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Vincenzo Bellini e la sua poetica creativa nella ricezione del mondo musicale francese contemporaneo
Analyzing Vincenzo Bellini's aesthetic and creative poetics in the light of his Parisian reception in the 1830, many features stand out in a more evident way.Critics were still influenced by Rossini's 'sublime' style, whwn Bellini's operas proposed a new dramaturgy, rich in neo-classical echoes, full of melancholic melodies developed in conformity with a closer relationship between text and music. During the Parisian sojourn, Bellini presents himself as an artist nostalgically related to his country and in the same time attracted by the brilliant, chaotic excitement of the French capital. Like Chopin, Bellini considered art und music as a natural extension of life, as opposed to another attitude, which assigned to the artist (Berlioz, Delacroix, and Liszt) a social mission. Diaries, commentaries, critics and reports by Hector Berlioz, Henri Blaze de Bury, Eugène Delacroix and Léon Escudier contribute to outline the controversial reception of Italian opera and of Bellini's production. On one hand, the composer is considered as the result of the decline of taste, of the decadence of operatic tradition in Italy; on the other side, the pureness of his melodic invention is analyzed as the most important feature of his musical dramaturgy, full of romantic impetus and of neo-classic nostalgia. As for Bellini's compositional process, Berlioz and Liszt further underline the birth of a new vocal virtuosity, tightly bound up with the presence of a new generation of singer and a new conception of the 'belcanto', a style adapted to the expression of moving sentiments. Bellini's 'esprit de noctambulisme', the contemplative ecstasy, the nocturnal inspiration of his operas, is finally connected with Chopin's poetics, with a mystic conception of nature, considered as a presence of the divine in a heroic representation of life
El mito de Don Quijote en la doble vision de héroe y antihéroe
E’ indubbio che figure come Don Chisciotte o Don Giovanni sconfinino nelle leggende divenendo miti nella storia della cultura e dell’arte soprattutto perché la loro idea appartiene al potenziale fantastico umano. In ciò consiste il gioco sottile dell’ironica fantasia di Cervantes che ne permette il perdurare nella fenomenologia della ricezione soggettiva e collettiva: una critica a τóποι del passato, in questo caso alla cavalleria tramandata dalla letteratura e nei secoli, che al contempo si fa nostalgia e quindi sogno impossibile. La figura del celebre hidalgo è da vedersi, nella concezione culturale del XX secolo, come l’emblema di una crisi profonda ed alienante che gli restituisce, paradossalmente, le valenze simboliche di un mito. Il “cavaliere dalla triste figura” prolunga la sua ombra attraverso i secoli entrando a far parte degli archetipi di memoria junghiana e, come tale, della psiche umana soggetta al mutare della forza morale ed etica nelle varie epoche. Il suo simbolo perciò si ripete trascorrendo dalle visioni letterarie e teatrali più aderenti alla realtà e alla natura, a quelle più metaforiche del linguaggio musicale, tra la ragione e il sogno, nelle dimensioni immaginarie e nelle avventure del pensiero
The performance of works by Fryderyk Chopin as an aesthetic-historical phenomen
La performance chopiniana ha sempre rappresentato un avvenimento singolare: dalle rare apparizioni in concerto di Fryderyk Chopin alle esecuzioni storiche connesse alle personalità uniche dei grandi interpreti. A questa tematica è legata sia la questione della relazione compositore/testo-interprete, sia l’attesa da parte della critica e del pubblico, di quel leggendario clima musicale. La recezione chopiniana, infatti, è sempre stata collegata sia alla percezione sentimentale-affettiva, relativa alla vita interiore ed alla sua metafora, che alla dimensione estetico-psicologica secondo una visione dell’arte filtrata nella critica e nella storia. Il variare delle epoche, e quindi le metamorfosi del gusto, hanno portato a concezioni esecutive spesso lontanissime tra loro. In una prospettiva più profonda, la questione riguarda l’immaginario chopiniano considerato in rapporto all’idea compositiva, interpretativa e fruitiva nell’esperienza simultanea. Nel concerto chopiniano, , acquista un ruolo fondamentale la relazione (soggettivo-oggettiva) tra l’idea-rappresentazione e la Stimmung unita ad essa: il fulcro consiste nel punto di incontro tra la forma sonora ontologica insita nell’essenza stessa dell’opera e quella fenomenologica della creatività dell’interprete. E’ in questo momento che il ruolo dell’esecutore (ri-creatore) assume la funzione centrale della performance nel suo divenire. Pertanto, della dimensione dell’ immaginario creativo e ricreativo fanno parte sia il momento della comunicazione-rappresentazione che quello dell’attesa-ascolto-recezione. La verifica si ha nelle testimonianze storiche e nei maggiori esempi del pianismo chopiniano, appartenente alle più significative personalità degli interpreti, alle mode, alle diverse tradizioni e scuole, così come al quadro storico-nazionale ed estetico-universale
