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    Public and private in contemporary societies

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    Uno dei fenomeni emergenti nelle società contemporanee è l’offuscamento dei confini tra la dimensione “pubblica” e quella “privata”. La trasformazione digitale è tra i motori di tale processo, insieme all’evoluzione delle relazioni economiche e sociali, in un contesto caratterizzato da crescenti scambi e contaminazioni culturali, nonché da emergenze ambientali e sociali. La privatizzazione di aspetti tradizionalmente attribuiti al potere dello Stato, insieme alla caratterizzazione sempre più in chiave pubblicistica di relazioni precedentemente considerate di pertinenza della sfera privata, mettono in discussione molti campi del sapere, tra cui quello del diritto. Le (un tempo) rassicuranti categorie giuridiche tradizionali risultano profondamente coinvolte da tale processo. In particolare, la distinzione tra diritto pubblico e diritto privato è oggi sempre più sottoposta a tensioni e rivela la propria inadeguatezza ove si vogliano leggere in modo corretto le implicazioni giuridiche dei nuovi fenomeni sociali

    L’ipoteca inversa tra discipline nazionali e prassi applicative: esperienze a confronto

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    Il contributo analizza, in prospettiva comparatistica, il prestito vitalizio ipotecario, istituto recentemente introdotto nel nostro ordinamento. Per soddisfare i bisogni degli anziani home rich/cash poor, è sorta la necessità di rendere liquidi cespiti patrimoniali, come le proprietà immobiliari. Frequente è stato il ricorso a strumenti di equity release, inizialmente fondati sullo schema della vendita. Con il tempo si sono diffusi modelli diversi, basati sulla costituzione di una garanzia su di un immobile, accompagnata dall’erogazione di un prestito. I paesi di common law hanno costituito il terreno di elezione per la diffusione di tali garanzie; nei paesi del mediterraneo, invece –ancorati ad una concezione della ricchezza legata alla proprietà immobiliare – esse hanno tardato a consolidarsi. Tuttavia, la crisi economica che ha attraversato l’Europa ha contribuito allo sviluppo di tali strumenti, confluendo in alcune legislazioni di dettaglio. Attualmente la maggior parte dei paesi occidentali conosce modelli di prestito ad anziani legati ad una proprietà usata come garanzia. Il contributo è volto ad analizzare le discipline nazionali in materia, nonché l’evoluzione delle prassi applicative dell’istituto che si rivela eterogenea nei diversi paesi. Le differenze sono dovute a ragioni culturali, giuridiche ed economiche e sono tali da rendere il reverse mortgage un istituto a geografia variabil

    La data retention tra lotta al crimine e aspettative di privacy

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    A due anni dalla sentenza Digital Rights, la Corte di Giustizia si è nuovamente pronunciata sulla legittimità dell’obbligo, imposto ai gestori di servizi di comunicazioni elettroniche, di conservazione dei dati relativi a tali comunicazioni. La questione della data retention si è spostata dal piano della normativa comunitaria al piano delle leggi nazionali. Con la pronuncia del 2014 la Corte aveva invalidato la Dir. 2006/24/CE che comportava una vasta ingerenza nei diritti fondamentali al rispetto della vita privata e alla protezione dei dati personali. Con la pronuncia analizzata (CG, 21 dicembre 2016, C-203/15 e C-698/15) la Corte ha analizzato le normative nazionali, che prevedono un obbligo generalizzato di conservare i dati relativi al traffico, ai fini di renderli accessibili alle autorità nazionali. La Corte ha ritenuto tale prassi contraria agli artt. 7 e 8 della Carta. L’obbligo di data retention, pur se giustificato da finalità di lotta contro la criminalità grave, è legittimo solo a condizione che la conservazione dei dati sia limitata allo stretto necessario, relativamente alle categorie di dati da conservare, i mezzi di comunicazione, le persone coinvolte e la durata. A tal fine, le normative nazionali devono prevedere norme chiare e precise che disciplinino la portata e l'applicazione della misur

