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Modellazione numerica del campo di deformazione attivo dell’area Tirrenico-Appenninica
Master thesisMolti problemi, in ambito scientifico, vengono risolti con l’aiuto di un modello
matematico che rappresenti l’oggetto dell’indagine. Infatti, la soluzione analitica al
problema non sempre esiste; pertanto si ricorre ad una soluzione numerica, o
approssimata, che fornisca una valutazione approssimata della soluzione “analitica”,
detta anche “esatta”. Questa soluzione approssimata viene calcolata su di un certo
numero di nodi, disposti in posizioni discrete del dominio spaziale o temporale.
Diversi problemi geologici sono studiati seguendo questa stessa procedura; il
problema viene scomposto in parti semplici di proprietà note ed in seguito
ricomposto a formare l’insieme totale per studiare in maniera appropriata le
eventuali interazioni fra tali parti semplici.
Nel mio lavoro integro informazioni geologiche e geofisiche e sviluppo una serie di
modelli numerici di stress, strain rate e velocità superficiali per la catena
appenninica allo scopo di confrontarli con dati indipendenti. La modellazione
numerica utilizza il metodo degli elementi finiti. Le velocità nodali sono calcolate
mediante il metodo di Galerkin, o dei residui pesati, tramite l'uso del software
SHELLS (Bird, 1999).
I modelli sviluppati descrivono l’evoluzione dell’area investigata calcolando lo
strain rate sul territorio nazionale e determinano, in termini probabilistici
nell’approssimazione stazionaria, l’attività futura dell’area stessa.
Il software SHELLS utilizza una serie di approssimazioni:
- deformazione anelastica - viene trascurata, quindi, la fase di loading di strutture
sismogenetiche. Questa approssimazione non è importante quando si considera
l’evoluzione di un’area su tempi geologici.
- proprietà termiche costanti e conduzione verticale del calore;
- approssimazione dello stress verticale come litostatico – la flessurazione pertanto
non può essere riprodotta;
- litosfera continentale a due strati - crosta e mantello;
- nessuna variazione della topografia - quindi nessuna componente verticale per le
velocità....INGV Istituto Nazionale di Geofisica e VulcanologiaUnpublishedope
Modellazione numerica del campo di deformazione attivo dell’area Tirrenico-Appenninica
Master thesisMolti problemi, in ambito scientifico, vengono risolti con l’aiuto di un modello
matematico che rappresenti l’oggetto dell’indagine. Infatti, la soluzione analitica al
problema non sempre esiste; pertanto si ricorre ad una soluzione numerica, o
approssimata, che fornisca una valutazione approssimata della soluzione “analitica”,
detta anche “esatta”. Questa soluzione approssimata viene calcolata su di un certo
numero di nodi, disposti in posizioni discrete del dominio spaziale o temporale.
Diversi problemi geologici sono studiati seguendo questa stessa procedura; il
problema viene scomposto in parti semplici di proprietà note ed in seguito
ricomposto a formare l’insieme totale per studiare in maniera appropriata le
eventuali interazioni fra tali parti semplici.
Nel mio lavoro integro informazioni geologiche e geofisiche e sviluppo una serie di
modelli numerici di stress, strain rate e velocità superficiali per la catena
appenninica allo scopo di confrontarli con dati indipendenti. La modellazione
numerica utilizza il metodo degli elementi finiti. Le velocità nodali sono calcolate
mediante il metodo di Galerkin, o dei residui pesati, tramite l'uso del software
SHELLS (Bird, 1999).
I modelli sviluppati descrivono l’evoluzione dell’area investigata calcolando lo
strain rate sul territorio nazionale e determinano, in termini probabilistici
nell’approssimazione stazionaria, l’attività futura dell’area stessa.
Il software SHELLS utilizza una serie di approssimazioni:
- deformazione anelastica - viene trascurata, quindi, la fase di loading di strutture
sismogenetiche. Questa approssimazione non è importante quando si considera
l’evoluzione di un’area su tempi geologici.
