935 research outputs found

    Splendori e miserie delle plastiche nel paesaggio domestico, 1950-1973

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    Saggio introduttivo del volume (curato da Cecilia Cecchini). Ripercorre criticamente l'affermarsi delle plastiche in Italia dagli anni '50 al 1973, anno della prima crisi petrolifera, che segnò per questi materiali un punto di svolta significativo. Il testo ricostruisce la loro storia - dalle prime plastiche ad imitazione di "materiali più nobili", al ruolo dei polimeri nella celebre mostra del 1972 svoltasi al MoMA "Italy: new domestic landscape". Gli aspetti tecnici di questa famiglia di materiali si intrecciano con la nascita delle prime industrie produttrici del Made in Italy; il design anonimo con quello dei maestri che hanno sfruttato le loro caratteristiche prestazionali dando vita a prodotti del tutto nuovi; la scoperta del polipropilene isotattico (il Moplen) valsa a Giulio Natta il Nobel con i nuovi impieghi civili dei polimeri usati pochi anni prima per scopi bellici. Il saggio costituisce anche la chiave di lettura dei testi del volume (curato da Cecilia Cecchini) e dell'apparato iconografico relativo sia agli oggetti che alle pubblicità dell'epoca

    Moplen

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    Il contributo di Cecilia Cecchini relativo al Moplen - Polipropilene Isolattico, si inquadra nell'ambito delle acquisizioni 2016-17 del MuDeTo - Museo del Design Toscano; costituisce una riflessione sul lavoro di Giulio Natta, sulla storia di questo materiale, sulle sue prime applicazioni, sul design

    La scoperta del moplen: una rivoluzione per il design

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    Il seminario - organizzato dal Comitato promotore dei Premi "Giulio Natta e Nicolò Copernico" per la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica e da Basell - si è tenuto in occasione del conferimento del premio e ha fatto il punto sul rapporto tra passato e futuro nell'ambito dei materiali polimerici. L'intervento di Cecilia Cecchini ha illustrato le modificazioni tecniche, formali e funzionali che si sono avute nel design con la scoperta e la diffusione del polipropilene isotattico (Moplen) e quali i possibili sviluppi dei polimeri in questo settore

    La rivoluzione della plastica: il contributo dell'ingegner Giulio Natta

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    Il periodo d'oro della ricerca italiana sui materiali polimerici - che culminò con il premio nobel a Giulio Natta - portò alla scoperta del polipropilene isotattico, il materiale che, date le notevoli caratteristiche prestazionali e il basso costo, rivoluzionò l'universo materico negli anni del dopoguerra

    Limiti spaziali di validità della responsabilità "da reato" degli enti: applicabilità del d.lgs. n. 231/2001 all'ente "italiano" per reato commesso all'estero e all'ente "straniero" per reato commesso in Italia

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    Il presente contributo intende soffermarsi su due aspetti, speculari, che vengono in rilievo nella dimensione internazionale del d.lgs. n. 231 del 2001. Da un lato l’ipotesi, disciplinata all’art. 4, in cui il reato da cui dipende la responsabilità “amministrativa” dell’ente, posto in essere nel suo interesse o vantaggio da uno dei soggetti di cui all’art. 5 (soggetto apicale o sottoposto all’altrui direzione), sia commesso all’estero; dall’altro quella, relegata ai margini della “parte generale” del d.lgs. n. 231/01, in cui il reato-presupposto sia commesso in Italia, nell’interesse o vantaggio di ente “straniero”: dunque, la responsabilità delle imprese italiane per reati commessi all’estero, ove queste operino nelle più diverse forme e, per altro verso, l’eventualità di un’elusione della disciplina del d.lgs. 231/2001 da parte di imprese (anche) non aventi succursali in Italia, ma operanti nel territorio nazionale

    Design e polipropilene: la "rivoluzione plastica" nel mondo degli oggetti nata dalla scoperta di Giulio Natta

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    In occasione dei Cinquanta anni dell'attribuzione a Giulio Natta dell'unico premio Nobel per la Chimica avuto dall'Italia, una riflessione sulle conseguenze che la scoperta del polipropilene, commercializzato con il nome di Moplen, ha avuto sul mondo degli oggetti e di conseguenza sugli usi e costumi della società. L'intervento attraverso le immagini di artefatti di design anonimo o progettati da grandi designer, ripercorre questa storia a partire dagli anni Cinquanta quando gli oggetti in plastica iniziarono ad essere realizzati non più a imitazione di materiali considerati "nobili” come la tartaruga, l'avorio, la madreperla, ma ad avere una nuova identità - colorata, leggera, invasiva, povera, infrangibile, dozzinale o raffinata - che riusciva a veicolare la nascente idea di benessere e di una cultura della modernità sconosciuta nel nostro Paese. Una storia che si intreccia con quella del design Made in Italy. La conferenza parte dalla storia per mostrare attraverso la lettura degli oggetti, delle pubblicità e degli allestimenti, l'impiego dei materiali plastici e del polipropilene in particolare, dalla sua scoperta ai nostri giorni

