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Refugio de povero gentilhuomo di Giovan Francesco Colle, dedicato ad Alfonso I d' Este
Ricette realizzate dal cuoco napoletano Giovan Francesco Colle presso la corte estense al tempo di Alfonso I d'Este, all'inizio del '500 con indicazioni sulle proprietà organolettiche dei cibi e il loro valore nutritivo
Colle ameno campo di prigionia
Dal 6 ottobre al 23 dicembre 1944 Colle Ameno venne utilizzato come campo di concentramento e smistamento per uomini di età compresa tra i 17 e i 55 anni imprigionati indipendentemente dal loro stato sociale, dal loro credo o militanza politica, che venivano catturati per essere utilizzati come forza lavoro. Nel campo, perfettamente organizzato, passarono moltissimi prigionieri, anche se non è possibile definirne esattamente il numero. Questo borgo che era stato fatto costruire nel ‘700 da un nobile bolognese per realizzare una sorta di città ideale, fu quindi teatro di segregazione violenza, uccisioni.
Inserito nel progetto nazista di sfruttare per l’economia di guerra le risorse italiane - uomini, industrie, materia prime e prodotto agricoli - Colle Ameno si inseriva in una rete organizzata per convogliare i rastrellati sia verso la Germania sia verso il fronte e i luoghi in cui vi era bisogno di lavoro per la sussistenza e la condotta della guerra
«Fortezza per natura & arte, gagliardissima». Percorsi di ricerca per la conoscenza e la valorizzazione del Castello di Brescia e del colle Cidneo
Il contributo illustra e motiva i percorsi di ricerca interdisciplinare intrapresi - a cavaliere della Storia dell'architettura, del Disegno, del Restauro architettonico e della Geologia applicata - sul Castello di Brescia e sul colle Cidneo nel Dipartimento di Ingegneria Civile, Architettura, Territorio e Ambiente dell'Università degli Studi di Brescia, coordinati dall'autrice sviluppando i temi presentati nella mostra "Per la conoscenza e la valorizzazione del Castello di Brescia e del colle Cidneo. Percorsi didattico-scientifici del Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Edile-Architettura della Facoltà di Ingegneria dell'Università degli Studi di Brescia"
I giovani e il fabbisogno occupazionale
Sono numerosi gli indizi che indicano l’esistenza in Italia di due questioni aperte: il futuro dei giovani e quello degli anziani. I continui appelli per interventi a favore delle nuove generazioni e gli incessanti provvedimenti sulle pensioni sono quotidianamente al centro del dibattito pubblico. E intanto il Paese come si sta sviluppando? Le Istituzioni come stanno intervenendo? Il presente studio si inserisce in questa discussione ponendosi dal lato dei giovani, cercando di interpretare i loro comportamenti e le loro richieste, soprattutto per ciò che riguarda il lavoro. Emerge con chiarezza dai dati presentati una pressante richiesta di maggiore partecipazione al mercato del lavoro, soprattutto dei giovani, in quanto più pronti a reagire ai cambiamenti tecnologici, che si può soddisfare introducendo e diffondendo i processi innovativi, di qualificazione del nostro sistema educativo, con l’obiettivo primario di “aiutare” i nostri ragazzi ad affrontare più serenamente il proprio avvenire. Occorre spostare, quindi, i riflettori dalle pensioni alle politiche per l’occupazione, per l’istruzione e la formazione e per la famiglia, ma senza strumentalizzazioni e con un impegno serio su misure concrete onde evitare conflitti generazionali e inserendo criteri che consentano ai giovani di essere una leva importante di sviluppo della nostra società e, quindi, di “pesare” di più. Non bisogna consentire che un’epoca di speranza possa divenire per i nostri giovani un periodo di forti difficoltà da dover superare nella prospettiva amara di un’autonomia che neanche si intravvede, di una casa assai difficile da reperire e di un’occupazione, qualora ci fosse, sempre precaria.
Le analisi effettuate descrivono un quadro sufficientemente articolato: emergono molte conferme ma anche nuove evidenze dalle quali è possibile trarre qualche riflessione di guida per le decisioni che dovranno essere prese
La pensione flessibile
Nonostante le riforme attuate dai Governi Amato e Dini la spesa pensionistica in Italia continuerà a crescere nei prossimi anni. Secondo stime attendibili il costo delle pensioni marcerà con un "passo" annuo del 5% e se non si interverrà prontamente in misura incisiva, la situazione potrebbe divenire insostenibile.
