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    The Italian Half Of Being American

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    Raccontare il dramma dell’emigrazione riportando l’esperienza di tre donne, per Helen Barolini, emigrata dall’Italia negli Stati Uniti a fine Ottocento, non è solo narrarne le vicende, ma cogliere il doppio registro dell’oggettività storica e delle conseguenze morali e psicologiche che accompagnano l’assimilazione in contesti lontani dal proprio, spesso difficili e dolorosi.La metà italiana dell’essere americanoFor Italian-born writer Helen Barolini, who emigrated to the US in the late 19th century, telling the traumatic experience of emigration of three women is not just a process of recounting the facts but also of reporting the double register of historical objectivity and of the moral and psychological consequences inherent in assimilating to often difficult and painful foreign contexts

    Clotilde Giriodi: una signorina italiana alla scoperta dell’America

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    Lo studio analizza le impressioni della giovane Giriodi di fronte allo stile di vita americano: un senso di meraviglia per qualcosa di inatteso, offre una propria interpretazione / scoperta. Il testo si discosta dalla tradizione dei diari di viaggio, legati alla tradizione dei tour, o da quelli di indagine storico, culturale. L’America che Giriodi scopre è quella della quotidianità, dei costumi delle signore american’, del confronto fra mentalità e educazione per portare in patria qualche notizia, discostandosi dal genere classico del diario personale. Altrettanto il testo si differenzia dalle esperienze narrate/commentate dai numerosi viaggiatori che nell’Ottocento si accostavano all’America per approfondirne il sistema politico, o per esplorarne i territori.Clotilde Giriodi: an Italian Young Lady discovering America The essay analyzes young Giriodi’s impressions about the American way of life: her sense of wonder for the unexpected and her interpretation/discovery. The text does not align with the travelogue tradition, as related to the tour tradition. Giriodi explores an everyday America, characterized by the costums of American ladies, comparisons about different mindset and education, necessary to bring intelligence back home – thus distancing from classic diary writing. Similarly, the text differs from the way experiences were narrated/commented by several XIX century travelers who approached America to examine its geography and political system

    Narrating Canada: Generations, Memories, Identities

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    The brief essay discusses and confronts the papers delivered at the Colloquium “Narrating Canada: Generations, Memories, Identities / Raconter le Canada: générations, mémoires, identités” (Venice 11-12 novembre, 2015), focusing on the Anglophone contribution to Canadian identity and culture. Particular attention is given to the interdisciplinary aspects of the themes treated. Raccontare il Canada: generazioni, memorie, identitàIl breve saggio discute e mette in relazione fra loro gli studi di ambito anglofono, presentati durante il Convegno “Narrating Canada: Generations, Memories, Identities / Raconter le Canada: générations, mémoires, identités” (Venezia 11-12 novembre, 2015), soffermandosi sull’interdisciplinarietà fra i temi trattati

    Storie di nuovi esili il richiamo di Demetra in Barbara Grizzuti Harrison e Maria Laurino

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    Il viaggio in Italia per molte scrittrici italo-americane si presenta come un’ulteriore esperienza di esilio da un’americanità faticosamente conquistata e da quella patria dei padri che non le riconosce più come figlie. Esse affrontano il viaggio in Italia come ansioso ri-conoscimento della propria identità composita dove il passato è riconquistato senza vergogna. Tuttavia, il confronto con l’Italia si rivela spesso una sfida. L’articolo, pertanto, tratterà tali aspetti, evidenti soprattutto nella narrativa di alcune scrittrici – Barbara Grizzuti Harrison, Sandra Mortola Gilbert, Helen Barolini, Susan Caperna, Lloyd, Maria Laurino –, particolarmente sensibili al problema.Narrating New Exiles: Italian American Women Writers in ItalyTravelling to Italy may represent for many Italian American women writers a further form of exile: from their harshly achieved American identity and from the mother land which tends to no longer consider them as daughters. They often face their travelling in Italy as an eager recognition of their composite identity without fear of joining a past which meant sufferance. Nevertheless the confrontation with Italy results in a challenge. The present study aims at a consideration of such aspects as they are present in the writings of Barbara Grizzuti Harrison, Sandra Mortola Gilbert, Helen Barolini, Susan Caperna, Lloyd, Maria Laurino

    Come fili di seta: un’epopea siro-americana

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    Nell’intrecciarsi di racconti personali, in Come fili di seta (2009) di R. Jaber, si condensa, la storia americana, osservata ed interpretata attraverso gli occhi dei personaggi: la vita nelle regioni più remote del paese, la prima guerra mondiale, la propaganda e come la determinazione a credere nel futuro e sentirsi parte di una realtà nuova.Amerika: A Syrian-American EpicBy intersecting personal narratives, R. Jaber’s Amerika condenses American history, observed and interpreted through the characters’ viewpoint: life in the most remote parts of the country, the Great War, propaganda, and resolution originating from a faith in the future and a sense of belonging to a new reality

