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Cose degli altri mondi. Saperi e pratiche del divenire umani.
QUARTA DI COPERTINA Al dialogo radicale (e all’epoché che esso comporta) affidiamo la possibilità di attraversare, senza amarle, le rovine di una civiltà che si trova oggi nel pieno di un’epocale crisi di presenza. Le speranze che così si aprono non sono né di salvezza trascendente, né di ritorno all’egemonia di un tempo, bensì di apertura coraggiosa al valore profondo delle altre culture, dei loro mondi possibili, dei loro modi di costruire gli umani e di lavorare la realtà. Questo libro, che è nato come una lunga intervista per poi tramutarsi in un dialogo acceso e appassionato intorno ai limiti dell’uniformazione globale promossa dal capitalismo assoluto nell’ultimo mezzo secolo, racconta dell’esperienza di vita e dell’avventura intellettuale di due esploratori di mondi altri e di zone disciplinari di confine: Piero Coppo e Stefania Consigliere. Stimolati dalle sollecitazioni di Paolo Bartolini, Coppo e Consigliere si inoltrano in territori poco battuti dalla critica contemporanea. L’incontro spiazzante con saperi e pratiche sviluppati da esseri umani che rispondono ad altre logiche e altri dèi offre dunque l’occasione per mettere in discussione le nostre certezze, interrogando da fuori il nostro stile di vita e di pensiero. Attraverso ricognizioni penetranti che toccano i temi del sacro, degli effetti del tecno-capitalismo sulle nostre esistenze, della varietà dei processi antropopoietici e della portata soggettivante di un pensiero eccentrico, gli autori sfidano i luoghi comuni sull’inevitabile scontro tra culture, proponendo di superare il binomio concettuale pace/guerra in direzione di un conflitto generativo che, conservando la ricchezza delle differenze, tenda a mettere in comune i saperi molteplici dell’umano senza cadere nella stretta genocida dell’universalismo astratto
Recensione a: Elena Coppo, La nascita del verso libero fra Italia e Francia, Padova, Padova University Press, 2022, in «Oblio», XIII, 48, 2023, pp. 332-333.
Recensione a: Elena Coppo, La nascita del verso libero fra Italia e Francia, Padova, Padova University Press, 2022, in «Oblio», XIII, 48, 2023, pp. 332-33
Rizomi greci.
Occorre, per potersi davvero aprire all’alterità, innanzitutto conoscere le proprie radici, gli occhiali con cui guardiamo il mondo: non solo l’eredità chiara, luminosa, consapevole ed eroica a cui ci hanno abituato i manuali, ma anche quella oscura, rimossa e dimenticata di cui ci hanno parlato, fra gli altri, Michel Foucault, Georges Devereux e Enzo Melandri.
La prima tappa è dunque, ancora una volta, la Grecia, origine mitica di ogni indagine che richieda di “conoscere sé stessi”. I testi qui riuniti – firmati da Claudia Baracchi, Stefania Consigliere, Piero Coppo, Laura Faranda e Simona Paravagna – propongono un percorso “archeologico” nella Grecia del mito e della filosofia, dove si mescolano e convivono sapere logico e colpo d’occhio, religioni misteriche e geometria, dialettica e iniziazione, filosofia e pratiche estatiche; e dove la storia dei collettivi e dei loro invisibili, del loro scontrarsi e ricomporsi, ha lasciato tracce di lunga durata nei miti e nei dispositivi.
