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Francesco Colonna e Giovanni Gioviano Pontano
ABSTRACT ITALIANO
Viene proposto un confronto tra Francesco Colonna romano ritenuto da Calvesi e molti altri studiosi autore dell’Hypnerotomachia Poliphili (1499) e Giovanni Gioviano Pontano committente di una Cappella a Napoli edificata nel 1493 con lo stesso gusto antiquariale ispiratore del restauro conservativo del palazzo baronale di Palestrina effettuato da Francesco Colonna nel 1492. L’autore commenta tre documenti inediti da lui rinvenuti in archivio: l’unica lettera autografa nota di Francesco Colonna utile per attribuire eventuali opere manoscritte dello stesso, tramite confronto calligrafico e le bolle di nomina di Francesco Colonna quale canonico di San Pietro e protonotario apostolico partecipante.
ENGLISH ABSTRACT
The contribution offers a comparison between the roman Francesco Colonna, believed by Calvesi and many scholars to be the author of Hypnerotomachia Poliphili (1499) and Giovanni Gioviano Pontano, patron of a chapel built in Naples in 1493 in the same style of antiquarian restoration of the baronial palace of Palestrina built in 1492 by Francesco Colonna. The author comments on three unpublished documents he found in the archives: the only known autograph letter of Francesco Colonna, useful to attribute to him other manuscript works by means of handwriting comparison, and the documents through which Francesco Colonna was appointed Canon of St. Peter and participant Apostolic Prothonotary
Anteprime documentarie polifilesche
Viene annunciato il ritrovamento di documenti inediti utili alla ricostruzione della biografia di Francesco Colonna romano (1453-ante 1517): la bolla di nomina a Canonico di San Pietro in Roma e quella del Protonotariato Apostolico e la prima lettera autografa nota di Francesco Colonna romano. Viene discussa la figura di Sisto Medici in rapporto al problema dell'attribuzione dell'Hypnerotomachia Poliphili
Per Martino Filetico maestro di Francesco Colonna di Palestrina. La "πολυφιλία" e il gruppo marmoreo delle Tre Grazie
Viene proposto il nome di Martino Filetico quale possibile Maestro di Francesco Colonna di Palestrina in virtù del fatto che il Filetico nel manoscritto delle sue Iocundissimae Disputationes (1462-63) fa menzionare a Battista Sforza per la prima volta il termine greco "poluphilia" che poi sarà usato nel titolo dell'Hypnerotomachia Poliphili (1499). A sostegno di questa ipotesi S. COLONNA cita il fatto che M. FILETICO viene chiamato a Roma quale maestro del cugino di Francesco Colonna, vale a dire il futuro cardinale Giovanni Colonn
L'Hypnerotomachia e Francesco Colonna romano: l'appellativo di "frater" in un documento inedito
Viene pubblicata in appendice il testo della Bolla di nomina di Francesco Colonna romano signore di Palestrina a Canonico di S. Pietro in Roma evidenziando il fatto che gli viene riferito l'appellativo di "frater". Questo fatto può essere interessante ai fini dell'attribuzione dell'Hypnerotomachia Poliphili, libro anonimo stampato da Aldo Manuzio a Venezia nel 1499 il cui autore era rivelato da un acrostico che recitava: «Poliam frater Franciscvs Colvmna peramavit
Francesco Colonna Romano Protonotario Apostolico. Cenni Biografici su Filippo Barbarigo di Lorenzo
Viene pubblicato il testo integrale della bolla di nomina di Francesco Colonna come Protonotario Apostolico partecipante datata 15 maggio 1473 corredato da un commento storico-critico. All'epoca di Papa Martino V i protonotari apostolici erano più di quaranta in tutto il mondo: quindi un numero esiguo che dimostra l'importanza della carica nella curia del Quattrocento. Vengono quindi illustrati i compiti, le prerogative e i privilegi del protonotariato apostolico partecipante nella Storia della Chiesa.
