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    Maladera cardoni

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    Maladera cardoni (Brenske, 1896) Figures 18 F–I, 90 Serica cardoni Brenske, 1896: 153. Serica tsienluana Brenske, 1897: 394; syn by Ahrens 2006b: 414. Serica nuristanica Petrovitz, 1965: 684; syn. by Ahrens 2004b: 271. Cephaloserica bhutanensis Frey, 1975 a: 229; syn. by Ahrens 2004b: 271. Autoserica carinata Khan & Ghai, 1980: 24; syn. by Ahrens 2004b: 271. Maladera cardoni: Ahrens 2004a: 271, 2006b: 414. Remarks. For material examined and redescription, see Ahrens (2004a). The distribution of this species is mainly in northern India and the lower Himalaya (Ahrens 2004a, 2006); in China, it is known only from Ta-tsien-lu, the type locality of Serica tsienluana Brenske, 1897. No recent records are known. Distribution. See map (Fig. 90) and Table 1.Published as part of Fabrizi, Silvia, Liu, Wan-Gang, Bai, Ming, Yang, Xing-Ke & Ahrens, Dirk, 2021, A monograph of the genus Maladera Mulsant & Rey, 1871 of China (Coleoptera: Scarabaeidae: Melolonthinae: Sericini), pp. 1-400 in Zootaxa 4922 (1) on page 90, DOI: 10.11646/zootaxa.4922.1.1, http://zenodo.org/record/449631

    Il rischio Radon: caratteristiche, normativa e prevenzione

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    Il Radon è un gas naturale radioattivo che appartiene alla famiglia dei gas nobili. È prodotto dal decadimento nucleare del Radio all’interno della catena di decadimento dell’Uranio 238, un metallo denso e radioattivo. Viene generato continuamente da alcune rocce della crosta terrestre ed in particolar modo da lave, tufi, pozzolane, alcuni graniti etc. Sebbene le concentrazioni di Radon siano maggiori nei materiali di origine vulcanica, spesso si riscontra una sua elevata quantità anche nelle rocce sedimentarie come marmi, marne etc. Infine è nota la sua presenza in alcuni materiali comunemente usati nell’edilizia. La via che generalmente percorre per giungere all'interno delle abitazioni è quella che passa attraverso fessure e piccoli fori delle cantine e nei piani seminterrati. L'interazione tra edificio e terreno, l'uso di particolari materiali da costruzione e le tipologie edilizie, sono pertanto gli elementi più rilevanti ai fini della valutazione dell'influenza del Radon sulla qualità dell'aria interna delle abitazioni ed degli edifici in genere. Poiché si tratta di un gas inerte, può dissolversi nell'acqua e venirne trasportato. L'introduzione nel corpo umano avviene mediante l'inalazione del gas 1.er Congreso Internacional Italia Argentina de Medicina del Trabajo y Salud de los Trabajadores 68 presente in aria o l'ingestione dello stesso disciolto in acqua. Se inalato o ingerito, è molto pericoloso per la salute umana poiché le particelle di decadimento emesse possono danneggiare il Dna delle cellule colpite e causare cancro al polmone ed altre patologie da esposizione ad agenti radioattivi. Sulla base delle consolidate evidenze scientifiche acquisite, l’Oms, attraverso l’International Agency for Research on Cancer (Iarc), ha classificato il Radon appartenente al gruppo 1 delle sostanze cancerogene per l’essere umano. Obiettivi Si può affermare che oggi possediamo mezzi e conoscenze sufficienti per contrastare questo pericolo ambientale che l'OMS attraverso l'IARC ha inserito nel Gruppo 1 degli agenti cancerogeni conosciuti. Le autorità locali e la comunità scientifica possono e devono ricoprire un ruolo essenziale nel: • approfondire la comprensione della situazione del territorio riguardo i rischi legati alla presenza di Radon; • fornire informazioni alla popolazione; • aiutare a realizzare soluzioni tecniche al problema non appena esso sia stato identificato • adeguare le norme di Legge sulla tutela della Salute, alla luce delle sempre maggiori conoscenze scientifiche ottenute. Inoltre si vuol porre l’accento su una via di esposizione finora francamente sottostimata, ovvero quella che avviene attraverso il contatto con acque contenenti sostanze radioattive. Un serio problema per l’informazione e la sensibilizzazione dei cittadini nei confronti dei rischi legati al Radon deriva certamente dal fatto che forse proprio in quanto sostanza naturale e non determinata da inquinamento antropico, potrebbe non essere percepita come un rischio reale per la salute da parte dei cittadini e dei lavoratori. 1.er Congreso Internacional Italia Argentina de Medicina del Trabajo y Salud de los Trabajadores 69 Metodi Viene riportata la recente letteratura sui meccanismi di ingresso e di concentrazione del Radon nei fabbricati e sui metodi di attenuazione possibili, sugli effetti del Radon riguardo la salute umana e sulla Normativa vigente in questo campo Conclusioni Perché la pubblica opinione percepisce come rischio per la salute alcuni fattori presenti nell’ambiente e ne ignora o ne sottovaluta invece altri ? Sicuramente la percezione del rischio è determinata dal grado di informazione fornita ai cittadini ed ai lavoratori, sia essa quella proveniente dall’ambiente scientifico e sia essa quella promossa dagli organi di informazione e dalla stampa. Il problema della esposizione al Radon negli ambienti confinati rischia di appartenere a questa categoria di pericoli poco divulgati e di rischi scarsamente percepiti. Ancor più i rischi connessi con la sua presenza nelle acque per uso domestico sono stati forse in passato scarsamente valutati. La corretta informazione dei cittadini e la loro sensibilizzazione ai rischi legati al Radon nonché l’aggiornamento costante delle norme a prevenzione ed a tutela della salute, determinato dal progresso degli studi scientifici, restano lo strumento preventivo fondamentale per incrementare la lotta alle patologie umane ad esso correlate

