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Luce sul chiaroscuro palladiano. Osservazioni sulla rappresentazione delle ombre nei Quattro libri dell'architettura di Andrea Palladio | Light on the Palladio chiaroscuro. Observations on the representation of shadows in the Four books on architecture by Andrea Palladio
Trattato, Palladio, Teoria delle ombre, Lettura critica, Vestizione grafica | Treaty, Palladio, Theory of shadow, Critical reading, Graphic dressin
Torino ne "Le Cento Città d'Italia": rappresentazione e narrazione di una realtà in trasformazione tra XIX e XX secolo dalla casa editrice Sonzogno / Turin in "Le Cento Città d'Italia": Sonzogno publisher representing and narrating a reality in transformation between the XIX and XX centuries
REPRESENTING RURAL HERITAGE: AN EDUCATIONAL, ELECTRONIC AND ENHANCEMENT APPROACH
The essay describes how a heterogeneous set of data can become a planning tool for understanding and sharing information with public institutions and stakeholders; in particular the article refers to an integrated approach to surveying rural buildings heritage in the City of Volpiano (a small town close to Turin, Italy)
Ricalco e decantazione dell'impronta
Notoriamente l'origine mitica del disegno - in Plinio - come ricalco di un'impronta - l'ombra - ha posto il tema del tratto grafico come una sorta di scorciatoia nelle innumerevoli mediazioni che si pongono tra l'immagine fisicamente realizzata [picture], e quella ottica e significata [visual and mental image]. Immedesimando il tratto come significante da un lato del contorno apparente e, dall'altro, come nervatura strutturale, il disegno al tratto puro ha anche cercato di surrogare lo spettacolo ottico diretto (che oggi definiamo fotografico) dei corpi, discretizzando questo spettacolo in una sorta di mappa contesa tra confini di diverso valore. In seguito i tentativi di oggettivare (referenzialmente) il tratto grafico come surrogato ottico ha portato alle consuetudini di riproduzione calcografica, divenute poi delle vere e proprie precettistiche e normative in epoca industriale, ispirate a una ferrea economia delle categorie grafiche. In queste vicende gioca un ruolo essenziale proprio la pratica del ricalco che, per quanto sia generalmente svalutata come ‘automatica', svolge un ruolo decisivo e del tutto ‘intenzionale' nella categorizzazione attuata attraverso il disegno. Il ricalco di trascrizione è stato innanzitutto studiato attraverso le tavole dell'editio princeps della Regola di Giacomo Barozzi. Un secondo tipo di ricalco - un secondo modo dell'impronta grafica in rapporto a quella che si reputa direttamente referenziale - ci ha portato a usare la camera lucida, assimilandone l'uso a una esperienza anch'essa di ri-disegno dell'immagine biriflessa dal sistema prisma/retina sul foglio
Disegno e Camera Lucida nel Carnet de voyage.
Da sempre il viaggiatore disegna. Annota graficamente ciò che osserva per poterlo assimilare attraverso la traduzione in segni, estrapolando quei particolari che lo portano a sintetizzare la descrizione del reale. Gli strumenti del disegnatore in viaggio sono elementi che condizionano tempi e modi di realizzazione portando i diversi autori a scegliere modalità espressive nel rispetto delle differenti finalità. Nell'ottocento, le evoluzioni della Camera Obscura (la Camera Lucida e successivamente la Fotografia), in modo diverso, hanno portato a una velocizzazione della rappresentazione del reale. Proprio nell'era della fotografia digitale, che non obbliga l'autore all'analisi, la riscoperta di questo piccolo strumento ottico impone una relazione biunivoca tra conoscenza e sintesi attraverso il disegno. L'esperienza diretta ha portato a ridefinire i tempi di esecuzione delle vedute, dilatando quelli di progettazione e riducendo quelli della realizzazione. Operare sotto la guida dello strumento permette di mantenere rapporti proporzionali e prospettici, basi certe per la successiva implementazione con la vestizione grafica.
Nella dimensione del "carnet de voyage" dall'800 ad oggi, tale ridefinizione ha mostrato potenzialità che possono essere nuovi, attuali, veicoli di conoscenza.The traveler has always drawn. Graphically marking what he looks at, in order to assimilate it through a translation into signs, extrapolating those details that allow him to synthesize the description of reality. The tools of the drawer on the road affect the time and the manner of realization, driving the different authors to choose different modes of expression with respect to their different purposes.In the nineteenth century, the invention of the Camera Lucida and afterwards of the Photography (both evolutions of the Camera Obscura), in a different ways have led to a speeding up of the representationof reality. In the era of digital photography, which does not require the author to synthesize, the rediscovery of the Camera Lucida imposes a two-way relationship between knowledge and discretization, through ther process of drawing. Direct experience has led us to redefine the executiontimes of views, expanding the design part and reducing the production one. To operate under theguidance of the tool allows you to maintain proportional relationships and prospective, excellent basesfor a later improvement by a graphic dressing.In the dimension of the "carnet de voyage" from '800 to today, this redefinition has shown potentialthat may be new, current, vehicles of knowledge
Il carnet de voyage come strumento di pensiero e conoscenza dello spazio urbano nell'esperienza di CuneoVualà
Guardare, vedere, capire. Rilievo metrico e rappresentazione come verifica della geometria della cupola di San Pietro
Il contributo descrive le operazioni di misura e di interpretazione dei dati acquisiti per la verifica di alcune ipotesi sulle forme geometriche ipotizzate da Donato Bramante per il progetto della cupola della Basilica di San Pietro a Roma. Vengono fornite possibili risposte a tre quesiti formulati dagli esperti di Storia dell'architettura moderna sulla base delle evidenze della fabbrica così come rilevata nel 2016. L'indagine si concentra maggiormente sulle geometrie dei pennacchi la cui descrizione viene affrontata sia con tecniche tradizionali sia con tecniche innovative sfruttando le nuove potenzialità interpretative delle nuvole di punti
Lo schizzo come esperienza... non solo grafica
Da CuneoVualà al workshop Lo schizzo come esperienza grafica
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