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Valutazione dell’efficacia dell’acqua elettrolizzata Verdeviva nei confronti di Neonectria galligena su melo e di Erwinia amylovora su pero
E’ stata valutata l’attività di Verdeviva nei confronti di Neonectria galligena su melo ed Erwinia amylovora su pero. Le prove di efficacia su N. galligena (agente di cancri rameali su pomacee), condotte in vitro sui conidi e in campo su impianti di melo con diverso grado di infezione (27-64%), hanno dimostrato una buona capacità di contenimento. Le verifiche nei confronti di E. amylovora (colpo di fuoco batterico del pero) condotte in vitro, in serra e in campo hanno fornito buoni risultati che, in alcuni casi, si sono dimostrati nettamente superiori rispetto a quelli forniti dagli standard di riferimento. In entrambe le prove è emersa la spiccata attività fungicida e battericida del prodotto, ma si osserva anche un interessante effetto sulla cicatrizzazione delle lesioni provocate dai cancri di N. galligena su tronchi di melo imputabile all’attivazione delle difese endogene delle piante da parte di Verdeviva
Studio in condizioni controllate delle caratteristiche di attività di formulati rameici
Si riportano i risultati di verifiche biologiche e analitiche in condizioni controllate di serra e laboratorio, su alcune caratteristiche fitoiatriche di prodotti rappresentativi delle diverse categorie di formulati rameici. Dallo studio dell'attività preventiva nei confronti di Phytopthora infestans, solo riducendo le dosi rispetto a quelle indicate in etichetta, sono emerse differenze di efficacia, con una maggiore attività da parte dei prodotti complessati seguiti dai formulati tradizionali a base di idrossido, solfato, ossido e ossicloruro. I saggi biologici mostrano che i formulati a base di rame complessato sono maggiormente dilavabili, mentre tra i prodotti tradizionali sono i formulati a base di idrossido e solfato a mostrare una minore perdita di efficacia dopo il dilavamento rispetto a ossido e ossicloruro. Inoltre si è evidenziata una certa capacità citotropica-translaminare soprattutto per i prodotti contenenti rame complessato, ma anche per alcuni formulati tradizionali. Per i prodotti a base di rame complessato, è stata inoltre evidenziata una limitata capacità di traslocazione (acropeta) del rame all’interno della pianta. Dalle analisi allo spettrofotometro viene confermata la maggiore dilavabilità dei prodotti complessati mentre contrariamente a quanto osservato dalle prove in vivo, tra i tradizionali sono i formulati a base di ossicloruro e ossido a resistere maggiormente all'azione dilavante. L’efficacia antiperonosporica alle dosi più basse, la capacità di penetrazione / traslocazione e la resistenza al dilavamento dei diversi tipi di prodotti rameici può essere in parte spiegata dalla loro differente capacità nel rilasciare ioni Cu++, dimostrata dalle analisi con l'elettrodo iono-selettivo
Verifica pluriennale dell’attività di fungicidi di copertura contro la peronospora della vite
Nel corso di prove parcellari di campo ripetute in diversi anni (2007-2013) è stata valutata l’attività contro la peronospora della vite dei tradizionali prodotti di copertura organici (mancozeb, metiram, propineb, folpet, dithianon); in una parte delle prove sono stati saggiati anche formulati rameici e fluazinam. I prodotti sono stati applicati a intervalli cadenzati di circa 7 giorni a partire dalla pre-fioritura (al verificarsi delle condizioni predisponenti le infezioni primarie) fino alla pre-chiusura dei grappoli, per un totale di 7-9 interventi. I rilievi sono stati condotti sulle foglie e sui grappoli nei momenti in cui il grado d’attacco nella tesi testimone non trattata aveva raggiunto livelli significativi, valutando su un congruo numero di organi il grado di attacco della malattia. Tutti i prodotti saggiati hanno complessivamente assicurato una valido controllo della peronospora su foglie e grappoli, ma negli anni con maggiore pressione infettiva la protezione dei grappoli è risultata superiore da parte di folpet e dithianon rispetto ai ditiocarbammati e ai formulati a base di rame. Il fluazinam, saggiato in due prove, ha mostrato un buon controllo della peronospora.EVALUATION OF THE EFFECTIVENESS OF CONTACT FUNGICIDES AGAINST GRAPEVINE DOWNY MILDEW (PLASMOPARA VITICOLA)