    Tyrosine-kinase inhibitors and patient-reported outcomes in chronic myeloid leukemia: a systematic review.

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    The main objective of this systematic review is to quantify and to summarize all studies that have included health-related quality of life (HRQOL) or, any other type of patient-reported outcomes (PROs), in patients with chronic myeloid leukemia (CML) treated with tyrosine kinase inhibitors (TKIs). Nine papers were found and none of these were published before 2003. Overall, 3290 CML patients were enrolled in the studies reviewed. Four studies reported HRQOL data on patients treated with imatinib only. The most solid data in this area indicate that CML patients receiving TKIs have a worse HRQOL profile when compared to their peers, without cancer, in the general population and interventions to improve HRQOL outcomes are thus needed. Our review revealed the paucity of evidence-based data in this area. However, HRQOL assessment in these studies emphasize the unique information provided by the patient's perspective. Urgent efforts are needed to provide solid PROs data to complement current knowledge on clinical efficacy of TKIs

    Anegleis cardoni

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    <i>Anegleis cardoni</i> (Weise) <p>(Figs 23–25)</p> <p> <i>Verania cardoni</i> Weise, 1892: 19 (Holotype, ZMB; Type locality: ‘Chota-Nagpore’-Mandar).</p> <p> <i>Coelophora cardoni</i>: Gorham 1894a: 202; 1894b: 209.</p> <p> <i>Micraspis cardoni</i>: Timberlake 1943: 27.</p> <p> <i>Anegleis cardoni</i>: Iablokoff-Khnzorian 1982: 295; Poorani 2002a: 321.</p> <p> <b>Diagnosis.</b> Length: 3.50–3.75 mm; width: 3.25–3.50 mm. Form (Figs 24a, 25g –i) round, strongly convex. Ground colour pale creamy yellow. Head (Fig. 23a) yellow, posteriorly blackish. Pronotum with a pair of triangular markings on posterior margin and a pair of small, transverse markings in the middle. Scutellar shield very small, triangular and black. Each elytron with a pair of thin black stripes, outer one anteriorly bent towards suture and inner one posteriorly bent towards lateral margin and a small circular spot near apex; suture with a black stripe; lateral margins of elytra very narrowly black. Ventral side uniform pale yellow. Posterior margin of ventrite 5 in female medially slightly produced, that of ventrite 6 arcuate, a transverse sclerotized projection present beneath ventrite 6; posterior margin of ventrite 6 in male emarginate. Spermatheca vermiform (Fig. 23e, f). Male genitalia (Figs 23g –k, 24i–k) as illustrated. It is externally strikingly similar to <i>Phrynocaria perrotetti</i> (Mulsant) and can be separated from it by the much smaller scutellum, elytral pattern and the absence of prosternal carinae.</p> <p> <b>Immature stages.</b> Eggs (Fig. 25a) yellowish and spindle shaped. Larva (Fig. 25b–d) dark purplish brown to pitchy brown with creamy white or pale yellowish spots. Pupa (Fig. 25e, f) reddish brown to pinkish with pale yellow or whitish markings.</p> <p> <b>Distribution.</b> India: Widely distributed (Andhra Pradesh, Bihar, Karnataka, Goa, Himachal Pradesh, Orissa, Punjab, Tamil Nadu, Uttar Pradesh); Sri Lanka; Pakistan.</p> <p> <b>Prey/associated habitat.