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    Dalla tragedia dei commons all’amministrazione condivisa dei beni comuni

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    Ancor prima di essere qualcosa, i beni comuni sono un modo di vedere le cose, visibili e invisibili. In questa prospettiva le risorse non sono tanto pubbliche o private, quanto comuni: sono quei particolari beni di interesse generale, il cui accesso deve sempre essere garantito a tutti. Per quanto estrema e provocatoria possa sembrare questa definizione a chi non la abbia (ancora) mai sentita, diverse comunità di persone – attive da decenni, sparse in tutto il mondo e sempre più in rete fra loro – la vedono invece così, contribuendo con variegate esperienze a un effervescente dibattito sui beni comuni

    Sharing the Commons as a ‘New Top’ of Arnstein’s Ladder of Participation

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    It has been half a century since Arnstein (1969) theorized her ladder of participation. Today the lower rungs still seem to provide an adequate interpretative key to what is not participation and when participation is only partly accomplished. But, as proposed in this article, over fifty years the top of participation has changed and evolved. In the wake of the economic crisis of 2008, a nascent 'caring society' (Glautier, 2013) began to express the will to design and manage common goods in urban as well rural settings. In 1968, Hardin focused attention on this subject expressing pessimism about what would happen to 'the commons'. It is true that in recent decades many resources have been wasted or consumed by elite groups (Ness, 2019). However, at the same time many people have developed a new collaborative attitude. In the Italian experience, there is increasing interest in contributing to the care of common goods in response to the challenge of 'sharing the administration' (Arena, 1997), as seen in the thousands of Italian 'pacts of collaboration' that have emerged. A 'new top' is proposed for the ladder of participation that would involve those who are governed being active and equal to those who govern, for the first time in history since the French Revolution. As this article explains, the possible 'new top' consists of building new and unexpected alliances among public, private and third sector subjects to take care of common goods through innovative administrative tools in partnership

    Il Regolamento e la nascente società responsabile italiana

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    Da più parti nella società civile si avverte una spinta nella direzione del Regolamento per l'amministrazione condivisa dei beni comun

    Una nuova politica si intreccia con le nostre vite

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    Tra la nuova politica e tanti vissuti si può intravedere una relazione anche più stretta di quella che potremmo immaginare, intendendo per nuova politica l’arte di prendersi cura dei beni comuni. Che c’è di nuovo? Alcuni sono i punti di rottura con il passato novecentesco, resi ancor più evidenti dallo stacco prima e dopo il 2020: un primo decalogo provvisorio sarà l’oggetto di questa riflessione

    Perché Bologna Città 30 fa così rumore?

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    L'articolo argomenta la tesi secondo cui nel capoluogo dell’Emilia Romagna cooperativa, rallentare non sia solo un verbo da codice della strada, ma anche di un codice etico su transizioni giuste e stile di governo partecipativo

    Anche noi possiamo prenderci cura dei parchi, Beni comuni

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    Le ricorrenti e recenti catastrofi dovute al cambiamento climatico, insieme agli allarmanti e crescenti dati sul consumo di suolo, potrebbero far sembrare tale tesi ormai globalmente ovvia, invece così non è. Come docenti universitari ce ne si accorge molto bene insegnando a studenti internazionali che provengono da Paesi in cui la tutela dei parchi non esiste (o esiste ma è assai meno rispettata): portano in classe violente immagini di speculazioni edilizie in aree naturalistiche di pregio nei propri Paesi d’origine, insieme a racconti di corruzione e mala gestione del potere. Una premessa a questa riflessione è perciò necessaria: problematizzare le complesse questioni legate a forme innovative di gestione dei parchi non significa né rinnegare l’idea che la pianificazione dei parchi sia di fondamentale importanza, né svalutare il lavoro che quotidianamente svolgono i soggetti istituzionalmente preposti alla conservazione e alla gestione dei parchi. L’obiettivo è, invece, quello di ragionare sull’Amministrazione condivisa dei parchi come beni comuni
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