    «Nespresso! What else?». Appunti sulla storia migratoria della cucina italiana negli USA

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    Lo studio evidenzia la stretta relazione esistente fra la ritualità e l’importanza legate al cibo – e alla sua preparazione – e il processo di assimilazione dell’emigrante nel nuovo paese: un itinerario che dai ghetti dell’emarginazione (o anche, tristemente, delle cosche), conduce, nel tempo, al riconoscimento della propria specificità etnica. Ciò emerge attraverso l’analisi delle opere di Laura Schenone e di Simone Cinotto.Nespresso! What else? Notes on the Migratory History of Italian Cuisine in the USAThis study highlights the close relationship between rituals, food (including its preparation) and the assimilation of emigrants in the new country. Through an analysis of works by Laura Schenone and Simone Cinotto we trace this itinerary from the ghettos of emigration (or, at times, the gangs) to the acknowledgment over time of one’s specific ethnicity

    San Francisco: 18 aprile 1906

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    Il saggio si articola attorno ai resoconti del terremoto che sconvolse la città di San Francisco nel 1906. Alla distruzione della città, la popolazione reagì con determinazione e impegno morale, quasi a conferma della sua volontà di opporre a quest’ennesima sfida della wilderness la provvidenzialità del ‘sogno americano’. Ne scrissero con pari pathos e lucidità artisti, intellettuali, giornalisti, personalità civili e religiose, semplici cittadini e cittadine, tutti accomunati da spirito di rinascita – della città e della loro fiducia nel futuro.San Francisco: April 18th 1906Object of the article are the reports which followed the San Francisco earthquake of 1906. The people’s reaction to the destruction of the city was one of determination and moral engagement, to confirm, that is, their will to contrast this further challenge of the ‘wilderness’ to the ‘American dream’. Artists, intellectuals, journalists, civil and religious personalities, as well as common citizens offered reports of the tragedy – all of them being further demonstrations of a spirit of rebirth – of the city and of their confidence in the future

    The Meeting of Two Poets: Jack Hirschman and Pier Paolo Pasolini

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    The following text is composed of a brief introduction to Pier Paolo Pasolini’s reception in the American West Coast, San Francisco in particular – where two among the most prestigious American poets, Lawrence Ferlinghetti and Jack Hirschman, were so significantlyattracted by his writings to translate some of them into English. There follows an interview with Jack Hirschman, who also dedicated some important original texts to the memory of the Italian poet.L’incontro di due poeti: Jack Hirschman e Pier Paolo PasoliniIl testo consiste di una breve introduzione alla recezione di Pier Paolo Pasolini nella West Coast americana, in particolare a San Francisco, dove la sua opera interessò due fra i più prestigiosi poeti contemporanei, ed entrambi traduttori di significativi scritti pasoliniani: Lawrence Ferlinghetti e Jack Hirschmann. Segue un’intervista-dibattito con Jack Hirschman, autore fra l’altro di importanti testi dedicati al poeta italiano

    La Santería come spazio narrativo fra culture in Questa notte ho sognato in cubano di Cristina García

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    La struttura narrativa del romanzo, in cui spazi e voci s’intersecano in un contesto polivalente, si conferma nei continui riferimenti alla Santería e alla sua natura sincretica, dando così espressione a un sistema di rimandi, rivisitazione e ripristino di legami fra il mondo cubano e quello americano in chiave transnazionale. Il saggio si compone di due paragrafi: nel primo si espone il tema della dissociazione identitaria che colpisce le protagoniste, nel secondo la tecnica narrativa che ne riprende la fluidità esistenziale. Santería as narrative space between cultures in Dreaming in Cuban, by Cristina GarcíaThe narrative structure of the novel, in which spaces and voices interwine in a multivalent context, is confirmed by the frequent references to Santería, and its syncretic nature, thus creating a framework of remembering, reviving and restoring of links between the Cuban and the American worlds within a transnational perspective. The essay is divided into two sections: the first deals with the question of identity dissociation as experienced by the protagonists, the second with the narrative technique which evokes the existential fluidity of their reactions

    Voci migranti dall’Asia agli USA: Meena Alexander, una poetessa indiana di New York

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    Le poesie di Alexander sono proiezioni dell’io interiore che associa esperienze e sensazioni atte a ri-costruire una storia. Spesso nate da occasioni contingenti si compongono in immagini che si riflettono drammaticamente l’una sull’altra estendendone la prospettiva. Spazio e tempo svaniscono nella poiésis, e il canto si estende alla coralità mitica che combina continuità ed esilio:Migrant Voices from Asia to the USA: Meena Alexander, an Indian poet in New YorkAlexander’s poems are projections of the interior I that mingles experiences and sensations capable of reconstructing a story. Often inspired by particular situations, the poems are made up of images that dramatically reflect one another thereby amplifying the perspective. Time and space disappear into poiésis and the song extends into a mythical chanting that combines community and exile
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