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    Multinazionali e creazione di legami con imprese e università in Italia

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    Questo lavoro valuta in che misura le multinazionali estere siano in grado di sviluppare collegamenti tecnologici con le imprese e le università locali. In particolare, data la ben nota limitatezza dell’Italia nell’attrarre investimenti esteri specie nel campo della R&S (cfr. fra gli altri Dachs et al., 2014), ci si chiede se le multinazionali estere siano davvero da considerare delle fonti fondamentali di conoscenza e spillover tecnologici cui il sistema innovativo italiano può attingere per accelerare sulla strada del cambiamento strutturale e dello sviluppo competitivo. Per dare risposta a tali quesiti, alcuni studi recenti hanno utilizzato la ricchezza informativa dell’indagine Istat denominata RS1, sulla ricerca e sviluppo (R&S) delle imprese (Bonaccorsi e Perani, 2014; Cozza e Zanfei, 2014, 2015; Cozza, Perani e Zanfei, 2016). Da questa indagine si ricavano informazioni dettagliate sulla R&S, riguardanti non solo la quantità totale delle spese in R&S e degli addetti alla ricerca o la tipologia di tali spese, ma anche la tipologia delle imprese coinvolte, la localizzazione geografica delle loro attività di ricerca e, appunto, i legami tecnologici sviluppat

    Yasmeen Lari. Architecture for the future

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    I modelli realizzati dagli studenti del Workshop Yasmeen Lari's Humanitarian Architecture, responsabile prof. Cassandra Cozza, presso il LaborA – laboratorio di modellazione fisica e virtuale, organizzato dalla Scuola AUIC in occasione del conferimento della Laurea Magistrale ad honorem in Architettura e Ingegneria Edile-Architettura all’architetta pakistana Yasmeen Lari nel 2021, sono esposti nella mostra monografica Yasmeen Lari. Architecture for the Future presso l’Architekturzentrum Wien, curata da Angelika Fitz, Elke Krasny e Marvi Mazhar. La mostra è accompagnata dal libro Yasmeen Lari. Architecture for the Future, pubblicato da MIT press e contiene un saggio di Cassandra Cozza sull’importanza dell’operato dell’arch. Lari per i futuri architetti, per ripensare i valori e la pratica dell’architettura e illustra la ricerca svolta con gli studenti della Scuola AUIC.Models made by the students of Yasmeen Lari's Humanitarian Architecture Workshop, responsible prof. Cassandra Cozza, at LaborA - physical and virtual modeling laboratory, organized by the AUIC School on the occasion of the awarding of an honorary degree in Architecture to Pakistani architect Yasmeen Lari in 2021, are on display in the monographic exhibition Yasmeen Lari. Architecture for the Future at the Architekturzentrum Wien, curated by Angelika Fitz, Elke Krasny, and Marvi Mazhar. The exhibition is accompanied by the book Yasmeen Lari. Architecture for the Future, published by MIT press, which contains an essay by Cassandra Cozza on the importance of arch. Lari for future architects to rethink the values and practice of architecture and illustrates the research conducted with the AUIC School students

    Area di Viale Te. Persistenza e valorizzazione di uno spazio aperto eccezionale

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    La vasta area aperta che si estende dietro Palazzo Te si trova a sud della città compatta ed è caratterizzata da una sequenza eterogenea di spazi che restituiscono una superficie complessiva di 7,5 ettari, una dimensione eccezionale per l’intera città di Mantova. Il margine meridionale è segnato dalla presenza di un rilevato ferroviario oltre il quale si sono sviluppati i quartieri dell’espansione urbana, mentre il suo limite occidentale costituisce il tratto finale dell’antico “asse gonzaghesco” che collegava la residenza privata del Te alla Cattedrale e al Palazzo Ducale. Il palazzo monumentale e Viale Te, con le porte storiche e i doppi filari alberati fanno da elementi ordinatori a una sequenza di spazi aperti e di corpi di fabbrica molto eterogenei sia nel carattere che nella misura: il giardino pubblico, il grande prato dell’ex ippodromo, che ospita alcuni campi sportivi, la Palazzina della Bocciofila, lo Stadio Martelli, che chiude il lato orientale del grande rettangolo dell’area. Dopo l’allontanamento della Fiera del Bestiame e alcuni successivi tentativi di trasformazione senza esito, il destino attuale dell’area è quello di diventare un grande parco urbano strutturato per il tempo libero, lo sport, le iniziative culturali. La molteplicità degli usi futuri impone la necessità di un disegno urbano capace di gestire le relazioni tra spazi aperti e costruiti per coniugare le presenze monumentali e ambientali ai nuovi obiettivi paesaggistici e infrastrutturali.Viale Te Area. Persistence and enhancement of an exceptional open space The vast open area behind Palazzo Te lies to the south of the compact city and is characterized by a heterogeneous sequence of spaces that form a total area of 7.5 hectares, an exceptional size for the entire city of Mantua. Its southern edge is marked by the presence of a railway embankment beyond which the neighborhoods of urban expansion developed, while its western limit constitutes the final section of the ancient «Gonzaga axis» that connected Te’s private palace to the Cathedral and the Ducal Palace. The monumental palace and Viale Te, with its historic gates and double tree-lined rows, act as the ordering elements of a sequence of open spaces and buildings that are very heterogeneous both in character and in size: the public garden, the large lawn of the former hippodrome, which houses some sports fields, the Palazzina della Bocciofila, and the Martelli Stadium, which closes the eastern side of the large rectangle of the area. After removing the Cattle Fair and some subsequent unsuccessful attempts at transformation, the current fate of the area is to become a large urban park structured for leisure, sports, and cultural initiatives. The multiplicity of future uses imposes the need for an urban design capable of managing the relationships between open and built-up spaces to combine monumental and environmental presences with new landscape and infrastructural objectives

