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Dalle classi differenziali all'inclusione per tutti
Il contributo ripercorre in un rapido excursus i momenti salienti che hanno attraversato la scuola italiana, tentando di fare una ricostruzione ragionata del percorso che va dall’esclusione
all’integrazione, fino alla piena inclusione. Se è vero che l’Italia e stato il primo paese al mondo ad abolire le classi speciali e a promuovere l’integrazione delle persone con disabilita, gia nel 1977, soltanto da poco ha completato un percorso che rende accessibile a tutti gli alunni una scuola inclusiva. La consapevolezza di sentieri di esclusione - quali quelli delle “classi differenziali”, meno conosciuti delle “classi speciali”, ma rimasti fino al 1992 - che avevano lasciato indietro non pochi allievi delle classi italiane, come mostrato anche attraverso testimonianze inedite, ha aperto nuove prospettive e posto le premesse per un reale miglioramento
Il concetto di "Special Needs" e gli alunni con Bisogni Educativi Speciali nella scuola italiana
Questo contributo, partendo dalla definizione assunta a livello internazionale
di «special educational needs», si propone di fare il punto sugli alunni e
studenti con bisogni educativi speciali nella scuola italiana, con riferimento
alla loro presenza nel sistema scolastico e agli orientamenti in campo pedagogico
e didattico, con l’intento di capire se l’attuale normativa sia soltanto
da integrare o se non occorra, invece, un totale cambio del sistema
Studio della personalità e stili di apprendimento
L'articolo inquadra operativamente metodologie di individuazione del temperamento (dalla Teoria della Personalità), attraverso attività di osservazione sistematica o interpretazione del disegno e dell'acquerello infantile, nell'ambito dei processi di personalizzazione connessi agli stili di apprendiment
Evoluzione dell'inclusione scolastica in Italia e in Europa a 40 anni dalla legge 517. Problemi e prospettive
Partendo da una messa a fuoco sul “cambio di paradigma” che la Legge 517 ha determinato nel sistema scolastico italiano, questo contributo esamina le attuali criticità del modello inclusivo in Italia e - in un’analisi comparativa con altri Paesi Europei – le sue prospettive di miglioramento e sviluppo.Starting from a focus on the "paradigm shift" that Law 517 has determined in the Italian school system, this contribution examines the current critical features of the inclusive model in Italy and - in a comparative perspective with other European countries - its prospects for improvement and development, in the light of the changes introduced by the Legislative Decree 66/2017 and of the further innovations that will be produced by implementing provisions and ministerial regulations
Immaginazione e apprendimento. Orientamenti pedagogici e spunti didattici per la scuola primaria
il volume presenta un metodO innovativo di insegnamento della letto-scrittura sperimentato con alunni con DS
Una didattica per i DSA. Riflessioni pedagogiche e indicazioni operative per la prassi d'insegnamento
Nella prima parte sono svolte riflessioni pedagogiche, a partire dal significato e dall'inquadramento teorico della didattica, proseguendo poi con approfondimenti sui processi di apprendimento di bambini, alunni e studenti, con focus specifici sui DSA. Nella seconda parte vengono esaminate e discusse metodologie educativo-didattiche, a partire dalla Scuola dell'Infanzia, fino alla secondaria di secondo grado
Pensare, sentire, volere: per una pedagogia della meraviglia
La differenza fra istruire ed educare sta nella capacità di rivolgersi alla persona in tutta la sua complessità. Una didattica che nutra pensieri, sentimenti e volontà, attraverso la psicomotricità, la musica e l’arte apre al bambino una finestra sul mondo partendo dal primo moto verso la conoscenza: la meravigli
Il tempo quale variabile pedagogica. Una proposta per migliorare l'organizzazione didattica e la qualità dell'apprendimento
Vi è una crescente attenzione, nell’ambito degli studi scientifici e da parte delle scuole, verso il fattore
“tempo” quale variabile pedagogica. Nell’ultimo quinquennio sono state avviate importanti sperimentazioni
che ruotano intorno a tale concetto. Obiettivo di questo contributo è di fare sintesi tra i diversi approcci,
riassumibili in tre filoni di diversa interpretazione di tale variabile temporale: quello dell’organizzazione
didattica (l’orario scolastico), quello dei ritmi di apprendimento (la personalizzazione) e quello del tempo
come dimensione esistenziale (l’educazione lenta), portando in evidenza, e a riprova della tesi esposta, i
primi esiti della sperimentazione del Progetto MODI-Migliorare l’Organizzazione Didattica, che ha
coinvolto circa 390 classi, 700 docenti e 8000 alunni in tutta Italia per un triennio.There has been considerable growing attention by scholars and schools on time factor as pedagogical
variable. On this issue, relevant experimental work has been carried in the last five years.
This contribution aims to provide a synthesis of the different approaches used, that could be led back to three
different ways of interpreting the variable “time”: organization of teaching (school timetable), pace of
learning (personalization) and “time” as existential dimension (slow education). Then, it will present the
first results of the experimentation of the MODI-IEO Project on “Improving the Organization of Teaching”,
that saw the involvement of about 390 classes, 700 teachers and more than 8000 pupils throughout Italy for
three years
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