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    La fine di tutte le cose. Strategie ecologiche per la contingenza

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    Sebbene la questione ecologica sia centrale nel dibattito filosofico e scientifico da oltre cinquant’anni – come «lo studio delle interrelazioni che intercorrono fra gli organismi e l’ambiente chi li ospita [...] su tre livelli di gerarchia biologica: individui, popolazioni e comunità» (Treccani) – gli ultimi anni hanno visto una esplosione del tema, entrato a forza nelle agende politiche e soprattutto negli immaginari collettivi. In modi diversi, movimenti come FridaysForFuture ed Extinction Rebellion hanno condensato le energie attiviste di tutto il mondo, ed espanso la battaglia che un tempo era essenzialmente legata a temi strettamente ambientali e di protezione animale – come le storiche battaglie del WWF negli anni ’80 e ’90. Non è cioè casuale la convergenza tra movimenti ambientalisti e quei movimenti No Global e No Logo che negli ultimi vent’anni sono nati e progressivamente scomparsi, assorbiti in una tensione di livello più alto: quella ecologica, che eccede di gran lunga la tematica ambientalista. L’appena concluso G20 di Roma e l’immediatamente successiva Cop 26 – la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici – hanno intanto dimostrato che la frattura tra richieste e agende politiche si sta allargando. Una frattura che non dipende solo, o necessariamente, dalla volontà dell’Istituzione, ma (anche) dal fatto che la questione ecologica è più grande delle rappresentazioni che siamo in grado di darne. Comprende, e insieme influenza, tutte le tematiche che normalmente siamo portati a trattare settorialmente

    Il senso del progetto. Sperimentazioni seminariali tra architettura e filosofia

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    La diaspora intellettuale che pervade il mondo architettonico impone di allargare lo sguardo. Cioè di mettere a confronto le (pretese) certezze disciplinari, le (ipotizzate) premesse metodologiche, le (presunte) conoscenze sul mondo, con discipline altre, in grado di apportare uno sguardo diverso sui medesimi fenomeni. Un’interazione non basata su un’invasione reciproca di campo, ma sull’idea che i medesimi oggetti su e con cui l’architetto opera siano oggetto di sguardi diversi. Mettere a confronto questi diversi punti di vista consente alle discipline di scardinare alcuni luoghi comuni che permeano le rispettive, assodate convinzioni, raggiungendo nuovi gradi di competenza. In questo senso, parte vitale del progetto è il suo sviluppo teorico: e quindi è vitale anche l’investimento in laboratori di natura teorico-progettuale. Da queste premesse, un gruppo di architetti e filosofi ha iniziato a collaborare sperimentando diverse forme di interazione e partendo da quelle più tradizionali: due cicli seminariali che, nati nella laurea triennale e magistrale e proseguita come corso di dottorato, stabiliscono anche una continuità tra i tre livelli di studio. Da queste esperienze sono nate due pubblicazioni che, nel riflettere il carattere transdisciplinare degli incontri, consentono di riflettere sugli esiti, rilanciandoli

    «Come i cirri delle piante rampicanti». Ruyer e lo spazio dell’impersonale.

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    Even if the impersonal isn’t explicitly named in the earlier Ruyer, it may find an original proposition of this notion in his works. Thanks to his conception of space (and time), concerned with the ontological constitution of every structure or mechanism, Ruyer allows to go beyond anthropological implications of the impersonal. The aim of this proposal is to inspect and to develop some of the principal theoretical and ethical consequences of this earlier conception, also by a comparison with the later Ruyer’s philosophy

    Meditazioni sull'amore (Editoriale)

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    Come l’essere, anche l’amore si dice in molti modi. Diverse sono le grammatiche dell’amore, e diverse sono le fenomenologie dell’esperienza amorosa. Complicati sono pure i fili che annodano le grammatiche dell’amore, che permettono cioè di raccontare le storie d’amore, con le esperienze amorose, le quali, anche quando si dicono nella parola non pronunciata dell’estasi erotica o nel silenzio che accompagna il lutto dovuto alla perdita dell’oggetto amato, sono sempre tese verso il loro dirsi, verso una narrazione possibile. Purificare, o emendare, tali grammatiche non è impresa facile, ma, riconoscendo che in molte di esse si cela la presenza – a volte nemmeno tanto nascosta – del dominio maschile o patriarcale, è per lo meno auspicabile fornirne una decostruzione

    Ateliers d’écriture d’expérience : pratique d’écriture, pratique de pensée. Entretien avec Lea Melandri.

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    Cet entretien a pour but d’enquêter sur la pratique des ateliers d’écriture créative, une pratique que Lea Melandri développe de manière originale au cours de sa réflexion et de son engagement en tant qu’écrivaine, historienne, philosophe et féministe. Il prend la forme d’une histoire dans laquelle les expériences personnelles et l’histoire culturelle de l’Italie des années 1960-1990 s’entremêlent. Dans cette histoire, l’écriture – c’est-à-dire le langage – apparaît comme un point de départ pour construire de nouveaux scénarios personnels et collectifs. L’entretien a eu lieu le 17 janvier 2020

    Filosofia del vegetale. Un’antologia

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    Recensione a Philosophie du végétal. Botanique, épistémologie, ontologie. Textes réunis par Q. Hiernaux, Paris, Vrin

    Appunti a margine del concetto di "Isomorfismo" (Editoriale)

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    Il sesto numero di Philosophy Kitchen dal titolo “Isomorfismi. Forme del pensiero, forme della realtà”, intende indagare il concetto di “isomorfismo”, o meglio l’uso filosofico dello stesso in risposta a domande ontologiche ed epistemologiche. Letteralmente, l’isomorfismo è definito come una relazione di equivalenza tra insiemi relati (, ) che preserva l’ordine – ossia una funzione iniettiva f da a su b tale che per ogni c, d ∈ a, cRd se e soltanto se f(c)Sf(d). Nel corso del Novecento, l’utilizzo di tale nozione è stato tuttavia esteso dall’ambito strettamente logico-matematico ad altre discipline con un’inevitabile risemantizzazione; in particolare in filosofia essa è stata impiegata per descrivere una relazione di corrispondenza di tipo epistemologico tra soggetto e oggetto o di tipo metafisico tra strutture del reale
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