1,721,051 research outputs found
Daniele Barbaro and the University of Padova: Architecture, Art and Science on the Occasion of the 450th Anniversary of His Death
Memory of the Venetian Baroque scene. Reconstruction of the Teatro San Giovanni Grisostomo
Tracing for Tile Vaults Constructions Between Tradition and Advanced Technologies
On the 18th Venice Architecture Biennale (2023), the brick vault Angelus Novus was built at the European Cultural Center (ECC) in Palazzo Mora. The concept and design was developed by the Form Finding Lab (Princeton University) and Skidmore, Owings and Merril (SOM) studio. Starting with the definition of the free forrn double-curved surface, a process of form optimization was performed through an algorithm called FORMERLYMath (developed by Carlo Olivieri), a software designed for the form-finding of compressed or tensile membranes in Mathematica. The installation was inspired by an ancient construction system, that of tile vaults, historically constructed without the use of falsework; a drawing by Antonio da Sangallo illustrates the herringbone equipment of bricks, functional to achieve the structural efficiency of some Renaissance domes (the best known is that of Santa Maria del Fiore in Florence). Angelus Novus was built with the use of a single falsework placed in the centrai part of the vault and thanks to the aid of augmented reality: the master mason was guided in the laying of the individuai elements thanks to the overlapping on site of the tracings, previously defined in digital environment. The contribution analyse the work refering to historical experiencies on the relation between tracing and constructio
Il futuro della ricerca: misurare l’impatto della conservazione del patrimonio culturale e della sua rappresentazione
Il patrimonio culturale, in quanto portatore di valori sia tangibili che intangibili, sia misurabili che non
misurabili, è sempre stato considerato come un campo di ricerca interdisciplinare, in cui i saperi
antichi vengono messi in relazione con le tecnologie più avanzate. Si è configurato nel tempo, anche
per questa sua caratteristica, come un ambito di interesse per le discipline del Disegno, naturalmente
predisposte a un approccio multilivello e pluridisciplinare. Attraverso diverse metodologie di ricerca
quali-quantitative, lo studio si propone di indagare la complementarità delle discipline della conservazione
e del restauro con le tematiche tipiche del settore disciplinare ICAR/17, al fine di ipotizzare un
nuovo ambito di approfondimento scientifico condiviso, anche in riferimento alla declaratoria di settore,
che ipotizza per il Disegno nuove prospettive di ricerca rispetto alla conservazione e al restauro
di beni culturali. Prendendo spunto dal nuovo Dottorato Nazionale in Heritage Science, si è voluto
indagare la pertinenza delle ricerche proposte in tale ambito, nella doppia accezione rappresentativa
e conservativa, per valutarlo come eventuale luogo ideale per concretizzare il dibattito intorno al
tema della scienza del patrimonio, in cui i contenuti relativi alla conservazione si interpolano con
quelli propri della rappresentazione. Nell’ottica di “misurare” il futuro della ricerca e aprire un nuovo
fronte di indagine per il settore ICAR/17, in base ai dati collezionati, viene da chiedersi in che modo la
disciplina del Disegno possa intercettare gli sviluppi della ricerca intorno al tema della conservazione,
impiegando gli strumenti propri delle tecniche di rappresentazione contemporanea per approfondire
la conoscenza e dare forma e misura al tema del Patrimonio Culturale
Complessità spaziali. Genesi, rappresentazione e immersività di spazi astratti e multiscalari
L’architetto ha un compito difficile. Realizzare spazi in cui l’uomo possa sostare e vivere, che siano funzionali e accoglienti allo stesso tempo, è un’operazione complessa. All’architetto è richiesto di comprendere il genius loci e far sì che l’opera progettata diventi parte integrante del luogo. Ma ci sono attimi sublimi in cui l’architetto è egli stesso artefice di un nuovo genius loci, creando spazi capaci di suscitare determinate emozioni ricercate e volute. Emblema di questa poetica è Piranesi, le cui Carceri d’invenzione contengono un universo immaginifico, vivo e spaventoso. In esse si rinuncia alla rappresentazione classica dell’arte tendendo all’esasperazione dei contrasti, ma anche dei sentimenti. Nelle carceri ci si perde in una vertigine di spazi interconnessi e di piani prospettici, dove l’uomo si annulla e la dismisura, o la non misura, regna sovrana. In modo analogo anche Escher in molte sue opere gioca sul disorientamento spaziale, nel suo caso però incastrando molteplici piani prospettici attraverso l’uso magistrale delle regole geometrico-prospettiche. Saper infondere determinate caratteristiche a un ambiente affinché esso generi emozioni per chi lo vive è un processo complesso che spesso si serve di regole che Franco Purini è riuscito a semplificare e comunicare in disegni eccelsi. Gli spazi astratti e multiscalari progettati e presentati in questo paper richiamano tali citazioni e sono il contrappasso reale di astrazioni emotive di giovani architetti
La mappa del distretto di NánYáng 南陽 con i luoghi sedi missionarie
