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Estetica delle periferie urbana. Analisi semantica dei linguaggi dell'architettura spontanea
La periferia urbana è stata sempre vista dalla letteratura scientifica in un’accezione negativa: “luogo degradato” nel migliore dei casi, “non luogo” in una definizione largamente condivisa.
A ben guardare accanto ad una periferia zonizzata, senza qualità estetiche, esistono realtà spontanee con una precisa identità figurativa e con un ben definito patrimonio lessicale. Solo partendo da una lettura attenta della città volto a cogliere le caratteristiche identitarie dei contesti urbani e le dinamiche di trasformazione in atto, si possono prefigurare interventi sul territorio, che si inseriscono nel contesto esistente come tasselli qualificanti.
La prospettiva semiologica di questo libro, in tal senso, è volta a ricercare in modo sistematico un legame tra certe soluzioni formali dell’architettura d’avanguardia e medesimi elementi lessicali di manufatti poveri auto-costruiti, fornendo uno strumento conoscitivo strategico, prima di lasciare il passo all’intervento concreto sul territorio
Paesaggi interrotti. Tra ricostruzione e identità dei luoghi
Il presente saggio vuole affrontare il tema della ricostruzione post-sismica con un'attenzione alla questione del paesaggio, termine che lega in maniera indissolubile la realtà fisica del territorio a quei valori immateriali (storici, culturali, produttivi, enogastronomici, ecc.) che costituiscono l'identità dei luoghi. In questo senso si intendono “paesaggi interrotti” i luoghi distrutti dal sisma, perchè sono state interrotte le storie che legano gli abitanti al luogo, è stato interrotto quel processo di narrazione continua e di attribuzione di senso e significati che avviene tra una collettività e il suo territorio. La ricerca parte dall'analisi delle recenti ricostruzioni post-sismiche, che hanno oscillato tra le due idee opposte di new town, poco distanti dalle città distrutte e ricostruzione “dov'era, com'era”. Nei diversi casi di studio è stata considerata l'efficacia della ricostruzione non solo per quello che riguarda il tessuto edilizio, ma anche per la ricostruzione del tessuto sociale delle comunità colpite dal sisma. Il saggio indaga la dimensione sociale e semiologica del paesaggio, riflettendo sul tema dell'identità collettiva, sull'attaccamento al luogo da parte degli abitanti e sull'identità culturale, anche con l'obiettivo di definire linee guida e strategie progettuali per la ricostruzione sostenibile dei paesi distrutti dal sisma del 2016. In particolare vengono definite azioni di governance, strategie resilienti e buone pratiche a partire dal coinvolgimento delle comunità locali per la ricostruzione dei luoghi secondo un approccio paesaggistico al progetto urbano
Simmetria
Il termine è usato in architettura per indicare la composizione di elementi la cui unità è fondata su una serie di corrispondenze metriche e proporzionali tra le parti
Comporre e scomporre l'architettura. Dall'analisi grafica al disegno di progetto
L'attività del "comporre" l'architettura è l'antro segreto nel mestiere dell'architetto, un ambito
inconoscibile in senso epistemologico. Nulla possiamo dire della creazione di un organismo edilizio se non il "percorso" dei numerosi disegni, che, dai primi schizzi, attraverso tentativi, ripensamenti ed errori, hanno portato alla formalizzazione dell'idea finale di progetto; né si potrebbe pensare ad una didattica della composizione architettonica in chiave manualistica, come una sequenza di operazioni logiche che portano deterministicamente ad un risultato estetico.
Il libro è un tentativo di costruire una didattica del “comporre” l'architettura attraverso il disegno.
