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    A ride on the wild side. Il ruolo della natura nei paesaggi della ciclabilità

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    Nature plays a central role in the construction, promotion and enjoyment of cycling landscapes. Referring to the most recent approaches to mobility – understood as practices contributing to the creation of landscapes, places and identities – as well as to those dedicated to the social nature, the text focuses on the phenomenon of bicycle tourism, on the scientific literature dedicated to it, addressing the relationship between bicycle and nature. In particular, the article identifies and explores three ways in which nature participates in cycling tourism (conceptual, elemental and infrastructural nature). La natura assume un ruolo centrale nella costruzione, nella promozione e nella fruizione dei paesaggi della ciclabilità. Facendo riferimento ai più recenti approcci alle mobilità – intese come pratiche in grado di concorrere alla creazione di paesaggi, luoghi e identità – così come a quelli dedicati alla natura sociale, il testo si concentra sul fenomeno del cicloturismo, offrendo un inquadramento degli studi ad esso dedicato e affrontando il rapporto tra bicicletta e natura. In particolare, l’articolo individua ed esplora tre modalità con cui la natura entra a far parte del cicloturismo (natura concettuale, elementale e infrastrutturale)

    L'organizzazione spaziale della produzione su scala globale: scenari e tendenze dal pre- al post-Covid-19

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    A partire dal 2020, la pandemia di Covid-19, oltre a deprimere ulteriormente scambi e investimenti, ha messo in luce i limiti dell’organizzazione spaziale della produzione caratteristica della globalizzazione, incentrata su reti di produzione geograficamente frammentate che determina una forte interdipendenza di imprese ed economie. Questa dipendenza si è evidenziata nella carenza di dispositivi di protezione individuale, equipaggiamenti medici e medicinali nei primi mesi del 2020 e durante il primo lockdown. Nella fase attuale di “gestione” della pandemia, il problema è costituito invece dall’interruzione delle forniture di componenti essenziali per la produzione di molti beni industriali, come i semi-conduttori, interruzione che ha messo in crisi molte filiere e ha fatto aumentare i prezzi degli input per le produzioni manifatturiere a valle delle catene del valore. Lockdown limitati ad alcuni paesi, o alcune aree, e l’aumento della domanda di prodotti nel momento in cui l’economia ha ripreso a funzionare hanno messo in crisi specifici settori e determinato il blocco delle attività dei principali porti container. Partendo dall’analisi della situazione precedente la pandemia, il contributo intende individuare e discutere possibili scenari e traiettorie dell’organizzazione spaziale della produzione su scala globale che andranno a definirsi nel prossimo futuro. Saranno, infatti, le configurazioni che assumeranno le Global Value Chain a determinare le strategie degli operatori e le politiche in tema di trasporti e logistica

    National parks, nationalism, and the construction of the idea of nature in Italy: Reflections on the Abruzzo, Lazio, and Molise National Park

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    Starting from a focus on the Abruzzo, Lazio, and Molise National Park, this chapter aims to discuss the narratives on Italian national parks and how they have contributed to shape the concept of nature in the so-called Bel Paese. In particular, it investigates the ambiguous connection between the ambition to preserve ecosystems and the use of nature as a political tool in the process of constructing national identity in Italy

    Visioni strategiche, creative e sostenibili per il patrimonio culturale: un mosaico di esperienze

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    Il benessere di una società si riflette anche nel suo modo di abitare il territorio e di prendersi cura della propria eredità culturale. Le tendenze dell’ultimo decennio disegnano uno scenario complesso, in cui si combinano contraddizioni storiche e nuove opportunità, viste anche alla luce della situazione pandemica attuale. Il patrimonio rappresenta una componente centrale del sistema culturale nel nostro Paese, perché la sostenibilità della tutela e conservazione è premessa per la creazione sia di valore e coesione sociale, particolarmente richiamata nei documenti della programmazione europea, sia di valore e peso economico, in quanto il patrimonio culturale italiano costituisce oggi più che mai una priorità nazionale, la cui rinuncia determinerebbe una perdita irreversibile. La relazione tra tutela e valorizzazione presuppone diversi passaggi: l’accessibilità al patrimonio necessita di uno sforzo significativo dal punto di vista culturale, gestionale e finanziario; la varietà del patrimonio stesso richiede la presenza di competenze diverse per la sua gestione e modelli di governance rinnovati. Esso risulta essere, inoltre, in continua crescita dimensionale e mentre la consistenza di quanto gestito dallo Stato tende a rimanere stabile nel tempo, il numero di istituzioni avviate con il contributo di altri attori è aumentato in modo significativo. Infine la presenza territoriale del patrimonio rappresenta una diversa concentrazione dei siti ed esprime differenti capacità di tutela e valorizzazione

    Dalla raccolta alla narrazione: patrimoni geografici “in movimento” verso nuovi concept di valorizzazione. Il corpus degli Atlanti storici dell’Istituto di Geografia di Napoli (1885-1995)

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    Il contributo si propone di analizzare le potenzialità – scientifiche, didattiche e divulgative – connesse al ricco patrimonio di atlanti storici conservato a Napoli presso la Biblioteca dell’ex Istituto di Geografia dell’Ateneo Federiciano. La continuità temporale di questo patrimonio – catalogato, restaurato e sottoposto a digitalizzazione per una fruizione open access – consente di ripercorrere le fasi più importanti dell’evoluzione della cartografia relativa al Mezzogiorno d’Italia per quanto concerne le tecniche di rappresentazione e, nello stesso tempo, costituisce un corpus organico per una narrazione dei cambiamenti strutturali, delle potenzialità e delle criticità che hanno interessato il Sud Italia secondo un approccio geostorico

    La Nuova Via della Seta: relazioni e opportunità per il Kazakistan

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    Da quando, più di sei anni fa, è stata proposta la Belt and Road Initiative (BRI) molti stati asiatici, europei, mediorientali e africani hanno progettato e attuato diversi accordi multilaterali con la Cina tra i quali possiamo annoverare quello di integrazione dei programmi “Nurly Zhol” e BRI. Il Kazakistan è la più grande economia dell’Asia centrale e la sua importanza economica e politica è accresciuta, negli ultimi venticinque anni grazie a diversi fattori, quali la strategica posizione geografica tra Russia e Cina, le riserve di idrocarburi localizzate nella zona del Mar Caspio, le ricchezze minerarie terrestri, il ruolo di leader assunto verso le altre repubbliche dell’Asia centrale e le intense relazioni con le grandi potenze mondiali (Cina, Russia, Stati Uniti ed Unione europea). Attraverso l’armonizzazione delle rispettive iniziative i due paesi hanno individuato le principali direzioni su cui operare. Essi, infatti, danno priorità ai trasporti, alla logistica, all’indu¬stria, all’energia, alle esportazioni agricole, all’istruzione, alla valorizzazione del capitale umano e al sostegno alle imprese. Di particolare importanza per l’Unione Europea e per il nostro Paese sono la creazione dei corridoi di trasporto “Cina-Kazakistan-Russia-Europa occidentale” e “Cina-Kazaki¬stan-Caucaso meridionale/Turchia-Europa” all’interno proprio della Belt and Road Initiative. Il contributo propone alcune riflessioni di natura qualitativa e quantitativa sui cambiamenti avve¬nuti nel Paese negli ultimi anni con particolare attenzione alle strategie di integrazione e sviluppo della BRI e dei possibili rapporti di collaborazione con l’UE
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