3,546 research outputs found

    Rigenerare e prendersi cura del territorio

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    Il termine rigenerazione urbana, il cui uso è stato circoscritto per lungo tempo prevalentemente alle periferie – intese con accezione negativa –, è rientrato recentemente nel lessico degli studiosi e ricercatori di architettura, urbanistica, politica culturale, geografia, ambiente, territorio, paesaggio, ma anche di antropologia e di economia, come si evince dai dibattiti e dai titoli di volumi , facendo spesso riferimento ad altri territori, tra cui i centri storici

    Associazioni, professioni e l’impegno per l’acqua.

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    L’intervento vuole porre in evidenza come l’ANIAI (Associazione Nazionale Ingegneri e Architetti Italiani) presieduta dal prof. Alessandro Castagnaro, nelle sue attività culturali e professionali sin dal 1919, anno della sua costituzione, ha sempre posto l’accento sulle attività relative all’ACQUA come bene naturale. Pertanto l’ Associazione di II livello - che riunisce attraverso la sua federazione associazioni regionali e provinciali di ingegneri ed architetti ma anche associazioni specialistiche settoriali - ha sensibilizzato con una serie di iniziative, convegni, conferenze e premi, l’orientamento delle professioni dell’ingegnere e dell’architetto verso significativi progetti ed avanzate ricerche che avessero come obiettivo lo sviluppo, la valorizzazione e la tutela dell’ACQUA. Verranno poste in evidenza alcune significative opere realizzate da ingegneri e architetti italiani per dotare di acqua località di prestigio e di richiamo turistico e culturale ma prive di questo bene. L’ANIAI in passato ha dedicato un significativo e rappresentativo premio (Premio ANIAI 1958) a queste imprese e a professionisti che hanno, con la loro abilità e maestria, contribuito a quest’opera. Infine, verrà posto in evidenza come oggi sono presenti associazioni federate all’ANIAI che hanno l’obiettivo primario di progettare ed operare su temi riguardanti l’idrotecnic

    La Mostra d'Oltremare nella Napoli occidentale. Ricerche storiche e restauro del moderno

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    Il volume intende approfondire la storia della nascita e dell’evoluzione della Mostra d’Oltremare di Napoli, dalla fine degli anni Trenta del secolo scorso ‒ ovvero il periodo della sua concezione e fondazione ‒ fino ai giorni nostri, letta anche in relazione all’area occidentale di Napoli che proprio in quegli anni andava sviluppandosi e per la quale la Mostra costituì un importante volano. Lo studio della Mostra è condotto attraverso l’analisi delle architetture che conformano il complesso, del suo impianto urbano, dei protagonisti di quelle vicende e di tutti quei fattori eteronomi che concorsero alla sua realizzazione e che ne hanno determinato, in una diversa misura, lo sviluppo. L’indagine degli eventi che caratterizzano tale excursus temporale, inclusa la fase di ricostruzione e ristrutturazione della Mostra in vista della sua riapertura dopo i danneggiamenti prodotti dalla Seconda guerra mondiale, si completa attraverso alcuni saggi che affrontano l’analisi degli aspetti che costituiscono i precedenti di tale storia

    Introduzione

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    La trasformazione del turismo da rito elitario a fenomeno di massa, in Italia è prontamente colta dalle riviste specializzate, quali “L’architettura pratica”, “Edilizia moderna”, “Emporium”, “L’architettura italiana”, già al principio del XX secolo. Contemporaneamente diventa anche tema analizzato nei prontuari per la progettazione architettonica. Nel suo noto Manuale dell’architetto, ad esempio, Daniele Donghi riserva ampio spazio alle tipologie architettoniche destinate alla cura e al soggiorno, esaminandone problemi distributivi ed estetici, e cercando di delineare modelli consapevoli dei casi europei ma capaci anche di armonizzarsi con il contesto nazionale

    Brevi note sullo sviluppo di Chiaia

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    Dalla metà del XVI secolo, con l’ampliamento delle mura toledane (1533) la strada di Chiaja fu inclusa nel perimetro della città con la costruzione di una porta d’accesso denominata come la strada o anche porta romana. La via, voluta da Don Pedro de Toledo, fu commissionata all’architetto Domenico Fontana che già aveva operato nel nuovo Palazzo Reale nel 1600, in sostituzione di Palazzo Vecchio, prospiciente l’attuale piazza del Plebiscito, chiamata al tempo largo di Palazzo. Breve excursus fino ai nostri giorni con particolare attenzione al Floreale Napoletano

    Periferie, risorse per la città

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    Nell’ultimo cinquantennio – ma comunque a partire dal periodo immediatamente successivo all’avvento della seconda guerra mondiale - il tema delle periferie urbane ha sconfinato dalle discipline più prettamente tecniche assumendo in tutto il mondo peculiarità e connotazioni prevalentemente di carattere politico-sociale di tale entità da coinvolgere tutta la società moderna. Tale coinvolgimento chiama in causa aspetti antropologici, di carattere economico, di sviluppo urbano ed architettonico che ormai non si possono più trascurare nella nuova dimensione metropolitana che si avvia ad essere la realtà di molte delle città italiane
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