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    Giuseppe Acerbi fra Capo Nord e Londra

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    Viaggi del giovane Acerbi verso il Nord Europa e arrivo in Inghilterra e in Irlanda

    Spigolature dai "Diari" dei viaggi in Irlanda e Inghilterra di Giuseppe Acerbi

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    Giuseppe Acerbi confronta la realtà inglese e irlandese, tracciando un affresco della situazione culturale, sociale e politica

    Giuseppe Acerbi, grand tourist d’oltremanica

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    Analisi del "Diario dl soggiorno in Inghilterra" con particolare riferimento alle città di Londra e di Dublino

    Il sasso e il nome. Iscrizioni funerarie tra XVIII e XIX secolo con una scelta di epigrafi veronesi

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    Da sempre l’umanità riflette sulla propria fine, alimentando la speranza di una vita oltre la morte, o chiudendosi entro l’orizzonte di una dimensione puramente terrena. Nell’un caso e nell’altro, monumenti e iscrizioni funerarie stanno a testimoniare un “sentire” che si manifesta nell’elogio delle virtù del defunto e nell’espressione del dolore dei sopravvissuti. Tra i vivi e i morti si stabilisce quell’intenso rapporto affettivo che il Foscolo definisce «corrispondenza d’amorosi sensi». Se fino al Settecento molte epigrafi contenevano il riferimento alla ‘mort de soi’ (ossia alla morte del soggetto, al corpo sepolto e al suo disfacimento in attesa della risurrezione), intorno alla metà del secolo prevale l’attenzione per la ‘mort de toi’, che si esprime nel dolore dei vivi che piangono la scomparsa dei propri cari. La morte non annulla il legame con i defunti: essi continuano a vivere nella memoria personale e collettiva e spesso in un aldilà definibile sia in termini di fede cristiana sia in forme di spiritualismo laico. Il lavoro si incentra sulla trascrizione e sull’analisi di oltre mille epigrafi veronesi (appartenenti all’antico cimitero di San Bernardino e a quello monumentale di Porta Vittoria), e sulla ricostruzione degli avvenimenti che portarono al passaggio dalle sepolture nelle chiese alle inumazioni nei recinti cimiteriali extraurbani, in ossequio alla normativa sanitaria progressivamente affermatasi in tutta Europa a partire dal 1770. Attraverso l’analisi del formulario epigrafico, in cui si è espressa la memoria storica e collettiva della città, è stato possibile individuare le varie modalità con cui l’uomo ha cercato di rapportarsi ai ‘modi del morire’, definendo altresì i ‘modi del vivere’

    Il Premio Vittoria Samarelli. Un libro per conoscere, creare e crescere

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    Viene illustrato il premio Vittoria Samarellli e indicate note bio-bibliografiche sui due vincitori: Michal e Joanna Rusine

    Diario del soggiorno in Inghilterra e Irlanda di Giuseppe Acerbi

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    Le vicende autobiografiche di Giuseppe Acerbi (1776-1843) sono già di per sé prova della sua poliedrica personalità e della sua vigorosa capacità programmatica e operativa unita a volontà di riflessione e desiderio di fissare sulla carta le proprie esperienze intellettuali. In una valutazione che tenga conto dell’originalità della sua figura, di non scarso rilievo può rivelarsi lo studio del «Diario del soggiorno in Inghilterra e Irlanda». Il manoscritto 1307/1, conservato presso la Biblioteca Teresiana di Mantova e rimasto finora inedito, compare qui per la prima volta in trascrizione integrale. Nella rapida successione dei quadri che costituiscono il resoconto del viaggio, Acerbi rivela la sua formazione di poligrafo settecentesco curioso nei confronti del reale, atteggiamento che lo porta a osservare attentamente e a non celare le ingiustizie, le prevaricazioni, i problemi, lo stato di oppressione cui sono, almeno in parte, soggetti tutti i popoli. Acerbi si propone di conoscere la realtà umana e sociale, il sistema politico-economico, la situazione letteraria e religiosa dei paesi stranieri che visita. Afferma di non voler viaggiare per redigere una raccolta erudita di curiosità, ma «per acquistare una facilità ed un mezzo di riguardare le cose e gli uomini con un occhio più veggente ed imparziale»
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