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    Introduzione : andare a tempo. Ripensare la vita indipendente dell'adulto con disabilità.

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    Introduzione al volume "Andare a tempo. Ripensare la vita indipendente dell'adulto con disabilità". Vengono illustrate le quattro sezioni che compongono il testo: quella dedicata alle questioni di fondo che, attraverso l'analisi della letteratura di settore, evidenzia tutte le problematicità nel riconoscere alle persone disabili il diritto a divenire adulte; quella dedicata alla ricerca, che raccoglie esempi di indagini condotte in contesti di studio e lavoro e che confermano le difficoltà quotidiane dell'inclusione; quella delle metodologie e degli strumenti che gli operatori hanno a disposizione per dare continuità alla loro formazione e progettare interventi sempre più mirati sulla base della capacità di osservare contesti e pratiche professionali; infine, quella delle esperienze, in cui vengono presentate alcune buone prassi realizzate da strutture e servizi del territorio

    Per una formazione umanistica. Contributo di Matteo Cornacchia

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    I curatori del volume, nello stendere un "manifesto sulla formazione degli adulti", hanno interpellato docenti e ricercatori italiani che si occupano di educazione degli adulti e hanno rivolto loro tre domande: 1) Quale senso ha oggi la formazione degli adulti? Che compiti le possono essere affidati? 2) Alcuni di noi ritengono importante che alla formazione degli adulti debbano essere affidati compiti di sviluppo complessivo della persona in senso umanistico e non solo funzioni strumentali. Condividi questa impostazione? 3) Se la risposta è affermativa, quali metodologie e quali tecniche possono essere utilizzate in coerenza con tale obiettivo? Il volume raccoglie le risposte a queste domande che, nel loro insieme, rappresentano un quadro ricco e articolato delle problematiche dell'EdA in Italia

    L'evoluzione della condizione adulta: origini e motivazioni di un profilo in divenire

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    Il saggio intende rintracciare il momento e le circostanze in cui sarebbe avvenuto il cambiamento di paradigma nel modo di concepire e descrivere l'identità adulta: i requisiti della stabilità, dell'autorità e della sicurezza, che per lungo tempo hanno connotato quella tappa evolutiva tanto nelle rappresentazioni più comuni quanto nei profili tracciati dalla letteratura psico-pedagogica, sono stati progressivamente affiancati d letture che hanno iniziato a considerare l'adultità una fase ugualmente segnata da fatiche esistenziali e, dunque, potenzialmente soggetta a manifestazioni più o meno conclamate di vulnerabilità. La stagione in cui si sarebbe verificato il punto di rottura è stata individuata nel periodo compreso fra gli anni Sessanta e gli anni Settanta, caratterizzato, fra le altre cose, dall'emergere di un antagonismo generazionale alimentato soprattutto dai giovani e dalle loro rivendicazioni in termini di mobilità sociale e spazi di partecipazione politica

    L'adultità difficile: ragioni e sentimenti di un riconoscimento complesso

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    Il saggio prende in esame le principali ragioni che rendono complesso il riconoscimento dello status di adulto alle persone con disabilità; la questione evidentemente non riguarda il dato anagrafico, ma il significato sociale attribuito all'adultità, centrato su prerogative di autonomia, identità acquisita, libertà. Si tratta però di caratteristiche che è più difficile riconoscere nelle persone disabili: non-autonome perché dipendenti da qualcun altro, impossibilitate ad appropriarsi delle categorie sociali e psichiche di costruzione dell'identità, non-libere perché imprigionate da oggettivi impedimenti (non soltanto di natura fisica) che ne condizionano l'esistenza nel senso più profondo del termine (l'esserci nel mondo). Per altro verso la più recente letteratura sull'Educazione degli adulti evidenzia una crisi del modello di adulto connotato da certezza, stabilità e solidità in favore di una visione del "divenire adulti" più sostenibile, perché processuale, continua e inclusiva delle fragilità di ciascuno

    Il percorso professionale e scientifico di Claudio Desinan

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    Il saggio ripercorre la vicenda professionale e gli interessi di ricerca di Claudio Desinan, già professore ordinario di Pedagogia generale e sociale all'Università di Trieste e, per diversi anni, direttore del Dipartimento dell'educazione dell'ateneo giuliano. Attorno alla sua figura e attraverso la sua preziosa azione di coordinamento si sono costituiti nel tempo gruppi di studiosi che hanno segnato una stagione assai feconda della ricerca pedagogica a Trieste e non solo

    A New Twofold Cornacchia-Type Algorithm

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    We focus on exploring more potential of Longa and Sica\u27s algorithm (ASIACRYPT 2012), which is an elaborate iterated Cornacchia algorithm that can compute short bases for 4-GLV decompositions. The algorithm consists of two sub-algorithms, the first one in the ring of integers Z\mathbb{Z} and the second one in the Gaussian integer ring Z[i]\mathbb{Z}[i]. We observe that Z[i]\mathbb{Z}[i] in the second sub-algorithm can be replaced by another Euclidean domain Z[ω]\mathbb{Z}[\omega] (ω=1+32)(\omega=\frac{-1+\sqrt{-3}}{2}). As a consequence, we design a new twofold Cornacchia-type algorithm with a theoretic upper bound of output Cn1/4C\cdot n^{1/4}, where C=3+321+r+sC=\frac{3+\sqrt{3}}{2}\sqrt{1+|r|+|s|} with small values r,sr, s given by the curve. Besides, we give some applications of our new algotithm in some cuvres not considered in Longa and Sica\u27s algorithm

    Introduzione

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    Il presente volume raccoglie gli atti di un convegno svoltosi nell’ottobre del 2012 a Trieste in occasione degli ottant’anni di Claudio Desinan, già professore ordinario di Pedagogia Generale e Direttore del Dipartimento dell’Educazione nell’ateneo giuliano. In quella circostanza, come nelle pagine di questo libro, gli ex allievi, i colleghi e gli amici del prof. Desinan hanno voluto non soltanto celebrare l’attività e la produzione scientifica di un “maestro”, ma anche riaffermare l’attualità del suo pensiero pedagogico attraverso una significativa ricorsività di elementi teorici e delle relative testimonianze di applicabilità nella prassi educativa. Dall’insieme degli scritti emerge un principio che, più di ogni altro, ha caratterizzato tanto la sua opera quanto la sua testimonianza umana e professionale: non si può insegnare senza educare
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