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    Suscettibilità alla fotossidazione del formaggio DOP Asiago d’allevo vecchio. Risultati preliminari

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    Gli alimenti sono potenzialmente esposti all’azione degradativa della luce durante tutta la loro vita commerciale. I fenomeni foto-ossidativi causano lo scadimento organolettico del prodotto, la perdita del valore nutrizionale e lo sviluppo di composti potenzialmente nocivi per la salute del consumatore. La presenza del packaging limita solo parzialmente tale fenomeno. Si è valutata la suscettibilità alla fotossidazione del formaggio Asiago d’allevo D.O.P. porzionato in preincarto mantenuto in condizioni di conservazione commerciale. La valutazione ha preso in considerazione l’effetto dell’origine (formaggio di montagna vs. formaggio di pianura), dell’esposizione (buio vs. luce) e del tempo di conservazione (0÷336 ore) nei confronti del colore (misurato strumentalmente), contenuto di riboflavina e formazione di composti secondari dell’ossidazione lipidica. Il formaggio di montagna presentava un maggior valore dell’indice del giallo (P<0,001) e del rosso (P<0,001) mentre il contenuto dei riboflavina era significativamente maggiore in quello di pianura (P<0,001) che presentava anche una minore ossidazione dei lipidi (P<0,01). Luce e tempo di conservazione hanno comportato la progressiva riduzione dell’indice del giallo (P<0,001 per entrambi gli effetti) e del rosso (P<0,001 per entrambi gli effetti) e la riduzione del contenuto di riboflavina (P<0,01 e P<0,001 rispettivamente). Lo sviluppo dei prodotti secondari dell’ossidazione, invece, non sembra essere condizionato dall’esposizione alla radiazione luminosa ma dalla presenza di ossigeno all’interno della confezione (P<0,001). Il prodotto di montagna sembra essere maggiormente suscettibile. Ulteriori analisi dovranno essere condotte per valutare l’effetto della radiazione luminosa e della presenza di ossigeno a carico delle vitamine liposolubili

    XXVI Convegno Nazionale Associazione Italiana Veterinari Igienisti

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    Sul packaging degli alimenti sono frequenti i termini “naturale”, “100% naturale” o simili. Sovente tali indicazioni inducono il consumatore all’acquisto nella convinzione di scegliere un prodotto più sano, più fresco o, in generale, con caratteristiche peculiari. Il lavoro analizza il significato attribuito dai giovani ai concetti di naturale e genuino nell’ambito degli alimenti quotidianamente consumati. La raccolta dei dati è avvenuta somministrando un questionario a un campione di studenti (maschi: n. 314; femmine: n. 349) delle scuole secondarie di secondo grado (Licei, Istituti Tecnici e Professionali) presenti nel territorio di pertinenza dell’ASL 6 in provincia di Vicenza. Gli studenti intervistati hanno affermato di essere abbastanza interessati a temi collegati agli alimenti come dieta e salute, bellezza, ricette e sicurezza alimentare. Il reperimento delle informazioni in merito avviene spesso su siti web e a volte attraverso la televisione. Un terzo degli intervistati ha dichiarato di scegliere e acquistare un alimento soprattutto perché fa bene alla salute ma forma e il colore della confezione rappresentano il secondo motivo di scelta. L’attenzione all’etichetta è soprattutto verso la data di scadenza e l’elenco degli ingredienti mentre origine geografica, produttore o indicazioni di uso e consumo sembrano essere meno considerate. Non vi sono differenze significative tra maschi e femmine. Le definizioni più frequenti di alimento genuino riguardavano gli effetti sulla salute (“non fa male”, “fa bene”, “sano”), l’assenza di prodotti chimici, OGM, trattamenti o grassi e zuccheri ma anche l’individuazione di una categoria merceologica (frutta e verdura). Meno frequenti sono i riferimenti alla produzione domestica o biologica. Inoltre molti studenti non sono stati in grado di dare una definizione di alimento genuino. Alimento naturale è stato invece definito tale se privo di conservanti e coloranti, pesticidi e sostanze chimiche in generale; e chiaramente connotato come prodotto proveniente dalla terra. Le associazioni spontanee al concetto di alimento naturale hanno riguardato il tema della salute (sano, salutare), il metodo di produzione e la provenienza (biologico, biodinamico, km zero, prodotto nel proprio orto); la sicurezza della produzione viene richiamata da pochi intervistati. I dati confermano quanto riportato in letteratura. In generale ciò che è descritto come naturale appare migliore e il consumatore sceglie quel prodotto rispetto ad un altro in cui il richiamo alla genuinità o alla natura non è presente anche quando è identico. Gli studenti però, almeno in modo diretto, non vi attribuiscono una maggior sicurezza igienico-sanitaria. È importante conoscere la rappresentazione che il consumatore ha verso alcuni concetti in quanto possono portare a comportamenti non corretti dal punto di vista igienico che potrebbero essere prevenuti

    Cold chain and consumers’ practices: exploratory results of focus group interviews

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    The aim of this qualitative survey was to gain an insight into the ways consumers purchase, transport and storage fresh and frozen food. In particular, this paper considered consumers’ behaviour and the knowledge they have about cold chain. An explorative study was held using focus group interviews (n. 4) as the method for data collection. The sampling group was composed of 24 consumers (4 males and 20 females) and the age ranged from 33 to 78. Data revealed that food safety knowledge is at a fairly good level, however consumer practices in certain cases were inappropriate particularly with respect to transport from the store to home, storage and thaw. Consumers were particularly concerned about frozen food that should not be thawed during shopping or transportation. Knowledge about eggs storage seemed to be dodgy as well. Due to the restricted extent of the sample survey the results cannot be generalized to the whole Italian population; still, this method is particularly useful for discovering not only what people think but why they think that way

    Analysis of an 11.6 kb region from the right arm of chromosome VII of Saccharomyces cerevisiae between the RAD2 and MES1 genes reveals the presence of three new genes

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    Sequence analysis of an 11 628 bp DNA segment from the right arm of Saccharomyces cerevisiae chromosome VII revealed the presence of the 5* end of the RAD2 gene, the MES1 gene and six open reading frames (ORFs) each longer than 300 bp. Four of these ORFs are expressed genes, as indicated by transcript analysis. One of them, YGR261c, which specifies a putative â-adaptine, corresponds to gene YKS5, which has recently been identified as a suppressor of loss of casein kinase 1 function. The remaining three ORFs are new genes; of these, YGR260w encodes a protein showing similarity to the S. cerevisiae allantoate permease and YGR262c specifies a putative protein kinase. The sequence has been deposited in the EMBL data library under Accession Number Y07777. ? 1997 by John Wiley & Sons, Ltd
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