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Il «processo alle cose». Atti della prima sessione del convegno «Il 'processo alle cose' e le 'nuove' impugnazioni: un bilancio a 30 anni dal 'nuovo' codice»
Nuove norme per la repressione della violenza negli stadi. Le novità tra gli strumenti di prevenzione e di repressione
La necessità di motivazione sulla attualità della pericolosità per gli indiziati di "appartenenza mafiosa" riceve l'avvallo delle Sezioni Unite
Il divieto di accesso ai luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive tra incertezze interpretative e limiti normativi
L'ordinamento penitenziario dopo la stagione delle riforme
Nell’ambito della giustizia penale il sistema penitenziario costituisce ormai da troppi decenni un settore in estrema sofferenza. Il paradosso attuale è che neppure il legislatore, nonostante l’intento dichiarato di realizzare una vera e propria rivoluzione strutturale, è stato in grado, non solo, di risolvere, ma neanche di affrontare i temi più scottanti legati alla esecuzione penitenziaria. La gravità delle conseguenze di siffatta incapacità è, purtroppo, davanti agli occhi di tutti. Nell’analisi che segue si cercherà di tracciare le linee principali di riforma, evidenziandone ambiti di operatività e limiti.In the field of criminal justice, the prison system has been a sector in extreme distress for too many decades. The current paradox is that not even the legislator, despite the declared intention to achieve a real structural revolution, has been able, not only to solve, but neither to tackle the most burning issues related to prison execution. The seriousness of the consequences of this incapacity are, unfortunately, before everyone’s eyes. In the analysis that follows, there will be outlined the mainlines of the reform, highlighting its limits and areas of operation
La vittima nella fase esecutiva della pena: impianto normativo e nuove prospettive sistematiche
La posizione marginale della vittima nella fase di esecuzione della pena è diretta conseguenza di un sistema normativo che, ispirato ad un modello di giustizia rieducativa, incentra l'attenzione, quasi esclusivamente, sulla personalità del condannato. Il suo ruolo è, dunque, funzionale solo al raggiungimento dell'obiettivo imposto dall'art. 27, comma 3, Cost. Siffatta prospettiva muta del tutto con le regole della giustizia tiparativa. L'analisi che segue, partendo dal dato positivo, cerca di tracciare le linee evolutive sul tema in vista della prossima entrata in vigore del nuovo paradigma di giustizia
Poteri del giudice di pace e abnormità del provvedimento di archiviazione per particolare tenuità del fatto
Ilprovvedimento di archiviazione adottato dal giudice per le indagini preliminari, ai sensi dell'art. 34, commi 1 e 2, d.lgs. n. 274 del 2000 non è da considerare un "atto abnorme", allorquando quest'ultimo, in seguito alla carenza di indagine da parte del pubblico ministero, si sia attivato personalmente al fine di interpellare la persona offesa per verificare la sussistenza di un suo interesse alla prosecuzione del procedimento. Il decreto impugnato, infatti, non presenterebbe i requisiti dell'abnormità, trattandosi non già di un atto di indagine preliminare, come tale escluso dalla competenza del giudice di pace, ma di un atto di impulso del procedimento condizionante lo sviluppo del medesimo
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