305,233 research outputs found

    Fabbisogni e costi standard, un'occasione perduta

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    The paper relates to the introduction of the standard requirement and cost concepts in health care financing system. The author, after a reconstruction of the evolution of health service financing in Italy, highlights the criticality of the system. Finally, the author examines the possibility that the standard requirement and cost concepts obtain a different meaning from the original

    Forme di gestione del servizio idrico integrato tra tutela della concorrenza e tutela dell'ambiente. Il riparto di competenze tra Stato e Regioni

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    Forme di gestione del servizio idrico integrato tra tutela della concorrenza e tutela dell'ambiente. Il riparto di competenze tra Stato e Region

    Crescita e distribuzione. Il “nuovo capitalismo” di Kishida

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    Il 29 settembre il sessantaquattrenne Kishida Fumio ha vinto (257 voti contro 170) il ballottaggio per la presidenza dell’LDP superando Kōno Tarō, che nel Gabinetto Suga ricopriva il ruolo di Ministro per le Riforme Amministrative e responsabile della campagna di vaccinazione anti Covid-19 in Giappone

    L'indirizzo della politica estera e della difesa nel Giappone contemporaneo

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    La Costituzione del Giappone è stata approvata il 3 novembre 1946 ed è entrata in vigore il 3 maggio 1947. In ossequio al principio di continuità legale, la Carta del 1946-1947 è un emendamento alla Costituzione dell’Impero del Giappone (c.d. Costituzione Meiji), in quanto promulgata conformemente alla procedura aggravata di revisione costituzionale (art. 73) contenuta nel testo ottriato dall’Imperatore Meiji nel 1889-1890. Eccettuando tale circostanza, verificatasi durante l’occupazione militare del territorio nazionale in conseguenza dell’esecuzione dei termini di resa incondizionata, l’ordinamento giapponese non ha mai proceduto ad alcuna revisione costituzionale in senso formale. Il testo della Costituzione Meiji è rimasto inalterato lungo tutta la sua vigenza, così come l’odierna Costituzione del Giappone. La previsione certamente più eclatante, frutto del peculiare processo di democratizzazione operato in Giappone nel secondo dopoguerra, è la c.d. “clausola pacifista”, incapsulata nell’unico articolo, il 9, del Cap. II della Costituzione del Giappone. Sin dagli esordi della logica bipolare, ed in reazione alle dinamiche internazionali dell’immediato secondo dopoguerra – su tutte la proclamazione della Repubblica Popolare Cinese e la guerra di Corea – l’indirizzo di politica estera e della difesa dell’ordinamento giapponese è stato ancorato al campo occidentale. Ciò è avvenuto principalmente mediante: a) un processo di democratizzazione esogeno di tipo monopolistico, che ha portato all’approvazione di una nuova Costituzione dopo poco più di due anni dalla firma dello strumento di resa; b) un Trattato di pace, che ha escluso la partecipazione di quei Paesi che, pur coinvolti contro il Giappone nel secondo conflitto mondiale, alla fine delle ostilità erano in contrapposizione nei riguardi della leadership statunitense; c) un Trattato di Sicurezza bilaterale con gli Stati Uniti, che ha prodotto i propri effetti contemporaneamente al Trattato di pace. In quest’ottica emerge la sensibilità del diritto costituzionale, in grado di evidenziare la statica e la dinamica dell’indirizzo della politica estera e della difesa nel Giappone contemporaneo

    Fattori di rischio della depressione post partum

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    La maternità rappresenta un periodo critico per una donna, caratterizzato da profonde trasformazioni fisiche, psicologiche e relazionali. I cambiamenti e la riorganizzazione richiesti in questa fase possono portare all’insorgenza di alcuni disturbi, tra cui la depressione post partum che nelle società occidentali ha un’incidenza compresa tra l’8% e il 15 % e può provocare effetti negativi sulla relazione madre-bambino e sullo sviluppo del bambino. Nel presente articolo vengono esaminati i fattori che predispongono allo sviluppo della depressione post partum, attraverso una revisione della letteratura sui fattori di rischio biologici, ambientali, ginecologici e ostetrici, psicosociali e psicologici. I fattori che sembrano avere una maggiore incidenza per lo sviluppo della depressione post partum sono una precedente storia di depressione, la presenza di eventi di vita stressanti, lo scarso supporto sociale e l’ansia prenatale. Conoscere quali sono i fattori che contribuiscono allo sviluppo della depressione post partum consente di predisporre degli interventi mirati e tempestivi che possano prevenire la sua comparsa o ridurne le conseguenze negative

