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    Fondamenti di biomeccanica. Equilibrio, movimento e deformazione

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    FONDAMENTI DI BIOMECCANICA, a cura di Angelo Cappello e Lorenzo Chiari, con la collaborazione di Luca Cristofolini, è considerato un testo di riferimento a livello internazionale e si rivolge a platee di lettori molto diverse, con una cifra stilistica deliberatamente inclusiva. Gli Autori della terza edizione (Nihat Özkaya, Margareta Nordin, David Goldsheyder e Dawn Leger) hanno abbinato il necessario formalismo matematico con ampie sezioni descrittive, cercando di fare avvicinare ciascun lettore, indipendentemente dal suo retroterra culturale, al cuore dei costrutti fondamentali relativi a equilibrio, movimento e deformazione. Un corpus notevole di esempi ed esercizi risolti è di grande utilità pratica. La crescente domanda di competenze biomeccaniche in ambiti professionali diversi rende il testo adatto ai corsi di laurea e laurea magistrale di Ingegneria dell’Informazione o Industriale, Ingegneria Biomedica, Scienze delle Attività Motorie e Sportive, Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate, Scienze e Tecniche dello Sport, Scienze delle Professioni Sanitarie della Riabilitazione e delle Professioni Sanitarie Tecniche, Medicina e Chirurgia

    Quel passo un po' dinoccolato. "La letteratura verso Hiroshima", mezzo secolo dopo

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    Il saggio prende in esame la prima raccolta saggistica di Giovanni Giudici, ricostruendone la genesi, la struttura, i momenti salienti e i quindici anni che compendia

    Sotto il Cappello di Nino Rota

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    Il saggio colloca l'opera di Nino Rota "Il cappello di paglia di Firenze" (1955) nell'estetica paradossale e sfuggente del compositore e nel punto di confluenza tra la tradizione della farsa musicale e quella del vaudeville. Ne analizza inoltre tre aspetti decisivi: il rapporto tra espressione e convenzioni musicali rispetto al ruolo della parodia stilistica, utilizzata sistematicamente da Rota, la raffigurazione delle classi sociali, e la messa in scena di situazioni relative alla vita di coppia, che fanno dell'opera un consapevole trattato della vita coniugale

    Lo zapatismo : uso locale e internazionale di un artefatto intellettuale

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    Nella fabbricazione della dimensione sociale è centrale il ruolo dell’immaginazione. Nell’epoca della cosiddetta globalizzazione le immagini, le idee e le opportunità che costituiscono gli immaginari individuali e collettivi vengono sempre di più da “altrove”, spesso veicolate dai media (APPADURAI A. 2001). Ogni società ha bisogno di narrazioni in cui riconoscersi e trovare un senso condiviso. Queste narrazioni spesso vengono da altrove. Dal Messico, per esempio, come nel caso degli attivisti italiani contro il neo- liberismo, i quali attingono all’immaginario stimolato dagli Zapatisti chiapanechi dando vita a narrazioni che producono, reinventano, consolidano comunità. I gruppi italiani che, negli ultimi anni, si sono interessati al movimento zapatista in Chiapas sono numerosi, eterogenei tra loro, e offrono rappresentazioni degli Zapatisti piuttosto diversificate. Per tratteggiare rapidamente il quadro generale si può osservare che vi sono gruppi storicamente provenienti dall’area dell’associazionismo cattolico, altri dalla cosiddetta area anarchica o libertaria, altri ancora provenienti dal percorso dell’antagonismo e della sinistra extraparlamentare. Il mio lavoro si concentra soprattutto su queste ultime due aree

    Etnicità zapatista: tradire la tradizione?

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    La mia proposta è di guardare l’etnicità maya indigena rivendicata dagli Zapatisti come una forma di resistenza culturale agli effettivi danni della globalizzazione e come una strategia politica per ottenere riconoscimento e accesso alle risorse, dove per risorse intendo risorse materiali quali scuole, strade e ospedali, e anche il riconoscimento politico internazionale e nazionale e le sue implicazioni. Il processo di costruzione delle “identità etniche” che ha avuto luogo nel mondo negli ultimi vent’anni, pur essendo un fenomeno generale, non può essere compreso al di fuori della sua specificità storica e quindi nella singolarità e nella località. Lo studio del caso specifico dello zapatismo mette in evidenza come si coniughino la prospettiva tradizionale e locale con le interconnessioni transnazionali in cui ormai tutte le società sono immerse

    La transizione ecologica come oggetto etnografico: posizionamento e intenzioni alla prova del campo (Sud Sardegna)

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    In un quadro di mandato H2020 la ricerca qui descritta vuole comprendere il ruolo di alcuni aspetti socio-culturali locali nei processi di transizione ecologica, e in particolare energetica, promossi dall’agenda europea per la decarbonizzazione nei suoi effetti locali nella regione ex mineraria del Sulcis (Sud Sardegna). Contemporaneamente, questo studio intende discutere il mandato e far emergere diversi aspetti della relazione etnografica che superano le intenzioni della ricercatrice, illustrando alcuni dei diversi esiti inattesi della sua presenza sul campo, discutendo il posizionamento etnografico. Carloforte, unico centro abitato dell’Isola di San Pietro, poco distante dal margine sud- occidentale della costa sulcitana della Sardegna e di fronte al grande polo industriale di Portovesme, è un sito il cui tratto saliente, dal punto di vista geografico, è la marginalità. Tuttavia, si trova al centro di dinamiche globali, energetiche e geopolitiche

    Pierluigi Cappello: i versi friulani

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    Della poesia di Pierluigi Cappello si prendono in considerazione i soli versi friulani nella interezza del loro arco cronologico, dei temi e delle scelte metriche

    Il cappello nuovo

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    La novella "Il cappello nuovo" di Ugo Betti è corredata dall'analisi delle varianti, eseguita dalla sottoscritta, riscontrate tra le diverse edizioni della stessa in volume e/o sulla stampa periodica
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