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Il prevalere dell'igiene: origine e localizzazione dei bagni pubblici a Torino
Analisi condotta da Chiara Devoti, Rosalba Ientile, Monica Naretto e Francesca Lupo su origine, localizzazione, architetture e stato di conservazione del sistema dei bagni pubblici a Torino. Il contributo di C. Devoti, a taglio prettamente storico, analizza il ruolo di Torino nella diffusione delle politiche igieniste e la conseguente localizzazione dei bagni pubblici a servizio della popolazion
Borghi e borgate di Torino tra tutela e rilancio civile (a cura di R. Gambino; G.-M. Lupo). Editing di Chiara Devoti
volume n. 24 della collana della Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio. Editing di Chiara Devot
Strumenti per l'indagine di un paesaggio: approcci storici
Sezione 2 del volume, dedicata alle indagini storico-critiche. Saggi di: Chiara Devoti, Laura Guardamagna, Giuseppe Banfo, Giovanni Coccoluto, Massimiliano Caldera, Elena Gianasso. Schede di: Elisa Pilotato, Elena Gianasso, Valentina Quietadamo, Massimo Nappo e Veronica Polia, Marco Devecchi, Federica Larcher e Paola Gullino, Caterina Lucarini e Francesca Matron
Simone Caldano, Recensione a "Chiara Devoti, Monica Naretto, L'abbaziale di Santa Fede a Cavagnolo Po, Savigliano, L'Artistica, 2015 (Architettura dei monasteri in Piemonte, 4), p. 92, ill. ISBN 9788873203698"
Recensione al volume "C. Devoti , M. Naretto, L'abbaziale di Santa Fede a Cavagnolo Po" sulla Rivista di studi storici "Bollettino Storico Vercellese". La fabbrica come lacerto - a livello di edificio di culto - del più ampio complesso priorale, poi denominato comunemente "abbazia", occupa un posto di primo piano sia a livello storiografico, sia in termini materiali nel contesto del romanico, non solo piemontese, ma europeo. Il volume ricostruisce le vicende storiche dell'intero complesso architettonico, ma anche le ragioni e i modi della sua tutela istituzionale, sin dalla "riscoperta" del monumento, alla metà del XIX secolo. La presenza, sul campo, di eminenti esponenti della cultura storiografica e del restauro, da Mella a De Dartein, da Porter a d'Andrade, ne fa un paradigma emblematico. La monografia si avvale di due importanti contributi, uno di Michele Luigi Vescovi (The University of York, GB) e uno di Stefania Dassi (MiBACT, ex Direzione Regionale, oggi Segretariato Regionale), i quali offrono approfondimenti - di alta specializzazione - sulle maestranze attive nel cantiere e le scelte scultoree, di indubbia qualità, e sulle ragioni del vincolo monumentale e ambientale posto recetemente sui resti del complesso monastico. Con ricco apparato iconografico, tra cui incisioni di XIX secolo raffiguranti il complesso abbaziale, e pubblicazione di disegni originali di Edoardo Arborio Mella (in deposito presso l'Istituto di Belle Arti e Museo Leone di Vercelli), il volume offre alla comunità scientifica anche alcune fotografie di Paolo Verzone, della prima metà del XX secolo (dall'omonimo fondo presso il Laboratorio di Beni Culturali del DIST), scatti di Carlo Nigra (dal fondo d'Andrade del Gabinetto Disegni e Stampe della GAM di Torino) e un'intera nuova campagna fotografica (affidata a Luca Reano). Volume n. 4 della Collana "Architettura dei monasteri in Piemonte", diretta da Carlo Tosco e Silvia Beltram
Archivi e cantieri per interpretare il patrimonio. Fonti, metodi, prospettive / Archives et chantiers pour l’interprétation du patrimoine. Sources, méthodes, mise en perspective
Secondo volume della collana (Heredium) della Scuola di specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio, il volume trae le mosse da un omonimo seminario italo-francese, organizzato nel contesto delle attività della Scuola, nel marzo del 2018. A quella prima esperienza ha fatto seguito una call for papers che ha avuto larga adesione e che ha portato a un ripensamento complessivo dell'estesa materia, organizzata a partire da due macro-sezioni ("Il cantiere storico e i suoi archivi", e "Il cantiere di restauro e i suoi archivi", curate rispettivamente da Chiara Devoti e Monica Naretto), in grado di cogliere le declinazioni principali del cantiere, quella della fase costruttiva e quella viceversa del restauro. All’interno delle due sezioni, sono previste sottosezioni tematiche e di dettaglio ("Archivi e cantieri: la dimensione architettonico-artistica" e "La scala urbana e territoriale" per il cantiere storico; "Per il cantiere di restauro archeologico", "Archivi e cantieri di restauro architettonico e urbano" e "Tra fonti materiali e conservazione per quello di restauro"), dimostrazione ulteriore della ricchezza delle possibili declinazioni. Senza alcuna pretesa di esaustività, a fronte di un programma scientifico ambizioso, quanto si propone, può apparire come l’esito di una prima, estesa, ricognizione sulle possibili declinazioni della questione, dimostrando in modo inequivocabile sia l’interesse profondo per il rapporto tra archivi e cantieri (non quindi tema di nicchia come sarebbe potuto apparire a prima vista), sia la vitalità degli studi nel contesto della Scuola (e delle istituzioni con le quali ha rapporti di scambio e di ricerca).