Plot efficacy trials were carried out over seven years (2007-2013) to evaluate the activity of five contact fungicides against grapevine downy mildew (mancozeb, metiram, propineb, folpet, dithianon). In some years copper-based formulates and fluazinam were also tested. The fungicides were applied at weekly intervals between pre-flowering and bunch-closure growth stages, with a total of 7-9 sprays. All tested products showed good control of downy mildew both on leaves and on bunches, but with some differences. In the years with a high level of disease pressure folpet and dithianon performed better, specially on bunches. The three dithiocarbammates provided excellent protection in the years with low levels of infection and on the whole they proved to be more effective than copper formulates particularly on bunches. Fluazinam, tested over two years, showed good control of downy mildew
Verifiche di campo sull’attività di zoxamide in diverse miscele contro peronospora del melone (Pseudoperonospora cubensis)
Nel corso di prove parcellari di campo pluriennali su melone a ciclo estivo-autunnale è stata valutata l’efficacia contro la peronospora di zoxamide in miscela con prodotti di copertura (mancozeb o rame) o endoterapici (fosetyl-Al o dimethomorph), a confronto con fosetyl-Al, rame e metalaxyl-M + rame. I trattamenti sono stati effettuati a intervalli settimanali a partire dalla comparsa dei primi sintomi, per un totale di 4-6 per prova. In tutti gli anni la malattia si è manifestata con intensità molto elevata, determinando il disseccamento pressoché totale della vegetazione. Le miscele a base di zoxamide hanno nell’insieme costantemente assicurato una buona protezione, chiaramente migliore rispetto a fosetyl-Al, alla miscela metalaxyl-M + ossicloruro di rame e all’ossicloruro di rame da solo, sia in termini di efficacia che di persistenza. Fra le miscele a base di zoxamide, quella con rame è apparsa la più debole mentre per le altre è stato osservato un comportamento analogo, con una tenuta leggermente migliore per quella con dimethomorph rispetto a quella con fosetyl-Al.FIELD EVALUATION OF ZOXAMIDE APPLIED IN DIFFERENT MIXTURES AGAINST CUCURBIT DOWNY MILDEW (PSEUDOPERONOSPORA CUBENSIS)
Zoxamide in mixture with a partner was evaluated for its activity on cucurbit downy mildew (Pseudoperonospora cubensis) on summer melon sown in open field. Sprays were performed weekly starting in the early growth stages at the appearance of the first symptoms of the disease. All the zoxamide-based schedules (ready mixtures with mancozeb or copper oxychloride, tank mixture with fosetyl-Al or dimethomorph) controlled downy mildew better than standard products fosetyl-Al, and copper oxychloride solo or in tank mixture with metalaxyl-M. Among different mixtures, those with mancozeb, fosetyl-Al and dimethomorph showed higher effectiveness than the mixture with copper oxychloride; besides, the mixture with dimethomorph worked slightly better than that with fosetyl-Al
Attivita’ antisporulante di alcuni antiperonosporici verso Plasmopara viticola
Attraverso prove di serra su viti allevate in vaso è stata studiata l’attività postinfezionale su Plasmopara viticola di alcuni antiperonosporici (metalaxyl-M, iprovalicarb, benthiavalicarb, in miscela formulata con mancozeb, cyazofamid da solo). Le verifiche sono state condotte in serra su giovani piante di vite cv Tocai e Sangiovese con 1-2 germogli allo stadio di circa 10 foglie inoculate artificialmente, eseguendo il trattamento un giorno dopo l’inoculazione, oppure un giorno dopo la comparsa delle macchie d’olio, e controllando al termine della fase d’incubazione, dopo immissione in camera umida, la percentuale di superficie fogliare sporulata e quella sintomatica (macchie d’olio). Con il trattamento eseguito un giorno dopo l’inoculazione, tutti i prodotti hanno impedito in misura pressoché totale la sporulazione, pur con un evidente sviluppo delle macchie d’olio per iprovalicarb, benthiavalicarb e cyazofamid. Quando il trattamento è stato eseguito dopo la manifestazione delle macchie d’olio, questi tre prodotti hanno conservato la loro efficacia, mentre metalaxyl-M ha perduto gran parte della stessa. Ciò dimostra che l’attività contro P. viticola di iprovalicarb, benthiavalicarb e cyazofamid somministrati durante il periodo d’incubazione è sostanzialmente collegata alla capacità di bloccarne la sporulazione, mentre metalaxyl-M è poco efficace in tale fase e agisce sul patogeno principalmente nella fase iniziale del processo infettivo.