    A cinquanta anni dal moplen: l'eredità pesante degli oggetti leggeri

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    Nel 1954 Giulio Natta realizzò il Polipropilene Isotattico - commercializzato con il nome di Moplen - frutto di una positiva sinergia tra università e industria che valse all’Italia l’unico premio Nobel per la Chimica mai ricevuto e un indotto economico di enormi proporzioni, frutto dei brevetti che ne scaturirono. Fu la prima plastica “moderna” che per la sua versatilità ed economicità si diffuse rapidamente, consentì la nascita di nuovi oggetti e sostituì metalli e legni nella realizzazione di molti altri. La sua capillare presenza, unita a quella dei numerosissimi polimeri che a partire dal dopoguerra furono introdotti in Italia, contribuì in maniera significativa a cambiare gli usi e i costumi della società. A cinquanta anni da questa scoperta - progenitrice dei polimeri contemporanei dalle eccezionali prestazioni - il saggio propone una riflessione ad ampio raggio sulle conseguenze che l’impiego della vasta famiglia dei materiali plastici ha determinato. In particolare, il significato dell’artificialità nel panorama tecnologico contemporaneo, la trasformazione del rapporto materiali-oggetti, i mutati tempi del consumo e le sue conseguenze ambientali.In 1954, Giulio Natta invented isotactic polypropylene, which was sold on the market under the ‘Moplen’ brand name. This discovery earned him the Nobel prize in chemistry, thanks to a beneficial alliance between Italian industry and universities. Fifty years after the discovery of the first ‘modern’ plastic – the mass-produced kind that played a part in substantially changing society’s habits and behaviour from the post-war years on and that cleared the way for today’s polymers with their extraordinary properties – this article casts a sweeping eye over the consequences of the use of this material, along with the rest of that limitless family loosely referred to as ‘plastics’. It is an essay about the change in the relationship between material and object, about what artificiality means for technology today and about the change in consumer time frames

    Fine morphology of the myrmecophilous larva of Paussus kannegieteri (Coleoptera: Carabidae: Paussinae: Paussini). Corresponding author

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    FIGURES 13–18. Paussus kannegieteri third instar larva: 13, thorax, left lateral view; 14, thorax, dorsal view; 15, mesothoracic spiracle; 16, metathoracic spiracle-like structure; 17, mesothoracic leg, anterolateral view; 18, apex of metathoracic leg with lanceolate setae, posterolateral view. CO = coxa, ls = lanceolate setae, m = membrane, ME = mesonotum, MT = metanotum, pe = peritreme, PR = pronotum, un = claw. Scale bars: Figs. 13–14 = 500 µm; Fig. 15 = 10 µm; Fig. 16 = 20 µm; Fig. 17 = 200 µm; Fig. 18 = 50 µm.Published as part of Giulio, Andrea Di, 2008, Fine morphology of the myrmecophilous larva of Paussus kannegieteri (Coleoptera: Carabidae: Paussinae: Paussini), pp. 37-50 in Zootaxa 1741 on page 44, DOI: 10.5281/zenodo.18152

    E Mo'... Moplen. Il design delle plastiche negli anni del boom

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    Oggetti di uso quotidiano degli anni ’50 - ‘70 in materiali plastici, accompagnati da pubblicità, foto e filmati dell’epoca. Pezzi di famosi designer e di progettisti anonimi in grado di restituire una panoramica sulle origini del design Made in Italy e sui cambiamenti dell’estetica domestica avvenuti in quegli anni. All’inizio degli anni ‘50 cominciò in Italia la diffusione di oggetti realizzati in plastica, non più ad imitazione di materiali “nobili” (tartaruga, avorio, madreperla), ma con una nuova identità: colorata, leggera, invasiva, povera, infrangibile, dozzinale o raffinata. In un’epoca di grandi aspettative, veicolavano la nascente idea di benessere e una cultura della modernità domestica sconosciuta nel nostro Paese. Nel bene e nel male, tra l’utile e il futile, le plastiche assecondavano l’evoluzione dei nuovi consumi – favoriti dalle migliorate condizioni economiche, sollecitati dalla réclame e dalla nascente televisione - modificando gli ambienti domestici, cambiando i gesti e i suoni della quotidianità. I pezzi esposti costituiscono un percorso tra piccoli oggetti domestici progettati dai maestri del design - da Marco Zanuso ai fratelli Castiglioni, da Ettore Sottsass a Enzo Mari, Joe Colombo, Mario Bellini, Marcello Nizzoli... - e pezzi di design anonimo, sempre visti nelle case ma mai considerati, testimoni della cultura materiale italiana. Oggetti rari dalle linee raffinate, o più comuni, legati dalla capacità dei progettisti di realizzare, attraverso un buon disegno, artefatti originali ed espressivi in grado di sfruttare le caratteristiche prestazionali dei nuovi materiali. Si tratta di oggetti realizzati con diversi tipi di polimeri - non solo polipropilene isotattico da cui la mostra trae il nome - in un arco temporale compreso tra i primi anni ’50 e la metà degli anni ’70. I pezzi non sono ordinati cronologicamente ma liberamente accostati secondo macro categorie merceologiche dai labili confini - stoviglie, utensili domestici, giochi e accessori, radio e sveglie, apparecchi illuminanti - nelle quali convivono oggetti frutto delle iniziali sperimentazioni, delle compiute suggestioni formali degli anni ’60, e pezzi realizzati nel decennio successivo, segnato dal ripensamento dell’impiego dei materiali plastici conseguente alla prima crisi energetica. Un “volo d’uccello” sulla produzione degli oggetti d’uso del nostro passato recente, caratterizzata dall’ingegno e dalla sperimentazione, base dell’Italian Style che proprio in quegli anni ha avuto origine. Una sezione della mostra è dedicata alle pubblicità dell'epoca, le "réclame" che accompagnavano i prodotti e che restituiscono uno spaccato significativo della società di quegli anni. Accanto agli oggetti esposti pannelli esplicativi raccontano la nascita del polipropilene isotattico, le caratteristiche, le ricadute progettuali, l'assegnazione del Premio Nobel a Giulio Natta, il suo scopritore. E MO’ e MO’-MOPLEN. Plastics Design in Italy’s Boom Years Cecilia Cecchini – Curator Wares made of plastic materials from the 50’s and 70’s, along with ads, pictures and vintage film footage. A cross section display of creations by both celebrated and unknown designers to instance the origins of Made in Italy brand design and the evolution of household esthetics occurred in those years
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