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Un progetto di marketing territoriale per la Sabina. Valorizzare, coordinare e programmare turisticamente il territorio
Lo studioso di management in una visione maturata associando al proprio sguardo la prospettiva dell’architettura e dell’antropologia considera il territorio come “prodotto dell’uomo, cui è connaturata l’arte del costruire il proprio ambiente di vita in forme culturali”, fondate sui principi dell’utilità, della funzionalità, dell’armonia, della solidità e della bellezza. Questo lavoro propone un primo sguardo secondo una logica di marketing territoriale all’area della Sabina compresa tra Passo Corese ed Osteria Nuova, area che si colloca a nord-est di Roma e a sud-ovest di Rieti
Computational models for the dynamic assessment of operator’s mental fatigue and the human error probability in production processes
Nell’ultimo decennio è incrementato l’utilizzo delle tecnologie nelle attività quotidiane e negli ambienti di lavoro in cui il fabbisogno di risorse cognitive sembra aumentare mentre il livello di sforzo fisico sembra diminuire. I rapidi sviluppi della cosiddetta “Internet delle cose” (Internet of Things - IoT) e dei suoi nuovi archetipi di automazione nei sistemi cyber-fisici, nonché l'aumento dei requisiti analitici derivanti dalla necessità di analizzare una grande quantità di dati sono alcuni esempi di elementi alla base che segnano una maggiore richiesta cognitiva degli individui di svolgere compiti di controllo e ottenere una panoramica dei sistemi distribuiti che siamo tenuti a monitorare. Il motivo principale per misurare il carico di lavoro mentale o cognitivo è quantificare lo sforzo mentale nello svolgere determinate attività e valutare le sue implicazioni sulle prestazioni umane. La modellazione del carico di lavoro mentale umano (Mental Workload - MWL) può essere utilizzata per supportare la progettazione di interfacce, tecnologie e attività di elaborazione delle informazioni meglio allineate con le capacità mentali di ciascun individuo.
La presente tesi di dottorato è focalizzata sullo sviluppo di modelli computazionali per la valutazione dinamica della fatica mentale dell'operatore (individuati come carico di lavoro mentale e/o carico di lavoro cognitivo) e della probabilità di errore umano nell’esecuzione di attività legate ai processi produttivi. Viene affrontata la fatica mentale, le sue misure, dimensioni, modelli, applicazioni e conseguenze. Questa tesi segue un approccio multidisciplinare, e non solo confinato al campo dell'ergonomia industriale.
Vengono presentati i recenti sviluppi nel contesto dei modelli teorici di MWL e applicazioni pratiche finalizzate al supporto delle attività e alla gestione di MWL nelle operazioni. Pertanto, i contributi sono stati organizzati in sezioni dove si indagano la fatica mentale e la probabilità di errore umano nell'ambito dei processi produttivi; qui i modelli sviluppati si basano sulla teoria dell'informazione presentata da Shannon. Il lavoro di tesi è stato organizzato come segue:
a) Analisi dello stato dell'arte sull’importanza crescente del fattore umano nei sistemi di produzione intelligente, prestando particolare attenzione all’importanza della fatica mentale umana nello svolgimento di attività con prevalente parte cognitiva piuttosto che fisica.
b) Analisi dello stato dell'arte sulle metodologie esistenti, applicate in diversi settori e per diversi scopi, utilizzate per valutare il carico di lavoro mentale umano nell'esecuzione di un compito specifico.
c) Formulazione di proposte innovative per la modellizzazione del carico di lavoro mentale dell'operatore e per la valutazione della relativa prestazione, focalizzando l'attenzione sui fattori fisiologici e sulle differenti tipologie di attività da svolgere.
L'analisi dello stato dell'arte delle metodologie esistenti utilizzate per la valutazione del MWL, affrontata nel Capitolo 1, ha aiutato a comprendere le carenze nell'analisi dei fattori umani legati alla fatica mentale nei processi di produzione. Al fine di superare tali limiti, nel Capitolo 2 viene presentato il test “n-back”, uno strumento standardizzato per simulare compiti con diverse complessità cognitive. Qui vengono utilizzate metodologie sia oggettive che soggettive per valutare il carico di lavoro mentale durante le sessioni sperimentali. Il caso di studio presentato nel Capitolo 2 è utilizzato per simulare un reale contesto industriale che evidenzia come gli operatori, a causa dell'aumento dei compiti cognitivi nell’ambito della propria attività lavorativa, debbano prendere un numero sempre più elevato di decisioni.