Cosa, di ciò che raccogliamo sotto il nome “Grecia”, sopravvive fino a noi, e in quali forme? E cosa, invece, è andato talmente perduto da essere oggi solo a malapena riconoscibile
Ryhiner-Kartensammlung / 42/A Histriæ tabula
a Petro Coppo descr ; Zarae, et Sebenici descriptio"Histriae tabula" oben. - Ca. 1:400 000, "Zarae, et Sebenici descriptio" unten. - Ca. 1:500 000Ursprungswerk: "Theatrum orbis terrarum" von Abraham Ortelius (Antwerpen : Plantijn, 1579
Ryhiner-Kartensammlung / 42/B Histriæ tabula
a Petro Coppo descr ; Zarae, et Sebenici descriptio"Histriae tabula" oben (ca. 1:400 000), "Zarae, et Sebenici descriptio" unten (ca. 1:500 000)Ursprungswerk: "Theatrum oder Schawplatz des Erdbodems" von Abraham Ortelius (Antwerpen, 1573
Dal recupero edilizio e urbanistico alla riorganizzazione delle strutture insediative
Il confronto tra recupero urbano e sviluppo delle strutture insediative, in base a ricerche empiriche e quantitative su dati censuari e indagine dirett
Carinthiae ducatus, et Goritiae palatinatus
Wolf. Lazio auctoreTitelkartusche oben ; mit figürlicher Darstellung und BergzeichungOhne Massstab, ohne KartennetzHauptkarte zusammen mit mit "Histriae tabula / à Petro Coppo descr." und "Zarae, et Sebenici descriptio" auf 1 BlattDeutscher Text auf der Kartenrückseite: ">Dass Hertzochtumb Kernten, und die Pfaltzgraffschafft Gortz.Histereich.Zara, und Sebenico.< ... 41.A."Ursprungswerk: "Theatrum oder Schawplatz des Erdbodems" von Abraham Ortelius (Antwerpen, 1573
Il coppo iscritto di Bovino
Il coppo di Bovino si presenta come un documento eccezionale per il mondo antico. Rinvenuto casualmente nei pressi di una villa romana, reca sulla sua superficie le tracce di segni alfabetici disposti su una griglia graffita. Ad un esame approfondito, i segni si rivelano come appartenenti a due alfabeti diversi, quello daunio e quello punico.
Esercizio di scrittura o pratica magica che fosse, il coppo di Bovino ci fornisce così la prima evidenza epigrafica della compresenza stanziale a Bovino di Dauni e Punici, un fenomeno che le fonti antiche segnalavano già nel II secolo a.C
Catullo, specchio della poesia italiana. Per una storia della lingua poetica italiana del Novecento attraverso le traduzioni dai classici
L’articolo si pone l’obiettivo di studiare lo sviluppo della lingua poetica italiana nel XX secolo attraverso il filtro delle traduzioni d’autore dei carmi di Catullo. Considerando le traduzioni pubblicate in Italia tra la fine dell’Ottocento e i primi anni Duemila, viene proposto un percorso testuale diacronico basato sull’analisi comparata delle versioni di alcuni dei testi catulliani più noti e significativi, al fine di ricostruire i cambiamenti che si sono verificati dal punto di vista linguistico, stilistico e metrico, e di individuare così i diversi paradigmi letterari e traduttivi che si sono avvicendati nel corso del secolo.
The aim of this article is to study the development of italian poetic language in the 20th century from the point of view of poetic translations of Catullus poems. The paper adopts a diachronic approach and examines the translations published in Italy from the end of the 19th century to the beginning of the new millennium. A comparative analysis of the translations of some of Catullus most famous poems makes it possible to observe the changes in language, style and metrics and to identify the shifts in literary and translation paradigms over the century
Il coppo iscritto di Bovino
Il coppo di Bovinum (Foggia) presenta una griglia iscritta al cui interno sono incise lettere messapiche e neopuniche. Il documento si presenta interessante per diversi aspetti. Dal punto di vista storico esso documenta il passaggio di Annibale in Puglia e lo stanziamento di alcuni membri della guarnigione punica nella zona negli anni finali del III secolo a.C. Da un punto di vista culturale esso attesta un fenomeno di interazione tra due etnie, ma l'uso delle lettere, disposte in modo non alfabetico e apparentemente senza una logica, fa pensare in particolare anche ad un'utilizzo magico dell'alfabeto
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