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Gli studi danteschi di Ovidio Capitani
Rassegna critica degli studi danteschi di O. CapitaniThe contribution of Ovidio Capitani (1930-2012) to the researchs into Dante Alighieri's Work
Lo studium nel XV. secolo
Panoramica storico-critica dello studium bolognese nel Quattrocent
EPITELIOMA SEBACEO: NEOPLASIA BENIGNA O MALIGNA?
L’epitelioma sebaceo è un tumore cutaneo piuttosto comune nel cane (l’incidenza stimata è intorno al 3% delle neoplasie cutanee) e raro nel gatto, classificato come tumore a basso grado di malignità. In particolare è riferita la possibilità di recidiva locale in seguito ad asportazione chirurgica incompleta e solo in rari casi sono state osservate metastasi ai linfonodi regionali, mentre la disseminazione metastatica non è contemplata fra le possibili evoluzioni della malattia.
E' presentato il caso di un cane bassotto femmina di 9 anni, presentato per l’evidenza di un nodulo ulcerato compatto di circa 5 mm a carico del labbro superiore sinistro, che un campionamento citologico ha diagnosticato come epitelioma sebaceo. La neoplasia viere rimossa chirurgicamente, ma recidiva dopo 11 mesi e viene nuovamente asportata; dopo ulteriori 5 mesi compaiono sintomi neurologici che la diagnostica per immagini associa a lesioni encefaliche a focolaio, associate ad analoghe lesioni polmonari. L'esame post mortem evidenzia trattarsi di metastasi dell'epitelioma sebaceo.
Viene discussa la necessità di individuare criteri istopatologici in grado di discriminare fra epiteliomi sebasei "benigni" ed epiteliomi sebacei dotati di un potenziale di malignità
Fermenti religiosi, riforma ecclesiastica e riforma gregoriana: Conti e vescovi a Bologna nell'età della Riforma fino a Gregorio VII
Ricostruzione storica degli eventi che interessarono le istituzioni laiche ed ecclesiastiche a Bologna nel corso del secolo XI, con particolare attenzione per il ruolo dei vescovi e della famiglia dei cosiddetti "conti di Bologna" nella gestione del potere in un momento particolarmente importante per lo sviluppo della città
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
I contrari come euristica nell’insight problem solving: processo consapevole o inconsapevole?
I contrari risultano caratterizzare gran parte delle nostre abilità cognitive: qualificano i modi attraverso i quali gli esseri umani percepiscono lo spazio (e.g. Bianchi, Savardi, & Kubovy, 2011); sono una struttura linguistica primaria, comune nell’organizzazione di tutti i linguaggi naturali (e.g. Jones, Murphy, Paradis, & Willners, 2012); sono alla base della comprensione umoristica (e.g. Colston & O'Brien, 2002; Canestrari & Bianchi, 2013) e sono fondamentali nei processi di ragionamento, quali l’induzione (Gale & Ball, 2009, 2012), la deduzione (e.g. Augustinova, 2008; Evans, 2007) e il pensiero divergente e creativo (e.g. Dumas, Schmidt, & Alexander, 2016; Vartanian, Martindale, & Kwiatkowski, 2003). La ricerca contemporanea ha altresì messo in evidenza che stimolare il solutore ad utilizzare un pensiero per contrari aiuta a superare una situazione di impasse e a risolvere correttamente il problema (Branchini, Savardi, & Bianchi, 2015; Branchini, Burro, Bianchi, & Savardi, 2015; Murray & Byrne, 2013). In questo contributo presenteremo i risultati di alcuni studi condotti al fine di testare in che modo i contrari supportano il processo di pensiero attivato da piccoli gruppi, di tre membri ciascuno, durante la ricerca della soluzione in compiti di insight problem solving visuo-spaziale (Branchini, Bianchi, Burro, Capitani, & Savardi, 2016, in preparazione). Nello specifico, in una condizione ai partecipanti veniva suggerito implicitamente l’utilizzo di una strategia basata sulla sistematica trasformazione delle proprietà spaziali del problema nei rispettivi contrari; in una diversa condizione, i solutori venivano invitati ad utilizzare tale strategia dopo essere stati sottoposti ad un training che mostrava in che modo un pensiero per contrari potesse facilitare la soluzione. I risultati ottenuti hanno dimostrato che trasformare le proprietà spaziali del problema nelle rispettive proprietà contrarie ha influenzato positivamente sia il numero di soluzioni che i comportamenti di soluzione attivati, come emerge dai disegni prodotti e dagli scambi dialogici tra i componenti di ciascun gruppo. Saranno, infine, discusse le possibili implicazioni di tali risultati all’interno del dibattito contemporaneo relativo al ruolo di meccanismi consapevoli ed inconsapevoli nell’insight problem solving, in cui è necessario attivare un cambiamento di rappresentazione per superare l’impasse e risolvere correttamente il problema (Knoblich, Ohlsson, & Raney, 2001; Öllinger, Jones, & Knoblich, 2008)
Erudizione e scetticismo in François de la Mothe le Vayer
Il tratto teorico che caratterizza la personalità intellettuale di François de la Mothe le Vayer (1583 o 1588-1672) è dato dall’adesione esplicita alla filosofia scettica, accolta nella molteplicità delle sue manifestazioni storiche, anche se La Mothe si dichiara più volte ‘pirroniano’. L’appartenenza alla cerchia, che si riuniva attorno ai fratelli Dupuy, lo pone tra i ‘libertini eruditi’; per lui, tuttavia, l’erudizione, non è una maschera o uno strumento di persuasione, ma costituisce la condizione culturale nella quale la filosofia scettica si sviluppa e, al tempo stesso, l’esito al quale perviene. Analogamente l’immagine dello scettico non è uno schermo per nascondere un pensiero negativamente assertorio, e anzi lo scetticismo insuperabile è una filosofia di per sé eversiva. Così in religione l’eterodossia di La Mothe le Vayer è legata non all’adesione dissimulata a un ateismo sostanziale, ma alla professione di un dubbio che resta ‘invincibile’, anche se non esistono ragioni risolutive per considerare infondata l’opzione fideistica, alla quale La Mothe dichiara di aderire. La sospensione dell’assenso e il carattere in-conclusivo di un’indagine che si appaga non nel possesso della ‘verità’, ma nell’equilibrio isostenico delle diverse teorie, resta il carattere permanente di una filosofia, secondo la quale tutte le scienze sono segnate da una fondamentale incertezza. In questo modo lo stesso ‘pirronismo storico’ non tende a marcare una contrapposizione tra la storia e le scienze ‘solide’, ma piuttosto ad accomunarle in una generale condizione aporetica
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