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    Il lessico politico negli «Ammaestramenti degli antichi» di Bartolomeo da San Concordio

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    The vernacular translation of the Documenta antiquorum by Bartolomew of Santo Concordio represents a rare testimony of an auto-translation performed in Florence between the 13th and the 14th centuries. The very coincidence of the author and the translator in the same person reveals the programmatic character of the drafting of this text in vulgar, and the connection with the choice for an opening to the Tuscan vernacular of such a moral and edifying work, and as part of the project of diffusion and circulation of moral thought, intentionally undertaken by the mendicant Orders. Through a conceptual comparison with the contemporary political treaties by Remigio de’ Girolami and Tolomeo da Lucca, and the linguistic analysis of the translation choices in the semantic field of politics (compared with the vulgar translation of Sallustius and the works of the most important vulgar translators of the Duecento), the article observes that in the Ammaestramenti degli Antichi the main concern is towards actualization. The translation wants to display the classical world and the religious examples as a mirror of the Italian municipal society. To achieve this objective, the author needs to create a context that is readily intelligible and immediately recognizable by the reader, whether he is a cleric or a layman

    Dove nuotano i caprioli. Acque, memorie, tralicci e r-esistenze in Cadore. Con DVD video

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    L’acqua del Cadore racconta una molteplicità di storie: ha ispirato antichissimi culti e leggende popolari, plasmando nel tempo forme del paesaggio, vita delle comunità ed economie della zona. Tra queste, dalla metà del Novecento diventa dominante quella dell’industria idroelettrica: il sacrificio del Piave-Boite-Vajont si rende necessario alla modernizzazione del Paese, secondo un progetto che si rivelerà insieme strategico e drammatico. Il documentario raccoglie le memorie del piccolo borgo di Vallesella, che nei primi anni Cinquanta a seguito della realizzazione dell’invaso di Centro Cadore va sgretolandosi fisicamente e simbolicamente. Il racconto, costruito in maniera corale, allarga lo sguardo e la scala di osservazione dalle vicende passate agli usi e percezioni attuali del paesaggio idroelettrico, suggerendo una riflessione sul senso dei luoghi, sul valore polisemico dell’acqua, sui destini della montagna del presente e del futuro

    BNF, it. 442, un nuovo manoscritto per la tradizione dei volgarizzamenti retorico-morali del Trecento ("Della Miseria dell'uomo" e "Piccola Dottrina del parlare e del tacere"): omissioni premeditate o "censura"?

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    The aim of this paper is to analyze the editing intervention testified in the manuscript italien 442 stored in the Bibliothèque Nationale de France. The manuscript represents a new witness in the tradition of the treaties Della Miseria dell’uomo and Piccola Dottrina del parlare e del tacere: it had been unknown because the titles have been modified and the narrative introduction of the Bono Giamboni’s treaty were absent. Within the framework of XIV century, the omissions can be considerd intentional as they may be consequence of text moralization produced by public transformation

    Nell'officina della Crusca: Bastiano de' Rossi e l'edizione degli «Ammaestramenti degli antichi»

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    Il contributo prende avvio dallo studio delle postille del manoscritto trecentesco 134, testimone degli Ammaestramenti degli antichi di Bartolomeo da San Concordio e conservato nella Biblioteca Trivulziana di Milano. Gli ampi margini del manoscritto sono interamente occupati dal «riscontro» del testo con altri tre codici operato da Bastiano de’ Rossi, detto Inferrigno come accademico della Crusca (1550-post 1623) che si sottoscrive alla c. 64v. La possibilità di risalire ai codici confrontati dal primo segretario dell’Accademia consente di ricostruire precisamente il suo modus operandi, di analizzare l’influenza del criterio lessicografico sulle scelte ecdotiche, e di confermare alcune ipotesi sul metodo filologico agli albori della disciplina.The paper aims to study the manuscript number 134, preserved in the Trivulziana Library in Milan. The manuscript is a witness of Bartolomeo da San Concordio’s Ammaestrameti degli antichi and is dated to the fourteenth century. The wide code’s margins are entirely occupied by the collatio between the text of the manuscript 134 and that of three other manuscripts. Certainly the comparison is made by Bastiano de’ Rossi (1550-post 1623), member of the Crusca Academy by the name Inferrigno. Moreover, the traceability of the manuscripts compared by the first Academy secretary, allows the reconstruction of his approach, and make it possible to establish the influnce by the lexicographical criterion over his choises. Finally, the anlysis will confirm also some hypothesis about the early philological method

    Il ruolo del microbiota intestinale nel paziente affetto da malattia infiammatoria cronica