    Welfare sanitario e vincoli economici

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    La tesi di dottorato è diretta a mettere in evidenza quali effetti la grave crisi economico-finanziaria del 2008 e le conseguenti esigenze di bilancio abbiano avuto sul sistema di welfare sanitario italiano. Ciò che emerge è una progressiva contrazione del carattere universale del Servizio sanitario nazionale e un riaccentramento delle competenze in materia. Con particolare riguardo al primo profilo, le stringenti logiche di contenimento della spesa stanno generando un progressivo ridimensionamento del Servizio sanitario nazionale e una reintroduzione surrettizia di un modello di assistenza sanitaria di stampo assicurativo/contributivo, in cui scompare la considerazione di un quantum di tutela da assicurare indistintamente a tutti gli individui in regime di tendenziale gratuità. Obiettivo ultimo del lavoro di tesi è quello di dimostrare l’inammissibilità di un simile processo. Si afferma, infatti, il carattere inalienabile del Servizio sanitario nazionale e, più in generale, del compito di tutela della salute, che deve considerarsi a tutti gli effetti una “funzione” dello Stato e, pertanto, indisponibile. A tal fine, nella disamina si è concentrata l’attenzione, dapprima, sulla struttura diritto alla tutela della salute di cui all’art. 32 della Costituzione, secondariamente, sull’evoluzione e lo stato dell’arte del “paradigma” finanziario e organizzativo del Servizio sanitario nazionale. In particolar modo, il primo capitolo, che prende le mosse da una breve ricostruzione dell’evoluzione storica dell’assistenza sanitaria in Italia, è finalizzato a chiarificare di quali innovazioni sia stata foriera la Carta costituzionale rispetto al “bene” salute. Il secondo capitolo, composto di due sezioni, mira, invece, a verificare l’impatto che la crisi economica e i conseguenti stringenti vincoli di bilancio hanno avuto sul Servizio sanitario nazionale e, in particolare, sui suoi caratteri dell’universalità dell’accesso alle prestazioni e del decentramento organizzativo e finanziario. A conclusione della trattazione, nel terzo capitolo si svolgono alcune riflessioni in un’ottica comparata, al fine di comprendere quali conseguenze la suddetta crisi abbia avuto sul sistema sanitario di un altro Stato membro dell’Unione europea. Quale Paese per la comparazione è stata scelta la Spagna per due diverse ragioni. Vi è, innanzitutto, un’analogia strutturale con il nostro ordinamento, dal momento che entrambi adottano, pur con differenze sostanziali, un modello di gestione del sistema sanitario decentrato, corrispondente all’opzione per una forma autonomistica di Stato, che la Costituzione spagnola del 1978 ha mutuato dalla Costituzione italiana del 1948. Da un punto di vista strettamente economico, poi, i due Paesi si sono trovati ad affrontare, al momento dello scoppio della crisi del 2008, una situazione di deficit simile

    United by Emotion? Crolla il gradimento del Gabinetto Suga mentre si allunga l’ombra della pandemia alla vigilia dei (probabili) Giochi olimpici

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    L'aggiornamento epidemiologico settimanale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, datato 27 aprile, riporta, per la Regione del Pacifico Occidentale, “quasi 132.000 nuovi casi ed oltre 1300 vittime, rispettivamente un incremento del 3% ed un decremento del 10% rispetto ai dati dei sette giorni precedenti”. Tuttavia, prosegue il documento, “il più alto numero di morti è stato riportato dalle Filippine [...] e dal Giappone, quest’ultimo con 291 nuove morti, corrispondenti a 0,2 su 100.000, equivalenti ad un incremento del 21%”. Il Paese registra oltre 32.000 nuovi casi di Covid-19 negli ultimi sette giorni, che portano i casi cumulativi ad oltre 562.000, a 9.913 il totale dei deceduti. Significativamente la pubblicazione dell’OMS dedica un focus alle c.d. varianti, suddivise in “Variants of Interest (VOI) e Variants of Concern (VOC)”. Le VOC attenzionate sono VOC 202012/01, individuata per prima nel Regno Unito nel settembre 2020; 501Y.V2, nell’agosto 2020, in Sud Africa; P.1, dicembre 2020, contemporaneamente in Brasile ed in Giappone. Il Ministero della Salute, Lavoro e Welfare (MHLW d’ora in avanti) ha sostanzialmente corroborato le rilevazioni dell’OMS, confermando la compresenza sul territorio giapponese di tutte e tre le Variants of Concern (N.B. nei documenti segnalati, la nomenclatura delle varianti differisce fra quella adottata dall’OMS e quella impiegata dall’MHLW)

    Il “testamento politico” del dimissionario Abe. La fine di un Periodo

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    L’aggiornamento epidemiologico settimanale pubblicato dall’OMS il 31 agosto, sulla base dei dati ricevuti il giorno precedente dalle autorità nazionali, fotografa anche per il Giappone l’evoluzione della pandemia di Covid-19 all’estremo temporale di riferimento più vicino per la presente riflessione: 5.517 sono i nuovi positivi negli ultimi sette giorni, a fronte di un ammontare complessivo di contagi di poco superiore ai 67.000. Il totale dei decessi riferibile al Covid-19 è di 1264, di cui 88 nell’ultima settimana. Questi dati si coniugano con i parametri di 532 positivi e 10 deceduti ogni milione di abitanti, mentre la catena di trasmissione del virus viene catalogata come clusters of cases

    Il Giappone ripensa sé stesso in vista delle olimpiadi del 2020 ma deve fare i conti con la situazione internazionale contemporanea

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    Il IV Gabinetto Abe comincia a dare una fisionomia concreta alle aspettative ingenerate nel proprio elettorato, prendendo le mosse da un settore per cui al Giappone è unanimemente riconosciuto un ruolo di leadership globale, ovvero il lavoro. La vetrina offerta nel 2020 dai Giochi Olimpici di Tokyo costituirà senz’altro un’occasione irrinunciabile per fornire al mondo un’immagine “tradizionalmente moderna” del Paese, in grado di stupire milioni di visitatori con le performances sulle rotaie degli Shinkansen e la millenaria spiritualità del sentimento religioso consacrata dallo Shintō
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