary to prevent
the spread of the virus, is affecting social rights and putting a strain on the population,
both individually and collectively. Among the various possible perspectives of
analysis, here are proposed some anthropological-legal reflections on social rights,
proximity and solidarity
Jean Giono e l'«estrema cura» per il bene comune. Una lettura antropologico-giuridica de “L'uomo che piantava gli alberi”
The article deals with the new EU Regulation on the European Citizens’ Initiative (ECI),
which shall apply from 1 January 2020 and will substitute Regulation 211/2011. After a short
presentation of the current legal regime of the ECI and of the problems which emerged in its application,
the article examines the main innovations introduced by the new Regulation in order to understand
whether it can enable the ECI to achieve its full potential as a tool to foster democracy in the EU
Vuoti di cittadinanza. Le proposte di attribuzione della cittadinanza ai minori «italo-stranieri»
Il contributo intende evidenziare gli aspetti connessi alla discussione in corso sull'attribuzione della cittadinanza ai minori stranieri di seconda generazione o migranti di lungo period
Diritti dal volto umano: conoscerli per ri-conoscersi
In un contesto in cui le giovani generazioni sono sempre più in balia di disillusione, nichilismo, indifferenza, individualismo, all’interno di un contesto sempre più caratterizzato dalla contrapposizione con l’altro, anziché con la collaborazione e la cooperazione, quale spazio hanno ancora, fra questi giovani, i diritti umani? Come li concepiscono? Questo contributo restituisce un’indagine realizzata dallo IUSVE (Istituto Universitario Salesiano di Venezia), in rete con l’Universidade Católica de Brasilia (Brasile), Universidad Autonoma de Querétaro (Messico) e Centro de Enseñanza Superior en Humanidades y Ciencias de la Educación “Don Bosco” (CES) (Spagna), prendendo come campione indicativo la popolazione degli studenti universitari in quattro diversi contesti territoriali dell’America e dell’Europa latina sul tema della percezione del tema “giustizia e diritti umani”.In a context in which the younger generations are increasingly at the mercy of disillusionment, nihilism, indifference, individualism, within a context increasingly characterized by the contrast with the other, rather than by collaboration and cooperation. This paper expose an empirical research about the theme “justice and human right” carried out by the IUSVE (Salesian University Institute of Venice), in network with the Universidade Católica de Brasilia (Brazil), Universidad Autonoma de Querétaro (Mexico) and Centro de Enseñanza Superior en Humanidades y Ciencias de la Educación " Don Bosco "(CES) (Spain), through the opinion of university student coming from four different countries
Un'iniezione di diritti. Bisogni e diritti del minore in ospedale
L’ospedale è un luogo in cui la dignità e la vulnerabilità umana emergono in modo evidente, in particolare se la persona ricoverata è minore d’età, in quanto le fragilità si sommano, intrecciando quella del minore e dei suoi familiari e ponendola di fronte all’umanità dei professionisti della salute.
In questo contesto, risulta di forte attualità il tema dei diritti che possono essere riconosciuti al minore ricoverato, connesso a quello dei suoi bisogni esistenziali a partire da un intreccio fra le riflessioni dottrinali e la letteratura di ambito antropologico, medico e psicologico.
Ogni malato, prima di essere un caso clinico, è una persona, a cui va ricordato che la malattia non è tutto, che esiste ancora una ‘parte sana’ da non dimenticare. Tutto questo evidenzia la necessità di un diritto vivente, ma anche vitale, impegnato, attento all’umano
L'autonomia decisionale del minore di fronte al trattamento medico: un confronto fra i sistemi giuridici italiano e svizzero
Il contributo sintetizza il lavoro di ricerca compiuto confrontando la normativa italiana e svizzera in materia di consenso informato e, più in particolare, in merito all'autonomia decisionale del minore d'età nel contesto ospedaliero. Del minore sono stati analizzati anche altri diritti, riconosciuti da normativa o soft law (carte dei diritti), con riflessioni a carattere antropologico-filosofico e giuridico
Per un nuovo codice dei diritti dei minori in ospedale. Reale necessità o ennesimo esercizio di stile?