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    Il tratto gastroenterico, con una superficie interna di circa 200-250m2, rappresenta un complesso ecosistema in cui esiste un equilibrio dinamico tra microflora intestinale e ospite. Ogni individuo ospita nel proprio intestino circa 15000-36000 diverse specie batteriche che numericamente superano di dieci volte il numero di cellule eucariotiche presenti nell’individuo stesso. E’ evidente che un così elevato numero di cellule batteriche abbia una grossa influenza sulla fisiologia intestinale. Il microbiota intestinale, infatti, risulta fondamentale per la maturazione e l’omeostasi del sistema immunitario, per lo sviluppo della normale morfologia della mucosa ed il mantenimento del suo trofismo, e svolge un importante ruolo protettivo nei confronti dei batteri potenzialmente patogeni. Esso deve essere quindi considerato come un vero e proprio organo in grado di svolgere importanti funzioni protettive, metaboliche ed immunologiche.L’ospite, d’altra parte, ha evoluto diversi meccanismi di tolleranza nei riguardi di questi microrganismi, stabilendo quindi una pacifica e protettiva coesistenza e, contemporaneamente, rimanendo reattivo verso specie batteriche patogene. Tale abilità discriminatoria dell’intestino nei riguardi della flora intestinale è la caratteristica chiave dei meccanismi di tolleranza ed omeostasi. Tuttavia, in condizioni particolari, inclusi suscettibilità genetica e particolari fattori ambientali, l’ospite può sviluppare una inappropriata risposta verso i batteri residenti, con conseguenze devastanti se non prontamente contenuta. Negli ultimi anni vi è stato un notevole interesse circa la flora microbica commensale gastrointestinale e le sue interazioni con l'ospite, in quanto ne è stato riconosciuto il ruolo nella patogenesi di diversi disordini intestinali, conosciuti come Malattie Infiammatorie Croniche (MICI)

    Interazione tra flora batterica e ospite nella MICI,

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    Un mistero non risolto dalle ricerche sulla malattia infiammatoria cronica intestinale (MICI) è se batteri, geni e condizioni ambientali, o la combinazione dei tre fattori con una eccessiva risposta immunitaria verso il microbiota associato, possano spiegare la patogenesi della MICI. Qualsiasi sia la risposta vi sono ormai pochi dubbi circa il coinvolgimento di fattori microbici nella patogenesi della MICI. Il microbiota intestinale è un ecosistema complesso la cui composizione rimane stabile negli individui sani. Sottili alterazioni della flora batterica intestinale possono avere profonde conseguenze sulla funzione di barriera della mucosa e sulla risposta immunitaria. Sebbene numerose ricerche non hanno confermato il ruolo eziologico di uno specifico agente infettivo, interessanti evidenze suggeriscono che batteri commensali enterici ed i loro prodotti sono in grado di avviare e perpetuare la malattia infiammatoria intestinale

    MICROBIOLOGIA MEDICA E MICROBIOLOGIA DEL CAVO ORALE

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    QUESTO TESTO COSTITUISCE UNA GUIDA ALLO STUDENTE DEI CORSI DI LAUREA IN ODONTOIATRIA E PROTESI DENTARIA ED IN IGIENE ORAL

    Agenti infettivi batterici: quale ruolo nello sviluppo dei carcinoma della prostata

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    Diversi organismi patogeni possono infettare e indurre una risposta infiammatoria nella prostata, e molti di questi organismi sono stati identificati studiando pazienti affetti da prostatite batterica. E. coli è un bacillo gram-negativo anaerobio-facoltativo, con habitat primario l'intestino dei vertebrati, dove rappresenta la specie aerobia predominante. E coli spesso stabilisce con l’ospite un rapporto di benefica simbiosi fornendo nutrienti, segnali chiave per lo sviluppo e regolazione del sistema immunitario, e protezione contro agenti patogeni esterni. Alcuni ceppi di E. coli possono tuttavia divergere dalle popolazioni commensali, acquisendo uno o più fattori di virulenza e la capacità di causare malattie gravi, sia all'interno del tratto intestinale sia in sedi extraintestinali. Tra i patotipi in grado di avviare processi morbosi nell’ospite in sede extraintestinale i ceppi UPEC sono responsabili dell’80% di tutte le infezioni del tratto urinario, causando cistite e pielonefrite.Uno studio condotto su modelli in vitro, utilizzando cellule uroepiteliali, gli autori hanno dimostrato che la persistenza intracellulare di un ceppo UPEC, induce una sotto regolazione del gene soppressore del tumore CDKN2A, incrementando la proliferazione delle cellule uropiteliali contrastando lo stimolo apoptotico indotto dall’infezione. Questo potrebbe incrementare la persistenza del patogeno e incrementare il rischio di recidive. Ma potrebbe essere un fattore di rischio per lo sviluppo di tumore
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