    Ponte di San Giorgio-Lungolaghi. Simboli del legame tra la città e l’acqua

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    Il Ponte di San Giorgio e i lungolaghi sono i simboli del legame tra la città e l’acqua; costituiscono un insieme di tracciati e aree che presentano un grande potenziale per nuovi spazi pubblici di qualità e percorsi tra il tessuto storico e il territorio. Un poderoso intervento idraulico-paesaggistico, condotto in epoca medievale, ha rallentato le acque del Mincio con sbarramenti trasversali, trasformando le aree paludose in laghi che circondano la città. Il Ponte di San Giorgio è uno di questi argini e costituisce l’ingresso storico alla città, focalizzato sul Palazzo Ducale. Tale sistema è ancora oggi percepibile, ma spazialmente è molto diverso rispetto al passato. Le maggiori problematiche sono originate dal traffico automobilistico che condiziona l’uso del ponte e sacrifica il percorso pedonale, incanalato in una sede parallela e ribassata rispetto a quella carrabile, che non dà la possibilità di vedere entrambi gli specchi lacustri camminando. Gli spazi di innesto risultano inoltre segnati da una viabilità di scorrimento veloce e dalla dissipazione delle aree a verde che mancano ancora di un chiaro disegno ordinatore. La situazione attuale offre invece la possibilità di realizzare un parco lineare composto da piazze, percorsi ed elementi paesaggistici e architettonici che, raccordati al contesto, rafforzerebbero le connessioni con i principali punti di innesto nel tessuto urbano. Alcuni recenti interventi e progetti denotano questa nuova attenzione verso i valori storici e ambientali.San Giorgio Bridge-Waterfronts. Symbols of the link between the city and water - The San Giorgio Bridge and the waterfronts are symbols of the link between the city and the water; they constitute a set of paths and areas with great potential for new quality public spaces and routes between the historic fabric and the territory. A mighty hydraulic landscape intervention conducted in the Middle Ages slowed down the waters of the Mincio river with cross dams, transforming the marshy areas into lakes surrounding the city. San Giorgio Bridge is one of these embankments and constitutes the historic entrance to the city, focused on the Ducal Palace. This system is still perceptible today, but spatially, it is very different from the past. The most significant problems are caused by the car traffic that conditions the use of the bridge and sacrifices the pedestrian path, channeled into a parallel and lowered seat than the vehicular one, which does not give the possibility of seeing both lakesides while walking. The grafting spaces are also marked by a fast-flowing road system and by the dissipation of green areas that still lack a clear, orderly design. The current situation, on the other hand, offers the possibility of achieving a linear park composed of squares, paths, landscapes and architectural elements connected to the context that would reinforce the connections with the main junction points in the urban fabric. Some recent interventions and projects denote this new attention to historical and environmental values

    Tendenze di pittura purista tra Napoli e Roma al tempo di Francesco Cozza

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    Il saggio affronta la diffusione delle correnti puriste nella pitura napoletana del Seicento, con una riconsiderazione anche delle fonti figurative di Francesco Cozza e Giovan Battista Salvi, il Sassoferrato

    Il «San Michele arcangelo» di Francesco Cozza tra documenti d’archivio e silenzio storiografico

