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Clelia Mertens, arpa (Argentina)
Concierto interpretado por la arpista Clelia Mertens. Nacida en Paraná, Argentina, en 1943, Clelia Mertens está considerada como una de las más brillantes arpistas de la actualidad. Después de realizar sus estudios musicales en el Conservatorio Municipal de Buenos Aires , siguió el curso de composición en la Universidad de Córdoba. Posteriormente efectuó estudios avanzados de arpa con Augusto Sebastiani en Buenos Aire y con Pierre Jamet en París
Dal punto di vista della cultura teatrale: trasmissione, improvvisazione, re(l)azione
Curatori: Clelia Falletti e Gabriele Sofia
Certificazione dei Corsi di Studi e strumentazione necessaria. Test d’ingresso come autovalutazione degli studenti
A cura e con una Premessa di Clelia Fallett
Clelia clelia clelia (Daudin 1803
Clelia clelia (Daudin, 1803): Figure 12C Coluber clelia Daudin 1803: 330. Clelia clelia — Zaher 1996: 301.Published as part of Restrepo, Adriana, Molina-Zuluaga, Claudia, Hurtado, Juan P., Marín, Carlos M. & Daza, Juan M., 2017, Amphibians and reptiles from two localities in the northern Andes of Colombia, pp. 203-237 in Check List 13 (4) on page 225, DOI: 10.15560/13.4.20
In dialogo su libertà di espressione, riso e violenza
Il saggio si inserisce in un volume in cui dialogano filosofi del diritto e filosofi del linguaggio. Nello specifico lo scritto di Clelia Bartoli discute con quello di Salvatore Di Piazza il cui cuore tematico riguarda le dinamiche che si generano all’interno di un triangolo i cui vertici sono costituiti da tre concetti: il riso, la libertà di espressione e la violenza.
L’argomentazione del filosofo del linguaggio usa come banco di prova un caso emblematico: «La satira à la Charlie Hebdo, ovvero la presa in giro irriverente, caustica e politicamente scorretta». Di Piazza debutta con un paio di domande: «si può ridere di tutto?» e «si può dire di tutto in un discorso connesso al riso?». In altri termini, l’autore domanda entro quali confini si può muovere la libertà di espressione che utilizzi il registro comico affinché non sia lesiva della libertà e della dignità altrui.
Clelia Bartoli mostra come l’autore parta da una concezione liberale della libertà di espressione che dalla Rivoluzione francese in poi è la concezione dominante nella produzione normativa. Ma propone di affrontare il tema con una concezione della libertà di espressione differente, che non abbia a modello la pars condicio di matrice liberale, bensì il dialogo autentico che emerge dalla proposta ermeneutica di Gadamer. Da ciò deriverebbero implicazioni normative alternative per definire la libertà di espressione.The essay is part of a volume in which philosophers of law and philosophers of language dialogue. Specifically, Clelia Bartoli's paper addresses Salvatore Di Piazza’s writing whose thematic core concerns the dynamics generated within a triangle whose vertexes consist of three concepts: laughter, freedom of expression and violence.
The philosopher of language's argument uses as a crucial case study: "Satire à la Charlie Hebdo, or the irreverent, caustic and politically incorrect mockery". Di Piazza debuts with a couple of questions: "can one laugh at everything?" and "can one say everything in a discourse related to humor?". In other words, the author asks within which boundaries freedom of expression using the comic register can be moved so that it is not detrimental to the freedom and dignity of others.
Clelia Bartoli shows how the author starts from a liberal conception of freedom of expression, which from the French Revolution onwards is the conception that inspires most of the normative production. But she proposes to approach the issue with a different conception of freedom of expression, one that does not model itself on liberal idea of the “pars condicio”, but on the “authentic dialogue” as it emerges from Gadamer's hermeneutic proposal. This would give rise to alternative normative implications for defining freedom of expression
La sperimentazione a Ferrara negli anni di Ercole I e Ludovico Ariosto
E' composto dai seguenti saggi: Clelia Falletti, Ercole I e la sperimentazione del teatro, pp. 131-167; Il modello teatrale nel ducato di Alfonso I, pp. 177-190; Franco Ruffini, Vitruvio e la "città ferrarese", pp.167-177; Sui Menaechmi ferraresi del 1486, pp. 206-217; Fabrizio Cruciani, Il sistema drammaturgico ferrarese e l'Ariosto, pp. 190-200. Clelia Falletti ha curato anche l'elenco delle fonti e la bibliografia, pp. 200-206
pp. 131-167; 177-190; 200-206, all'interno del saggio monografico di Fabrizio Cruciani, Clelia Falletti, Franco Ruffini, La sperimentazione a Ferrara negli anni di Ercole I e Ludovico Ariosto (pp.131-217
Lo pseudo-dialogo della Cognizione. Accertamenti filologici, ragioni critiche e genetiche. Testi e apparati
il saggio (di CLELIA MARTIGNONI) analizza le ragioni per cui Gadda include lo pseudo-dialogo nella prima edizione della "Cognizione" (1963). Gadda esplora alcuni concetti-chiave: il barocco, le ossessioni di Gonzalo, i rapporti familiari. Trascrizione e apparato (di BARBARA COLLI) di due stesure precedenti (Fondo Roscioni, Trivulziana) e loro comment
Il diritto all’educazione nelle costituzioni europee: una panoramica critica e una proposta per il Cile
Il saggio di colloca all’interno di un numero speciale della rivista cilena “Estudios Constitutionales” nato con l’obiettivo di offrire spunti di riflessione alla convenzione costituente che ha avviato i suoi lavori nel luglio 2021. L’assemblea aveva il compito di redigere la carta costituzionale che avrebbe dovuto soppiantare la Costituzione del 1980 approvata durante il regime militare di Pinochet.
I curatori della rivista hanno raccolto una serie di contributi – che traendo spunto da diverse tradizioni costituzionali sia Latinoamericane che del Vecchio continente – avrebbero potuto offrire un quadro articolato dei più discussi diritti.
L’articolo di Clelia Bartoli propone una disamina critica e comparata di come il diritto all’educazione, nelle sue diverse declinazioni, venga definito e garantito nelle carte costituzionali europee, per poi cimentarsi in una proposta per il Cile.The essay is located within a special issue of the Chilean journal "Estudios Constitutionales" edited with the aim of offering insights to the constituent convention that began its work in July 2021. The assembly was tasked with drafting a new constitutional charter after the 1980 Magna Charta approved during Pinochet's military regime.
The journal's editors collected a number of contributions – which drew from different constitutional traditions of both Latin America and the Old Continent – to offer articulate arguments about the most debated rights.
Clelia Bartoli's article offers a critical and comparative examination of how the right to education, in its different declinations, is defined and guaranteed in European constitutional charters, and then grapples with a proposal for Chile.Este ensayo forma parte de un número especial de la revista chilena "Estudios Constitucionales" que nace con el objetivo de ofrecer elementos de reflexión a la convención constituyente que inició sus trabajos en julio de 2021.
La asamblea tenía la tarea de redactar la carta constitucional que debía sustituir a la Constitución de 1980 aprobada durante el régimen militar de Pinochet.
Los editores de la revista recogieron una serie de contribuciones – procedentes de distintas tradiciones constitucionales tanto de América Latina como del Viejo Continente – que podrían haber ofrecido una imagen articulada de los derechos más debatidos.
El artículo de Clelia Bartoli propone un examen crítico y comparativo de cómo el derecho a la educación, en sus diversas declinaciones, es definido y garantizado en las cartas constitucionales Europeas, para luego hacer una propuesta para Chile
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