</b> Predaceous on aphids, mealybugs, scales, whiteflies, eggs and immature stages of Lepidoptera. Known hosts are as follows: Aleyrodidae: <i>Aleurodicus dispersus</i> Russell, <i>Aleurolobus barodensis</i> (Maskell); Aphididae: <i>Acyrthosiphon pisum</i> (Harris), <i>Aphis craccivora</i> Koch, <i>Aphis gossypii</i> Glover, <i>Brevicoryne brassicae</i> (Linnaeus), <i>Lipaphis pseudobrassicae</i> (Kaltenbach), <i>Macrosiphum euphorbiae</i> (Thomas), <i>Sitobion miscanthi</i> (Takahashi), <i>Aphis (Toxoptera) aurantii</i> Boyer de Fonscolombe, and <i>Aphis (Toxoptera) citricidus</i> (Kirkaldy); Coccoidea: <i>Coccidohystrix insolita</i> (Green), <i>Lecanium</i> sp., <i>Megapulvinaria maxima</i> (Green), <i>Monophlebus</i> sp., <i>Orthezia</i> sp., <i>Parasaissetia</i> (as <i>Saissetia</i>) <i>nigra</i> (Nietner), <i>Planococcus citri</i> (Risso), <i>Pseudococcus</i> sp., <i>Pulvinaria psidii</i> Maskell, <i>Pulvinaria</i> sp., <i>Saissetia coffeae</i> (Walker) (as <i>S. hemisphaerica</i> (Targioni Tozzetti)), green mealy scale on coffee shade trees; Lophopidae: <i>Pyrilla perpusilla</i> (Walker); Psyllidae: <i>Diaphorina citri</i> Kuwayama; Lycaenidae: <i>Chilades lajus</i> (Stoll); Papilionidae: <i>Papilio demoleus</i> Linnaeus; Araneae: <i>Olios</i> (as <i>Sparassus</i>) <i>lamarcki</i> (Latreille).</p> <p> Frequently associated with whitefly infestations on <i>Cassia siamea</i>, and guava. Collected on sandal, <i>Pterolobium indicum</i>, <i>Dodonea viscosa</i>, <i>Canthium didymum</i>, lantana, <i>Zizyphus oenoplia</i>, and <i>Ageratum</i> sp. (Chatterjee & Bose 1933). Associated with aphids, mealybugs and scales infesting cabbage and other crucifers, brinjal, wheat, peas, tomato, <i>Achyranthes aspera</i>, <i>Coccinia indica</i>, <i>Duranta repens</i>, <i>D. erecta</i>, <i>Zizyphus jujuba</i>, chrysanthemum, neem, and several other plants (Afroze 2000). Collected on sunflower, sunnhemp, castor, coconut, sugarcane, and tobacco (label data). Collected on wheat, maize, berseem, walnut, potato, mulberry, and spinach (Hayat <i>et al</i>. 2017).</p> <p> Irshad (2001) recorded <i>Amritodus atkinsoni</i>, <i>Comstockaspis perniciosa</i>, and <i>Pyrilla perpusilla</i> as hosts in Pakistan. Afroze (2000) studied its biology on <i>C. insolita</i> and <i>B. brassicae.</i></p> <p> <b>Seasonal occurrence.</b> “Passes through many generations in a year (at least six), populations are high during January–March and August–December and low during April–July in South India ” (Korschefsky 1933; Chatterjee & Bose 1933). Collected almost throughout the year, particularly common during June–August in south India (label data). Common during mid-September to April in Aligarh, Uttar Pradesh (Afroze 2000).</p> <p> <b>Natural enemy.</b> <i>Nothoserphus mirabilis</i> Brues (Coleoptera: Proctotrupidae) (unpublished data).</p> <p> <b>Notes.</b> It is one of the most common species in South India with a propensity to feed on various whiteflies, which is unusual in Coccinellini. Chatterjee & Bose (1933) studied its hosts and seasonal incidence in detail.Afroze (2000) studied its bioecology and briefly described and illustrated the life stages.</p>Published as part of <i>POORANI, J., 2023, An illustrated guide to lady beetles (Coleoptera: Coccinellidae) of the Indian Subcontinent. Part 1. Tribe Coccinellini, pp. 1-307 in Zootaxa 5332 (1)</i> on pages 40-44, DOI: 10.11646/zootaxa.5332.1.1, <a href="http://zenodo.org/record/8261502">http://zenodo.org/record/8261502</a&gt
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