Inoltre, dal momento che le notizie su Francesco Colonna romano signore di Palestrina allo stato attuale degli studi sono molto poche, si è proceduto all'analisi dettagliata dei nomi citati nella bolla di nomina tra i quali figura in qualità di patrocinatore Filippo Barbarigo di Lorenzo, amico d'infanzia di papa Paolo II Barbo. Il Barbarigo era un umanista minore e versificatore latino i cui versi sono presenti nel codice Isoldiano insieme ad un Cillenio, altro umanista minore. Dall'analisi comparativa delle biografie è risultata una singolare ricorrenza del nome Barbarigo tra i personaggi vicini ad Aldo Manuzio il Vecchio: infatti Pierfrancesco Barbarigo fu suo socio dal 1495 al 1499, anno di pubblicazione dell'Hypnerotomachia Poliphili. Se risultasse confermata una più che probabile parentela tra Filippo Barbarigo di Lorenzo e questo Pierfrancesco Barbarigo come proposto dall'autore del presente articolo verrebbe alla luce un legame diretto tra la produzione materiale del libro e quello che dovrebbe essere il suo autore secondo l'ipotesi di Maurizio Calvesi.The text of Francesco Colonna's bull of appointment as Protonotario Apostolico partecipante, dated 15 May 1473, is published in full, along with a historical-critical comment. At pope Martin V's times, the protonotari apostolici were more than forty all over the world, that is to say an exiguous number that shows the high relevance of the position in 15th-century curia.
The mansions, the prerogatives and the privileges of the protonatariato apostolico partecipante in the history of the Church are then illustrated. Moreover, as at the current state of the studies the data concerning the Roman Francesco Colonna signore of Palestrina are very few, a detailed analysis of the names quoted in the bull of appointment has been carried out, among which it emerges, in the role of patrocinatore, the figure of Filippo Barbarigo di Lorenzo, childhood friend of pope Paul II Barbo. Barbarigo was a minor humanist and a versifier in Latin whose verses are to be found in the Isoldiano codex, together with a certain Cillenio, another minor humanist.
From the comparative analysis of the biographies, a peculiar recurrence of the name Barbarigo has emerged among the people close to Aldo Manuzio the Elder: as a matter of fact, Pierfrancesco Barbarigo was his partner from 1495 to 1499, year of publication of the Hypnerotomachia Poliphili. If a more than probable parenthood between Filippo Barbarigo di Lorenzo and this Pierfrancesco Barbarigo were confirmed, as suggested by the author of the present article, a brighter light would be cast on the material production of the book and the one who is supposed to be its author in Maurizio Calvesi's hypothesis
L'Hypnerotomachia Poliphili tra Roma e Venezia: rassegna delle relazioni culturali tramite biografie sistematiche relazionali
ABSTRACT ITALIANO
Viene studiata la biografia di Filippo Barbarigo citato nella bolla che nomina Francesco Colonna protonotario apostolico. Filippo Barbarigo, che ha posseduto incunaboli di Cicerone, è stato membro dell'Academia Bessarionis e l’autore suggerisce di indagare sulla sua probabile parentela con Pierfrancesco Barbarigo, finanziatore di Aldo Manuzio editore dell’Hypnerotomachia. Filippo Barbarigo potrebbe così costituire un inedito elemento di congiunzione tra Francesco Colonna romano e l’Hypnerotomachia. L’autore annuncia studi sull’Accademia dei Vertunni dove si riscontra la compresenza di Mantegna e Pomponio Leto, oltre ad un Cillenio che forse è lo stesso citato nel Codice Isoldiano dove trovano posto versi di Filippo Barbarigo.
ENGLISH ABSTRACT
The essay looks into the biography of Filippo Barbarigo, cited in the document through which Francesco Colonna was appointed Apostolic Prothonotary. Filippo Barbarigo was the owner of several incunabula of Cicero and a member of the Academia Bessarionis. The author suggests to investigate the possible relationship between Filippo and Pierfrancesco Barbarigo, financial patron of Aldus Manutius, the publisher of Hypnerotomachia. Filippo Barbarigo could be a new element for the bond between the roman Francesco Colonna and the Hypnerotomachia. The author announces further studies on the “Accademia of Vertunni” where one finds the presence of Mantegna and Pomponio Leto, as well as a Cyllene, which is perhaps to be identified with the one mentioned in the Codice Isoldiano where some verses by Filippo Barbarigo are included
Recensione di Robert G. La France, Bachiacca: artist of the Medici court, Firenze, Olschki, 2008
ABSTRACT ITALIANO
Francesco Ubertini detto il Bachiacca ebbe scarsa fortuna critica ma questo volume di Robert G. La France colma una lacuna grave nella critica d’arte con una solida monografia in lingua inglese che prende in esame tutte le opere e i documenti di questo pittore. Stefano Colonna giudica positivamente il libro, pubblicato da Leo Olschki, limitandosi a sottolineare che alcune opere, inserite come autografe dall’autore, presentino differenti qualità.