Parole chiave: Plasmopara viticola, attività antisporulante, metalaxyl-M, iprovalicarb, benthiavalicarb, cyazofami
Ridotta attività di cyflufenamid contro l’oidio dello zucchino (Podosphaera fusca)
Dopo due anni di controllo ottimale dell’oidio su zucchino presso l’azienda sperimentale dell’Università di Bologna, nel 2012 è stata osservata, sempre in una prova parcellare su zucchino, una riduzione di efficacia del cyflufenamid. Allo scopo di indagare le cause del fenomeno è stato condotto uno studio finalizzato a valutare in serra e in campo l’attività del prodotto contro Podosphaera fusca, principale agente dell’oidio delle cucurbitacee nell’Italia settentrionale. In campo su zucchino, cyflufenamid (Takumi, SC a 100 g/L di s.a.) è stato applicato 3-4 volte a intervalli di 8-10 giorni alla dose di etichetta (15 mL/hL), a partire dalla comparsa dei sintomi. In serra è stato saggiato su zucchino in vaso allo stadio delle foglie cotiledonari, effettuando un trattamento alla dose di etichetta; 24 ore dopo si è proceduto a inoculare popolazioni del patogeno prelevate nelle prove parcellari. Nei rilievi è stata valutata la percentuale di superficie fogliare colpita. In campo, dopo la prestazione non ottimale fornita nel 2012, nel 2013 cyflufenamid ha evidenziato un controllo della malattia ancora più scarso. Nei saggi di serra le popolazioni di P. fusca prelevate in una prova di campo del 2011 sono apparse totalmente sensibili a cyflufenamid, mentre quelle campionate nelle prove 2012 e 2013 hanno mostrato una sensibilità ridotta. Tali risultati dimostrano che nell’azienda è avvenuta una selezione di P. fusca verso bassi livelli di sensibilità a cyflufenamid e sottolineano che con tale p.a. è indispensabile utilizzare nella pratica tutti gli accorgimenti utili per limitare il rischio di resistenza: impiego preventivo, non superamento dei due trattamenti annui consentiti, alternanza o miscela con principi attivi a differente meccanismo d’azione.FIELD AND GREEN-HOUSE EVALUATION OF THE ACTIVITY OF CYFLUFENAMID ON CUCURBIT POWDERY MILDEW (PODOSPHAERA FUSCA)
Because of the unsatisfactory control of zucchini powdery mildew (Podosphaera fusca) by cyflufenamid observed in a field trial in 2012 at the University experimental farm, after two years of excellent experimental performances, a study was carried out to evaluate the activity of the above mentioned fungicide recently authorized in Italy for application on cucurbits. A further efficacy plot field trial was performed on zucchini in 2013; moreover, sensitivity tests on P. fusca populations sampled in field trial plots were conducted in green-house on potted zucchini plants sprayed once with the fungicides and inoculated with pathogen conidia after 24 hours. The field trial of 2013 showed poor control of powdery mildew by cyflufenamid compared with the standard mixture quinoxyfen + sulphur. In the green-house tests, a whole activity was noticed for populations sampled in a previous trial (2011) were cyflufenamid performed very well; on the contrary, populations sampled in 2012 and 2013 field plots showed medium efficacy. These results show that in the experimental site a sensitivity shift of P. fusca to cyflufenamid occurred after three years of application in plot trials. They also point out that this fungicide absolutely needs strict application of all anti-resistance strategies
Evoluzione dell’attività di Strobilurine e triazoli verso Cercospora beticola, agente della cercosporiosi della barbabietola da zucchero
La segnalazione di cali di efficacia da parte di formulati contenenti analoghi delle strobilurine e triazoli nella difesa dalla cercosporiosi della barbabietola da zucchero nelle aree bieticole dell’Italia settentrionale, ha stimolato una verifica della sensibilità di Cercospora beticola ai suddetti fungicidi, con indagini sia di campo che di laboratorio.
