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    Storie e leggende di un principe e della sua cappella. Da Raimondo di Sangro a Benedetto Croce

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    The present article deals with the Prince of Sansevero, Raimondo di Sangro, and legends, often linked to real happenings, which over time were superimposed on this personage and his reknowned family chapel. To a great extent his reputation was of his own making, exagerated by the imagination of the populace and amplified by newspaper articles, brief essays, and stories by Southern Italian intellectuals in the late 19th century. Capuana, Colonna di Stigliano, Di Giacomo, and Croce, who were the foremost voices of the time in the literature of the South of Italy, wrote about the Prince and his mysteries. Lured by suggestions from the place he built and dwelt in, they too contributed to a myth that still today fascinates tourists and curious visitors from all over the world

    Allegoria, natura e ragione nella decorazione pittorica della sala delle Quattro stagioni nel palazzo Sansevero di Napoli

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    L’articolo intende approfondire le conoscenze relative al ciclo di affreschi realizzato agli inizi degli anni sessanta del Settecento all’interno del palazzo napoletano dei Sansevero. Commissionato dal principe Raimondo di Sangro a Francesco Celebrano, artista già attivo nel cantiere della celebre cappella di famiglia, il ciclo è incentrato sul tema delle quattro stagioni. Memore della tradizione europea di Solimena e Giaquinto, motivato dalla rappresentazione di un mondo di personaggi fanciulli, adulti e bambini, nei quali la sua vena di abile e colorito narratore trova i toni e gli accenti più giusti, Celebrano dipinse il canto del cigno di una schiera di artisti napoletani che, attraverso la felice mediazione del grande Solimena, ancora ci rammenta echi del sommo Giordano. Attraverso l’incrocio di fonti bibliografiche, come resoconti e memorie di viaggiatori, e di documenti archivistici, si tenterà di ricostruirne la storia e, tramite una adeguata lettura stilistica e iconografica, si proverà a leggere il mondo figurativo di riferimento e a interpretarne il significato.The paper aims to deepen the knowledges related to the cycle of frescos realized at the beginning of the Sixties of 18th century in the neapolitan Sansevero building. Commissioned by the prince Raimondo di Sangro to Francesco Celebrano, an artist who had previously worked for the famous family chapel, the cycle is based on the four seasons theme. Mindful of the European tradition of Solimena and Giaquinto, motivated by the representation of a world of characters as little boys, adults and children, in which his vein of skilled and colorful narrator finds the most correct tones and accents, Celebrano painted the swansong of a group of Neapolitan artists that, through the happy mediation of the great Solimena, still remembers us echoes of the highest Giordano. Through the intersection of bibliographical sources as accounts and memories of travelers, with archival documents, the paper will try to read the figurative world of reference and to interpret its meaning

    'Nichts-für-ungut': satira, ironia e polemica religiosa in alcuni componimenti di Hans Sachs

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    Il saggio si propone di analizzare alcune delle più interessanti rielaborazioni di personaggi appartenenti al clero, poste in essere da Hans Sachs. Figure buffe, truffaldine, scaltre o ingenue, i prelati e i vescovi del Decameron assumono, in terra tedesca, connotazioni spesso comiche ma, contrariamente a quanto ci si potrebbe attendere, solamente in rari casi divengono strumento di esplicita critica di stampo anti-papale

    Ammonire divertendo: Sachs, Boccaccio e un Decameron (apparentemente) moralizzato

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    Il saggio si propone di fornire un quadro dell'utilizzo quantitativo e qualitativo delle novelle del Decameron fatto da Hans Sachs, poeta e autore teatrale cinquecentesco. Nel corso del saggio si prenderà in esame l'utilizzo che il mastro cantore fa di ciascuna delle dieci giornate del Decameron, tenendo presenti sia della esplicita finalità morale che soggiaceva alla gran parte delle opere di Sachs, sia la varietà dei generi e dei registri linguistici che caratterizzano l'ampio corpo della produzione poetica e teatrale di Sachs. Il dato numerico delle novelle rielaborate da Sachs, così come l'uso di esse spesso messo in atto dal poeta tedesco, apparirà infatti del tutto significativo e indicativo dello stretto rapporto che ha caratterizzato l'opera poetica di Sachs e le novelle del Boccaccio

    “Alcune rielaborazioni dei generi agiografico e cristologico nell'Inghilterra Anglosassone: il caso del Vercelli Book”

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    Il saggio analizza alcuni aspetti del riuso del genere agiografico e di quello cristologico in ambito anglosassone. In modo particolare, il saggio si concentra sull'analisi di due omelie del Vercelli Book (Vercelli XVIII e Vercelli XXIII), e su tre differenti testi poetici del codice vercellese (Sogno della Croce, Andreas ed Elena). Tali componimenti appaiono significativi esempi di rielaborazione della figura del santo servo di Dio, così come del miles christi quale servitore disarmato del Signore. Esso viene presentato come il più eroico dei re, in grado di guidare il suo seguito verso il Regno dei Cieli, lettura che torna in maniera evidente anche in due delle Croci Parlanti della tradizione insulare: la Croce di Bruxelles e la Croce di Ruthwell, monumento quest'ultimo dalla significativa quanto complessa iconografia
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