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    673. Carla Marcato, Nomi di persona, nomi di luogo. Introduzione all'onomastica, Bologna, il Mulino, 2009

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    Recensione al volume di Carla Marcato sulla toponomastica e l'antroponimia italian

    Mutamenti di prospettiva nello studio del linguaggio giovanile

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    L’articolo, dopo aver ricostruito brevemente la storia del concetto di “linguaggio giovanile”, affronta alcuni problemi che contraddistinguono le ultime ricerche sul tema: la fascia d’età compresa nell’etichetta “giovani”, la collocazione del linguaggio giovanile nel repertorio linguistico italiano, la presenza del dialetto, documentata con una serie di esempi, soprattutto lessicali, tratti dall’area romana e da quella abruzzese, l’osmosi , divenuta bidirezionale, tra linguaggio giovanile e italiano colloquiale

    Cultura, identità e potere in area ceremissa

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    I tratti peculiari della visione del mondo dei Ceremissi, che si riflettono sia nella cultura materiale e spirituale, sia nella letteratura e nell’arte, sono espressione della loro identità etnica. Nei riti pagani che ancor oggi si praticano si è mantenuto l’uso della lingua arcaica per meglio esprimere la conservazione della loro cultura originaria. La flessibilità, la facile adattabilità e la trasmissione orale del loro sistema di credenze ne ha reso possibile la sopravvivenza nel corso dei secoli, nonostante i tentativi di cristianizzazione e il rigore della censura di matrice politica. Le loro tradizioni e i loro riti, cui partecipano anche i battezzati, si riallacciano allo scenario mitologico dei primordi, che risulta ancora rispondente alle esigenze della comunità. La loro etica sociale, che prevede la salvaguardia di un equilibrio nella natura e nella cultura, è stata recentemente presa in considerazione dal governo russo come possibile modello di riferimento nella politica attuale

    Linguistic innovations in an Italian heritage community

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    This article attempts to explore several of the key issues inherent in the term heritage language, a term which the ever-increasing body of work on Italian abroad has allowed us to coin. At the same time, it proposes an alternative interpretation which applies equally across the theoretical, the methodological and applied domains of the multiple situations and contexts in which Italian is spoken within communities of Italian origin. This is achieved through a combination of analysis and data from earlier studies of the Italian community of Bedford which provides the case study. The analysis focuses particularly on innovations which are not a result of contact. These are examined in terms of phonetics and morphosyntax to understand how HLs can be distinguished by such innovations, found even in the first migrant generation who thereby diverge from speakers who have remained in the country of origin. The article concludes by proposing an interpretation of the causes that lead to speakers of the first generation differentiating themselves from those who have continued to live in the country of origin. While maintaining the need to include members of the first generation among heritage speakers, I intend to engage in a discussion of the possible underlying causes of changes that do not depend on to contact with the dominant language

    A perspective on the multilingualism of the Patriarchate of Aquileia between the 13th and 14th centuries through a new project

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    Over the past fifteen years, the “Pio Paschini” Institute for the History of the Church in Friuli has published a significant number of volumes dedicated to documents, instrumenta and imbreviatures drawn up by notaries and patriarchal chancellors in the XIII and XIV century. The place names taken from the indexes of these volumes were used to form the first nucleus of the Historical Topography of the Patriarchate of Aquileia, i.e. a basic tool useful to identify the toponyms encountered in the most diverse medieval sources. The amount of data made available by these publications is now gradually reworked and inserted into a database that can be consulted in an Internet portal. One of the most interesting aspects of this project centers on the fact that the documentation relating to the patriarchate, although written in Latin, testifies to a toponymic polymorphism due to the presence of populations of several languages; for this reason, the Latin denomination of a place can be the original one, or it can result from a translation or an adaptation of Germanic, Slavic or Romance forms. The contribution presents the main characteristics of the project and some particularly significant data

    I linguaggi del potere nel film "Amleto" di Grigorij Kozincev

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    Poiché il regista russo Kozincev è arrivato a girare Amleto dopo anni di lavoro e un fitto scambio epistolare con l'autore della traduzione, Boris Pasternak, ho esaminato prima il modo in cui Amleto è interpretato nel contesto russo. La traduzione, che esprime la visione del mondo di Pasternak e il film restano fedeli al testo di Shakespeare, ma nello stesso tempo evidenziano i tratti del personaggio che lo avvicinano ai probemi e alle difficoltà della Russia negli anni cinquanta e sessanta del secolo scorso. Il mezzo cinematografico consente al regista di indugiare sugli esterni: sulla vastità di una terra brulla, sul mare agitato, su un grande cielo vuoto e di esprimere in buona parte solo attraverso le immagini quello che gli stava a cuore trasmettere allo spettatore. L'articolo vuole dimostare che l'opera di Kozincev è un'originale e brillante interpetazzione del testo shakespeareano

    Parole di donne alle origini delle democrazie europee: Francia e Italia

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    Nei due paesi europei nei quali le donne hanno conseguito quasi contemporaneamente il diritto di voto (Francia 1944, Italia 1945), la pubblicazione di loro scritti politici avviene in forme che presentano innumerevoli e sorprendenti analogie. Il saggio prende in esame, a partire dagli anni della Rivoluzione francese, i linguaggi utilizzati, inventati, re-inventati da parte delle donne, ben prima del loro esercizio dei diritti politici e civili. Italiane e francesi contrastarono, con le loro parole, un disegno politico che, dalla fine del Settecento e per tutto l’Ottocento, è tracciato su misura per l’uomo: lavorarono a nuove definizioni di termini come “pubblico”, “privato”, “politico”, “sociale”, “madre”, “donna”, “educazione”, e molte altre ancora, e posero una serie di questioni storicamente legate al pratico esercizio della democrazia. Il saggio delinea un quadro sintetico di questo significativo processo storico, del quale ancora molto resta da studiare: vocaboli, espressioni nate nel vivo di una lotta difficile nella quale la progressiva appropriazione della sovranità si accompagna al ri-nominare uomini e cose. Ma che le donne riempiono di significati originali, “diversi”
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