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    Adattamento e resistenze. La difficile affermazione di un’industria del lusso al servizio della Corte napoleonica

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    L'effimera stagione napoleonica ebbe il merito di collocare la città di Milano al centro della scena europea, in quanto nuova capitale del Regno. Le fonti documentarie e bibliografiche del primo decennio del XIX secolo offrono un panorama straordinario del cambiamento politico-amministrativo della città, con le sue interconnessioni nei settori economico, sociale e culturale. Il passaggio all’amministrazione francese ebbe ripercussioni significative anche nel campo delle arti decorative, al servizio della magnificenza della nuova corte e delle sue residenze. Il presente studio si propone di delineare un quadro del contesto milanese, accompagnato dalle trasformazioni dell’industria del lusso e dalla nascita di nuove imprese (bronzi, pietre dure, smalti...) che contribuirono a imporre la moda e il gusto francesi. Tale processo fu favorito dall’importazione di prodotti manifatturieri (in particolare velluti e sete prodotti a Lione, nonché gli arazzi dei Gobelins), dalla presenza di artigiani francesi in città, oltre che dalla pubblicazione di periodici (come, ad esempio, il Corriere delle Dame) e di repertori a stampa (l’edizione milanese dell’album di Percier e Fontaine del 1812, ma anche le Invenzioni di Pietro Rocchegiani). Rapidamente assimilati dall’aristocrazia locale, i nuovi canoni estetici vennero presto adottati anche dalla borghesia e furono apprezzati nei decenni successivi, nonostante il brusco epilogo dell’Impero napoleonico

    La forma dell'Idea. Recupero e assimilazione del linguaggio classico nel repertorio albertolliano

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    Il contributo analizza la produzione grafica e artistica di Giocondo Albertolli, in relazione alla biografia professionale e ai modelli di riferimento esaminati direttamente o attraverso i repertori a stampa. Vengono evidenziate le modalità di trasmissione dei modelli e dei repertori iconografici e le relazioni tra gli Stati italiani preunitari e la cultura francese e anglosassone

    Schede

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    Schede con commenti ai disegni del fondo Albertolli di Bellinzona

    Per l'Esposizione, mi raccomando...! Milano e l’Esposizione internazionale del Sempione del 1906 nei documenti del Castello Sforzesco

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    Giuliana Ricci, Paola Cordera e Giaime Botti hanno curato una mostra sull'Esposizione internazionale del Sempione tenutasi a Milano nel 1906, mettendone in rilievo non soltanto la localizzazione urbana e i diversi temi trattati nel corso dell'avvenimento, ma segnalando anche dibattito e progresso, in diversi settori, che si svolsero nel periodo della preparazione tra il 1901 e il 1906 e le ricadute negli anni successivi (realizzazionea Stazione Centrale, musei, ICP...). sono stati evidenziati anche i punti di tangenza con l'attuale preparazione dell'EXPO 2015 (alimentazione, i trasporti, il territorio). Gaia Piccarolo ha curato un video per illustrare i rapporti tra Esposizione e città di Milano. La mostra, ospitata dalla sala del Tesoro del Castello Sforzesco, è stata aperta tra il 14 dicembre 2011 e il 26 febbraio 2012. Si tratta quindi di un prodotto in corso di attuazione

    An extracellular domain of the insulin receptor ß-subunit with regulatory function on protein-tyrosine kinase

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    Anti-insulin receptor monoclonal antibody MA-10 inhibits insulin receptor autophosphorylation of purified rat liver insulin receptors without affecting insulin binding (Cordera, R., Andraghetti, G., Gherzi, R., Adezati, L., Montemurro, A., Lauro, R., Goldfine, I. D., and De Pirro, R. (1987) Endocrinology 121, 2007-2010). The effect of MA-10 on insulin receptor autophosphorylation and on two insulin actions (thymidine incorporation into DNA and receptor down-regulation) was investigated in rat hepatoma Fao cells. MA-10 inhibits insulin-stimulated receptor autophosphorylation, thymidine incorporation into DNA, and insulin-induced receptor down-regulation without affecting insulin receptor binding. We show that MA-10 binds to a site of rat insulin receptors different from the insulin binding site in intact Fao cells. Insulin does not inhibit MA-10 binding, and MA-10 does not inhibit insulin binding to rat Fao cells. Moreover, MA-10 binding to down-regulated cells is reduced to the same extent as insulin binding. In rat insulin receptors the MA-10 binding site has been tentatively localized in the extracellular part of the insulin receptor beta-subunit based on the following evidence: (i) MA-10 binds to insulin receptor in intact rat cells; (ii) MA-10 immunoprecipitates isolated insulin receptor beta-subunits labeled with both [35S]methionine and 32P; (iii) MA-10 reacts with rat insulin receptor beta-subunits by the method of immunoblotting, similar to an antipeptide antibody directed against the carboxyl terminus of the insulin receptor beta-subunit. Moreover, MA-10 inhibits autophosphorylation and protein-tyrosine kinase activity of reduced and purified insulin receptor beta-subunits. The finding that MA-10 inhibits insulin-stimulated receptor autophosphorylation and reduces insulin-stimulated thymidine incorporation into DNA and receptor down-regulation suggests that the extracellular part of the insulin receptor beta-subunit plays a role in the regulation of insulin receptor protein-tyrosine kinase activity

    Lo “stile italiano” in viaggio alla conquista degli States

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    This essay explores cultural and commercial exhibitions held overseas to promote Italian post-WWII production. Based on contemporary periodical publications and unpublished archival documents, the paper focuses on the traveling exhibition "Italy at Work: Her Renaissance in Design Today," highlighting its political and economic impact and the success of display strategies assessing high-quality products displayed in an evocative context. In emphasizing connections with concurrent cultural and commercial events, it encounters shared practices, attesting to Italy's resurgence through a modern production tied with its historical tradition and widespread craft knowledge. Finally, it highlights the impact of American shows on subsequent traveling exhibitions to promote the "Made in Italy" production all over Europe

    L’esposizione di Monza del 1923 e l’impegno per “diffondere il senso dell’estetica tra la massa”

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    This paper focuses on the 1923 Monza Exhibition and its significant contribution to promoting new decorative and industrial arts. Despite the intention to democratize art and design, the exhibition maintained an elitist aura, primarily attracting established societal leaders. Yet, it marked a critical step in the integration of artistic innovation with industrial production, influencing both national and international perceptions of Italian industry. The exhibition served as a platform to elevate local industries by aligning them with international standards and showcasing Italian craftsmanship alongside modern industrial products. The Monza exhibitions not only demonstrated Italian prowess in combining traditional craftsmanship with modern industrial techniques but also established a framework for future industrial-artistic collaborations, contributing to the progressive evolution of both sectors
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