1,720,977 research outputs found

    Le inedite stagioni della danza al Teatro Club di Anne d’Arbeloff e Gerardo Guerrieri

    No full text
    L’autrice ha selezionato e analizzato con una prospettiva storica l’ampio materiale documentario presente nell’Archivio del Teatro Club, situato nella Biblioteca “Antonio Baldini” di Roma, con il fine di portare alla luce la ricca e innovativa produzione degli eventi di danza organizzati dall’Associazione nei suoi primi anni, dal 1957 al 1966. Il saggio si concentra inoltre su alcuni spettacoli significativi per l’originalità delle scelte artistiche della programmazione e rispetto a ciò che offriva il panorama teatrale italiano in quel preciso momento storico, proponendo diversi spunti di riflessione su un argomento ancora inesplorato dagli studi di storia della danza e di cui si dà una prima puntuale ricognizione.The Innovative Dance Seasons at Teatro Club of Anne d’Arbeloff and Gerardo Guerrieri The author has selected and analysed, from a historical perspective, the large material preserved in the Teatro Club Archive at the “Antonio Baldini” Library in Rome, with the aim to reveal the various and innovative production of dance events organized by the Association in its first years, from 1957 to 1966. The essay focuses also on some significant performances for the originality of the artistic selection concerning the season programmes in the Italian theatre of the Fifties and Seventies, proposing several reasons for a reflection on an argument not yet investigated by the history of dance and of which the author offers a first accurate inquiry

    Sperimentazioni coreografiche e nuovi mondi sonori nella Roma degli anni '70

    No full text
    L’autrice, dopo aver ripercorso in breve alcune tappe importanti della danza italiana del primo Novecento, si sofferma in particolare sul ruolo di rilievo di danzatrici e coreografe (Lucia Latour, Elsa Piperno e Patrizia Cerroni) attive a Roma con le loro compagnie a partire dagli anni ’70, registrando i luoghi più importanti dedicati alla sperimentazione coreutica, rintracciando pratiche e dinamiche comuni al coevo teatro di ricerca romano e sottolineando le collaborazioni fra il mondo della danza, quello teatrale e quello musicale.The author, after a briefly going through some important phases of the Italian dance of the first part of 20th century, dedicates herself in particular to presenting dancers and choreographers (Lucia Latour, Elsa Piperno and Patrizia Cerroni) that were active in Rome with their companies, from the 70s, registering the most important spaces dedicated to the dance experimentation, tracing practices and dynamics that were common to the contemporary theatre of research and underlining the collaboration between the world of dance with that of theatre and music

    Dalla storia alla scena: Giovanna d’Arco nei libretti di ballo di Jean Aumer e Salvatore Viganò (1821)

    No full text
    Il saggio analizza la figura di Giovanna d’Arco e il suo ruolo catalizzatore dello spirito patriottico di inizio Risorgimento attraverso lo studio di due balletti di Jean Aumer e Salvatore Viganò, rappresentati rispettivamente al Kärntnertortheater di Vienna e al Teatro alla Scala di Milano nel 1821 e ispirati entrambi alla Jungfrau von Orleans di Schiller (1801). Mettendo a confronto i due libretti, e con l’ausilio di fonti periodiche e d’archivio, l’autrice fa emergere dalla lettura dei documenti visioni differenti del personaggio della Pulzella e dei temi portanti della tragedia, modalità di messa in scena indicative di due diverse concezioni della coreografia, nonché peculiarità dei contesti culturali e teatrali di provenienza.The essay analyses the figure of Joan of Arc and her role as a catalyst in the patriotic spirit of the early Risorgimento through the study of two ballets by Jean Aumer and Salvatore Viganò, performed respectively at the Kärntnertortheater in Vienna and La Scala in Milan in 1821, both inspired by Schiller’s Die Jungfrau von Orleans (1801). By comparing the two librettos, and through the reading of periodical and archival sources, the author manages to bring out different visions of the char- acter of “The Maid of Orléans” and the major themes of the tragedy, as well as its staging modalities in these two different conceptions of choreography and their peculiarities due to their diverse cultural and theatrical contexts

    “Numa Pompilio” di Louis Henry (1809): lettura coreografica di un ballo “politico”

    No full text
    Il saggio si propone di analizzare il libretto del ballo “eroico” pan- tomimo Numa Pompilio di Louis Henry, dato al Teatro di San Carlo di Napoli nel 1809, da molteplici punti di vista: il soggetto, la struttura compositiva, le peculiarità coreografiche, i diversi elementi della messa in scena. Partendo dalla contestualizzazione di questo ballo nella Napoli napoleonica di Gioacchino Murat, l’autrice fa luce sulle strategie narrative utilizzate dal giovane Henry, appena giunto da Parigi, per costruire uno spettacolo “celebrativo” ispirato alla figura del secondo re di Roma. Quale fu, quindi, il lascito della scuola francese, e quale l’influenza della scuola italiana? La modalità di impiego delle parti danzate e mimiche, l’impianto fortemente “teatrale” e la profondità con cui sono tratteggiati i personaggi principali sono alcuni degli elementi che avvicinano questo ballo alla tradizione italiana.Louis Henry’s “Numa Pompilio” (1809): a Choreographic Reading of a “Political” Ballo This article aims to analyse the libretto of Louis Henry’s “heroic” pantomime ballet Numa Pompilio, staged at San Carlo Theatre of Naples in 1809, from different perspectives of research: the plot, com- positive structure, choreographic peculiarities, and various elements of the production. Starting from the historical context of this ballet, which is Naples in the Napoleon era, the author highlights the narrative strategies used by the young Henry, who just arrived from Paris, in order to create a “celebrative” ballet inspired by the second king of Rome, Numa Pompilio. Therefore, one of the questions is what was the heritage of the French school, and what was the Italian influence? The way of using danced and mime parts, its deeply theatrical structure, and profoundness of the main characters are some of the elements that place this ballet close to the Italian tradition