- proprietà termiche costanti e conduzione verticale del calore;
- approssimazione dello stress verticale come litostatico – la flessurazione pertanto
non può essere riprodotta;
- litosfera continentale a due strati - crosta e mantello;
- nessuna variazione della topografia - quindi nessuna componente verticale per le
velocità....INGV Istituto Nazionale di Geofisica e VulcanologiaUnpublishedope
Campus universitario di Chieti
Il contributo descrive il Campus universitario di Chieti progettato dall'architetto Pepe Barbieri insieme al gruppo di progettazione composto da Adalberto del Bo, Carlo Alessandro Manzo e Raffaele Mennella, a partire dal 1986
La produzione codicografica a Chieti nel medioevo
Tentativo di ricostruzione complessiva della produzione libraria presso gli scriptoria della cattedrale di S. Giustino (età medievale) e del convento dell’Osservanza (sec. XV) entrambi di Chieti. Seguono 18 tavv. f.t
Gracey Curettes Vs Air-Polishing: In Vitro Comparative Study
Objectives: In the last 20 years the trend of abandoning hand-hend tools for mechanical ones is spreading, due to their lower soft tissue damage.
The aim of this study was to evaluate the qualitative and quantitative aspects of dental surfaces after Gracey curettes (GC) and air-polishing (AP).
Methods: Six extracted teeth with tartar were selected, kept hydrated in 10% formaldehyde solution, 3 totally treated by GC (control), 3 by AP (test) randomly assigning a different powder for each face (glycine 63μm, glass spheres 50μm, bicarbonate 250μm, aluminum dioxide 25μm and pumice in very fine powder). Elements were treated by apicectomy, gold-sputtering, oven drying, SEM observation and photographs.
All 2000x magnification images underwent:
- surface analysis with roughness indexes Ra, Rq, Sa;
- fractal dimension analysis with box counting method, considering average fractal dimension (DB) an standard deviation;
- 3D-plottings to improve qualitative analysis.
Enamel and cementum results were separately obtained.
Statistical analysis was performed.
Results: There were no statistically significant differences between GC and AP.
Among AP data, test was significant only for Rq and Ra, both in enamel and cementum.
Lack of significance for Sa and DB both in enamel and cementum was due to small sample size, maybe representing a false negative.
Observing 3D-plots and low-magnification photo, areas treated by GC had deep grooves that were not on any area treated by AP.
Conclusions: Non-traumatic GC effects on soft tissue shouldn’t be applied to hard tissue, on which the finding of multiple carvings means an unjustified removal of dental substance, that on roots is a loss of cementum, essential mediator for long junctional epithelium growth. Finally, the comparison between GC and AP requires further investigation, notwithstanding both methods are effective in removing tartar and improving microbiological and clinical parameters
Sociologia a Chieti: un'intervista pedagogica
Da presidente del corso di laurea in Sopciologia dell'Università dio Chieti, e da Pedagogista, il profilo formativo del corso
Manoscritti di età carolingia a Chieti e nel suo territorio
Questo articolo si occupa di tre manoscritti provenienti da un'area dell'Italia centrale corrispondente all'estremità meridionale dell'impero carolingio, Chieti e il suo distretto, che finora è stato poco indagata dal punto di vista paleografico. Il manoscritto più antico è Karlsruhe, Badische Landesbibliothek, Aug. perg. CCXXIX, originario di un monastero identificato con S. Stefano in Lucana, nel sud dell'attuale provincia di Chieti; gli altri due, rispettivamente Reg. lat. 1997 e Vat. lat. 7701, sono attribuibili alla cattedrale di Chieti. La storia dei codici, le loro caratteristiche paleografiche e codicologiche, così come quelle testuali e persino decorative, concorrono a indicare una vivacità culturale finora inosservata in quest'area, alimentata da forti relazioni con alcuni dei principali centri culturali dell'Europa carolingia, quali l'abbazia di Reichenau e l'episcopato di Metz
Pescara-Chieti: una metropoli regionale di fatto
Il contributo indaga la conurbazione Pescara-Chieti interpretandola quale metropoli di fatto. Il lavoro, attraverso le linee guida fornite dalla ricerca "Città medie e metropoli regionali" (INU Community) indaga le centralità della conurbazione oggetto di studio, affinché si possa definire una vision strategica in considerazione delle principali polarità e flussi insistenti sul territorio
Percezione e Rappresentazione dello spazio urbano: note sulla ricerca e sulla mostra documentaria della città di Chieti
All'interno del volume il testo Percezione e Rappresentazione dello spazio urbano: note sulla ricerca e sulla mostra documentaria della città di Chieti, analizza il tema della percezione e della rappresentazione architettonica in generale e quelle della città di Chieti in particolare, e ne delinea una fenomenologia. Il volume è stato presentato nel corso della Giornata di Studi dedicata a “Chieti Città d'arte e di cultura”, che si è tenuta a Chieti il 31 maggio 1997
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