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Le fitocenosi psammofile del litorale settentrionale della Toscana e la loro relazione con i processi di dinamica costiera
Il litorale della Toscana settentrionale compreso tra il porto di Viareggio e la foce del fiume Serchio è caratterizzato da un avanzamento della linea di riva di circa 35 metri all’anno (dati 1985-1997). Il tratto di costa più meridionale posto tra la foce del Serchio e la foce del fiume Arno è dominato, invece, da un processo di erosione del litorale che raggiunge i 20 metri all’anno (dati 1985-1997).
L’intero tratto costiero, lungo circa 20 km ed appartenente alla stessa unità fisiografica, è caratterizzato da formazioni dunali sabbiose di origine olocenica dove si rinvengono le fitocenosi caratteristiche della serie vegetazionale psammofila.
Lo scopo del presente lavoro è stato quello di studiare le variazioni nella composizione floristica e nella copertura vegetale delle fitocenosi caratteristiche dell’ambiente di anteduna (foredunes) perché maggiormente influenzate dai processi di dinamica costiera. Si è cercato, inoltre, di verificare se esiste una correlazione fra la presenza e/o abbondanza di alcune specie vegetali ed i processi di progradazione/erosione della linea di costa.
Il campionamento è stato effettuato secondo un disegno sperimentale gerarchico suddividendo l’intero tratto costiero in settori da 1 km, ciascuno dei quali a sua volta suddiviso in parcelle da 100 m. In ogni settore selezionato sono stati effettuati 25 rilievi random di 4 mq di area, dove sono state censite tutte le specie vegetali presenti e per ciascuna specie è stata determinata la percentuale di copertura. I dati ottenuti sono stati esaminati mediante un’analisi della varianza per modelli a effetti misti che ha evidenziato interessanti differenze fra i diversi settori. Inoltre, mediante un test di correlazione di Kendall è stato dimostrato che alcune specie vegetali variano significativamente la loro copertura in relazione alla dinamica costiera
GLI AMBIENTI DUNALI COSTIERI DELLA TOSCANA: CONFRONTO FRA IL PARCO DI MIGLIARINO – SAN ROSSORE – MASSACIUCCOLI ED IL PARCO DELLA MAREMMA
La costa toscana è caratterizzata da aree litoranee di grande valenza naturalistica con la presenza di due parchi regionali in prevalenza costieri. Tuttavia, risulta attualmente fortemente minacciata dall’erosione costiera che interessa il 36.7% delle spiagge e da una progressiva pressione antropica.
Sono stati presi in esame i sistemi dunali costieri presenti all’interno di due aree protette: il Parco di Migliarino – San Rossore – Massaciuccoli ed il Parco della Maremma situati rispettivamente nella Toscana settentrionale e meridionale. L’obiettivo del presente studio è stato quello di chiarire come le comunità vegetali siano distribuite lungo gli ecosistemi dunali, identificare le formazioni più sensibili al disturbo e proporre delle azioni dal punto di vista gestionale.
L’analisi delle fitocenosi è stata condotta mediante il campionamento del “transetto a fascia” in plot contigui di 1 m x 1 m seguendo la zonazione psammofila. I tratti di costa studiati sono stati suddivisi in settori da 1 km, ciascuno dei quali è stato classificato in 5 classi dinamiche a seconda della tipologia e dell’intensità del processo di progradazione/erosione costiera. I dati relativi al dinamismo costiero sono stati dedotti dal lavoro pubblicato dal Gruppo Nazionale per la Ricerca sull’Ambiente Costiero (2006). Per ogni km di costa è stato eseguito un transetto di lunghezza variabile a seconda della morfologia del sistema dunale. Per ogni plot è stata registrata la presenza delle specie vegetali e la loro copertura percentuale.
L’analisi multivariata dei dati vegetazionali ha consentito l’identificazione di quattro tipologie di comunità vegetali a partire dalle fitocenosi annuali della spiaggia alta fino alle formazioni arbustive delle zone interdunali e retrodunali. I risultati preliminari hanno dimostrato una chiara relazione fra le dinamiche geomorfologiche e quelle vegetazionali del sistema spiaggia-duna. In particolare, i sistemi dunali meglio conservati sono stati rinvenuti all’interno del Parco della Maremma nei tratti di costa in progradazione dove la serie vegetazionale psammofila si presenta in maniera completa. Viceversa, lungo i litorali affetti da intensa erosione, come ad es. all’interno del Parco di San Rossore, le comunità vegetali della spiaggia alta e delle dune embrionali sono praticamente scomparse lasciando scoperte all’azione delle mareggiate le dune consolidate interne. In quest’ultimo caso, risulta difficile individuare la serie psammofila in quanto le diverse comunità vegetali sono organizzate a mosaico a causa del forte disturbo dovuto all’erosione. Infine, vi sono tratti di costa stabili oppure in avanzamento dove la seriazione vegetazionale viene alterata da fattori antropici quali la presenza di stabilimenti balneari, la pulizia meccanica delle spiagge e la frequentazione dei turisti.