Inoltre, nel Capitolo 3, i dati del test n-back e i dati di letteratura sono utilizzati per creare una nuova formulazione per la quantificazione del carico di lavoro mentale e della prestazione degli operatori. Le formulazioni presentate tengono conto sia di parametri soggettivi degli operatori sia di parametri oggettivi; inoltre è investigato il fenomeno dell'invecchiamento della forza lavoro nelle economie di mercato avanzate e dell’impatto sulla valutazione dei fattori umani nei processi produttivi nell'era della digitalizzazione.
Nel Capitolo 4 è esaminata la complessità delle attività di riconoscimento degli oggetti bidimensionali (2D). La formulazione presentata permette di modellare la difficoltà del compito e il relativo carico di lavoro mentale.
Infine, nel Capitolo 5, è studiata la performance umana nei compiti ripetitivi. Qui è valutata la prestazione dell'operatore nell’eseguire un'attività di assemblaggio manuale.
La modellizzazione del carico di lavoro mentale, la valutazione della difficoltà del compito e della prestazione degli operatori presentate in questa tesi possono dare al progettista un suggerimento sul miglioramento che si può ottenere se l’assegnazione dell’attività è ottimizzata considerando i diversi tipi di compiti e operatori. Il benessere dell'operatore giocherà un ruolo cruciale nell'assegnazione del compito. La valutazione del carico di lavoro mentale può essere applicata nei programmi di rotazione del lavoro (job rotation) al fine di minimizzare il carico di lavoro mentale. Come spiegato nell'Introduzione, le formulazioni dei modelli proposti possono colmare le lacune della letteratura scientifica esistente relativa ai fattori umani nella fabbrica digitale.The past decade has seen an increase in the use of technologies in everyday activities and work environments in which the need for cognitive resources seems to increase. In contrast, the level of physical exertion seems to decrease. The rapid developments of the so-called "Internet of Things" (IoT) and its new automation archetypes in cyber-physical systems, as well as the increased analytical requirements arising from the need to analyze large amounts of data, are some examples of underlying elements that mark an increased cognitive demand of individuals to perform control tasks and get an overview of the distributed systems we are required to monitor. The main reason for measuring mental or cognitive workload is to quantify mental effort in performing specific tasks and assess its implications on human performance. Human Mental Workload (MWL) modeling can be used to support the design of interfaces, technologies and information-processing activities that are better aligned with each individual's mental capabilities.
This doctoral dissertation focuses on developing computational models for the dynamic assessment of operator mental fatigue (which is identified as mental workload and/or cognitive workload) and the probability of human error in executing production process-related tasks. Mental fatigue, its measures, dimensions, models, applications and consequences are addressed. This thesis follows a multidisciplinary approach and is not only confined to the field of industrial ergonomics.
Recent developments in the context of theoretical models of MWL and practical applications aimed at business support and management of MWL in operations are presented. Therefore, the contributions have been organized into sections where mental fatigue and the probability of human error in the context of production processes are investigated; here, the models developed are based on the information theory presented by Shannon. The thesis work was organized as follows:
(a) State-of-the-art analysis of the increasing importance of the human factor in intelligent production systems, paying particular attention to the importance of human mental fatigue in performing tasks with predominantly cognitive rather than physical parts.
(b) State-of-the-art analysis of existing methodologies, applied in different fields and for different purposes, used to assess human mental workload in performing a specific task.
(c) Innovative proposals for modeling the operator's mental workload and evaluating the related performance, focusing on physiological factors and different types of tasks to be performed.
The state-of-the-art analysis of existing methodologies used for MWL assessment, addressed in Chapter 1, helps to understand the shortcomings in analysing human factors related to mental fatigue in production processes.
To overcome these limitations, the "n-back" test, a standardised tool for simulating tasks with different cognitive complexities, is presented in Chapter 2. Both objective and subjective methodologies are used here to assess mental workload during experimental sessions. The case study presented in Chapter 2 is used to simulate a real industrial setting that highlights how operators, due to the increase of cognitive tasks within their work activities, must make an increasing number of decisions.
Chapter 3 uses the n-back test and literature data to create a new formulation for quantifying operators' mental workload and performance. The formulations presented consider both subjective and objective parameters of operators; in addition, the ageing workforce in advanced market economies and the impact on the evaluation of human factors in production processes in the era of digitalisation are investigated.
Chapter 4 examines the complexity of two-dimensional (2D) object recognition tasks. The presented formulation allows modeling the difficulty of the task and the associated mental workload.
Finally, in Chapter 5, human performance in repetitive tasks is studied. Here the operator's performance in performing a manual assembly task is evaluated.
