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    Legami in diaspora. Figli e madri nell'emigrazione dalla Romania

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    Quando le madri lasciano il proprio Paese e vanno a lavorare altrove, spesso si trovano a dover affidare le cure, l’accudimento, la presenza che altrimenti riserverebbero ai propri figli ad altri, anche a chi è estraneo alla famiglia. Appare facile, in questi casi, giudicarle come madri egoiste e disattente, e colpevolizzarle per aver disatteso i propri ruoli di genere. Soprattutto quando le donne tornano malate di quella che è conosciuta oggi come ‘Sindrome Italia’. In questa ricerca tra Friuli e Moldavia, vengono esaminati i modi per creare e mantenere i legami in diaspora, dal punto di vista delle madri, ma soprattutto dei bambini e degli adolescenti. Tra Italia e Romania, Felicia Ciobanu, Egidiu Condac, Donatella Cozzi, Marco Fontana e Alessandro Zuliani propongono una serie di riflessioni intorno a chi parte, chi resta e chi torna per dare respiro alle singole storie di lontananza e abbandono

    Napoleone Cozzi tra politica, cultura e alpinismo

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    Il triestino Napoleone Cozzi, irredentista, praticò l'alpinismo come disciplina non solo sportiva ma anche patriottica, per formare fisico e spirito dei nuovi italiani e per far conoscere il proprio territorio, dedicandosi pure alla pratica artistica

    Musei Civici di Treviso. La Pinacoteca. I. Pittura romanica e gotica

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    Catalogo di affreschi e tempere su tavola di epoca medievale del Museo Civico di Trevis

    Edizione italiana della "NOMENCLATURA ANATOMICA VETERINARIA ILLUSTRATA" di O. SCHALLER

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    ANTONIO DELFINO EDITORE; EDIZIONE ITALIANA A CURA DI MASCARELLO F. E COZZI B

    Maternità transnazionale, migrazioni e questioni di genere

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    Il saggio esamina la condizione delle donne rumene immigrate in Italia, e se la migrazione sta cambiando i ruoli di gener

    Condizionalità europea e identità costituzionali. Un’introduzione

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    Le clausole di condizionalità hanno accompagnato il processo di integrazione europea in diverse fasi del suo sviluppo, tanto da poter ragionare di condizionalità al plurale, diverse per obiettivi, contenuti ed effetti a seconda del momento storico, e riconducibili a differenti modelli, oscillanti tra una matrice internazionale e una matrice costituzionale presente negli Stati composti. La sezione monografica analizza le diverse forme di condizionalità - nei confronti dei Paesi candidati all'adesione; come condizioni, non condizionalità, connesse ai fondi strutturali e alle politiche di coesione; come condizionalità macroeconomica negli anni della crisi e, oggi, in relazione agli strumenti postpandemici - tendando di coglierne elementi comuni e persistenti differenze. Il presente contributo introduce la sezione monografica, presentandone i contenuti. Nel secondo paragrafo (redatto da A.O. Cozzi), si analizza il rapporto tra i diversi meccanismi condizionali e la dimensione dei diritti fondamentali, da un lato, e le preesistenti linee di tensione interne all'Unione, dall'altro. Infine, il terzo paragrafo (redatto da F.E. Grisostolo) approfondisce i meccanismi della condizionalità finanziaria, sia alla luce dei principi fondamentali dell'ordinamento UE, sia in relazione agli Stati membri. European Conditionality and Constitutional Identity. An introduction -This paper introduces the Section on European conditionality and constitutional identities. Firstly, it presents the papers collected in the Section and its structure. In the second part, it briefly describes the multiple conditionality mechanisms in the EU legal system and deepens their relationship with fundamental rights on the one hand, and with the multiple lines of tension within the Union on the other. Finally, the contribution analyses conditional mechanisms from the perspective of public finance law. It is shown how these mechanisms are connected as much with the fundamental principles of the EU legal system as with the financial situation of the Member States