In conclusione, si evince come lo stato attuale delle conoscenze debba essere implementato da un monitoraggio costante e multitemporale degli ecosistemi dunali costieri in modo da definire interventi di protezione e conservazione adeguati al territorio.
Gruppo Nazionale per la Ricerca sull’Ambiente Costiero (2006). Le spiagge della Toscana. Studi Costieri 10: 15-20
The influence of natural and anthropogenic factors on Mediterranean coastal sand dune vegetation: a case study in Tuscany (Italy)
Mediterranean Coastal Sand Dune Vegetation: Influence of Natural and Anthropogenic Factors
The aim of the present work was to assess the conservation status of coastal dune systems in Tuscany (Italy). Emphasis was given to the presence and abundance of plant communities identified as habitat in accordance with the Directive 92/43/EEC. Twenty transects perpendicular to the shoreline were randomly positioned on the whole coastal area (30 km in length) in order to sample the full spectrum of plant communities. Vegetation zonation and relationships with the most frequent disturbance factors in the study area – beach cleaning, coastline erosion, presence of paths and roads, bathing settlements and trampling – were investigated through Principal Coordinate Analysis (PCO) and Canonical Correspondence Analysis (CCA). Natural factors, such as distance from the sea and total length, were also considered. Differences in the conservation status of the sites were found, ranging from the total disappearance of the foredune habitats to the presence of the complete psammophilous (sand-loving) plant communities. Erosion, trampling and paths were found to be closely correlated with degradation and habitat loss. Furthermore, the overall plant species diversity of dunes was measured with NHDune, a modified version of the Shannon index; while the incidence of invasive taxa was calculated using N, a naturalness index. However, these diversity indices proved to be a weaker bioindicator of ecosystem integrity than habitat composition along transects. A possible strategy for the conservation and management of these coastal areas could be to protect the foredunes from erosion and limit trampling through the installation of footbridges or the use of appropriate fences
Mediterranean coastal dune vegetation: Are disturbance and stress the key selective forces that drive the psammophilous succession?
Plant communities of coastal dunes are distributed along a characteristic sea-inland gradient. Generally, there is a shift from annual and short height species with small leaves in initial successional stages to perennial tall shrubs with tough leaves in later phases. Assessing the community-weighted mean (CWM) trait values is used in plant ecology to describe ecosystem properties especially during succession. In particular, CSR (Competitive, Stress-tolerant, and Ruderal strategy) classification allows us to explore community functional shifts in terms of disturbance, stress and competition selective forces. To explore the functional basis of the psammophilous succession, we asked the following questions: (1) Can we circumscribe different functional types among plant species of Mediterranean coastal dunes? (2) How do CWM trait values vary along the environmental sea-inland gradient? (3) What is the relative importance of competition, stress and disturbance in the processes of plant community assembling? (4) Can we postulate that along primary successions there is generally a shift from ruderality to stress-tolerance? An explorative analysis of functional groups was performed by Non-Metric Multidimensional Scaling (NMDS) analysing nine morpho-functional traits measured for 45 taxa from 880 dune plots localised in Tuscany (central Italy, Europe). NMDS ordination showed a scattered distribution of psammophytes that could not be delimited in sharp plant functional types. The first NMDS axis has been interpreted as a leaf economics axis because it was correlated to leaf area (LA) and leaf dry matter content (LDMC), while the second one was a plant size axis because of its correlation with canopy height. Along the sea-inland gradient, pioneer plant communities of upper beach were dominated by ruderals (with the lowest values of LDMC and specific leaf area - SLA), well-adapted to the harsh environmental conditions of coastal dunes. More distantly from the sea, where ecological conditions were less extreme, late-successional communities of backdunes were characterised by the prevalence of stress-tolerants. This study suggested that psammophytes have evolved not a single but multiple adaptive strategies showing a high degree of functional diversity and complexity. Moreover, CSR classification supported the hypothesis of a functional shift from R-strategists in early successional stages to S-strategists in late-successional communities along a primary succession
La ripresa della vegetazione mediterranea dopo il passaggio degli incendi: il caso di studio del Monte Castellare (PI) - Toscana nord-occidentale
