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Orizzonti del paesaggio. Sguardi e discorsi sulla cultura visuale italiana contemporanea
“Che cosa facciamo realmente quando descriviamo la superficie terrestre?” Si chiedeva Giuseppe Dematteis interrogando il fascino della geografia come disciplina anche ambigua e fantasiosa. Di cosa è immagine allora il paesaggio?, dovremmo domandarci oggi di fronte alla persistenza di tale nozione all’interno di reti discorsive che coinvolgono la cultura visuale.
Se le forme dello sguardo sono tecnicamente condizionate e ogni epoca storica porta con sé nuovi elementi che interagiscono, rompono o consolidano i precedenti, in che misura il cinema continua a dare consistenza a luoghi dell'immaginario? Se la nozione di paesaggio è il risultato di una cultura che ridefinisce perpetuamente la sua relazione con l’ambiente, quale ruolo assume oggi il paesaggio nella sua produzione e riproduzione discorsiva e iconica?
Questo volume intende affrontare la densità prospettica della nozione di paesaggio in relazione alle immagini in movimento, tenendo insieme le forme molteplici con cui il panorama audiovisivo e mediale contemporaneo ha reso testimonianza, configurato, trasformato o immaginato i paesaggi della penisola negli ultimi due decenni. Provando a sollecitare nuovamente la nozione polisemica e porosa di paesaggio e, contestualmente, osservando i processi materiali e simbolici che continuano a rendere euristico tale oggetto teorico per la prassi filmica, Orizzonti del paesaggio. Sguardi e discorsi sulla cultura visuale italiana contemporanea vuole anche sollecitare la dimensione politica propria del paesaggio come medium che ci insegna a osservare, direttamente o indirettamente, il tempo attraverso lo spazio
Grandi Magazzini. Il cinema italiano e l’immaginario dei consumi (1950-1973)
Attraverso una serie di casi di studio esemplari e privilegiando la prospettiva dell’analisi filmica il volume intende esplorare il rapporto tra cinema e consumi in Italia nel periodo compreso tra il 1950 e il 1973, noto come “l’età d’oro del capitalismo”. Al centro dell’attenzione vi è il ruolo svolto dal nostro cinema nel conferire ai prodotti commerciali un’importanza e un peso fino ad allora sconosciuti sul piano figurativo e nel tematizzare il modo in cui quegli stessi prodotti incidono sull’esistenza degli italiani, favorendo l’acquisizione di abitudini e di stili di vita che contribuiscono a riconfigurare in misura significativa gli orizzonti dell’esperienza quotidiana. I differenti saggi ruotano attorno alla rappresentazione offerta dei beni e degli ambiti di consumo quali gli elettrodomestici, i libri, la moda e le vacanze ma considerano anche specifiche categorie di consumo e di consumatori come il tempo libero, il sesso e i giovani
Passeggiando con Glauco a Venezia. Una mitologia letteraria sul presente
The contribution focuses on the image of Venice that emerges from literature, cinema, and TV series in recent decades. Three cultural models are identified and defined with three figures taken from Greek mythology: Dionysus (1980-2000), which was the time of a Venice immersed in luxury and lust; Narcissus (2000-2020), which was the time of a different, private Venice, seemingly far from its most well-known image; and Glaucus (2020-present), in which Venice becomes a meeting point for universal archetypes valid for the whole world
"Il caos regna". Un caso di nevrosi demoniaca del ventunesimo secolo in Epiprologo: ANTICHRIST DI LARS VON TRIER
Imprese letterarie
I nessi tra la letteratura e le imprese sono vari e molteplici. Il più ovvio è l’ampio ricorso allo storytelling aziendale. Ma non si tratta solo di questo. Come hanno parlato gli scrittori delle imprese? In quali termini, con quale prospettiva? E viceversa perché le imprese dovrebbero interessarsene in anni come questi? Dopo un’esperienza sul campo di alcuni anni, aziendalisti e studiosi di letteratura si uniscono in questo volume collettivo per ragionare su temi comuni e sulle diverse intersezioni tra questi ambiti di ricerca. Infine, nell’appendice, il volume lascia la parola a scrittori e imprenditori per proporre la loro prospettiva
Identificazioni e cesure. Consumo e mondo giovanile nel cinema italiano tra anni Cinquanta e Sessanta
Il ritorno a casa secondo Primo Levi
Primo Levi recounts two journeys: a real one in La Tregua, and a fictitious one in Se non ora, quando? In both cases he has to deal with the romance’s structure and its stereotypes, which tend to negate realism. For this reason the writer adopts proceedings to defuse romance and happy ending
Imprese e letteratura
Two recent books try to redefine the economic and financial systems bringing them back to documents (Ferraris) and to instinctive drives (Mazzarella). This essay reviews some of the most important novels of the third millennium about entrepreneurs to test the cogency of these concepts. From American Pastoral by Philip Roth to Beautiful You by Chuck Palahniuk, from The Human Resources Manager by Abraham Yehoshua to Zero K by Don DeLillo, the essay describes the present world as a society of wasted desire and the life of the company as a constant search for meaning
Ironia o persuasione? La scelta di Emmanuel Carrère nel Regno
The aim of this essay is that one to understand the relationship between irony and persuasion into the work by Emmanuel Carrère, in particular referring to L’Adversaire and Le Royaume, which are deeply related.
This study will demonstrate that Carrère and Michelstaedter, even if they do not have a direct relation, use similar words to express their thought; this justifies the recall to the author from Trieste as a theoretical and philosophical support for the analysis of the works by the French author.
Through a deep comparison of the works and a consistent number of quotations, it will be analysed in particular: 1. The passage from the fiction to the non fiction; 2. The relationship, not linear, between these two aspects and those called persuasion and rethoric by Michelstaedter; 3. The oppositive relationship between irony and persuasion (referring to the definitions by Bergson and Pirandello); 4.The persistence of irony and rhetoric in Le Royaume which are denied by an ending leading to persuasion.
The reached results show that The Royaume ends an open path with L’Adversaire and an entire season in the production by Carrère characterised by the use of irony and unbelief. In the ending of his last book, the French author chooses to sacrify his own identity of a writer and of a skeptical intellectual to hug that one of a persuade man
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