L'organismo architettonico è riguardato in una logica scompositiva attraverso i diversi capitoli dedicati a: Forma, Spazio, Funzione, Ritmo, Materiali, Colore, Luce. La lettura parziale di elementi linguistici dell'architettura isolabili con l'analisi grafica, sono volti a comprendere le ragioni del progetto: formali, spaziali, funzionali, ritmiche, estetiche in generale
Re-design dello spazio pubblico
Lo spazio pubblico ha assunto nuovi valori e significati nelle città contemporanee. Icona della vitalità urbana delle smart cities, simbolo della condivisione democratica e della partecipazione collettiva, sembra condensare il senso stesso della urbanità e delle aspirazioni future della civiltà occidentale. Il libro si pone come un’ampia riflessione sul tema dello spazio pubblico urbano, che viene riguardato nella prospettiva del soggetto fruitore (city user) e del suo benessere individuale e collettivo. L’obiettivo è quello di costruire un orientamento strategico del progetto, che prenda a riferimento la scala umana della città, ricollocando l’uomo al centro delle ipotesi di trasformazione urbana. Lo spazio pubblico della città alla scala umana è fatto di luoghi vivibili, sicuri, accessibili, dove si possono svolgere attività, partecipare alla vita sociale della collettività, fare esperienze ordinarie e straordinarie, essendo aperti all’imprevisto che appare sotto i nostri occhi. Lo spazio urbano viene analizzato secondo cinque dimensioni (percettiva, morfologica, funzionale, semiologica, ecologico-ambientale), secondo una ipotesi di scomposizione tematica prodromica rispetto all’elaborazione progettuale. Nelle sue declinazioni ibride, a metà tra parco, piazza, strada e infrastruttura lineare, lo spazio urbano contemporaneo viene riguardato anche nella prospettiva del progettista, nel tentativo di dare utilità didattica alla ricerca
Paesaggi peri-urbani. Dall’agricoltura multifunzionale alla dimensione sociale degli orti urbani
Il saggio indaga il tema del paesaggio periurbano in una prospettiva di sostenibilità. Partendo dalla dialettica città-campagna secondo un punto di vista inverso, che guarda alla campagna come opportunità, si individuano alcuni possibili ambiti di sviluppo. Da un lato, l’agricoltura peri-urbana, nella sua valenza multifunzionale si presta a soddisfare la richiesta di nuovi servizi per cittadini e turisti, aprendo nuovi mercati di consumo eco-compatibile agli agricoltori. Dall'altro l'agricoltura urbana, nella sua declinazione negli orti urbani, assume un valore strategico per le amministrazioni e per i cittadini, favorendo aggregazione e coesione sociale
Urban Natures for Public Spaces
Il tema delle "nature urbane" assume oggi significati molteplici, riferiti a diversi punti di vista. Dalla scala della pianificazione urbana che sta rivedendo approcci e strumenti disciplinari, sulla scorta di istanze, che fanno capo all'Ecological Urbanism, al Landscape Urbanism, ovvero al ruolo propositivo del progetto di paesaggio nella definizione degli sviluppi territoriali; alla scala urbana di parchi, giardini o "green infrastructures" (assi stradali, corridoi ecologici, parchi lineari, parchi urbani fluviali, ecc.), passando per l'agricoltura urbana (orti urbani, natura edibile); fino alla scala architettonica degli edifici, che partecipano al sistema urbano della vegetazione con pareti verdi e tetti-giardino. La città contemporanea sente il bisogno di ricreare gli spazi naturali all'interno dell'ambiente antropizzato, che in precedenza aveva negato. Si tratta di una natura ricostruita in vitro, evidentemente, ma che riecheggia i luoghi naturali e che sta cambiando il panorama urbano contemporaneo. Il tema delle nature urbane appare strettamente connesso, quindi, al ruolo dello spazio pubblico nella città contemporanea, che si è completamente trasformato negli ultimi decenni, a favore di una migliore fruizione pedonale, in termini di accessibilità e confort, incoraggiando la pratica di attività all'aperto. La presenza della vegetazione e dell'acqua nello spazio urbano, assume oggi un valore strategico, non solo per le questioni legate alla sostenibilità ambientale, ma anche per questioni più ampie, di carattere sociale e culturale, connesse al benessere individuale e collettivo.
