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Geneaologie. Università e ricerca /Genelogies. University and research, 29
Laboratorioitalia esposizione d'Architettura 2005: genealogie, professione e ricerca, nuovi laici. Genealogie: progetti di Baietto Battiato Bianco, Bruna & Mellano, Guido Drocco (Aimaro Isola), Enrico Bordogna, Domenico Chizzoniti, Giorgio Fiorese (Guido Canella), Paola Cofano, Gianluca Gelmini, Angelo Lorenzi, Cesare Piva (Daniele Vitale), Ap Lab, Ftfg Studio, Luca Montuori, -scape (Alessandro Anselmi), Petra Bernitsa, Marco Durastanti, Giancarlo Priori, Luca Ribichini, Donatella Scatena (Paolo Portoghesi), Giovanni Di Domenico, Fgp Studio, Sandro Raffone (Nicola Pagliara), Stanislao Fierro, Vincenzo Latina, Riccardo Lopes, Bruno Messina (Francesco Venezia)
Reconstruction and city Domenico Chizzoniti Enrico Bordogna Tommaso Brighenti Lucio Valerio Barbera Carlotta Torricelli Gundula Rakowitz Tommaso Lolli Flavio Menici Domenico Chizzoniti Anna Irene Del Monaco Bruno Barla Hidalgo
Praga. La città ebraica tra mito e storia
"Praga non potrà mai avere un proprio centro per l'ottima ragione che non è una città ma almeno sei di esse, unificatesi per decreto soltanto nel 1784" [Perfetta R., 1997. Sei città, almeno]. la morfologia urbana della città di Praga è fatta di episodi autonomi e complessi. Questi episodi che oggi costituiscono un insieme apparentemente unitario, sono stati in passato luoghi perfetti per inscenare storie mitologiche e leggendarie. La moldava, che attraversa la città, funge da scena fissa e divide le prime due cittadelle fortificate che daranno origine alla storia urbana della capitale. Le colline del hrad? Any e di PET? In, affiancate dall'altopiano di letná, costituiscono il paesaggio della sponda occidentale, dove intorno al IX secolo compare il castello di Praga. Sulla sponda opposta, quella ad Oriente, la pendenza del terreno forma un anfiteatro naturale con il Monte vítkov ed è caratterizzata da un secondo promontorio, quello del vyehrad, dove un secolo dopo la costruzione del castello del hrad? Any venne eretta una nuova fortificazione: fu così che la formazione dei due castelli determinò il successivo sviluppo degli insediamenti di tutta la Conca. Dentro la città di Praga esiste un profondo legame tra la storia delle vicende politiche e sociali insediamento e la sua straordinaria geografia, tanto che la storia non può essere letta senza l'ausilio geografico e la lettura dell'assetto morfologico e geografico è sterile senza una sua collocazione temporale. Praga è stata nel corso della sua storia il luogo di straordinaria sperimentazione architettonica. "Punto magico di Praga era la città ebraica (zidovské mesto), chiamata anche josefov, dall'Imperatore Giuseppe II, che per primo attenuò, alla fine del Settecento, le discriminazioni religiose e razziali, e più tardi, nel XIX secolo, quinto quartiere (pátá? Tvrt'). contrada misteriosa, della quale ben poco è rimasto: alcune sinagoghe, principalmente la staro-nova (vecchia-nuova), e il cimitero, e il municipio, con l'orologio dalle lancette che vanno a ritroso, ricordato da Apollinaire (les aiguilles de l'horloge du quartier juif vont à rebours) e da Cendrars (et le monde, comme l'horloge du quartier Juan de Prague, tourne éperdument à rebours)." [Ripellino a.M., 1973, Praga magica]. i progetti qui presentati, in questo particolare ambito di applicazione, riguardano il tentativo di affermare la forte identità storica e culturale del quartiere josefov attraverso il recupero di aree dismesse individuate all'interno del tessuto urbano storico, denso di quel mito e di quella leggenda che ha reso Praga una città unica nella cultura architettonica moderna. (D. Chizzoniti
Contestualizzare l’ideale. La figurazione tra forma costruita e disegno della città
Negli anni Venti del Novecento, nel cuore di Mosca, nasce il Vchutemas, un Istituto Superiore d’Arte di Stato nella nuova Russia sovietica post-rivoluzionaria, un’esperienza affine al più celebre Bauhaus, un laboratorio di sperimentazione e innovazione dove si ricercano nuovi modi per coniugare arte e tecnica, inseguendo una nuova e moderna idea di design che, proprio in quegli anni, vede accostarsi estetica e mondo della produzione industriale. Un Istituto di formazione che diventa anche Museo, spazi per l’esposizione e laboratori per sperimentare e creare uno accanto all’altro. Nel centenario dalla sua fondazione, il Dottorato in Architettura e Costruzione - DRACo della Sapienza Università di Roma ripercorre la peculiare, seppur breve, esperienza di questa innovativa istituzione attraverso la produzione di due tipologie di intervento. Ad una riflessione sul Museo del XXI secolo si affiancano progetti per la realizzazione di un nuovo Archivio-Museo per la Scuola del Vchutemas, una collaborazione tra docenti e dottorandi per ridare vita, in questo nuovo millennio, a un’esperienza artistica e progettuale unica nel suo genere
Vchutemas. Un museo per il XXI secolo
Negli anni Venti del Novecento, nel cuore di Mosca, nasce il Vchutemas, un Istituto Superiore d’Arte di Stato nella nuova Russia sovietica post-rivoluzionaria, un’esperienza affine al più celebre Bauhaus, un laboratorio di sperimentazione e innovazione dove si ricercano nuovi modi per coniugare arte e tecnica, inseguendo una nuova e moderna idea di design che, proprio in quegli anni, vede accostarsi estetica e mondo della produzione industriale. Un Istituto di formazione che diventa anche Museo, spazi per l’esposizione e laboratori per sperimentare e creare uno accanto all’altro. Nel centenario dalla sua fondazione, il Dottorato in Architettura e Costruzione - DRACo della Sapienza Università di Roma ripercorre la peculiare, seppur breve, esperienza di questa innovativa istituzione attraverso la produzione di due tipologie di intervento. Ad una riflessione sul Museo del XXI secolo si affiancano progetti per la realizzazione di un nuovo Archivio-Museo per la Scuola del Vchutemas, una collaborazione tra docenti e dottorandi per ridare vita, in questo nuovo millennio, a un’esperienza artistica e progettuale unica nel suo genere
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