Utile ai fini dello studio delle presenze architettoniche occidentali nell’area geografica del centro della Cina, corrispondente all’attuale Provincia dello HéNán 河南 (Honan), è l’osservazione, analisi e comparazione delle mappe geografiche realizzate, tra la fine del 1800 e gli inizi del 1900, sotto l’in-fluenza dei cartografi occidentali. Le rappresentazioni cartografiche di questo periodo sono redatte con commenti in lingua cinese per quelle da utilizzarsi in loco, mentre annotate in lingua occidentale e con traslitterazioni molto varie della toponomastica, per quelle inviate in occidente ai fini della comunicazione delle informazioni. Rarissimo è il caso della doppia lingua sino-occidentale. Le grafie utilizzate denotano le diverse scuole cui fanno riferimento i vari autori
IRREGULAR FORTIFICATIONS IN THE TREATISES OF MILITARY ARCHITECTURE FROM LATE 16TH TO 17TH CENTURIES: DIGITAL INTERPRETATION THROUGH GEOMETRICAL ANALYSIS AND PARAMETRIC MODELLING
The research proposal has been created within the context of the PRIN2022 INFORTREAT project. The primary objective of this project is to facilitate access to the essential knowledge related to military architecture (as articulated by early modern age treatises)
through 3D digital information models. These models can be explored and queried by
scholars, professionals, and the community. The current contribution specifically focuses
on irregular fortifications – those intended for irregular sites or constructed to strengthen existing irregular fortifications that predominantly possess defensive perimeters not corresponding to regular polygons (e.g., triangles, squares, pentagons, etc.). Moreover, such fortifications exhibited significant interconnections between geometry, architecture, and ballistics, and the research will consider these features jointly.
The topic of irregular fortifications began to recur in Western military architecture treatises from the late 16th century, showing how crucial the defense of irregular sites was. In these treatises, irregular fortifications typically appear in discussions after those about regular ones and outworks that characterize new fortification designs. While a considerable amount of scientific literature on regular fortifications in the early modern age exists, both in terms of theory and specific case studies, contemporary studies about the theory of irregular fortifications are quite limited. Therefore, the aim of this research is to identify lines of thought concerning irregular fortifications and to recognise the implementation of defense systems in existing fortified heritage, inspired by particular theories
Geometries and Hidden Traces. The Digital Reconstruction of the Medieval Monastery of San Giorgio Maggiore in Venice
The paper documents the latest findings of a research project dedicated to the centuries-old architectural evolution of the lagoon convent of San Giorgio Maggiore in Venice. This convent was involved in a profound spiritual and material reconfiguration that marked the transition from the medieval to the Renaissance model. A comprehensive bibliographic and archival investigation has facilitated an analytical examination of the various construction phases of the complex, with the objective of elucidating and representing the architectural evolution that occurred over a period of approximately three centuries. The research project has successfully identified the significant urban transformation that occurred over time and has delineated potential areas of interest. To further validate the textual and graphic documents of the lost medieval complex, a georadar survey was conducted with direct funding from the Ministry of Culture, directed by the Superintendency of Venice and the Lagoo
BIM come misura: svelare l’architettura perduta di Sant’Agostino
Questo studio esplora l’uso della metodologia Building Information Modeling (BIM) nella ricostruzione digitale del patrimonio culturale demolito, con un focus particolare sulla configurazione medievale della Chiesa di Sant’Agostino a Padova. Attraverso l’analisi di questo caso specifico, il lavoro descrive la centralità della misura non solo in quanto strumento di rilievo digitale e di modellazione parametrica per la documentazione, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio architettonico perduto. Il progetto della chiesa di Sant’Agostino dimostra come una procedura consolidata come lo Scan-to-BIM possa essere applicata anche in edifici demoliti sfruttando fonti storiche frammentarie, il rilievo di parti di edificio eventualmente ancora esistenti e dello spazio urbano consentendo comunque una rappresentazione dettagliata e accurata della geometria e dei materiali. Nel mantenere una valutazio-ne accurata delle dimensioni e delle proporzioni nell’uso della modellazione digitale, per garantire che la ricostruzione rispetti l’autenticità e l’integrità del patrimonio culturale perduto. Inoltre, si evidenzia come sia necessario dotarsi di uno strumento come il CDE che va oltre il modello informativo per poter garantire la coerenza tra le fonti scritte e il modello wok in progress con i suoi dati geometrici. Questo approccio non solo permette di superare le barriere imposte dalla perdita fisica dei monu-menti storici, ma apre anche nuove prospettive per comprendere le dinamiche evolutive del patrimo-nio culturale nel tempo
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