ENGLISH ABSTRACT
Francesco Ubertini called Bachiacca has had little critical fortune, but this book by Robert G. La France fills a serious lacuna in art criticism with a solid English monograph that examines all the existing works and documents. Stefano Colonna welcomes the book published by Leo Olschki and simply points out that some of the works included by the author as autograph have a different quality
Giovanni Albino e la politica filo-romana degli Aragonesi alla luce di una xilografia "sallustiana" dell'Hypnerotomachia Poliphili
Il contributo prende in esame la molto importante ma poco studiata figura di Giovanni Albino segretario e bibliotecario degli Aragonesi, numero due nella corte di Napoli dopo il più conosciuto Giovanni Gioviano Pontano. Viene analizzata la produzione storiografica dell'Albino in base agli studi di Sondra Dall'Oco (2001) e soprattutto un'elegante miniatura presente in un manoscritto dell'Albino datato 1494, conservato nella Bayerische StaatsBibliothek di Monaco, contenente gli Excerpta ex Blondi Decadibus dove si legge l'iscrizione in lettere capitali latine in gusto antiquario "CONCORDIA PARVAE RES CRESCUNT" motto sallustiano presente anche nell'Hypnerotomachia Poliphili del 1499. Sono noti i rapporti dell'Albino con personaggi illustri del suo tempo come Gentile Virginio Orsini, Lorenzo de' Medici e Ludovico il Moro.
Lo scrivente ipotizza una conoscenza di Giovanni Albino anche con Francesco Colonna romano signore di Palestrina autore dell'Hypnerotomachia per via della presenza di numerosi riferimenti alla fortuna presenti nel De Gestis regum Neapolitanorum de Aragonia di Giovanni Albino e, come noto, fondamentali nel Polifilo per via della criptica citazione del tempio prenestino. La via maestra di questi rapporti politico-culturali con Francesco Colonna romano deriverebbe secondo lo scrivente dalla comune amicizia con Gentile Virginio Orsini di cui sono documentate relazioni epistolari sia con Albino sia con Francesco Colonna romano.
La "Polyphilia" intesa come rete di amicizie è un tema caro ad entrambi gli umanisti Giovanni Albino e Francesco Colonna romano tanto che lo scrivente ipotizza, sulla scorta del motto sallustiano presente nelle opere di questi due autori, che la "Polyphilia" fosse non soltanto una citazione umanistica di Plutarco e Sallustio, ma un vero e proprio patto di allenza pacifica tra le corti aragonese di Napoli e quella di Roma, un patto segreto ed alternativo a quello sanguinoso portato avanti negli anni '90 del Quattrocento in poi dai Borgia e universalmente noto grazie al Machiavelli.This contribution examines the highly important yet little studied personality of Giovanni Albino, secretary and librarian at the Aragon court, second to none except to the more famous Giovanni Gioviano Pontano. The analysis focuses on Albino's historiographic production, relying on Sondra Dall'Oco's studies (2001), and especially on an elegant illumination included in an Albino's manuscript dating 1494, held at the Bayerische StaatsBibliothek of Monaco, which includes the Excerpta ex Blondi Decadibus, where one can read the inscription, executed in Latin capital letters of antiquarian taste, "CONCORDIA PARVAE RES CRESCUNT", a motto by Sallust which is also included in the Hypnerotomachia Poliphili of 1499.
The relationship between Albino and the renowned men of his times, such as Gentile Virginio Orsini, Lorenzo de' Medici and Ludovico il Moro, is well know. The author suggests that Giovanni Albino knew also the Roman Francesco Colonna of Palestrina, author of the Hypnerotomachia, on the basis of the numerous references to the theme of fortune included in Giovanni Albino's De Gestis regum Neapolitanorum de Aragonia and, as well known, of capital importance in the Hypnerotomachia for the obscure quote of the Temple of Fortuna Primigenia.
According to the author, the main stream of these political and cultural relationship with Francesco Colonna would stem from their mutual friendship with Gentile Virginio Orsini, who is attested to be in an epistolary contact with both Albino and the Roman Francesco Colonna.
