325,741 research outputs found
La protomaiolica di Castel Fiorentino (Torremaggiore, FG)
Edizione della ceramica inedita con rivestimento vetroso dipinta dal sito di Castel Fiorentino. I nuovi dati mettono a fuoco problematiche in ordine alla tecnologia e all'uso
Inquadramento geologico della zona di Castel di Ieri
Nell’ambito della collaborazione tra l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo, durante gli scavi archeologici effettuati tra il 2006 e il 2007, sono state condotte delle indagini geoarcheologiche in prospettiva archeosismologica nel sito di Castel di Ieri, nella conca Subequana. In località Madonna del Soccorso è stata rinvenuta un’area sacra comprendente un tempio monumentale riferibile al II-I sec. a.C. (fig. 1A) e una struttura, di dimensioni minori, di epoca precedente (fig. 1A) (Campanelli 2007). Lo scavo di quest’ultima, nel corso del 2006, ha evidenziato la presenza di resti in posizione di crollo, in particolare il collasso di una grande porzione di muro insieme a quello verticale di un elemento decorativo (fig.B). Le porzioni crollate sono state in parte rinvenute all’interno di sedimenti detritici che hanno coperto il tempio minore, dopo aver subito un parziale trasporto (fig. 1C, 2C). I dati oggi disponibili suggeriscono, pertanto, due eventi naturali distinti, il primo dei quali avrebbe causato il crollo della struttura, mentre il secondo avrebbe comportato il parziale trasporto degli elementi archeologici crollati e sigillato il sito. Da un punto di vista geologico, l’area subequana è localizza in un settore dell’Appennino in cui hanno avuto origine forti terremoti distruttivi, lungo strutture tettoniche distanti pochi chilometri dalla conca; è il caso delle faglie distensive del bacino del Fucino, del Monte Morrone e della media valle dell’Aterno; in base alle conoscenze di tettonica attiva, sismologia storica e archeosismologia, l’evento responsabile dei crolli a Castel di Ieri potrebbe essere il risultato dell’attivazione delle faglie del Fucino nel 508 d.C. o della faglia del Monte Morrone responsabile del sisma della metà del II sec. d.C. oppure essere attribuibile all’attivazione della faglia che borda la conca subequana in occasione di un evento sismico ancora non noto. I dati archeologici lasciano propendere per la seconda ipotesi, attualmente in fase di completa definizione.Published23-303.10. Sismologia storica e archeosismologiareserve
Inquadramento geologico della zona di Castel di Ieri
Nell’ambito della collaborazione tra l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo, durante gli scavi archeologici effettuati tra il 2006 e il 2007, sono state condotte delle indagini geoarcheologiche in prospettiva archeosismologica nel sito di Castel di Ieri, nella conca Subequana. In località Madonna del Soccorso è stata rinvenuta un’area sacra comprendente un tempio monumentale riferibile al II-I sec. a.C. (fig. 1A) e una struttura, di dimensioni minori, di epoca precedente (fig. 1A) (Campanelli 2007). Lo scavo di quest’ultima, nel corso del 2006, ha evidenziato la presenza di resti in posizione di crollo, in particolare il collasso di una grande porzione di muro insieme a quello verticale di un elemento decorativo (fig.B). Le porzioni crollate sono state in parte rinvenute all’interno di sedimenti detritici che hanno coperto il tempio minore, dopo aver subito un parziale trasporto (fig. 1C, 2C). I dati oggi disponibili suggeriscono, pertanto, due eventi naturali distinti, il primo dei quali avrebbe causato il crollo della struttura, mentre il secondo avrebbe comportato il parziale trasporto degli elementi archeologici crollati e sigillato il sito. Da un punto di vista geologico, l’area subequana è localizza in un settore dell’Appennino in cui hanno avuto origine forti terremoti distruttivi, lungo strutture tettoniche distanti pochi chilometri dalla conca; è il caso delle faglie distensive del bacino del Fucino, del Monte Morrone e della media valle dell’Aterno; in base alle conoscenze di tettonica attiva, sismologia storica e archeosismologia, l’evento responsabile dei crolli a Castel di Ieri potrebbe essere il risultato dell’attivazione delle faglie del Fucino nel 508 d.C. o della faglia del Monte Morrone responsabile del sisma della metà del II sec. d.C. oppure essere attribuibile all’attivazione della faglia che borda la conca subequana in occasione di un evento sismico ancora non noto. I dati archeologici lasciano propendere per la seconda ipotesi, attualmente in fase di completa definizione.Published23-303.10. Sismologia storica e archeosismologiareserve
Brest, étude de géographie urbaine
Castel S. Brest, étude de géographie urbaine. In: Annales de Bretagne. Tome 39, numéro 4, 1930. pp. 497-522
Brest, étude de géographie urbaine (Suite)
Castel S. Brest, étude de géographie urbaine (Suite). In: Annales de Bretagne. Tome 40, numéro 4, 1932. pp. 593-624
Archeologia a Castel San Pietro tra antichità e medioevo.
Sintesi delle ricerche e delle scoperte archeologiche effettuate nell'area situata tra le antiche città di Bononia e Forum Corneli, attraversata dalla via Aemilia e incentrata sullo scomparso municipio romano di Claterna. La raccolta dei dati consente di delineare i caratteri e lo sviluppo dell'insediamento territoriale tra l'età romana e il medioevo, quando sorse il centro di Castel S. Pietro, del quale si segnalano le più recenti scoperte di archeologia urbana
Brest, étude de géographie urbaine (Suite)
Castel S. Brest, étude de géographie urbaine (Suite). In: Annales de Bretagne. Tome 41, numéro 1-2, 1934. pp. 7-72
Castel Madama: centro storico, ambiente e territorio.
La mostra su Castel Madama rappresenta una tappa importante nella realizzazione del progetto Architettura in Provincia, facendo seguito ai convegni I musei della città e del territorio e La Gabella del Passo e l'affresco di Federico Zuccari nella chiesa di S. Sebastiano. Destinata ad una funzione conoscitiva e didattica, questa esposizione essenzialmente fotografica rimarrà esposta nei locali del Castello Orsini affidati alla Facoltà di Architettura "Valle Giulia" in modo che tutti i cittadini -e soprattutto i ragazzi delle scuole- possano apprezzare i valori storici, ambientali e artistici dell'ambito comunale e attivarsi per la loro migliore conservazione e fruizione. Le tavole esposte sono dedicate ad alcune delle principali tematiche riguardanti il patrimonio abitativo e monumentale del centro storico e del paesaggio, senza nessuna pretesa di esaustività, e sono frutto del lavoro svolto dagli studenti del Corso di "Storia dell'urbanistica e dell'architettura moderna" dell'anno accademico in corso 2005-
2006 (docente Guglielmo Villa, collaborazione di Francesca Domenici e Stefania Ricci). La mostra a sua volta si ispira a quella, realizzata nell'anno precedente e curata da Enrico Guidoni e Guglielmo Villa, su Civitella San Paolo (esposta nel Castello Orsini di Castel Madama dal 25 novembre 2005) a dimostrazione di una precisa indicazione di metodo e della intenzione di approfondire
la conoscenza dei Comuni facenti parte della provincia di Roma. Si ringrazia per la collaborazione Flavia De Bellis (Responsabile Archivio Storico comunale di Castel Madama)
- …
