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ll sistema pronominale della lingua dei segni italiana
In questo lavoro abbiamo analizzato il sistema pronominale della LIS. Abbiamo esaminato i pronomi personali tramite un sistema di tratti, [+prox], [+dist], che distingue le tre persone e la forma impersonale. Abbiamo inoltre mostrato che le indicazioni pronominali possono essere distinte in tre classi sulla base della correlazione tra proprietà sintattiche, prosodiche e semantiche, parallelamente alle tre classi di pronomi forti, deboli e clitici identificate nelle lingue vocali. Poiché la differenza tra le tre classi è strutturale, essa dovrebbe risultare indipendente dalla modalità di articolazione di un pronome; l’estensione della tripartizione alle lingue dei segni dimostra la correttezza dell’ipotesi iniziale. Abbiamo infine visto che analizzare le indicazioni brevissime come pronomi clitici ha conseguenze importanti per l’analisi della LIS come lingua a soggetto nullo. Questo è particolarmente chiaro nel caso dei verbi meteorologici, che possono ricorrere con indicazioni deboli o clitiche, dando origine a frasi con soggetto espresso come in inglese
Cleft wh-questions as biclausal structures. A comparison with simple wh-questions, cleft declaratives, and focalizations
The aim of the paper is to contribute to the debate on the internal structure of cleft sentences by (i) analysing the distribution of subjunctive mood, lexical subjects, and perché ‘why’ in Italian declarative and interrogative cleft sentences and (ii) discussing a difference between simple and cleft wh-questions. While simple wh-questions with marginalized DPs (in the sense of Antinucci and Cinque 1977 and Cardinaletti 2001, 2002) are ambiguous between a subject and an object reading of those DPs, cleft wh-questions are not ambiguous: The marginalized material can only be the subject. The paper investigates the syntactic, pragmatic, and prosodic properties of cleft wh-questions and compares them to simple wh-questions, cleft declaratives, and focalizations
Perché alzi le sopracciglia? Le funzioni linguistiche marcate dal sollevamento in LIS
È risaputo che le lingue dei segni utilizzano in modo estensivo elementi non-manuali per trasmettere informazioni linguistiche. Il presente studio si focalizza sul sollevamento delle sopracciglia e presenta i risultati preliminari di un’analisi quantitativa della sua distribuzione nella lingua dei segni italiana (LIS). Il sollevamento ricorre con una certa frequenza nel segnato spontaneo e, come per altre lingue dei segni, è utilizzato per marcare una certa varietà di costruzioni: topic, focus ampio, focus contrastivo, frasi ipotetiche, frasi subordinate, attitudine/enfasi, domande sì/no e frasi relative. Dalla analisi statistica dei dati dal Corpus LIS, emerge che due delle funzioni prese in esame risultano significative sulla distribuzione della marca: l’uso del sollevamento come marcatore di focus e come marcatore di attitudine/ enfasi, entrambi sensibili al fattore Età
On a (wh-)moved Topic in Italian, compared to Germanic
In this paper, I compare Romance and Germanic left periphery. I show that Italian Resumptive Preposing (RP) differs from both Clitic Left Dislocation (CLLD) and Focalization and shares many properties with fronting phenomena in English (Topicalization, Locative Inversion, Comparative Inversion). RP constituents are (wh-)moved to a high Topic position only available in root contexts and can co-occur with either preverbal pronominal subjects or post-verbal heavy subjects (while CLLD can target a Topic position lower than Focus – Rizzi 1997, Frascarelli and Hinterhölzl 2007 – and does not display any restriction on the subject). The analysis is based on Rizzi and Shlonsky’s (2006) account of English Locative Inversion and will lead us to the discussion of the interaction of Fin and Subj, i.e., the heads which lie at the interface of the I and C layers, and the comprehension of the different restrictions on the occurrence of preverbal subjects in Italian and English/German left-peripheral constructions, ultimately explaining the generalizations arrived at in Cardinaletti (2007)
Grammatica, lessico e dimensioni di variazione nella LIS
I contributi raccolti in questo volume illustrano la ricerca più recente sulla lingua dei segni italiana e si soffermano in particolare su alcuni aspetti grammaticali e lessicali soggetti a variazione.
Vengono presentate anche le motivazioni, il percorso e le scelte metodologiche che hanno portato alla creazione del Corpus LIS, un corpus di filmati che documentano le produzioni di 165 segnanti provenienti da 10 città (Torino, Milano, Brescia, Bologna, Firenze, Roma, Salerno, Bari, Catanzaro, Ragusa) e che è rappresentativo delle varietà di LIS utilizzate nel territorio nazionale. I risultati delle prime indagini effettuate sul Corpus LIS rivelano i tratti, talvolta sorprendenti, del processo di standardizzazione in atto.
Sono discusse anche alcune situazioni particolari di uso della LIS: quando si modifica per adattarsi alla situazione di sordocecità dei segnanti, quando è parlata da bilingui udenti, e quando è il risultato di una traduzione.
Il volume si rivolge non solo a assistenti alla comunicazione, studenti e interpreti di LIS, ma anche a studenti e specialisti di linguistica e di altre lingue, che vogliano comparare le lingue vocali con una lingua segnata. Per i sordi segnanti si tratta di uno strumento per riflettere sulla propria lingua, un aspetto importante della propria cultura
Cross-linguistic variation in the syntax of subjects
In this chapter, by focusing on two dimensions of cross-linguistic variation, I discuss the hypothesis that parameters are limited to properties of the functional lexicon, which have an impact on the core computational operations. In one case, variation concerns the probe head and the operation Move: the features which drive verb movement can be associated to different functional heads in the clausal skeleton. In the other case, variation concerns Spell-Out, i.e., the availability of lexical items which spell out syntactic features, an instance of variation which can concern both probes and goals (of the functional type, such as clitic and weak pronouns).
The paper discusses examples from Romance and Germanic languages, but the discussed generalizations have a wider cross-linguistic significance
Gli strumenti indispensabili della linguistica formale: le nozioni di costituente, gerarchia, movimento
L’articolo discute gli assunti teorici sulla facoltà del linguaggio e sull’acquisizione delle lingue che stanno alla base della linguistica formale contemporanea e i principali strumenti descrittivi sviluppati. Questi strumenti possono essere utili nella pratica didattica per descrivere correttamente le proprietà delle lingue e per sostenere l’acquisizione linguistica spontanea in particolare nel caso delle lingue straniere e classiche, in cui l’input linguistico è ridotto. Vengono presentati molti tipi di frase derivati da regole di movimento. Le proprietà pragmatiche e prosodiche che interagiscono con le proprietà sintattiche vengono discusse sulla base di esempi italiani. Vengono inoltre presentate alcune costruzioni tipiche di registri diversi dell’italiano
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