A poco più di vent’anni dall’adozione della Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia in Italia e a quasi dieci anni dalla rilevazione in materia compiuta nel 2005 dal Pubblico Tutore dei minori della Regione Veneto, che resta il lavoro di ricerca più completo finora compiuto sull’argomento nel panorama italiano, l’attenzione nei confronti dei diritti dei minori ospedalizzati si è ridestato a seguito, di recente, delle iniziative condotte dalla Task Force per la Promozione della Salute dei bambini e degli adolescenti (HPH-CA), istituita nel 2003 nell’ambito del progetto dell’OMS “Rete Internazionale degli Ospedali per la Promozione della Salute”, dalla promozione, nel 2008, di una nuova carta dei diritti dei bambini e degli adolescenti ospedalizzati, a cura dell’ABIO – Associazione per il Bambino In Ospedale in collaborazione con la SIP – Società Italiana di Pediatria, che si aggiunge a quelle già previste sia a livello europeo, sia nelle esperienze dei principali ospedali pediatrici italiani. Ora, a seguito del lavoro biennale di un gruppo di esperti coordinato da INDiMi – Istituto Nazionale per i Diritti dei Minori e di cui hanno fatto parte rappresentanti appartenenti a società e associazioni pediatriche (SIP, SIMA, SISIP, ACP) e Unicef Italia, è stato redatto un nuovo “Codice del diritto del minore alla salute e ai servizi sanitari”, con l’ottica di superare la frammentazione fra le varie esperienze di “carte” che caratterizza il panorama italiano e di dare ai diritti dei minori in ospedale un’occasione di reale attuazione, attraverso un lavoro da un lato capillare, svolto con modalità orizzontale, a partire dalla sensibilizzazione dei singoli territori, e dall’altro intenzionalmente verticale, portando a rendere il Codice una sorta di Linee – Guida ministeriali, sulla scorta di quanto già realizzato dal DM Sanità 24.04.2000 rispetto alla "Carta europea dei bambini degenti in ospedale" adottata nel 1986 con Risoluzione del Parlamento europeo. Non una nuova “carta”, a riempire di principi le scrivanie o di nostalgia gli archivi storici, ma il tentativo di superare le diverse esperienze locali o associative e tentarvi una sintesi, in funzione dell’obiettivo finale che le accomuna: le storie, il presente e le prospettive future dei bambini e degli adolescenti ricoverati in ospedale o accompagnati, nei loro percorsi di vita, nei servizi pediatrici territoriali
Significatività dei legami nell'esperienza di affido familiare. Annotazioni in prospettiva di diritto vivente
The foster care system realizes the right of the child to grow in a family environment,
when his or her natural family is temporarily not able to handle his or her
best interest, but also because it activates relations, connects the world of the natural
family with that of the foster family, socials services, etc. when it helps building
bridges among foster families that support each other in their experiences, in order
to face difficulties, and that can serve as a starting point for wider forms of solidarity
among families. This article briefly comments the latest national results (September
2018) regarding children in the foster care system and presents a reflection on
the theme of the significance of personal and family relations and ties, during and
even after the family foster experience
IL VOLTO FRAGILE E IL TRATTEGGIO DI UNA SOCIETÀ PIÙ GIUSTA La riflessione giuridica allo specchio di fragilità e vulnerabilità
La fragilità è un “oggetto di studio” prismatico, che richiede delicatezza e attenzione nella sua esplorazione. Ma è anche un “oggetto di indagine” che, per la sua pervasività, necessita di essere affrontato, il più possibile, lontano dai riduzionismi epistemici. Un solo guardo disciplinare non è in grado, nella sua parzialità di prospettiva, di esaurirne ogni considerazione e analisi, ancor prima di coglierne la pluralità delle forme che la connotano. Gli autori del presente volume si sono impegnati a ragionare attorno all’esistenziale della fragilità, a muovere dall’esigenza di esplorare, in un confronto interdisciplinare, traiettorie utili ad indagare i nessi che ne possono fare motivo di vulnerabilità
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