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Uno specchio con Lasa dalla necropoli di Monte Abatone a Cerveteri
A mirror with a figure of “Lasa” from the necropolis of “Monte Abatone” in Cerveteri.
This paper examines a Hellenistic tomb (169) of the Necropolis of Monte Abatone in Cerveteri where an unfortunately fragmented mirror was found with the depiction of Lasa. This is a very interesting finding not only because the Necropolis of Monte Abatone restored very few mirrors, but also because in Cerveteri Lasa mirrors are generally rare and often out of context. The Lasa depicted on our mirror can be compared with the same figure of two others mirrors, one from Volterra and another from Viterbo, tomb 1, loc. San Nicolao, suggesting that the production process occurred in one specific workshop, probably in the first half of the third century B.C. The chronology is confirmed by the same grave 169. The above-mentioned mirrors seem to represent a transition between the finest types with ivory handles and the ones with cast handles. In addition, the analysis of the context of grave 169 has allowed us to compose a picture of the types of Hellenistic pottery in Cerveteri, especially the plain and black ones
Un calice biansato con decorazione a cilindretto da Cerveteri,
Tra i materiali della tomba 240 della necropoli di Monte Abatone a Cerveteri
sono presenti due frammenti di un calice biansato in bucchero, forma non attestata nelle produzioni locali, con una decorazione a cilindretto sulla vasca, che ci permette di assegnarlo ad una fabbricazione di area chiusina. In particolare studi recenti hanno assegnato questa peculiare forma vascolare alla produzione di Tolle (Chianciano terme), centro che mostra una serie di rapporti con l’Etruria meridionale e soprattutto con Cerveteri, dove, comunque non erano finora attestati buccheri a cilindretto di fabbrica chiusina, a differenza di quello che si era potuto finora riscontrare per altri centri dell’Etruria meridionale
A. Coen-S. Seidel, I materiali preromani di Montegiorgio della collezione Gian Battista Compagnoni Natali conservati presso il Museo Archeologico di Ancona,
In questo studio vengono presi in esame alcuni materiali piceni conservati presso il Museo Archeologico Nazionale delle Marche, provenienti dalla collezione del montegiorgese G.B. Compagnoni Natali, il quale, tra fine Ottocento e inizi Novecento, mise insieme una vasta raccolta archeologica di carattere essenzialmente locale. Alcuni nuclei di questa collezione passarono anche al Museo Preistorico ed Etnografico Luigi Pigorini, al Museo Archeologico di Bologna e al Museo Universitario di Jena. Oltre allo studio dei materiali, il nostro lavoro, grazie al prezioso apporto del materiale archivistico, ci ha permesso di ricostruire le tormentate vicende legate alla vendita della collezione al Museo anconetano e, soprattutto, di individuare alcuni distinti gruppi tombali, provenienti in particolare dalle necropoli delle contrade San Savino e Ferrarini di Montegiorgio, di cui si ha notizia solo dalla documentazione archivistica. Questi dati ci permettono quindi di trarre alcune informazioni più sicure sulla composizione dei corredi tombali montegiorgesi, generalmente conosciuti solo attraverso contesti di dubbia composizione o da materiali decontestualizzati.This work intends to analyse some objects preserved in the Archaeological Museum of Ancona, in Marche, coming from the collection of G.B. Compagnoni Natali from Montegiorgio (AP). He, between the end of the nineteenth and the beginning of the twentieth century, collected a big archaeological collection, composed chiefly of objects coming from Montegiorgio and its environs. Other lots of the Compagnoni’s collection were sold to the University of Jena (1903), the Archaeological Museum of Bologna and the National Prehistoric Ethnographic Museum “L. Pigorini” in Roma. A part from the study of the archaeological material, the archivistic researches have allowed us to know the complicated history of the sale to the Anconetan Museum and to have news about some tomb groups , particularly those from the Ferrarini and San Savino districts, of which we had only few news before. These elements allow us to know better the composition of the tomb equipment of Montegiorgio, before known only by objects out of context or untrustworthy
“I materiali da Montegiorgio della collezione Giambattista Compagnoni Natali conservati al Museo Preistorico ed Etnografico Luigi Pigorini”,
Questo articolo si propone di analizzare alcuni materiali piceni conservati al Museo preistorico ed Etnografico L. Pigorini, provenienti dalla collezione del montegiorgese Gian Battista Compagnoni Natali. Questi, erudito amante dell’archeologia, mise insieme tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento una vasta collezione archeologica composta prevalentemente da materiali provenienti da Montegiorgio (AP) o dalle vicinanze. I più grossi lotti di tale collezione passarono al Museo Universitario di Jena (1903) e al Museo archeologico di Ancona (1910); nuclei più limitati sono confluiti al Museo archeologico di Bologna (1901) ed, appunto, al Museo Pigorini, tra il 1884 e il 1900. La quasi totalità di questi materiali, così come in generale i rinvenimenti montegiorgesi, sono inediti a parte qualche vecchia pubblicazione di inizio secolo.