L'allarme proviene da tutti gli Organismi nazionali ed internazionali più accreditati e naturalmente ognuno di essi delinea le principali strategie di intervento: taluni sostengono la necessità di innalzare l'età al pensionamento e disincentivare chi vuole anticipare l'uscita dal mondo del lavoro, altri ritengono importante rafforzare la previdenza complementare e passare immediatamente al metodo contributivo, altri ancora pensano che sia giunto il momento di abbandonare il sistema a ripartizione a favore di quello a capitalizzazione. Va da sé che tutti gli interventi suggeriti tendono a far diminuire la spesa, ma l'impressione che talvolta si ricava è la difficoltà a ricondurre i termini di questa complessa materia alle loro oggettive dimensioni, superando la confusione che spesso è determinata dalla mancanza di riferimenti quantitativi precisi e coerenti.
Nella consapevolezza che ridurre la generosità del nostro sistema pensionistico è, al tempo stesso, un'operazione non più dilazionabile, ma non necessariamente traumatica, questa ricerca si pone come obiettivo quello di individuare e valutare in chiave quantitativa le ragioni di questa difficile situazione delle nostre pensioni, cercando inoltre di sfrondare il campo da sensazioni non sostenute dalla realtà dei fatti; alla luce poi delle verifiche effettuate si è tentato di predisporre una serie di interventi caratterizzati da coerenza ed equità sociale e in grado di trasformare finalmente il nostro Paese da un Pension State , in continuo affanno, in un moderno e più equilibrato Welfare State .
Enrico Del Colle è professore straordinario di Statistica economica presso l'Università degli Studi di Teramo e insegna la stessa materia presso la Luiss. Tra i più recenti volumi pubblicati con la FrancoAngeli si segnalano Le aree produttive. Struttura economica dei sistemi regionali in Italia (1997), La disuguaglianza retributiva. Analisi statistico-economica dei trattamenti retributivi in Italia e riflessi sullo Stato sociale (1998). Ha inoltre curato il volume Economia e statistica per il territorio. Introduzione all'analisi operativa delle economie locali (2000)
I villini del Colle Oppio a Roma: caratteri tipologici e morfologia urbana
Il Colle oppio risulta un’area in cui il progetto urbano contemporaneo non ha ancora elaborato intenti unitari e condivisi per il controllo di trasformazioni e adeguamenti. E’ in tale contesto che si inserisce il volume nell’approfondire le matrici tipologiche degli edifici e delle loro regole normative a cavallo dei secoli XIX e XX, elaborate all’epoca nel tentativo di controllare lo sviluppo della città. In esso vene approfondito lo studio di alcuni edifici che, all’interno dell’area studiata, diventano espressione di come il confronto con condizioni urbane di limite di quegli anni, reinventa in termini originali il tipo edilizio del “villino”, laddove è proprio il rapporto significativo con la qualità degli spazi pubblici circostanti che consente di superare i vincoli edificatori dettati dai regolamenti ed anticipa il passaggio che trasformerà gli stessi villini in “palazzine”
I vertebrati fossili di Colle delle Api
Risultati preliminari dello studi dei repeti faunistici di Colle delle Api. Prime considerazioni tafonomiche
Colle Oppio, Porticus Liviae
Schede dei corredi delle tombe del VI secolo d.C. rinvenute nella necropoli che riutlizza gli spazi della Porticus Liviae, costruita a Roma sul colle Oppio, agli inizi del I secolo d.C
From one step to a splendid journey. Urban revitalization of Santeramo in Colle
LAUREA MAGISTRALEDal secolo scorso, l'utilizzo di spazi o strutture verdi è stato utilizzato come strumento di pianificazione sia a livello metropolitano che regionale in molte città diverse. Tra tutte queste pratiche, il cuneo verde è una delle opzioni più importanti per i progettisti. Tuttavia, il cuneo verde può anche portare alla segregazione dell'area urbana. La nostra sede, Santeramo in Colle, è una città in provincia di Bari, dove la storia ha lasciato diverse e pregevoli testimonianze artistiche e architettoniche, sia religiose che civili. È ovvio che il cuneo verde potrebbe essere un'opportunità per la città di creare un ambiente migliore per i suoi cittadini. Inoltre, rompere la cintura per formare il cuneo verde potrebbe creare spazio per un'ulteriore espansione urbana e un terreno migliore per lo sviluppo turistico.Since the last century, utilization of green spaces or structures has been used as a planning tool both at metropolitan and regional level in many different cities. Among all these practices, green wedge is one of the most important options for planners. However, the green wedge can also lead to segregation of the urban area. Our site, Santeramo in Colle, is a city in the province of Bari, where history has left various and valuable artistic and architectural testimonies, both religious and civil. It is obvious that the green wedge could be an opportunity for the city to create a better environment for its citizens. Moreover, breaking the belt to form the green wedge could create space for further urban expansion and better ground for tourism development
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