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    Il saggio è incentrato sull'inedito San Michele arcangelo in lotta col demonio di Francesco Cozza nella chiesa di Santa Maria del Carmine alle Tre Cannelle a Roma e ai relativi documenti d'archivio

    Mantova. Patrimonio e progetto - Heritage and design

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    La valorizzazione dei beni architettonici e del paesaggio riguarda la relazione tra patrimonio e progetto. Se la “continuità critica” è l’obiettivo da perseguire, il progetto appare lo strumento per attualizzare lo stato di fatto, senza tralasciare le problematiche della tutela. Il processo di valorizzazione può esprimere un giudizio di valore dell’esistente, riconoscerne criticità e potenzialità di fruizione e acquisire le istanze al cambiamento, calibrare fisicità, logiche espressive e ruoli delle componenti vecchie e nuove del progetto di modificazione. Oltre alle valenze della storia antica, a Mantova si possono riconoscere le peculiarità di fasi storiche successive e più recenti che coniugano architetture, spazi urbani e spazi aperti in ambienti e paesaggi ai limiti e al di fuori del nucleo fortificato originario. Questi ambiti caratterizzano la città e rappresentano i principali casi emblematici degli ultimi decenni sui quali l’International PhD Summer School “Heritage and Design” del Politecnico di Milano ha condotto numerosi progetti che interpretano nell’attualità l’evolversi di forme, usi, significati di luoghi e spazi. Attraverso saggi e progetti sono delineati storia, problematiche e proposte per i casi studio: Ponte di San Giorgio-Lungolaghi, Area di Viale Te, Porto Catena-Anconetta, Area di San Nicolò-Ex Stalag, Ex Ceramica Mantovana-Convento del Gradaro, Ex Cartiera Burgo, Ex Casa del Balilla. Parole chiave offrono approfondimenti teorici finalizzati. ***** Scritti di: L. Balboni, C. Cozza, G. Fini, P. Galliani, A. Oldani, O. Tiganea - G. Bonifati, L. Faverio, T. Longo, S. Maglio, A. Migliarese, M. Mikaelyan, G. N. Ricci, M. Scaglia, E. Scattolini, G. Semprebon, A. Tognon. C. Zanda.The enhancement of architectural assets and the landscape concerns the relationship between heritage and design. If “critical continuity” is the objective to be pursued, the project appears the tool for updating the actual state, without neglecting the issues of protection. The process of enhancement can express a value judgment of the existing condition, recognize its critical problematics and potentiality of fruition, and acquire the requests for change, calibrate physicality, expressive logic and roles of the old and new components of the modification design. Beyond ancient history values, in Mantua it is possible to recognize the peculiarities of subsequent and more recent historical phases, which combine architectures, urban spaces and open spaces in environments and landscapes on the limits and outside the original fortified core. These areas characterize the city and represent the main emblematic cases of recent decades on which the International PhD Summer School “Heritage and Design” of the Politecnico di Milano conducted numerous projects that interpret the incessant evolution of today forms, uses and meanings of places and spaces. Through essays and projects, the history, problems and proposals for the case studies are outlined: San Giorgio Bridge-Waterfronts, Viale Te Area, Porto Catena-Anconetta, San Nicolò Area-Former Stalag, Former Ceramica Mantovana-Gradaro Convent, Former Burgo Paper Mill, Former Casa del Balilla. Keywords offer focused theoretical insights. ***** Texts by: L. Balboni, C. Cozza, G. Fini, P. Galliani, A. Oldani, O. Tiganea - G. Bonifati, L. Faverio, T. Longo, S. Maglio, A. Migliarese, M. Mikaelyan, G. N. Ricci, M. Scaglia, E. Scattolini, G. Semprebon, A. Tognon. C. Zanda

    Certosini di Serra tra valorizzazione e isolamento

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    A Serra San Bruno, a pochi metri dal centro abitato, sorge una Certosa di ristrettissima clausura che ospita al suo interno alcuni monaci certosini, nonché il busto reliquiario con le spoglie di San Bruno. Dal dopoguerra ad oggi il rapporto tra comunità monastica e popolazione locale ha subito diversi stravolgimenti, causati dal processo di produzione del sito turistico, impostato sullo sfruttamento di ciò che definisco capitale bruniano, ovvero l’insieme delle pratiche e delle risorse connesse alla figura del Santo fondatore dell’ordine certosino. Si è trattato di un processo caratterizzato da una graduale crescita del flusso di outsiders attratti dal senso di “autenticità” e di “straordinario” che suggeriscono il contatto con i monaci certosini ed il loro “inconsueto” stile di vita scandito da una serie di rigide regole tendenti all'isolamento
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