Presso l’archivio del museo preistorico (cart. 118) si conserva la corrispondenza che lo stesso Compagnoni intrattenne con Luigi Pigorini, nella quale sono spesso descritti e, in qualche caso, riprodotti in fac- simile i reperti ceduti. A parte un piccolo nucleo di oggetti litici databili al paleolitico medio ed al neolitico, che si aggiungono ad altri oggetti consimili della collezione Compagnoni altrove conservati, vanno segnalati alcuni pezzi particolari come l’elmo a calotta del tipo Vetulonia, variante Montegiorgio Piceno, eponimo del gruppo, e due spade a lingua da presa del bronzo recente. Pochi sono gli altri oggetti in ferro: due asce dell’antica età del bronzo, una punta di lancia ed un morso di cavallo. La maggior parte dei reperti è costituita da oggetti bronzei d’ornamento personale, databili principalmente al Piceno IV e V, provenienti da rinvenimenti tombali concentrati prevalentemente nelle contrade Caprella e Montamboni, rispettivamente ad ovest e sud-ovest del centro abitato moderno.
Si notano in particolare alcune collane, peculiari torques con terminazioni a capi appiattiti decorati da cerchielli concentrici, anelloni a quattro nodi, pettorali (generalmente configurati a figura umana) e numerosi pendenti, fra cui prevalgono quelli ad occhiali, a batocchio, a piramide, a bulla, nonché quelli zoomorfi e a doppia protome taurina, tipici dell’ascolano. Diverse le armille a verga semplice a capi sovrapposti o a spirale, gli anelli digitali a fascetta liscia o costolata. Importante la collezione di fibule, di tipo vario (a sanguisuga, a navicella, ad arco semicircolare, di ferro con arco a doppia o tripla ondulazione, etc.), fra cui si segnala un importante esemplare, purtroppo frammentario, con staffa a terminazione a testa umana. Da ricordare alcuni dischi a sezione romboidale con foro centrale, di cui è ancora in discussione la funzione originaria, tipo restituito in vari esemplari da Montegiorgio (si conservano presso i musei archeologici di Bologna ed Ancona). Notevole è infine la presenza di una patera baccellata di età orientalizzante che si aggiunge ai finora limitati esemplari del tipo conosciuti in area picena.This article intend to analyse some objects coming from Montegiorgio Piceno (AP- Italy) preserved in the Museo preistorico ed Etnografico L. Pigorini of Rome, formerly belonging to the collection of Gian Battista Compagnoni Natali from Montegiorgio (AP).
Between the end of the nineteenth and the begin of the twentieth century, this man was so fond of Archaeology to form a big collection of archaeological objects coming from Montegiorgio or its environs. Big lots of the Compagnoni’s collections were sold to the University Museum of Jena (1903) and the Archaeological Museum of Ancona (1910); a few objects went to the Archaeological Museum of Bologna (1901) and just to the Pigorini Museum, between 1884 and 1900.
Almost all these objects are unpublished like the majority of the recoveries from Montegiorgio, apart some old articles of the beginning of the twentieth century.
In the archives of the Pigorini Museum (folder 118) is conserved the correspondence between Compagnoni Natali and Luigi Pigorini, where are often described and, sometimes, reproduced in fac-similes the objects given.
In the Museum are conserved, a part from a little group of lithic objects datable to the Middle Paleolithic and the Neolithic, some particular pieces, like an helmet “tipo Vetulonia, variante Montegiorgio Piceno”, eponym of the group, two swords “a lingua da presa” of the Recent Bronze Age; a few iron things (two axes of the Ancient Bronze Age, a spear and a bit). The majority of the collection is composed by bronze objects of personal ornament datable at Piceno IV and V, coming from the necropolis in “contrada Caprella” and “Montamboni”, respectively at the west and south-west of the modern town.
The ornaments comprend necklaces, torques, “anelloni a quattro nodi”, pectorals (symbolizing a human figure) and lots of pendants; numerous the “fibulae” (“a sanguisuga”, “a navicella”, “tipo pre-Certosa”, iron fibulae with the arc with two or three humpes, etc.), among them we notice an important exemplar with an human head at the end of the stirrup. To point out some disks (of discussed function) with a hole in the centre, typical of Montegiorgio and environs, and a ribbed bowl of the Orientalizind period, that we can add at the few ones known in the Picean area
I materiali da Belmonte Piceno al Museo Preistorico ed Etnografico Luigi Pigorini
Silvestro Baglioni, in un articolo apparso in Notizie degli scavi di antichità del 1901, descriveva
alcuni materiali preromani rinvenuti poco prima nel territorio di Belmonte Piceno (AP),
sua città natale. Questi furono ceduti al Museo Preistorico ed Etnografico Luigi Pigorini di Roma
nel 1901, dove attualmente si trovano. Dal momento che numerosi oggetti provenienti dalle necropoli
di questo centro sono purtroppo oggi andati dispersi a causa del bombardamento del Museo
Archeologico di Ancona durante il secondo conflitto mondiale, ed in particolare il materiale ceramico,
piuttosto interessante appare questo lotto romano, che offre appunto l’opportunità di inquadrare
le tipologie di materiali diffuse nel centro piceno soprattutto nel Piceno IVA. Si tratta
principalmente di oggetti bronzei, in gran parte monili, ma non mancano alcuni vasi, molto interessanti
proprio perché tra i pochissimi conservati da questo centro
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