    Condizionalità europea e identità costituzionali

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    La presente Sezione monografica trae origine dall’omonimo seminario organizzato presso l’Università degli Studi di Udine nel marzo 2023. Il tema della call for papers alla base del seminario – condizionalità europea e identità costituzionali – è stato scelto in quanto la condizionalità, o meglio le condizionalità, costituiscono meccanismi, di diversa matrice, sempre più presenti e pervasivi nel processo di integrazione europea, sia dal punto di vista quantitativo che da quello qualitativo. Essi agiscono sul versante orizzontale dei fini propri dell’Unione e dei rapporti tra i suoi organi, sul versante verticale dei rapporti tra Unione e Stati membri, sul versante esterno dei rapporti tra Unione e Stati candidati all’adesione, futuri candidati o Stati terzi. Gli strumenti di condizionalità rappresentano, così, uno stress test per alcuni dei tratti caratterizzanti dell’ordinamento sovranazionale, quali il limite delle competenze attribuite, il principio di parità tra Stati, la persistente oscillazione tra modello intergovernativo e modello comunitario, oggi unionale, fino a toccare, nelle più recenti evoluzioni, la stessa capacità prescrittiva dei valori di cui all’art. 2 TUE e la loro tenuta rispetto alle identità costituzionali degli Stati membri. Di qui la scelta di un tema che tocca il cuore dell’integrazione europea da molteplici sfaccettature. La Sezione si apre con un contributo di carattere generale su “L’utilizzo della condizionalità e la trasformazione dello spazio europeo” (A. Baraggia). I successivi contributi si possono raggruppare attorno a quattro nuclei tematici distinti che, tuttavia, si intersecano fra loro in maniera significativa. La condizionalità di bilancio connessa alla protezione dello Stato di diritto è analizzata da Adriano Dirri e Ylenia Guerra – che hanno scritto sulla controversa genesi e sulla «contestata applicazione» del Regolamento 2020/2092, evidenziando sia gli aspetti giuridici che le dinamiche politiche – e da Nicola Maffei, con un contributo che ne offre una lettura in chiave di evoluzione costituzionale dell’Unione, in correlazione con il piano Next Generation EU (NGEU). Il secondo nucleo di riflessione è costituito dalla condizionalità relativa all’utilizzo delle risorse finanziarie, in rapporto con la forma di governo nazionale: Federico Musso mette in luce la diversa incidenza dei vincoli sovranazionali di natura macroeconomica sulle decisioni finanziarie degli Stati membri, mentre Giulio Santini riprende l’elaborazione teorica sul concetto di indirizzo politico, proponendone l’utilizzo come chiave di lettura dell’efficacia dei meccanismi di condizionalità in ambito europeo. Ci si concentra poi su obiettivi settoriali di particolare rilevanza perseguiti dall’Unione con lo strumento della condizionalità. Paola Valerio descrive l’emergere del suo utilizzo per finalità di carattere ambientale, dalla politica di coesione alla politica agricola comune, sino al Dispositivo per la ripresa e la resilienza (cd. Recovery Fund). Roberto Vinceti, invece, approfondisce come il «formante negoziale» sotteso alla condizionalità possa spingere all’armonizzazione degli ordinamenti giudiziari nazionali, pur in assenza di competenze normative dell’Unione, facendo emergere un modello comune che i soli interventi della giurisprudenza sovranazionale non avrebbero potuto forgiare. L’ultima forma di condizionalità esaminata dai contributi della Sezione è quella insita nel procedimento di adesione ed è rivolta agli Stati candidati o potenziali candidati: Edin Skrebo analizza l’esperienza dei Balcani occidentali, e in particolare dei quattro Stati che erano parte della Repubblica Federale di Yugoslavia (Bosnia ed Erzegovina, Serbia, Montenegro e Macedonia del Nord), mentre Tatiana-Maria Cernicova-Dragomir parla dell’«associated trio» di Stati che, nel 2022, ha espresso la volontà di diventare parte dell’Unione: Ucraina, Moldavia e Georgia

    Ti racconto un film : per spettatori innamorati e aspiranti critici

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    Il significato culturale, psicologico e filosofico della lettura di un film, sia in quanto spettatori sia in quanto critici
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