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Fuer eine syntaktische Analyse von Modalpartkeln
Die zahlreiche Literatur über Modalpartikeln (MP) im Deutschen konzentriert sich vor allem auf ihre pragmatischen Eigenschaften und ihr Diskursverhalten. Was hingegen fehlt, ist eine systematische Analyse ihrer syntaktischen Eigenschaften. In diesem Beitrag werden einige grundlegende Aspekte diskutiert, die durch eine weitergehende Analyse auf diesem Gebiet vertieft werden sollten. In Abschn. 1 werde ich mich auf die syntaktische Kategorie der MP konzentrieren, in Abschn. 2 auf ihre Distribution und in Abschn. 3 auf ihren syntaktischen Status. Ergebnis dieser Betrachtungen wird die Analyse der MP als „schwache“ Adverbien sein (im Sinne von Cardinaletti/Starke 1999), die sich im modalen Teil der Satzstruktur befinden
Una proposta per l’insegnamento linguistico del latino e del greco antico: alcune considerazioni generali
Il paper contiene una proposta per l’insegnamento linguistico delle lingue classiche ispirata dalla nuova metodologia comparativa, che si è dimostrata estremamente proficua sia negli studi più recenti in linguistica teorica (v. i lavori ispirati da Chomsky 1981 e per una sintesi esemplificativa Haegeman, a cura di, 1997) sia nell’applicazione didattica alle lingue moderne (v. per una discussione recente Cardinaletti 2002). La proposta nasce dall’esigenza di promuovere una conoscenza consapevole delle lingue classiche, nell’ambito di una più ampia riflessione sulle proprietà che accomunano le lingue classiche a molte lingue moderne già note allo studente, tra cui la lingua madre. Obiettivo primario è quello di sviluppare nello studente la competenza della comprensione di testi scritti in latino (e, solo per i licei classici, in greco antico).
Gli strumenti che riteniamo necessario utilizzare sono quelli della moderna linguistica sincronica e diacronica, in chiave comparativa. Il metodo comparativo, teso a valorizzare le proprietà comuni delle lingue, permetterà di fondare l’apprendimento delle lingue classiche su conoscenze linguistiche già acquisite dallo studente o comunque a lui più familiari. Questo permette di semplificare la descrizione dei fenomeni linguistici e il trattamento delle eccezioni
Cleft wh-questions as biclausal structures. A comparison with simple wh-questions, cleft declaratives, and focalizations
The aim of the paper is to contribute to the debate on the internal structure of cleft sentences by (i) analysing the distribution of subjunctive mood, lexical subjects, and perché ‘why’ in Italian declarative and interrogative cleft sentences and (ii) discussing a difference between simple and cleft wh-questions. While simple wh-questions with marginalized DPs (in the sense of Antinucci and Cinque 1977 and Cardinaletti 2001, 2002) are ambiguous between a subject and an object reading of those DPs, cleft wh-questions are not ambiguous: The marginalized material can only be the subject. The paper investigates the syntactic, pragmatic, and prosodic properties of cleft wh-questions and compares them to simple wh-questions, cleft declaratives, and focalizations
On a (wh-)moved Topic in Italian, compared to Germanic
In this paper, I compare Romance and Germanic left periphery. I show that Italian Resumptive Preposing (RP) differs from both Clitic Left Dislocation (CLLD) and Focalization and shares many properties with fronting phenomena in English (Topicalization, Locative Inversion, Comparative Inversion). RP constituents are (wh-)moved to a high Topic position only available in root contexts and can co-occur with either preverbal pronominal subjects or post-verbal heavy subjects (while CLLD can target a Topic position lower than Focus – Rizzi 1997, Frascarelli and Hinterhölzl 2007 – and does not display any restriction on the subject). The analysis is based on Rizzi and Shlonsky’s (2006) account of English Locative Inversion and will lead us to the discussion of the interaction of Fin and Subj, i.e., the heads which lie at the interface of the I and C layers, and the comprehension of the different restrictions on the occurrence of preverbal subjects in Italian and English/German left-peripheral constructions, ultimately explaining the generalizations arrived at in Cardinaletti (2007)
Introduction: On Peripheries
Brief introduction on studies of the left periphery in comparative perspective
La linguistica per la comprensione della dislessia: alcuni test di produzione orale
La dislessia è spesso accompagnata da difficoltà che vanno ben oltre le difficoltà di decifrazione dei segni e di rapidità della lettura. Le linee guida del 12 luglio 2011 accennano alla possibile comorbilità tra DSA e i disturbi di linguaggio (DSL).
