1,721,005 research outputs found

    New lenses for an anthropology of Islam. The case of mevlid ceremonies.

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    The chapter presents a reflection on the need to observe and interpret ethnographic studies on Islam from a different perspective, one that places more emphasis on the reflexivity of the researcher in the research process

    Il visuale sfida i confini culturali. Osservazioni sul documentario “Who I am”

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    Many case studies have highlighted the advantages of using visual methodology in migration processes studies and in the analysis of identity paths of people of foreign origin. Regarding the use of the documentary, we had the opportunity to focus on the recording process of the video Who I am on a multicultural after-school service. The video was useful to make people actively participate, overcome linguistic and cultural barriers and reflect on the relational dynamics of the interculturalcontext

    Religiosità, spiritualità e dialogo interreligioso: una ricerca sui/lle giovani millennials

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    Uno fra i temi emergenti su cui si è focalizzata la ricerca sociale negli ultimi anni riguarda il rapporto fra le giovani generazioni e la religione. Una particolare attenzione è rivolta alla generazione dei millennials altrimenti detta generazione y, secondo la definizione di Howe e Strauss, descritta come generazione di mezzo, che nel rapporto con la religione si pone in maniera interstiziale fra un passato caratterizzato da un continuum sociale di aderenza e partecipazione alle religioni istituzionali e un’emergente condizione presente determinata da nuove modalità di rapportarsi con la fede, generalmente più intimistiche e deistituzionalizzate

    Famiglie e migrazioni: percorsi, progetti e strategie

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    Il volume tratta le migrazioni in una prospettiva sociologica attuale seguendo il filo conduttore dei diversi aspetti legati ai processi di inclusione dei migranti nella società ricevente. Con un attento focus sulle tematiche dell’educazione e delle buone pratiche di inserimento sociale, lo sguardo è rivolto al fenomeno seguendo un approccio storico-sociologico, senza tralasciare le dinamiche contemporanee e i nodi concettuali ancora irrisolti nell’ambito degli studi sulle migrazioni. Tra questi sono da ricordare, in particolare, i percorsi dell’inserimento scolastico dei bambini e dei giovani di origine straniera, ma anche le vie dell’accesso alla cittadinanza e ai diritti, che in molte realtà dei paesi ospitanti continuano a restare questioni aperte e non esenti da aporie e criticità nella definizione dei rapporti tra autoctoni e “nuovi venuti”. Un’inclusione “mancata” o dall’andamento eccessivamente accidentato può, infatti, rivelarsi foriera di esiti potenzialmente problematici non solo per i nuovi venuti, ma anche per il tessuto sociale che non è riuscito o non ha voluto accoglierli

    Parental Perspectives on Smartphone Usage. A Qualitative Study of the “Smartphone Usage Agreement” and Other Control Strategies

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    The smartphone has become an integral part of contemporary society, and concerns about its effects, especially on younger generations, are increasingly widespread. This article aims to reflect on the strategies of control and family mediation of smartphone usage implemented by parents towards preadolescents and adolescents, with a specific focus on the socio-educational experience of the “Smartphone Usage Agreement”. The Agreement was conceived and experimented within the framework of the “Educare digitale” blog, an Italian blog addressed to parents and educators. Through six in- depth interviews to a sample of parents, opinions regarding the relationship between young people and smartphones and their attitude towards parental mediation were collected. The data highlights a still limited understanding of the characteristics of the media ecosystem by parents and their tendency to resort to control and punishment strategies rather than negotiation based on socio-educational principles. The conclusions lead to the necessity of implementing digital literacy practices based on dialogue and negotiation of meanings between young people and adults, but with an eye towards the need to regulate an increasingly complex media ecosystem

    Religiosità, spiritualità e dialogo interreligioso. Una ricerca sui/lle giovani millennials dell’Università degli Studi di Macerata

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    Recenti studi a livello nazionale ed internazionale hanno mostrato una crescente pluralizzazione delle moda-lità di appartenenza e di espressione della religiosità, maschile e femminile, dentro e fuori dai contesti istituzio-nali delle chiese e dei gruppi religiosi. Anche la letteratura sull’esperienza religiosa in un’ottica di genere, ha evidenziato nel corso degli ultimi decenni alcuni elementi ricorrenti: la disaffezione delle giovani generazioni da una religiosità di tipo istituzionale e la permanenza di un senso religioso e un diverso approccio alla religio-sità), la maggiore partecipazione e adesione femminile alle norme e alle regole religiose nelle vecchie genera-zioni, anche all’interno di un contesto di progressivo allontanamento dalle istituzioni ecclesiastiche di molti credenti ed un sostanziale calo della partecipazione nelle generazioni di donne più giovani. Saranno presentati i risultati relativi all’indagine Giovani e religioni svoltasi nel 2017 con un campione di circa 2000 studenti dell’Ateneo maceratese. In particolare le aree indagate sono state: appartenenza religiosa, pratiche religiose individuali e dialogo interreligioso alla luce delle differenze di genere. Obiettivo della ricerca è quello di verifi-care la persistenza e l’ampiezza di una diversificazione tra uomini e donne in particolare tra i giovani millen-nials, rispetto ad alcune dimensioni specifiche dell’esperienza religiosa includendo anche gli aspetti legati al dialogo interreligioso, elemento centrale in una società sempre più multiculturale quale quella in cui vivono i millienials. L’analisi mostra come alcune modalità di appartenenza e del vissuto spirituale sono diversi rispetto alle generazioni precedenti e come sia più complessa la differenziazione/somiglianza dei processi tra i giovani e le giovani

    New Lenses for an Ethnography of Islam. The Case of Mevlid Ceremonies

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    In recent decades, new ethnographic approaches have emerged that have given new vitality to field research. In particular, in ethnographic research in Islamic contexts, new approaches re-evaluate the figure of the researcher to posit them as an integral part of the research. An emphasis on the researcher makes it possible to reconsider their reflexivity as a central aspect of theoretical-methodological reflection. Thanks to critical capacities, avoiding a ‘neo-orientalist approach’ or a political overlay is possible. This paper uses an ethno-sociological approach to analyse contexts and relational dynamics among Muslims, reflecting on the methodological procedures used by, and reflexivity of, the researcher to validate the research. In particular, the paper presents a case study carried out on 25 mevlid ceremonies in Turkey (2014), which involved mixed methods: participating observation and interviews. The methodological procedures are examined through the critical lens of the researcher. This study reflects the urgency of renewing socio-ethnographic research in Islamic contexts by offering new lenses through which to analyse contemporary Islam and Islamic pluralism

    Visual methods and migration. Methodological advantages using documentary in the field

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    Visual methodology consists of recording, analysing, and communicating social life through photographs, films, and videos. This qualitative sociology branch considers the use of images as important techniques and methods in social research and identifies the primary role of visual experience in cognitive processes, through the visual data itself. In particular, the videos proposed in this contribution relocates the image of migrants’ experiences in their most general context and allows documenting those social activities that require movement and continuity. Moreover, it allows analysing migrants’ relationships and interactions over time, involving the visual image and sound. This contribution will discuss the importance and usefulness of visual methodology in two cases in which the visual documentary was used as a specific technique to investigate migration aspects. On the one hand, the documentary Who I am investigates the relational aspects of social inclusion, between migrant families and Italian people, in the specific context of afterschool services in Firenze. On the other hand, the documentary Italians in Belgium explores the migration phenomenon from a unique perspective, the ones of Italians living abroad. The analysis of the two types of research suggests how and why to use visual methodologies to improve and implement some practices during research in multicultural environments related to migration processes
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