I risultati di campo hanno mostrato rilevanti riduzioni di efficacia da parte delle strobilurine, nei confronti delle quali è stata accertata la elevata presenza in laboratorio di ceppi di C. beticola resistenti. Per i triazoli (in particolare difenoconazole) sono stati rilevati casi di ridotta sensibilità del patogeno ma con intensità inferiori rispetto alle strobilurine.EVOLUTION OF CERCOSPORA BETICOLA SENSITIVITY TO STROBILURINS
AND TRIAZOLS ON SUGAR BEET
Because of a reduced field activity of strobilurin and triazol fungicides in cercospora leaf spot control, a research programme and a survey (field and laboratory trials) were carried out in several sugar beet growing areas of northern Italy to assess the sensitivity of Cercospora beticola to these fungicides. The field trials results showed an important reduction in the efficacy of strobilurins and laboratory tests indicated that QoI resistance had developed in some Cercospora beticola populations. As for triazols, particularly Difenoconazole, some cases of decreased sensitivity of the pathogen were observed. This decreased sensitivity had lower intensity with respect to strobilurins
Valutazione dell’efficacia di Enovit metile Fl (tiofanate metile) nella difesa da marciume calicino del melo e del pero
Nel corso delle stagioni 2009 e 2013 è stato condotto un programma di prove sperimentali finalizzate alla valutazione di tiofanate metile per il contenimento del marciume calicino delle pomacee. Il programma di prove si è svolto in Veneto nelle province di Verona e Rovigo e nell’areale melicolo del Piemonte in provincia di Cuneo dove il marciume calicino risulta essere molto presente e aggressivo soprattutto su melo ma anche su pero. Tutte le prove, a fronte di buoni livelli di attacco nel testimone non trattato in campo e in fase di post raccolta, hanno mostrato una buona capacità di contenimento della sintomatologia da parte di tiofanate metile. Il prodotto ha esplicato le migliori performance con applicazioni in pre e post fioritura, raggiungendo livelli di contenimento interessanti anche con un singolo intervento. Dai frutti sintomatici prelevati nelle prove condotte su melo sia in provincia di Verona che di Cuneo è stato effettuato l’isolamento e la determinazione degli agenti patogeni. Sono stati isolati Neonectria galligena e Fusarium spp. Nel corso del periodo di prova si è ottenuta l’estensione di etichetta di Enovit Metile (tiofanato metile) per il contenimento di marciume calicino e cancri rameali di melo e pero
Studio di campo e in ambiente controllato dell’attivita’ di fungicidi verso Podosphaera fusca, agente dell’oidio delle cucurbitacee
In una serie di verifiche condotte su zucchino in pieno campo in condizioni naturali e in ambiente controllato di serra su piantine in vaso allo stadio delle foglie cotiledonari, è stata studiata l’attività di alcuni fungicidi noti o di recente sviluppo contro l’oidio delle cucurbitacee (Podosphaera fusca). In campo si è operato su coltura estiva e i fungicidi sono stati applicati 4-5 volte a intervalli di 8-10 giorni a partire dalla comparsa dei primi sintomi; le piantine in vaso in serra sono state trattate una sola volta e quindi inoculate artificialmente con alcune popolazioni prelevate nell’azienda sperimentale. Le due prove di campo, condotte nel biennio 2010-2011, hanno confermato le prestazioni non soddisfacenti dei triazoli (penconazole) già emerse in precedenti verifiche parcellari, evidenziato una attività parziale per la miscela kresoxim-methyl+boscalid e anche per il boscalid da solo e la interessante efficacia dei due nuovi antioidici cyflufenamid e pyriofenone. I saggi di sensibilità su piantine in vaso hanno messo in evidenza una mediocre attività del boscalid e della miscela kresoxim-methyl+boscalid, confermando i dati di campo; un’efficacia ancora minore, come in campo, è stata mostrata dalle strobilurine. Per il penconazole è stata invece riscontrata una attività totale