La ricerca prende in esame le diverse funzioni svolte dalla vegetazione e dall'acqua in ambiente urbano. Dalla funzione ecologico-ambientale (corridoi ecologici tra aree wilderness, regolazione del microclima, mitigazione inquinamento atmosferico, del suolo e delle acque, ecc), o protettiva di tutela del territorio; a quella ricreativa e di miglioramento della qualità della vita, in generale, ma anche più specificatamente collegato alla salute psico-fisica e al benessere; alla dimensione sociale del verde pubblico, con le sue implicazioni culturali, didattiche e di sensibilizzazione sui temi ambientali; fino alla dimensione estetico-architettonica nel progetto. La questione della natura nello spazio urbano viene brevemente raccontata, dal mito della green city, passando per Olmstead e Mc Harg, Burle Marx, e Lawrence Halprin, fino alle odierne declinazioni delle green infrastructure, per introdurre alcune riflessioni sulla condizione attuale del progetto dello spazio urbano. Si evidenziano in via esemplificativa alcuni progetti poco magniloquenti, come la Desert Plaza di Arrojo a Barakaldo, o il Passeig De St Joan Boulevard a Barcellona di Lola Doménech, piuttosto che gli urban parklet di San Francisco, che hanno dato luogo a nuovi scenari urbani con operazioni raffinate ed intelligenti. Al tempo stesso si paventano i rischi imitativi, che possono generare le immagini potenti e iconiche della foresta verticale di Boeri o le pareti verdi idroponiche di Patrick Blanck, rispetto alla mancanza di consapevolezza, talora, della complessità di gestione di tali sistemi. La tendenza emulativa a ripetere segni e progetti visti nelle riviste e nelle immense banche di immagini dei social network rischia di produrre danni peggiori. Il rischio è che la vegetazione e l'acqua diventino meri elementi linguistici da ripetere acriticamente e indifferentemente nel contesto urbano, senza avere la conoscenza della loro gestione. La dimensione estetica di un progetto, in tal senso, può essere riconosciuta solo quando è connessa a tutte le altre dimensioni, da quella ambientale ed ecologica, a quella sociale, a quella funzionale legata alle attività umane e al benessere individuale e collettivo. In questo senso, l'estetica del progetto è legata alla sostenibilità dell'intervento, che si misura nella sua dimensione etica.The theme of "urban natures" is closely related to the role of public space in the contemporary city that resulted definitely transformed in recent decades in favor of increased walkability, greater accessibility and more urban comforts that encourages outdoors social practices. Today the landscape project, which operates within the urban space, recreating natural environments with rocks, water, trees and vegetation, assumes an aesthetic dimension in which the natural elements take on senses and meanings related to the contemporary culture.This paper aims at investigating the question of the contemporary urban project that includes natural elements in the public space, looking at it through different dimensions: from the environmental and ecological dimension, to the social, semiotic and then aesthetic ones
Smart Land and Resilient Districts. The resource of cultural landscapes
Partendo dal concetto di smart city e smart land, si definisce un modello di resilienza delle città e dei territori, in grado di reagire a periodi di crisi trovando nuove soluzioni adattative per uno sviluppo sostenibile. In particolare si sviluppa l'idea che la Smart city non è solo una città attrattiva e competitiva economicamente, ma anche città coesa socialmente e sostenibile in termini ambientali, nella quale la cooperazione è più importante della competizione; l'identità e la diversità dei luoghi è più importante dell'imitazione di modelli concepiti e collaudati altrove; in cui la volorizzazione del paesaggio, nella più ampia accezione di beni ambientali e culturali, è la vera sfida da raccogliere per le comunità che vogliono definirsi smart. Il distretto resiliente diventa la dimensione territoriale nella quale sviluppare progetti aderenti ai bisogni delle comunità locali, che utilizzano la diversità, la peculiarità paesaggistica e l'identità locale come fattore di resistenza alla crisi. Il distretto resiliente è il modello alternativo ai modelli socioeconomici di sviluppo standardizzati, che hanno improntato in questi anni lo sviluppo delle città, applicando ai territori best practices, che non prendono in considerazione le reali attitudini di una regione ma che impongono obiettivi a-spaziali decontestualizzati.