Con abstract in in lingua francese e inglese
Piazzeforti e città nell'Italia nord-occidentale
Introduzione al numero monografico 10/2018 dal titolo "Gli spazi dei militari e l'urbanistica della città. L'Italia del nord-ovest (1815-1918)", a cura di Chiara Devot
Disegnare il territorio di una Commenda Magistrale. Stupinigi
Primo di una serie di volumi, appartenenti alla collana "Le Mappe dei Tesori", questo volume su Stupinigi non nasce per aggiungere nuovi dati alla storia della palazzina di caccia, uno dei più significativi ed eleganti esempi del barocco europeo, ma per mostrare il riordino archivistico dell'intero fondo relativo al territorio della Commenda Magistrale di Stupinigi. La schedatura dell'eccezionale patrimonio documentario (di C. Devoti, con la revisione archivistica di C. Scalon) è preceduta da pochi mirati saggi, in cui la natura dei documenti, ma anche le possibili implicazioni critiche, sono ampiamente trattate. Hanno contribuito a queste letture anche V. Defabiani (con C. Devoti) per la componente delle rotte di caccia e del disegno territoriale della residenza e N. Amateis per gli aspetti della amministrazione della Commenda e il regime colturale. Il quadro che ne emerge è quello di uno stato nello Stato, rappresentato proprio dall'Ordine Mauriziano, in grado di costruire enormi complessi territoriali perfettamente organizzati, di grande ricchezza economica, del cui funzionamento rimangono amplissime tracce. Il disegno territoriale sotteso alla residenza, ma anche il complesso sistema delle cascine, del possidimento di Sant'Andrea di Gonzole e del castello e beni di Vinovo, occupano il centro dell'indagine e sono rafforzati, oltre che dai saggi, da oltre duecento schede catalografiche relative agli eccezionali documenti iconografici. Il volume è preceduto da una prefazione, di cui esiste anche la versione in inglese (with English preface
Elena Gianasso, recensione a: Chiara Devoti, Monica Naretto, L'abbaziale di Santa Fede a Cavagnolo Po, «Architettura dei monasteri in Piemonte», Savigliano, L'Artistica, 2015, pp. 90 ill
Un nuovo ospedale per una capitale in trasformazione: modelli e progetti per l'Umberto I di Torino
Parte di un'intera sezione del numero di dicembre 2016 della rivista "Studi Piemontesi", composta da tre saggi, i quali, seppure completamente autonomi, sono tra loro strettamente coordinati e fanno luce sulla fase progettuale e di primissima messa in opera del nuovo - grandissimo e modernissimo - Ospedale Magistrale dell'Ordine Mauriziano in Torino. Il primo (Devoti) analizza le scelte architettoniche in relazione ai modelli più aggiornati nel contesto europeo oltre che italiano e vi allega la pubblicazione dei registri di cantiere; il secondo (Scalon) fa luce sul profondo riordino del personale a servizio del nosocomio, che si attua nel passaggio dalla vecchia sede alla nuova; il terzo (Cristina) analizza l'impatto delle grandiose tavole acquarellate, di grande formato e costo, di cui solo due sono state finora rintracciate, nel contesto dell'Esposizione di Torino del 1884. In particolare l'articolo sulle scelte architettoniche pone in adeguata luce la profonda e complessa ricerca delle varie commissioni incaricate di progettare, valutare il progetto e metterlo in esecuzione riguardo al modello di riferimento nel contesto europeo. Il dott. Spantigati - un medico igienista e non un architetto, non a caso affiancato dall'ingegnere igienista Perincioli, peraltro sempre relegato a un secondo piano - viaggia a lungo per l'Europa presso le maggiori sedi universitarie e presso i complessi ospedalieri maggiormente all'avanguardia, alla ricerca di una soluzione adatta ai precetti più moderni della medicina, ma anche monumentalmente ineccepibile, in grado di fornire lustro alla capitale del regn
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