Aggiornamenti sperimentali sull’attività di vecchi e nuovi fungicidi contro la maculatura bruna del pero (Stemphylium vesicarium )
In una serie di prove parcellari di campo condotte negli anni dal 2010 al 2013 sulle cv. Abate Fétel e Decana del Comizio, è stata valutata l’efficacia di diversi principi attivi da soli e in varie miscele contro la maculatura bruna del pero. I trattamenti venivano iniziati dopo la fioritura (tra la fine di aprile e i primi di maggio) e proseguiti, a intervalli generalmente di 10 giorni, fino all’inizio di agosto. I rilievi sono stati effettuati sui frutti alla raccolta o in prossimità della stessa. In tutte le prove il livello di attacco è stato abbastanza elevato e in diversi casi molto elevato, mettendo a dura prova i prodotti, anche a causa delle rigide cadenze di applicazione. Pur con una variabilità collegata alle peculiarità della malattia, nell’insieme i fungicidi già entrati da tempo nella difesa del pero dalla maculatura bruna (iprodione, le strobilurine pyraclostrobin, trifloxystrobin e kresoxim-methyl da sole e in miscele varie, fludioxonil + cyprodinil, tebuconazole), hanno confermato le positive indicazioni di efficacia già note; saggi in vitro hanno evidenziato nel 2013 una riduzione di sensibilità di S vesicarium alle strobilurine. Positivi riscontri in campo sono emersi anche per il captano (da solo e, meglio, in miscela con tebuconazole), per boscalid, fludioxonil e il recente fluazinam, che hanno dimostrato di potersi validamente inserire nei programmi di difesa. Una interessante attività ha dimostrato, anche, il nuovo fluopyram in miscela formulata con tebuconazole.FIELD ACTIVITY EVALUATION OF OLD AND NEW FUNGICIDES AGAINST PEAR BROWN SPOT (STEMPHYLIUM VESICARIUM )
Many fungicides were evaluated over four years (2010-2013) in the control of Stemphylium vesicarium, causal agent of brown spot, the most important fungal disease of pear in northern Italy. Several field plot trials were carried out in an experimental orchard, applying the products at intervals of about 10 days from fruit-setting to about one month before harvest. Assessments were conducted on fruits, at or close to harvest time. The disease pressure was generally rather high in all trials. The fungicides iprodione, strobilurins (pyraclostrobin, trifloxystrobin and kresoxim-methyl, solo or in mixture with a partner), fludioxonil + cyprodinil generally confirmed their known activity against pear brown spot, even if their relative efficacy was not always totally satisfactory, probably because of too large application intervals. In the last year, in vitro tests showed a sensitivity reduction of S. vesicarium to strobilurins. Good performances were also observed in the field for the known captan (solo and, better, in tank mixture with tebuconazole), for boscalid, fludioxonil, the recent fluazinam solo and for the new fluopyram applied in ready mixture with tebuconazole
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