Recezione storico-estetica nel XX secolo del 'personaggio' Mozart e della sua opera
Se si può ritenere che la conoscenza della musica e della vita di Mozart, la diffusione delle sue opere, abbiano ampliato, soprattutto alla luce del XX secolo, la recezione mozartiana, è tuttavia da considerare come proprio sulle linee tracciate dalla leggenda e dal mito, l’immaginario collettivo abbia tramandato il senso e l’entità del “personaggio” Mozart. È quindi su queste tracce, quella dei teorici, dei critici, degli storici e quella degli artisti, dei filosofi, degli interpreti che va seguito l’iter della sua presenza nella memoria storica e attuale. Il Novecento è stato un secolo destinato ad assistere a rivolgimenti di enorme portata le cui conseguenze, spesso tragiche, hanno lasciato il segno indelebile delle catastrofi. Oltre a ciò, quanto balza evidente è stato il venir meno dell’identità culturale, soprattutto europea. Mozart oggi fa parte del patrimonio culturale universale come implicita componente culturale; se tuttavia la sua musica è entrata nel mondo della leggenda, l’impressione è che l’impatto storico, tra la gente, abbia perduto col tempo di intensità in favore di una diffusa informazione, spesso basata sui logori cànoni di luoghi comuni: conoscere non significa anche comprendere. Diviene allora di focale importanza vedere come nel XX secolo queste “visioni” si siano trasformate e quale sia l’entità di esse rimasta non solo nel giudizio di valore degli addetti alla musica, ma anche negli “affetti”, nell’immaginazione, nella recezione generale tenendo presente che, in gran parte, tali varianti sono anche da riferirsi al mutare del gusto e quindi delle epoche e delle condizioni ideologiche e socio-culturali
Metafora e mitopoietica nella concezione musicale romantica
L’immaginazione musicale ed il riemergere nella coscienza dell’artista del patrimonio eidetico sono aspetti di quella particolare concezione che si può definire “metafora” della musica romantica. Accanto ad una visione metafisica dell’Assoluto musicale esiste un pensiero poetico-filosofico sulla musica che si avvale di Weltanschauungen soggettive. L’elemento del tempo, e quindi, della memoria, della nostalgia, della malinconia, assumono le valenze della mitopoietica nei singoli stili degli artisti, laddove, metaforicamente, la vita si immedesima nell’arte e nelle sue forme sublimando la realtà esistenziale ed i suoi significati nella realizzazione estetica. Nella creazione e fusione di generi e di stilemi, appaiono spesso anche evocazioni sinestetiche la cui natura non sempre si rivela chiaramente all’analisi tra rimembranze artistiche, storiche, popolari, religiose, ma che si fondono nella visione d’insieme dell’artista e si distinguono nella creazione delle singole opere
Ludwig van Beethoven nella concezione di Th.W.Adorno: alcuni aspetti da una lettura degli scritti
L'imaginaire créatif et re-créatif dans les poétiques musicales au deébut du XIX siècle: le compositeur et l'interprète
The creative and re-creative imaginary in musical poetics at the beginning of 19th century: the composer and the perfomer. The musical performance appears as a point of convergence between the creative imaginary and the poetic experience of the composer and between his creative route and the re-creative one of the musical perfomer. The musical work is the result of existential and aesthetic choices and his communication, in the time, must keep intact the creative idea, contained in itself. This is evident in the composer of the early decades of the 19th century, for whom the question of the composer-perfomer was inseparable. This is the case of Chopin and Liszt. The creative and performing poetics were born from individual singularities and philosophical-cultural trends, as it was evident in the French and German musical culture. The choice of Weltanschauungen was reason of the different sensibility, on the plan of the time and memory (the agogics) conception, of the style, of the sound, of the melodic, rhythmic and tonal importance, in an experience between life and art, in which composers, composers-performers are involved. This choise has characterized the performers' history
Percorsi storico-estetici nella musica tra Ottocento e Novecento
The five essays in this volume are based on the aesthetic question of the relationship between the music seen in its autonomy and some cultural and social aspects that affect the creative personalities and styles in which they are expressed. In a prismatic vision of history, and in an aesthetic philosophical view, you can see the weaves of traditions and innovations that are of particular importance according to the initial angle of view: lights and shadows that affect even the biggest one the reception of their works
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