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Sant'Agostino: I temi - L'antologia - La bibliografia
Sant'Agostino - nato a Tagaste nel 354 e morto a Ippona, di cui fu vescovo per trentacinque anni, nel 430 - è stato tra i massimi pensatori cristiani di sempre. Al centro della sua vita ci fu la conversione del 386, di cui parla nelle "Confessioni": nelle pagine di questo capolavoro, come in molti altri suoi scritti, ancora oggi percepiamo un carisma che non sembra essersi appannato attraverso i secoli
AporEtica del reale: incertezza, ambiguità e contingenza come figure dell’irreparabile
Nella transizione dal mondo fluido al mondo ibrido, ormai in pieno svolgimento, l’esposizione alla contraddizione aumenta in maniera vertiginosa, giacché l’ibrido è in sé paradossale e contraddittorio. Il tragico, categoria centrale del pensiero novecentesco e responsabile di quella deriva apocalittica-postmoderna che ha sentenziato la morte dell’etica, si è improvvisamente calato dall’Olimpo filosofico nella trama della nostra quotidianità. La risposta che finora diamo a tale minaccia è anzitutto di considerarla tale, non, cioè, come parte essenziale della finitudine: di conseguenza, i mezzi adoperati per contrastarla sono le stesse colonne portanti di quel Novecento che, in conseguenza della morte dell’etica, si è interamente pensato e organizzato intorno ad esse, ossia Ideologia e Tecnica. Rispetto a questi strumenti potentissimi, l’etica presenta due vantaggi. In primo luogo, essa è strutturalmente votata a relazionarsi con l’aporia, perché tale nella sua essenza è sempre ogni decisione – ogni etica è sempre un’AporEtica. Secondariamente, a differenza di Ideologia e Tecnica, essa non risolve problemi, ma dà un senso all’esperienza, permettendo di venire a patti con l’incremento esponenziale dell’angoscia che il mondo ibrido presuppone. Se il secolo XX è stato il secolo della rimozione o dell’oblio dell’etica, il XXI sarà il secolo dell’etica, o non sarà
Etica e natura
Il volume affronta, da diverse prospettive, il complicato rapporto tra etica e natura
Tecnica e rimedio
Per superare la pandemia non dobbiamo augurarci che scompaia, bensì che si faccia endemica: non che se ne vada, ma che, assimilata – alla lettera: “resa simile a noi” –, non se ne vada più. È il modo stesso di procedere della vita. Da questo paradosso sorge una considerazione: lungi dall’identificarsi senz’altro con la salute, la vita sembra invece intrecciare con l’elemento del contagio – e del suo lato positivo, ossia la perdita di una fantasmatica “purezza”, ciò che può anche dirsi nel senso dell’inevitabilità dell’ibridazione – un rapporto necessario, ineludibile. Tuttavia, se questo è vero, allora bisognerà affermare che altrettanto necessario è, per la vita, il rapporto con la cura. Il senso della vita, se mai ve ne è uno, sembra dunque giocarsi all’interno di questa relazione triadica tra la vita stessa, il contagio, e la cura. In effetti, molti indizi sembrerebbero andare proprio in questa direzione. Parliamo ad esempio di comunicazione “virale”, ma la comunicazione è anche un fondamentale modo di prendersi cura delle relazioni; e il virus, che ha gettato il mondo intero nella crisi, può anche generare quella spinta verso una rinnovata cura verso il pianeta capace di far finalmente germinare un futuro non soltanto nuovo, ma anche diverso, ossia eticamente orientato
Il Nulla in casa. Il berlusconismo tra nichilismo compiuto e balcanizzazione dell'Occidente
La filosofia, diceva Hegel, è come la nottola di Minerva, che "spicca il volo sul far della sera", ossia inizia a prendere la parola sugli eventi solo quando si sono compiuti e si avviano verso il declino. Lo scenario da basso impero del crepuscolo del berlusconismo è quindi il momento giusto per fare i conti con un fenomeno che è stato la cifra dominante dell'ultimo ventennio di storia italiana, ma la cui rilevanza va ben oltre il ristretto panorama della vicende nostrane. Per comprendere ciò che all'apparenza risulta incomprensibile non bastano le analisi di tipo sociologico, semiologico o politologico, che pure in questi anni non sono mancate, ma sono necessari altri strumenti per individuare la logica, la narrativa, la fisica e la metafisica che hanno reso possibile la drammatica trasformazione della nostra quotidinaità in un perverso intreccio di menzogne, barzellette, millanterie e volgarità, sullo sfondo di una sistematica, sprezzante opera di demolizione e privatizzazione della istituzioni.
