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ARTIGIANATO ARTISTICO E PROCESSI DI COSTRUZIONE DELLA LOCALITÀ. I CASI DELLA CITTÀ DI MATERA E DELLA REGIONE CATALANA
• La ricerca mette in luce la valenza economica e culturale che l’artigianato ha prodotto in passato e produce ancora oggi nella valorizzazione dei territori valorizzandone l’identità e la tradizione locale, grazie ai riferimenti che connettono le produzioni artigiane ai complessi concetti di autenticità, nostalgia e richiamo alla tradizione.
In ogni modo, la capacità di recuperare e rinnovare il lavoro artigiano, pur costituendosi come elemento di riconoscibilità dei territori e delle comunità, rappresenta una scommessa che va oltre i confini dell’economia locale. La ricerca indaga, in una dimensione antropologica e in un’ottica multidisciplinare i processi di valorizzazione e patrimonializzazione che hanno coinvolto i saperi e le pratiche artigiane intese come patrimonio culturale immateriale delle comunità, provando a sviluppare una riflessione teorica attorno al valore simbolico delle produzioni artistiche artigianali contemporanee. • La ricerca ha preso in esame due casi di studio, quello della città di Matera, dove le botteghe artigiane hanno recuperato oggi nuove identità e funzioni, grazie anche a una nuova imprenditoria giovanile che ha iniziato a investire sul lavoro manuale e sul “saper fare”, e quello della regione catalana, dove le politiche istituzionali messe in atto a livello regionale hanno portato alla creazione del marchio Empremtes de Catalunya, con lo scopo specifico di promuovere l’autenticità dell’artigianato catalano
Gianni Zanni. Fotografare la cultura materiale
La sezione “Sequenze” prende in esame alcune delle fotografie che Gianni
Zanni ha depositato presso il Dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo
dell’Università degli Studi della Basilicata nel 2016. L’articolo ripercorre la carriera del fotografo e le motivazioni che lo hanno spinto a iniziare la sua ricerca sulla cultura materiale
e sulle classi subalterne nella Regione Puglia. Una ricerca iniziata a metà degli anni Settanta
per conto dell’allora Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma e, tutt’oggi,
ancora in corso. Nell’articolo sono riportate alcune fotografie, in bianco e nero, per quelle
analogiche, e a colori, per quelle in digitale, ad esempio della ricerca condotta da Zanni
Inner Places. La dimensione interpretativa dei luoghi nella restituzione fotografica di Marina Berardi
Il reportage fotografico Inner Places, a cura di Marina Berardi, è il risultato
di una ricerca durata tre anni, iniziata nel 2015, e condotta nell’ambito del progetto promosso dal Dipartimento di Storia Culture Religioni della Sapienza Università di Roma, dalla Cooperativa Magliana Solidale e dal Centro Informazione e Educazione allo Sviluppo (CIES), il cui scopo era quello di offrire uno sguardo antropologico, in primo luogo sul quartiere romano di Magliana, la zona urbanistica 15E del Municipio Roma XI. In tale prospettiva si colloca il racconto fotografico Inner Places di Marina Berardi. Attraverso la fotografia, come strumento di osservazione e rappresentazione, l’autrice restituisce la propria esperienza, in una sorta di etnografia urbana, realizzata nella forma della narrazione fotografica, conferendole propria autonomia testuale. Lo sguardo personale dell’antropologa e l’impiego della luce, come strumento per decifrare lo spazio, sono al centro del racconto etnografico e costituiscono lo stimolo attorno al quale sviluppare una riflessione critica sul senso dei luoghi, in un dialogo costante con i suoi abitanti che si esprime attraverso la connessione visuale tra spazio pubblico e privat
Global i local: patrimoni i producció de la localitat. Estudi de cas de la tradició artesanal de Catalunya
Artigianato artistico e processi di costruzione della località. I casi della città di Matera e della regione catalana
La narrazione dei luoghi come strumento di restituzione dei territori. Atlante di genti remote: il racconto delle Isole Tremiti attraverso le storie dei suoi abitanti
From an anthropological point of view, a narration of places, as a means of restoring territories, implies recalling the vision of place as given to us by the French anthropologist Marc Augé, when he speaks of an anthropological place as opposed to the concept of "non-place". Anthropological places are all those spaces that have the prerogative of being identity, relational and historical, legible expressions of the social and historical bond between inhabitants and territory. An effective narration of places implies the interpretation of this domesticated space as the result of an encounter between several parties. Telling places, from an anthropological point of view, means restoring their identity.
From an anthropological point of view, the investigation carried out in the Tremiti Islands, through the connotation of the 'human space' that makes up the cultural landscape, aimed to relate individual memory and 'tourist space', where the latter, far from being defined once and for all, is continually renegotiated by local actors in a typical rhetoric that, taking into account the visitor's view, constitutes the sense of plac
La tradizione della cartapesta e la "bottega temporanea" del Carro Trionfale di Maria SS. della Bruna
The contribution is part of my doctoral research on the themes of artistic craftsmanship and the processes of locality construction. In particular, the research focused on the meaning of the artisan workshop and the practices related to artistic and traditional craftsmanship, comparing the studies produced in these areas and reporting the case studies of the city of Matera and the Catalan region.
In the case of the city of Matera, with reference to the artisan tradition of the area, I explored the themes linked to popular art and the trades of the agro-pastoral tradition, with a particular focus on papier-mâché and what I called the "temporary workshop" of the Carro Trionfale.
The Carro Trionfale is made every year by master papier-mâché artists on the occasion of the Patronal Feast of the Visitation in honour of Maria SS. della Bruna and is destroyed in the traditional assault at the end of the festivities. For many months, the so-called Fabbrica del Carro became a large workshop, a "temporary workshop", where craftsmen transferred their work, dedicating entire days to the creation and decoration of the artefact and at the same time interrupting their daily work in their own workshops. A sort of home-workshop where the craftsmen actually live and work together
Il carattere performativo degli oggetti artigianali nei processi di produzione della località. Una “Casa Laboratorio” in Puglia
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