In Mediterranean ecosystems, wildfires are a key factor that affects vegetation and landscapes. In particular, recurrent wildfires are dramatically dangerous because they can compromise ecosystem resilience. In this view, the present work aimed to study the effects of fire events on the Mediterranean vegetation of Castellare Mount (Pisa). Castellare Mount seemed an interesting study place since two wildfires occurred in 2008 and 2009. The study area was divided into three sites: one site interested by the wildfire event occurred in 2009, another site interested by the wildfire event occurred in 2008, and a control site. Seven dominant plant species (Arbutus unedo L., Daphne gnidium L., Erica arborea L., Myrtus communis L., Phillyrea angustifolia L., Pinus pinaster Aiton and Quercus x morisii Borzì) were selected in each study site. For each species an index of flammability (IF) was calculated, following a non-destructive protocol that took into account seven functional traits related to leaves, twigs, canopy branching, standing litter, and volatile oils production. Moreover, a global flammability index was calculated for each study site. Results showed that all the plant species had quite high values of flammability, which could be explained by their adaptations to fire. In fact, all the taxa examined were active pyrophytes, whose regeneration are stimulated by fire events. However, vegetation survey highlighted a slower process of plant community recovery in the first year after the wildfire event than those observed in the subsequent years. In conclusion, recurrent wildfires are confirmed extremely dangerous because they compromise the recovery of Mediterranean vegetation
Quantifying plant species diversity in coastal dunes: a piece of help from spatially constrained rarefaction
Since coastal dunes are one of the most vulnerable landscapes in Europe, their maintenance requires specific conservation and monitoring programs. In this paper, the coastal dune systems of two natural parks located in central Italy were analysed aiming at: (1) assessing diversity patterns of all vascular species, endemic and alien taxa in plant communities along the coast-to-inland gradient; (2) comparing these patterns between coastal sections characterised by different dynamical processes (accreting, stable and erosive coasts); (3) testing the differences induced by the methodological approach used to characterise these patterns. Twenty-one transects were randomly positioned perpendicular to the shoreline on the whole coastal area (30 km in length) and the full spectrum of plant communities was sampled. Patterns of plant diversity was assessed using spatially explicit methods, namely Spatial Constrained Rarefaction (SCR), able to avoid the confounding effect of spatial autocorrelation. Results showed that species richness varied significantly between plant communities along the coast-to-inland gradient with the highest values at level of mobile dunes and transition dunes. Species richness was significantly higher in stable coastal dunes than those found in accreting and in erosive dunes. In fact, sand dynamics (accumulation as well as erosion) creates periodic vegetation disturbances affecting composition variability and succession. SCR methodology avoided overestimation in species richness when compared to classical rarefaction curves. Our findings pinpointed that coastal plant communities create a highly spatially structured mosaic in which mobile dunes represent the highest compositional heterogeneity. Local managers are encouraged to consider these results for planning adequate conservation strategies
MONITORAGGIO ECOLOGICO DEGLI EFFETTI DELLA PULIZIA DELLA SPIAGGIA NEL PARCO DI MIGLIARINO – SAN ROSSORE - MASSACIUCCOLI
Nel presente lavoro, finanziato dall’Ente Parco di Migliarino- San Rossore – Massaciuccoli, è stato effettuato un monitoraggio ecologico degli effetti della pulizia della spiaggia sulle comunità vegetali comprese tra la battigia ed il piede del primo cordone dunale. L’area di studio comprendeva un tratto di litorale sabbioso di circa 3 km nella riserva della Lecciona, tra Viareggio e Marina di Torre del Lago (LU). Abbiamo confrontato gli effetti della pulizia meccanica con quelli della pulizia manuale assistita dal trasporto dei rifiuti con l’impiego di cavalli, sperimentata per la prima volta nel maggio del 2012. L’area oggetto di studio è stata divisa in tre settori: uno sottoposto a pulizia con mezzi meccanici, uno con l’impiego di animali, uno di controllo dove non è stato effettuato nessun intervento di pulizia. In tutti i settori abbiamo registrato le specie presenti lungo dei transetti ortogonali alla linea di riva, e ne abbiamo stimato la copertura percentuale.
I risultati hanno evidenziato come la pulizia manuale attuata con l’ausilio dei cavalli non alteri l’assetto floristico nel tratto di spiaggia esaminato. In contrasto, la pulizia meccanica ha comportato, con l’asportazione di tutto il materiale spiaggiato, la totale eradicazione della vegetazione. Si conclude che: la pulizia meccanica deve essere ridotta spazialmente e temporalmente quanto più possibile; la pulizia con l’ausilio dei cavalli può essere attuata senza pregiudizio alla vegetazione presente; la vegetazione nel tratto di controllo manifesta, tuttavia, segni di regressione rispetto alla successione e seriazione attesa su una costa sabbiosa di questo tipo; è necessario approfondire le indagini svolte per monitorare nel tempo gli effetti a lungo termine e per verificare se la pulizia con l’ausilio dei cavalli può essere estesa ad altri tratti costieri
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