Il capitolo presenta quattro studi su alcuni soggetti dislessici (bambini in età scolare e studenti universitari) che mostrano difficoltà nella produzione orale di costruzioni complesse (frasi contenenti pronomi clitici, frasi interrogative, frasi relative e frasi passive), caratterizzate da dipendenze sintattiche a lunga distanza. Queste costruzioni sono notoriamente problematiche per altri soggetti con disabilità linguistiche, quali soggetti con DSL e sordi
Cliticization as Extraction: The Big DP Hypothesis Revisited
In this paper, it is argued that cliticization is extraction out of a big DP. Big DPs contain both clitic pronouns and associate DP arguments (Torrego, 1995; Uriagereka, 1995, 2005, among others). The DP can be pronounced, which gives rise to a clitic doubling configuration, or can be null, in which case a simple clitic configuration is obtained. This hypothesis allows us to explain not only the limited movement possibilities of clitic pronouns (cf. Belletti 1999), but also their restricted inventory: Not all complements can be cliticized. If clitic pronouns are reduced maximal projections (Cardinaletti and Starke, 1999), the big DP hypothesis needs to be revisited. Clitic pronouns cannot be assumed to be the heads of big DPs, as was suggested in the above-mentioned proposals. The proposal is that clitic pronouns are merged as specifiers of the highest projection of big DPs, namely K(ase)P, which also captures the fact that they are the only elements which bear morphological case in languages like Italian
ll sistema pronominale della lingua dei segni italiana
In questo lavoro abbiamo analizzato il sistema pronominale della LIS. Abbiamo esaminato i pronomi personali tramite un sistema di tratti, [+prox], [+dist], che distingue le tre persone e la forma impersonale. Abbiamo inoltre mostrato che le indicazioni pronominali possono essere distinte in tre classi sulla base della correlazione tra proprietà sintattiche, prosodiche e semantiche, parallelamente alle tre classi di pronomi forti, deboli e clitici identificate nelle lingue vocali. Poiché la differenza tra le tre classi è strutturale, essa dovrebbe risultare indipendente dalla modalità di articolazione di un pronome; l’estensione della tripartizione alle lingue dei segni dimostra la correttezza dell’ipotesi iniziale. Abbiamo infine visto che analizzare le indicazioni brevissime come pronomi clitici ha conseguenze importanti per l’analisi della LIS come lingua a soggetto nullo. Questo è particolarmente chiaro nel caso dei verbi meteorologici, che possono ricorrere con indicazioni deboli o clitiche, dando origine a frasi con soggetto espresso come in inglese
La traduzione dei pronomi: interferenza sintattica e cambiamento linguistico
In questo lavoro, si studiano alcune traduzioni dall’inglese all’italiano per individuare eventuali tratti sintattici innovativi dell’italiano di oggi e valutare se essi possano essere attribuiti a interferenza: nel processo traduttivo, la lingua del testo di partenza e la lingua di arrivo si trovano infatti in una particolare situazione di contatto ed è prevedibile che la lingua di partenza influenzi la resa nella lingua della traduzione. Da un lato possiamo ipotizzare che l’interferenza sintattica, a differenza dei fenomeni di prestito lessicale e di calco morfologico, non avvenga in maniera casuale, ma che essa operi su aspetti particolarmente “vulnerabili” della lingua. In particolare esploreremo l’ipotesi che possano essere soggetti a interferenza solo i fenomeni di interfaccia, quelli cioè in cui la sintassi si integra con altri sistemi cognitivi. Abbiamo scelto di studiare la traduzione dei pronomi personali proprio perché il sistema pronominale si trova a cavallo tra la sintassi e la semantica / pragmatica.
Dall’altro lato, poiché il sistema pronominale italiano è in fase di cambiamento, esso rappresenta un campo di indagine privilegiato per valutare se la lingua usata nelle traduzioni recepisca questo processo di cambiamento e possa eventualmente, data l’interferenza di cui si è detto, anche accelerarlo
The affrication of [s] in a central Italian variety: Syntactic conditions on a "sandhi" rule
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