    Danza in primo piano. La coreografia sul piccolo schermo nelle prime edizioni di "Fantastico" (1979-80, 1981-82)

    No full text
    Danza in primo piano. La coreografia sul piccolo schermo nelle prime edizioni di Fantastico (1979-80, 1981-82) Il saggio propone uno studio sulla danza televisiva italiana prendendo come case study il noto varietà prodotto dalla RAI Fantastico, di cui si analizzano le prime due edizioni (1979-80 e 1981-82). L’autrice parte dal contesto storico-sociale del fenomeno, per poi focalizzarsi su questioni di tipo estetico. documentano le peculiarità dello stile coreografico di Franco Miseria, che si ricollega alla disco-dance e alla tecnica jazz, e l’efficacia della collaborazione con il regista Enzo Trapani e la danzatrice Heather Parisi nella creazione degli “originali televisivi di danza”. Pur prendendo in considerazione un singolo esempio, il contributo vuole mettere in luce un ambito poco trattato dagli studi di danza e dai television studies, riflettendo sull’originalità delle proposte coreografiche televisive e mettendone in discussione la loro natura apparentemente d’intrattenimento.Close-up on dance. The television choreography of Fantastico’s first editions (1979-80, 1981-82) The essay offers an investigation into Italian television dance by using as a case study the first two editions (1979-80 e 1981-82) of Fantastico, a well-known variety show produced by RAI. The author outlines the historical-social context of the phenomenon and then focuses on its esthetical aspects. Therefore, the contribute discusses the peculiarities of Franco Miseria’s choreographic style, inspired both by disco-dance and jazz dance technique, and his successful collaboration with the director Enzo Trapani and the dancer Heather Parisi in the creation of dance specifically devised for the camera. Though the essay takes into consideration a very specific case study, it aims to draw attention to an area little covered by dance and television studies in order to reflect upon the originality of television choreography and questioning its apparently entertainment essence

    L'arte della danza nel musical classico di Hollywood

    No full text
    Il saggio analizza il “livello danza” del musical cinematografico classi- co quale componente essenziale della struttura filmica, facendone emergere gli aspetti più propriamente formali – ossia gli stili, le tecni- che e le figure ricorrenti nella storia del genere – e inscrivendo lo sviluppo della danza on screen all’interno del più ampio sistema del- lo spettacolo americano del primo Novecento. Nell’epoca d’oro di Hollywood il cinema non solo ha accolto una grande quantità di ballerini e coreografi che hanno tenuto molto alta la qualità dei film, ma ha anche contribuito enormemente a far maturare e diffondere generi di danza prettamente americani, come il jazz e il tip-tap, che proprio in quegli anni stavano prendendo forma anche in altri ambiti.This essay is analyzing all aspects of dance in classical Hollywood musical movies, which was an essential part of a cinematic structure. Based on its most formal aspects, no matter the styles, techniques and figures that emerged throughout the history of the genre, the ar- ticle is inscribing the development of the dance on screen inside the largest system of the American spectacle in the first part of the 20th century. During its golden era, the Hollywood cinema not only at- tracted a large number of dancers and choreographers which held high the quality of the movies, but also contributed enormously to the development and diffusion of mostly American dance genres, like jazz and step-dancing, which were emerging at the same time in many different environments

    Louis Henry e il balletto a Napoli in età napoleonica

    No full text
    L’arrivo dei francesi a Napoli nel 1806 avviò un intenso processo di francesizzazione dei teatri reali, il Teatro di San Carlo e il Teatro del Fondo. Per il balletto, così come per altri ambiti artistici, si trattò di un ulteriore, sostanziale, avvicinamento della cultura italiana al gusto francese, che coinvolse tutti gli aspetti della danza, dalla didattica alla coreografia. In tale contesto, si distingue la figura di Louis Henry (Versailles 1784 – Napoli 1836) che giunse a Napoli nel 1808 portando con sé una significativa esperienza di danseur noble all’Opéra di Parigi e di coreografo al teatro parigino della Porte-Saint-Martin. Persona colta e intraprendente, Henry tentò in questo primo periodo napoletano varie formule di balletto, mostrando versatilità e lungimiranza nella scelta dei soggetti e nell’esplorazione di nuovi ambiti tematici e stilistici. Nel presente volume, l’Autrice traccia un percorso dell’attività dell’artista dagli esordi parigini alle creazioni del Decennio francese, avvalendosi di una molteplicità di fonti in larga parte inedite e di rimandi alla produzione ballettistica coeva e al contesto storico-culturale
    corecore