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La Milano di Saul Steinberg
Una mostra, dedicata all’artista Saul Steinberg dalla Scuola di Architettura e Società del Politecnico di Milano,
in collaborazione con The Saul Steinberg Foundation e asba-Archivi storici, ne ripercorre le complesse
vicende biografiche ricostruendo i legami con l’architettura e con i luoghi: l’Italia, Milano, il Politecnico. La Milano di Saul Steinberg è la scena delle vicende narrate: il periodo della formazione da architetto e degli esordi da vignettista e disegnatore, dei lavori eseguiti per Fontana Arte, delle amicizie – in particolare quella con Aldo Buzzi – e delle collaborazioni con i bbpr, con Ponti, ecc. Dalla mostra – occasione di incontro, di riflessione e di
approfondimento – sono scaturite le ricerche riportate di seguito che contengono alcuni documenti e
disegni inedit
Saul Steiberg e Milano: luoghi, ricordi, stati d'animo e amicizie
Il rapporto tra Saul Steinberg e Milano è molto intenso e, spesso,
poco conosciuto in quanto legato principalmente al periodo giovanile, prima della grande notorietà
conferitagli dai lavori pubblicati su The New Yorker che lo consacrarono «il più celebre disegnatore umoristico
del mondo». Questo legame è fatto di luoghi (quelli in cui ha vissuto e che frequentava abitualmente), di stati d’animo – spesso tristi – di ricordi e di amicizie. Milano ed, in particolare, la zona limitrofa al Politecnico, quella tra piazza Carlo Erba e Lambrate riappaiono nella sua produzione artistica in vari modi e in periodi diversi. Racconteremo questo legame attraverso la lettura di alcune di queste opere ponendoci alcune domande: Cosa resta della sua presenza a Milano e di questi luoghi oggi? Cosa si ritrova nelle sue opere dei luoghi milanesi e degli studi compiuti al Politecnico? Come rielabora questi ricordi nei disegni fatti molti anni dopo
Urban fringes and their renewal for local livability and network reconnections = La riqualificazione dei margini urbani per la vivibilità locale e la riconnessione delle reti
La riqualificazione dei margini urbani per la vivibilità locale e la riconnessione delle reti I margini urbani sono risorse strategiche per la città contemporanea perché contengono spazialità incerte che hanno il potenziale di ospitare azioni progettuali finalizzate all’adattamento e alla mitigazione del clima, al miglioramento della vivibilità locale e alla riconnessione delle reti interscalari. Sono luoghi caratterizzati da multiple relazioni nei quali si incontrano condizioni diverse: spazi verdi e corridoi naturali e agricoli, reti e nodi infrastrutturali, tessuti storici e rurali decentrati, reti di mobilità lenta, aree marginali, spazi abbandonati e aree di risulta. Questo servizio raccoglie saggi e sperimentazioni progettuali che indagano il tema della riqualificazione dei margini in relazione a diversi elementi spaziali: l’architettura, gli spazi abbandonati, gli spazi aperti, le aree verdi e la forestazione dei territori.Urban fringes are strategic resources for contemporary cities. They contain uncertain spatialities which could host significant open space enhancements through design actions aimed at climate adaptation and mitigation, to improve local livability and reconnect cross-scalar networks. They are places of multiple relations where different conditions – natural and agricultural green spaces and corridors, infrastructural networks with nodes and connections, decentralized historical and rural fabrics, slow mobility networks, marginal areas, abandoned spaces and leftovers – come together. This section collects papers and design experiments which investigate fringe renewal in relation to various spatial elements: architecture, abandoned spaces, open spaces, green areas and forestation
Bergamo. Le articolazioni del paradigma urbano Bergamo. The articulations of the urban paradigm
Sub-cycle: l'abbandono di tessuti, paesaggi, infrastrutture come occasione di sviluppo sostenibile. Il Vallo di Diano: strategie di riciclo strategico
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