    I beni pubblici

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    Il contributo costituisce una disamina dettagliata della disciplina dei beni pubblici. Innanzitutto vengono tratteggiate le caratteristiche principali del sistema tradizionale della proprietà pubblica, caratterizzata dalla distinzione - sconosciuta agli altri ordinamenti giuridici - tra beni demaniali e beni patrimoniali indisponibili. Nella seconda parte, il lavoro si focalizza sull'analisi delle leggi che, negli ultimi anni hanno avuto ad oggetto la dismissione del patrimonio immobiliare pubblico attraverso procedure di alienazione, carbonizzazione o la creazione di società all'uopo costituite. Segue un'analisi sulla tenuta dell'impianto codicistico- tradizionale a far fronte alle trasformazioni della proprietà pubblica e sulla necessità di una riform

    Euro digitale e politiche di inclusione finanziaria: questioni di design?

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    The paper analyzes the project for the adoption of a European Central Bank Digital Currency, which represents one of the most relevant examples of the of process of digitalization of financial services. Special focus is given to the potential risks of financial exclusion deriving from the adoption of the digital euro and to the specific design options envisaged to minimize these risks and promote inclusion

    Mutazioni nomiche e trasfigurazioni dell’umano. Per una ecocritica giuridica

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    Contemporary philosophical, scientific, political, and artistic interrogation appears to be marked by a radical ecological concern that is aimed not only at the ontological reconfiguration of the living environment, but also at the morphological redetermination of disciplinary space and the dissolution of an exclusively anthropocentric vision. Law cannot remain insensitive to these critical solicitations: it must rethink the space of its own inhabitation. In this perspective, the purpose of the essay is to propose the hypothesis of a legal ecocriticism that, based on the acquisitions of literary criticism, translates a new topological morphology. Thus, the internal articulations of law as well as the external relations between legal, political and economic can be reconfigured. The three basic steps discussed from this perspective are the disenchantment of the public law/private law divide; the profanation of the public/private dichotomy; and the twilight of biopolitical law

    ‘Tutela della proprietà intellettuale per i prodotti dell'intelligenza artificiale: riflessioni de jure condendo’

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    La diffusione pervasiva dell'intelligenza artificiale, ormai incorporata in sistemi IoT, in applicazioni e in device utilizzati quotidianamente da un numero via via crescente di utenti globali, ha imposto la presa in carico della materia da parte del diritto. In questa direzione si è mossa in primis l'unione europea, che ha già approntato una serie di regolamenti volti a disciplinare le tante questioni aperte in punto a sicurezza, trasparenza, affidabilità dei sistemi algoritmici e altresì in materia di tutela degli utenti, con particolare riferimento alla tutela dei diritti umani inalienabili. Resta tuttavia ancora aperta una questione fondamentale, che mentre potrebbe apparire secondaria rispetto alla tutela dei diritti dell'uomo, costituisce in vero un aspetto dirimente e centrale per i pesanti riflessi in campo economico-finanziario: si tratta dell’autorialità dei sistemi di intelligenza artificiale. Si tratta cioè di stabilire ex ante, in diritto, se un sistema algoritmico capace di agire in via autonoma (intelligenza artificiale generativa) possa essere considerato autore dei risultati raggiunti, e conseguentemente possa godere dei diritti economico-patrimoniali che all’autorialità si ricollegano. Ciò ovviamente trascina conseguenze anche in punto ai doveri che ricadono in capo all’autore, che è tenuto al risarcimento di eventuali danni causalmente ricollegabili al suo operato. La discussione sulle questioni di cui sopra, ancorché non ancora affrontata nelle sedi istituzionali del dibattito legislativo, è stata anticipata per via di un esperimento legale globale, avviato da Stephen Thaler et al., tramite il radicamento di una serie di cause civili atte a ottenere il riconoscimento autoriale in capo all’AI in diciotto uffici brevettuali nel mondo. Questo articolo esamina alcune tra le controversie paradigmatiche promosse nel contesto sopra descritto, in attesa dello sviluppo di soluzioni uniformi in diritto
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