1,721,032 research outputs found

    Curatela di: Le serie sono serie

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    La punta dell'iceberg? Il confine tra mainstream e nicchia negli ecosistemi narrativi seriali

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    La questione degli ecosistemi narrativi incrocia la mia ricerca sulla serialità televisiva in almeno tre punti principali, sui quali vorrei concentrare il mio intervento: - la necessità di storicizzare la produzione seriale televisiva degli ultimi quindici anni, allo scopo di evidenziare peculiarità e differenze di linguaggio, formato, pubblici e narrazioni (quindi le componenti abiotiche e biotiche degli ecosistemi narrativi) in oggetti comunicativi profondamente diversi tra loro e che difficilmente possono essere considerati come appartenenti ad una categoria omogenea; - la frequente sovrapposizione, nella riflessione accademica, tra spettatori e fan: la mia impressione è che la ricerca si stia concentrando solamente sulla "punta dell’iceberg”, cioè su una nicchia di “testi” e dei loro fruitori produttivi, trascurando oggetti e pratiche più mainstream ma non per questo meno rilevanti nell’esperienza di gran parte del pubblico (penso agli adulti, ma anche a molti giovani); - la relazione fra produzione e ricezione nella prassi quotidiana, sulle cui dinamiche e gerarchie non sembra ancora esistere né sufficiente conoscenza diretta, né un soddisfacente approccio analitico in grado di restituire le numerose sfaccettature di un rapporto così complesso

    Locked down: strategie (seriali) di sopravvivenza durante la pandemia

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    This paper aims to consider the main changes in television schedules and consumer habits in the first period of the lockdown (March-April 2020) due to the Covid-19 pandemic, with particular attention to the forms and dissemination of TV series. The main purpose is to highlight the impact of domestic confinement on audience ratings, on the role of television even in age groups traditionally not interested in it, and above all on the function performed by TV series in a decidedly anomalous situation of use. Nostalgia as an antidote to a distressing present, the practice of rewatch and the need to escape through comic contents seem to be the poles around which, in the considered period, both the production needs of the television industry and the fruition practices are intertwined

    High-brow television, tele-cinefilia e altri ossimori: il discorso mediale e sociale su serie tv e qualità

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    High-Brow Television, Tv-cinephilia and other Oxymorons about Tv Series and Quality Since Henry Jenkins’ now classic work was published (2006), the studies about fandom remarkably flourished, in parallel with the boost of a new wave of quality Tv dramas in the United States. The attitude of downsizing the “tv” element from the discourse about tv series stems from this scenario, both in traditional and in social media. At the same time, some more high-brow aspects are emphasized, such as the relationship of the new serial forms with the narrative structures of cinema and literature. The essay will take into consideration some of the most common oxymorons deriving from these premises, which are deeply rooted in the Italian Tv series debate, such as “quality tv”, “expanded cinema”, “tv-cinephilia” etc., with the aim of considering both their risks and their opportunities. Furthermore, in the last decade a great variety of texts are grouped under the “Tv series” label, but they are very different as far as content, production values and audience reactions are concerned. The discourse on TV series, however, hardly recognizes the differences between a longstanding mainstream success such as, for instance, Grey’s Anatomy and more recent, and supposedly more “high-brow”, ones like True Detective. So, what does these High-brow new series can be described? And what does a quality Tv series looks like

    Il telegiornale

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    Il contributo si propone di presentare una sintetica ricostruzione delle principali tappe di sviluppo del telegiornale nella televisione italiana, con particolare attenzione alle caratteristiche dell'informazione RAI. L'obiettivo è quello di mettere in evidenza i generi, i formati e la loro evoluzione nel tempo

    A Slippery Slope: the Rise and Fall of the Domestic Soap Opera in Italian Public and Commercial Television

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    Prior to the mid-nineties, Italian television did not produce any soap operas. Daytime serials were imported mainly from the USA. Unexpectedly, the most commercial television genre was produced for the rst time by the public service broadcaster: Un posto al sole was aired by RAI in 1996. The commercial competitor Mediaset immediately responded with Vivere in 1998 and CentoVetrine in 2001. Un posto al sole still airs today, while both Mediaset’s soaps were cancelled. The paper focuses on the rise and fall of domestic long-running daytime serials, on the different choices taken by the two competitors and on the perspectives opened up by the genre on Italian TV schedules

    Il traduttore intraprendente: Sonia Livingstone e il concetto di audience

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    Almeno fino alla fine degli anni Novanta in Italia non sono stati tradotti saggi sul pubblico della televisione, tanto da far pensare che lo scarso entusiasmo italiano per i cultural studies, così fecondi in ambito anglosassone, sia dovuto anche a questa sorta di “pigrizia” che allontana gli studiosi dal lavoro di traduzione. L’inversione di tendenza degli ultimi sei-sette anni (come dimostrano le date di pubblicazione dei saggi citati in nota più sopra) è dovuta anche ad una maggiore visibilità accademica della televisione: la nascita e la diffusione di corsi universitari di teoria e tecniche del linguaggio radiotelevisivo, storia della televisione, teoria e tecniche della comunicazione di massa, sociologia della comunicazione, ecc., ha sollecitato la domanda di letteratura sulla televisione, il che ha presumibilmente favorito la traduzione di testi stranieri. Quando si è trattato di operare una selezione nella vasta produzione scientifica di Sonia Livingstone, non è stato semplice muoversi in un universo così articolato. Di comune accordo con l’Autrice, ho deciso di privilegiare i lavori centrati sulla questione del pubblico televisivo e sui testi mediali più significativi in quel senso, in particolare la soap opera e il talk show che, come ho già detto più sopra, hanno occupato per lungo tempo la riflessione di Livingstone. Non intendo tacere la mia parte di responsabilità nell’aver favorito apertamente l’orientamento in questa direzione; sono convinta, infatti, che il contributo di Sonia Livingstone abbia aperto la strada a numerose piste di studio e abbia portato alla luce moltissime questioni che solo successivamente sono state affrontate e dibattute da altri autori. L’attenzione di Livingstone verso i testi della cultura popolare e le modalità creative e intraprendenti di lettura da parte del loro pubblico rappresentano un contributo davvero originale, denso e stimolante: mi è sembrato doveroso sottoporlo alla riflessione del maggior numero possibile di studiosi nel nostro paese

    Le amiche che vorremmo. "Sex & The City"

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