Dal nichilismo al "velinismo", dall'ipocrisia del cattolicesimo contemporaneo al collasso della mascolinità, dall'oscenità del leader agli innovativi intrecci mediatici di sesso e potere, dal fallimento dell'emancipazione femminile alla pervasiva sostituzione della realtà con i reality show, il berlusconismo mostra finalmente il suo volto nascosto eppure sempre oscenamente esibito: non una semplice stagione politica, bensì una malattia, apparentemente non mortale, ridanciana perfino, ma proprio per questo tanto più temibile e contagiosa, e di non facile guarigione
La seduzione dell'Uno
L'età dell'oro non è che l'incarnazione suprema dell'ideale stesso di perfezione, un concetto che il nihilismo del pensiero contemporaneo non può che giudicare un presupposto naturalistico tra tanti. Ma la storia dell'Occidente, inclusa l'apparente liberazione di cui il mondo contemporaneo si fa portatore, è in realtà la storia di un rapporto sempre rifiutato con l'originarietà del Tutto e del molteplice, in favore di un monismo più o meno mascherato, anche quando all'apparenza si è convinti di avere oltrepassato ogni metafisica, e dunque ogni ingenuità naturalistica. Contro tale ingenuità originaria si muove invece il pensiero del Tutto, vera alternativa sotterranea al monismo dominante, implicito o no, in cui forse risiede un senso dell'età dell'oro già da sempre pensato eppure sempre da ripensare di nuovo
Focus su Anselmo
Anselmo d'Aosta, vescovo di Canterbury, è ricordato come l'ingegno filosofico più interessante oltre che originale del secolo XI. Nella sua meditazione sulle ragioni della fede stessa e sulla fede che cerca l'intelligenza, fu autore di una delle "prove" più note per dimostrare con la ragione l'esistenza di Dio, il cosiddetto "argomento ontologico", che attraverserà i secoli fino a giungere alla filosofia analitica contemporanea. Considerò anche la filosofia come pratica di vita, sorretta da un estremo rigore etico e razionale, perfetto specchio del rigore argomentato e intellettuale della sua opera. La sua "prova ontologica" - è stato detto - fu una delle più grandi esperienze metafisiche della storia della filosofia, che "arriva al limite massimo della via dove allo spirito umano è consentito entrare"
Focus su Abelardo
Noto al grande pubblico soprattutto per la sua storia d'amore con Eloisa, Abelardo fu in realtà un pensatore di prima grandezza del XII secolo. Uno dei più celebri e dotati logici d'Europa, considerò la logica come l'essenza stessa della filosofia, arrivando spesso a confondere l'ambito razionalistico e quello teologico. Fu per questo processato e scomunicato. Altra sua innovazione fondamentale fu l'uso della semantica e dell'analisi del linguaggio, ciò che ne fa il precursore dell'empirismo e della logica analitica
Focus su Sant'Agostino
Agostino, nato e cresciuto pagano, scoprì il cristianesimo non a causa di uno smarrimento esistenziale, come di solito avviene, ma attraverso una ricerca intellettuale, perché trovò in questa religione le risposte sul senso della vita che non riusciva a reperire nella filosofia greca. Così operò una mirabile sintesi tra queste due dottrine, creando una filosofia che avrebbe influito sul mondo per oltre un millennio e che ancora oggi, nonostante le critiche anche aspre incontrate nei secoli, è un riferimento per molti di quanti vanno in cerca di risposte su Dio, il bene, il male, il senso della vita
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