The "Polyphilia" intended as a network of friendships is a theme cultivated by both the humanists Giovanni Albino and the Roman Francesco Colonna, so that the author argues, relying on Sallust's motto included in the works of these two authors, that the "Polyphilia" was not only a humanistic quote of Plutarch and Sallust, but also a real agreement of peaceful alliance between the Neapolitan Aragon court and the Roman court, a secret and alternative agreement to the violent one carried out in the 1490s and then by the Borgia, universally known thanks to Machiavelli
Hypnerotomachia Poliphili e Roma. Metodologie euristiche per lo studio del Rinascimento
Fino ad ora sottovalutati perché difficilmente dimostrabili, in realtà gli scambi culturali tra gli artisti e i letterati hanno contribuito a caratterizzare l’originalità del Rinascimento italiano. Pinturicchio lavora al pavimento del Duomo di Siena e nella
Libreria Piccolomini appaiono evidenti citazioni del Polifilo. Andrea Mantegna e Pomponio Leto, fondatore dell’Accademia Romana, sono compresenti nell’Accademia dei Vertunni di Brescia mentre Giovanni Bellini, che aveva una vigna a Roma dove venne ritrovato uno specchio antico, dipingeva il ritratto di Raffaele Zovenzoni autore dei celebri versi in onore di Francesco Colonna antiquario. Tra gli estimatori del Polifilo anche Jacopo Galli, il banchiere che comprò il Bacco, prima opera romana del giovane
Michelangelo Buonarroti. Baldassarre Peruzzi riuscì a rifondare Carpi secondo l’immagine di una novella Roma usando i consigli e le direttive del colto Alberto III Pio allievo di Aldo Manuzio il vecchio, editore dell’Hypnerotomachia. Il pittore Amico Aspertini, come anche l’antiquario carmelitano Fabrizio Ferrarini, si ispirarono ai fregî antichi della città di Roma che furono valorizzati in modo esemplare dalle xilografie in stile egizio del Polifilo di Francesco Colonna romano signore di Palestrina.Neglected as difficult to prove until now, the cultural exchanges among artists and men of letters chiefly contributed to shape the originality of the Italian Renaissance. Pinturicchio worked for the pavement decoration of the Sienese Duomo and the Libreria Piccolomini hosts overt references to the Hypnerotomachia. Andrea Mantegna and Pomponio Leto, who was the founder of the Accademia Romana, are both attested in the Accademia dei Vertunni in Brescia, while Giovanni Bellini, who owned a land in Rome in which an ancient mirror was found, painted the portrait of Raffaele Zovenzoni, the author of renowned versed dedicated to the antiquarian Francesco Colonna. Among the appraisers of the Hypnerotomachia, Jacopo Galli was the banker who purchased the Bacchus, the first Roman work of the young Michelangelo Buonarroti. Baldassarre Peruzzi succeeded in reshaping Carpi according to the model of a novel Rome, profiting from the suggestions and guidelines of the erudite Alberto III Pio, a pupil of Aldo Manuzio the Elder, who published the Hypnerotomachia. The painter Amico Aspertini, as well as the Carmelite antiquarian Fabrizio Ferrarini, took inspiration from the antique friezes of Rome, which were remarkably enhanced by the Egyptian-like woodcuts in the Hypnerotomachia, written by the Roman Francesco Colonna nobleman of Palestrina
Il Ritratto di Andrea Doria di Sebastiano del Piombo e l'Hypnerotomachia: precisazioni storico-biografiche
ABSTRACT ITALIANO
Viene spiegata la presenza del cosiddetto “geroglifico romano” dell’Hypnerotomachia (1499) nel Ritratto di Andrea Doria di Sebastiano del Piombo (1526) confrontando la biografia dell’uomo d’armi con personaggi legati al libro. Andrea Doria, che riuscì ad evitare la cattura di Giovanna da Montefeltro figlia di Federico da parte del Duca Valentino, militava sotto Giovanni Della Rovere marito di Giovanna da Montefeltro e ciò spiega il legame col Polifilo dal momento che la madre di quest’ultima, Battista Sforza, usa il termine greco πολυφιλία nel 1462-63 nell’opera dell’umanista Martino Filetico che, molto probabilmente, fu maestro di Francesco Colonna autore dell’Hypnerotomachia.
ENGLISH ABSTRACT
The contribution explaines the presence of the so-called "Roman hieroglyphic" of Hypnerotomachia (1499) in the Portrait of Andrea Doria by Sebastiano del Piombo (1526) comparing the biography of the man-in-arms with some characters related to the book. Andrea Doria managed to avoid the capture of Giovanna, daughter of Federico da Montefeltro, by the Duke Valentino. Andrea Doria fought under Giovanna da Montefeltro's husband, Giovanni Della Rovere. This explains the link with Polyphilus since her mother Battista Sforza uses the Greek term πολυφιλία in 1462-63 in the book of the humanist Martin Filetico, who was very likely the teacher of the author of the Hypnerotomachia, Francesco Colonna
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