The modeling of mental workload, assessment of task difficulty and operator performance presented in this thesis can give the designer a hint about the improvement that can be achieved if the task assignment is optimised by considering different types of tasks and operators. Operator well-being will play a crucial role in task assignment. Mental workload assessment can be applied in job rotation programs to minimise mental workload. As explained in the Introduction, the proposed model formulations can fill the gaps in the existing scientific literature related to human factors in the digital factory
An information-based model to assess human cognitive capacity and information processing speed of operators in Industry 4.0
The fourth industrial revolution introduced a new paradigm in manufacturing systems. In the new production environments, operators are supported by new digital technologies, and the physical context is strictly related to the cyber one. In the digital society, recent studies show that individuals have to perform tasks based on the information gathered by a huge amount of data and the operators are employed in more cognitive than physical tasks. Therefore, the purpose of this paper consists in developing an information-based analytical framework to assess the human cognitive capacity occupancy and the human processing time of correct information when the quality performance is known. The model has been tested on case studies. The results show its effectiveness in evaluating the human mental workload imposed by the task performed and the processing speed of correct information with varying quality performance
La marca e il marchio
L'articolo si propone discutere in chiave manageriale l'importanza di possedere e sviluppare il valore di marca
L’architettura industriale esperienziale italiana: primi risultati di un’indagine esplorativa
Il paper propone un’indagine esplorativa sull’architettura industriale italiana esperienziale al fine di esaminarne il contributo allo sviluppo degli studi di marketing. Attraverso un approccio qualitativo di tipo induttivo, lo studio evidenzia quanto segue: 1) nonostante il periodo di crisi, alcune imprese italiane hanno investito in architettura esperienziale piuttosto che funzionalista; 2) la simbologia della progettazione architettonica è una dimensione fondamentale dell’architettura esperienziale; 3) investire in architettura esperienziale influisce sull’immagine aziendale, in particolare sulla corporate brand personality
Prefazione
Prefazione agli Atti della giornata di studi, Roma, Istituto Nazionale di Studi Romani, 4 dicembre 201
Human cognitive and motor processing time in the aging workforce: An objective parameters-based model
In the digital society, recent studies showed that individuals have to perform tasks based on the information gathered by a huge amount of data and effectively use them to express their cognitive and motor abilities. The cognitive task is considered a job with prevalent cognitive demand; on the contrary, a motor task is a job with a prevalent physical need. The model allows evaluating motor (MT) and/or cognitive (CT) performance time based on the individual parameters (i.e., age, sex, and state of health). The effectiveness of the model on a numerical case study is tested. The work conducted proved that it is possible to predict a general motor-cognitive task's processing time based on objective parameters allowing to take account of the difference between individuals of different ages and sex
Territory, firms and value co-creation synergies
Purpose Recent literature on the implications of applying service-dominant (S-D) logic to conceptualise value-creation processes views territory only as an operand resource (a resource upon which an act is performed). This study aims to show that territory is both an operand and operant resource (a resource that acts on other resources) and to examine how this conceptualisation may extend knowledge about co-creation processes between a firm and its territory.Design/methodology/approach The study develops a conceptual contribution, drawing on previous research and combining managerial thinking with architectural-urban planning thinking, using illustrative examples.Findings This study shows that the territory actively participates in value co-creation through interactions with other actors (e.g. firms, inhabitants and tourists). The territory is not only an output of human actions but also a process through which its essence and traits emerge over time. It can infinitely inspire firms with ideas, provided they are able to listen to it and recognise its value co-creator nature.Research limitations/implications Contrary to the traditional firm location theory, this study highlights that a territory's attractiveness is related to its potential, active contribution to value co-creation. The study's arguments provide a contribution to the current debate about territorial servitisation but should be refined through empirical analyses.Practical implications The paper provides suggestions on platform-designing methods - supported by technologies - to enable the territory to engage in value co-creation.Originality/value While some studies have applied the S-D logic to territories, this study is the first to recognise that the territory has an active role in value co-creation
Dalla Bottega "rinascimentale", modello di strategia identitaria per l'impresa di oggi, alla bottega digitale come modello di community: considerazioni preliminari per una ricerca
Da tempo si segnala come conclusa la fase “marshalliana” dei distretti industriali: un modello organizzativo, radicato nel Nordest e in altre aree del nostro Paese, basato sul concetto di “specializzazione flessibile”, che una vasta letteratura ha riconosciuto in anni passati come efficace alternativa al modello fordista della produzione di massa e della grande impresa verticalmente integrata. Alla luce di queste considerazioni, il riferimento alla bottega “rinascimentale” sembra offrire una stimolante prospettiva di senso, capace di confrontarsi con le sfide della knowledge economy e in grado di mettere in rapporto locale e globale senza assorbire uno dei due termini nell’altro
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