Il ritorno alla scala locale per abbandonare le “global networks” riporta alla ribalta il concetto di resilienza, estrapolandolo dalla teoria ecologista in cui per diverso tempo è stato rilegato. La resilienza, si impone così come argomento centrale nelle riflessioni sulla città, ridando centralità al progetto di paesaggio.
Il paesaggio, con tutte le sue implicazioni di carattere di carattere sociale e culturale, può costituire l'orizzonte di riferimento comune nel quale sviluppare progetti volti al miglioramento della qualità della vita dei cittadini. La diversità paesaggistica viene vista come valore identitario di un territorio che può favorire azioni sinergiche e cooperative di promozione di valori comuni e potenziare la capacità di reagire alla crisi in termini di resilienza. Il paesaggio, nella sua larga accezione, può svolgere un ruolo di volano economico per il territorio ed i sistemi produttivi ad esso collegati, che possono contare su valori peculiari e non riproducibili dalla concorrenza, in grado di attrarre turismo culturale, con ricaduta sulle attività commerciali e produttive e sulla qualità della vita dei residenti. Riconoscendo e valorizzando l'identità paesaggistica del territorio, si possono favorire strategie di marketing territoriale in grado di rendere palese il rapporto fra paesaggio e prodotto e avviare un'offerta integrata di servizi in grado di attrarre un consumo ed un turismo di qualità. Si tratta di sovrapporre il layer della tutela paesaggistica, con quello degli attrattori culturali, delle reti di mobilità lenta, con quello dei servizi, delle attività produttive sul territorio, dei prodotti enogastronomici e degli eventi culturali. Il progetto di paesaggio deve saper valorizzare, in tal senso, le potenzialità di sviluppo locale, rafforzando la capacità di adattamento dei luoghi alle dinamiche evolutive e ai processi di cambiamento.This essay starts from the concept of smart city, going trought that of smart land, to that of "resilient district", in order to define a resilient model of city, capable of reacting to periods of crisis and to find new adaptive solutions for a sustainable development. The resilient district becomes the territorial dimension in which it is possible to develop projects really adapted to the needs of the local communities, which use the peculiarity of the landscape and the local identity as factors of resistance to the crisis.The landscape, hanks to all of its environmental, cultural and social implications,may reveal itself as the common horizon to refer all the projects and It can be considered as the sharing background where it is possible to improve the quality of life for the local communities.
Landscape diversity and all the typical and identity values of a territory could serve for synergetic and cooperative actions, which promotes common values and help empowering the capacity to react the crisis in a resilient way
La chiave visivo-percettiva di valutazione dello spazio urbano
La percezione è un processo complesso, fortemente condizionato da fattori
culturali, dall’esperienza personale, dai processi di apprendimento, dall’immaginazione,
dalla memoria; coinvolge tutti i sensi dell’uomo, naturalmente, ma la maggior parte delle informazioni che il cervello umano prende in considerazione per orientarsi nello spazio ed elaborare le proprie funzioni cognitive, sono di carattere visivo. Percezione visiva e movimento. I gradienti percettivi. Il progetto dello spazio pubblico, in tal senso, partendo da elementi di percezione individuale, deve cercare conformazioni spaziali e creazione di luoghi, nei quali ognuno possa ritrovare un ambiente confortevole, piacevole e attrattivo
Nature Urbane. Regesto di casi studio e buone pratiche per il progetto della città futura
Il tema delle “nature urbane” assume oggi molteplici significati e può essere riguardato
da numerosi punti di vista e a diverse scale. Dalla scala urbanistica della pianificazione, che sta rivedendo approcci e strumenti disciplinari, sulla scorta di istanze diverse, che fanno capo all’Ecological Urbanism, al Landscape Urbanism, ovvero al ruolo propositivo del progetto di paesaggio nella definizione degli sviluppi territoriali; al progetto alla scala urbana delle grandi infrastrutture verdi (green infrastructure); al progetto di eco-quartieri, di piazze pubbliche e di edifici, nei quali pareti vegetali e roof-garden partecipano al sistema del verde urbano
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