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    F. Pagano, M. Civitillo, C. Rescigno, 'La Pittura della voce. L’alfabeto prima e dopo Cuma', Catalogo della Mostra (Baia, maggio-giugno 2024)

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    Quella dell’alfabeto greco è stata tradizionalmente considerata come l’invenzione, da parte di un ignoto benefattore dell’umanità, di uno strumento che avrebbe costituito uno dei più prodigiosi vettori di civilizzazione e progresso della civiltà greca (e, con essa, di quella occidentale). Tuttavia, sembra oggi più verosimile che la diffusione di tale potente strumento non sia da interpretare in termini di monogenesi, ma come frutto di un lungo processo al quale parteciparono diversi intermediari in diversi momenti e in diversi luoghi. L’inizio di questo labirintico percorso si colloca nel Levante del II millennio a.C., dove era in uso una pluralità di alfabeti consonantici, tra loro correlati e in fase di vivace sperimentazione, che si stavano gradualmente sviluppando nel repertorio di forme segniche che si troverà poi standardizzato nelle attestazioni più antiche dell’alfabeto fenicio. Da questo, intorno al IX secolo a.C., sarebbero derivati, per adeguamento dei caratteri fenici alle esigenze della lingua greca, gli alfabeti regionali greci, finché uno di questi, quello euboico, sarebbe poi approdato sulle coste campane nell’VIII secolo a.C. La mostra intende narrare, attraverso l’esposizione di alcune tra le più significative iscrizioni alfabetiche ad oggi rinvenute che per la prima volta vengono esposte insieme, non solo il primo, delicato processo di adattamento della scrittura fenicia alla notazione della lingua greca, ma soprattutto il passaggio dell’alfabeto greco in Occidente e la graduale nascita della costellazione di alfabeti in uso dell’Italia antica. Attraverso la sua introduzione da parte dei naviganti euboici prima a Pitecusa e poi a Cuma, infatti, la pratica della scrittura si diffuse rapidamente presso le popolazioni vicine e nel corso del VI secolo a.C. assunse un valore identitario etnico, dando vita a un mosaico di diverse tradizioni grafiche, di volta in volta derivate direttamente dall’alfabeto greco o attraverso la mediazione etrusca o latina. Narrare questo lungo processo – contraddistinto da una intricata rete di stimoli, creazioni indipendenti, sperimentazioni locali – è lo scopo della mostra, che non a caso è ospitata nel castello aragonese di Baia. Dalla sua terrazza superiore, infatti, è possibile abbracciare con lo sguardo non solo Ischia e Cuma, luoghi di approdo dell’alfabeto greco in Occidente, ma anche, attraverso un’istallazione ottica realizzata in occasione dell’evento, il limite meridionale del Lazio, da dove la scrittura si sarebbe diffusa alle culture dell’Italia centrale. È quindi della scrittura intesa come fenomeno flessibile e cangiante (‘prima e dopo Cuma’, appunto), sempre al servizio di lingue e culture diverse che ne fecero uso per disparate finalità che la mostra vuole raccontare. Ma della scrittura verranno raccontate anche le pratiche, i supporti, i contesti e gli usi, poiché solo privilegiando i processi di produzione e fruizione della comunicazione scritta si possono comprendere appieno i suoi prodotti: ovvero i singoli testi, manifestazioni di quella ‘pittura della voce’ che la mostra vuole disegnare

    Carlo RESCIGNO, Tetti campani. Età arcaica. Cuma, Pitecusa e gli altri contesti

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    Van Wonterghem Frank. Carlo RESCIGNO, Tetti campani. Età arcaica. Cuma, Pitecusa e gli altri contesti. In: L'antiquité classique, Tome 69, 2000. pp. 538-539

    Carlo RESCIGNO, Tetti campani. Età arcaica. Cuma, Pitecusa e gli altri contesti

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    Van Wonterghem Frank. Carlo RESCIGNO, Tetti campani. Età arcaica. Cuma, Pitecusa e gli altri contesti. In: L'antiquité classique, Tome 69, 2000. pp. 538-539

    The sanctuary of Apollo in Pompeii: new geophysical and archaeological investigations

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    The work presents for the first time the new investigations conducted in the Sanctuary of Apollo in Pompeii in collaboration between the University of Campania Luigi Vanvitelli and the University of Bologna. The synergic cooperation between the two institutions and the Archaeological Park of Pompeii is celebrated here with a careful analysis of the data obtained from a Ground Penetrating Radar prospecting campaign performed by the University of Bologna, interpreted in the light of the study of archive documents and the latest excavations directed by the University of Campania Luigi Vanvitelli. The combined research, which is original, organic and methodologically accurate, proposes and promotes an overall understanding of the diachronic evolution of the important sacred site, from the archaic period to the eruption of 79 AD. After an in-depth overview of the site, its construction history and the main topographical and monumental aspects, and a digression into previous research, particular emphasis is placed on the high-resolution geophysical investigations and the method used, which find their first edition here. The results of the survey are also interpreted with respect to a new reading of Maiuri's excavations and the more recent archaeological digs, with very encouraging results that invite a direct investigation of the hypotheses formulated. This research is therefore of undoubted significance, offering relevant additional information, not only on the construction episodes of the architectural complex and the urban landscape in which it is set, but also on aspects related to the cult of Apollo and the rituality associated with it. A final spin-off in terms of method concerns the potential of the integrated approach presented and discussed for the archaeology of Pompeii and its wider knowledge

    Architetture perdute. Decorazioni architettoniche fittili dagli scavi tra Palatino, Velia e valle del Colosseo (VII-IV secolo a.C.)

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    Il volume è dedicato al materiale architettonico fittile (VII-IV secolo a.C.) rinvenuto nel corso delle indagini condotte dal Dipartimento di Scienze dell'Antichità della Sapienza - Università di Roma nell'area archeologica centrale di Roma, e più in particolare, all'interno dei cantieri di scavo della Meta Sudans (1985-2003) e del Palatino nord-orientale (2001-in corso). Dopo una panoramica generale sulle ricerche e sull'area indagata (Capitolo 1), sono presentati nel dettaglio i contesti topografici e le stratigrafie da cui provengono le decorazioni fittili (Capitoli 2-3). Queste ultime sono poi analizzate nel dettaglio, in ordine cronologico, all'interno del Capitolo 4. Lo studio è stato condotto secondo i più attuali indirizzi di metodo in uso nell'ambito di questo specifico settore della disciplina archeologica e facendo continuo riferimento agli altri ritrovamenti della città confrontabili per cronologia e tipo. Chiudono il lavoro una sezione dedicata alla caratterizzazione archeometrica di alcuni manufatti (Capitolo 5) ed una sull'intervento conservativo (Capitolo 6)

    Patricia Lulof & Carlo Rescigno (Ed.), Deliciae fictiles IV. Architectural Terracottas in Ancient Italy. Images of Gods, Monsters and Heroes. Proceedings of the International Conference held in Rome and Syracuse October 21-25, 2009. Oxford-Oakville, Oxbow Books, 2011

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    Van Wonterghem Frank. Patricia Lulof & Carlo Rescigno (Ed.), Deliciae fictiles IV. Architectural Terracottas in Ancient Italy. Images of Gods, Monsters and Heroes. Proceedings of the International Conference held in Rome and Syracuse October 21-25, 2009. Oxford-Oakville, Oxbow Books, 2011. In: L'antiquité classique, Tome 81, 2012. pp. 602-603
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